
Incorreggibile romantica❤️Disegno per vivere. Leggo per resistere. Scrivo per non morire 🌈 Gay per dispetto 🏳️🌈 Antifascista sempre 🇪🇺🇮🇪🇮🇹✡️ VEG #FBPE
Kilkenny, Ireland
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"Dipinte in queste rive
Son dell'umana gente
Le magnifiche sorti e progressive"
Giacomo Leopardi
La Ginestra 49/51
«la riproduzione del peggio del secolo scorso coi mezzi disponibili in quello attuale!»
In due righe tutto il distopico che si sta svolgendo sotto i nostri occhi.
È agghiacciante ed ha conseguenze devastanti la riproduzione del peggio del secolo scorso coi mezzi disponibili in quello attuale! #guerre
«mentre il fascismo no»
Anch'io, senza ironia come @afspagnuolo penso che queste poche righe siano tra i passaggi più limpidi e definitivi che mi sia capitato di leggere su questi schermetti (in biblioteca ovviamente è altra cosa) su questi argomenti, socialismo/fascismo partic.
Replying to @afspagnuolo
Capisci perché invoco, anche se scherzo in parte, la rupe tarpea? La rupe tarpea era l'esecuzione per chi, idealmente, doveva essere scacciato dalla comunità romana. Non ne fai parte più perché hai tradito il popolo. I romani non potevano giustiziare i loro concittadini, inventarono questo escamotage brillante: io ti butto fuori dal pomerio, se poi muori per la caduta non è colpa mia. In tutta la storia romana, le finzioni e gli escamotage legali sono una costante persino brillante, come quando violavano i trattati (tradendo la fides, vincolo religioso ma anche legale, religione e legalità a Roma andavano a braccetto), trovavano sempre un pretesto plausibile e brillante. Ma questo è un altro discorso*.
Però il paradigma dello Stato è sempre quello di proteggere i ricchi, ed è questo che dobbiamo cambiare, ma ci vuole tempo e pazienza, come in molte cose della storia
Il problema è che le grandi rivoluzioni portano dietro di sé, come conseguenza naturale, regimi totalitari e, in molti casi, peggiorano le condizioni del popolo
Sì, vabbè, anche io avrei raso al suolo la Vandea e sparso il sale nei suoi campi, ma solo perché la Rivoluzione francese rappresenta un caso a sé. Il paradosso è però che i vantaggi li raccolse la borghesia, colpa di Napoleone? Beh, in parte sì, ma fu un problema anche intrinseco della rivoluzione stessa. Di tutte le rivoluzioni, io semmai invoco la rivoluzione culturale, come spiego, in parte, nel testo
Il rapporto storico e politico tra fascismo e capitale, comunque, l'ho appena sfiorato. E' vero come dici fu frutto anche della paura della rivoluzione d'ottobre, ma non spiega tutto. Ad esempio, forme di fascismo ci furono anche prima, non ante litteram, ma, in parte, di metodologie fasciste e di ispirazione. Ma soprattutto dobbiamo vederlo anche attraverso il trauma micidiale, per tutti, quale fu la 1°WW che come trauma socio-psichico-economico-filosofico, fu imponente
La prima guerra totale, ma non solo, fu talmente traumatico che le condizioni materiali e psicologiche travalicano persino quelle della 2°WW
*Non è un discorso a sé, anche se può sembrare apparentemente, la comunità non è soltanto un insieme di individui, ma anche un sistema di obblighi reciproci; tradire deliberatamente quegli obblighi può essere interpretato come una rottura del patto che fonda la convivenza. Anche se questa è bidirezionale, può essere intesa anche come difesa della struttura odierna. Ma cmq la invoco a volte, ironicamente, iperbolicamente, ma soprattutto come metafora dal punto di vista romano adattato all'oggi. Perché il fascismo rappresenta proprio questo, la rottura del patto civile e di convivenza all'interno della comunità, da non confondere, infatti, con il marxismo e l'anarchismo, ma non perché ne sono propugnatore (in parte come spiegato), ma perché ambedue vogliono risolvere il conflitto all'interno della comunità armonizzandolo(banalmente, filosoficamente il marxismo ha come idea un fondamento umano condivisibile). Mentre il fascismo no, propugna la lotta, violenta, in sé, come perpetuazione del superuomo (concetto nietzschiano, ma di interpretazione erronea, come anche sull'Impero romano, i fascisti manipolano la storia e la filosofia, sempre) e delle differenze sociali, ma su basi gerarchiche biologiche(manco come l'aristocrazia guerriera e feudale che implicava solo la discriminante della nascita, a culo però), in cui il nazionalismo, la xenofobia e il razzismo diventa non solo l'essenza, ma anche patologico e ossessivo
@maripiani mi sa che ti può interessare la postilla
Marianna Piani retweeted
Replying to @afspagnuolo
Capisci perché invoco, anche se scherzo in parte, la rupe tarpea? La rupe tarpea era l'esecuzione per chi, idealmente, doveva essere scacciato dalla comunità romana. Non ne fai parte più perché hai tradito il popolo. I romani non potevano giustiziare i loro concittadini, inventarono questo escamotage brillante: io ti butto fuori dal pomerio, se poi muori per la caduta non è colpa mia. In tutta la storia romana, le finzioni e gli escamotage legali sono una costante persino brillante, come quando violavano i trattati (tradendo la fides, vincolo religioso ma anche legale, religione e legalità a Roma andavano a braccetto), trovavano sempre un pretesto plausibile e brillante. Ma questo è un altro discorso*.
Però il paradigma dello Stato è sempre quello di proteggere i ricchi, ed è questo che dobbiamo cambiare, ma ci vuole tempo e pazienza, come in molte cose della storia
Il problema è che le grandi rivoluzioni portano dietro di sé, come conseguenza naturale, regimi totalitari e, in molti casi, peggiorano le condizioni del popolo
Sì, vabbè, anche io avrei raso al suolo la Vandea e sparso il sale nei suoi campi, ma solo perché la Rivoluzione francese rappresenta un caso a sé. Il paradosso è però che i vantaggi li raccolse la borghesia, colpa di Napoleone? Beh, in parte sì, ma fu un problema anche intrinseco della rivoluzione stessa. Di tutte le rivoluzioni, io semmai invoco la rivoluzione culturale, come spiego, in parte, nel testo
Il rapporto storico e politico tra fascismo e capitale, comunque, l'ho appena sfiorato. E' vero come dici fu frutto anche della paura della rivoluzione d'ottobre, ma non spiega tutto. Ad esempio, forme di fascismo ci furono anche prima, non ante litteram, ma, in parte, di metodologie fasciste e di ispirazione. Ma soprattutto dobbiamo vederlo anche attraverso il trauma micidiale, per tutti, quale fu la 1°WW che come trauma socio-psichico-economico-filosofico, fu imponente
La prima guerra totale, ma non solo, fu talmente traumatico che le condizioni materiali e psicologiche travalicano persino quelle della 2°WW
*Non è un discorso a sé, anche se può sembrare apparentemente, la comunità non è soltanto un insieme di individui, ma anche un sistema di obblighi reciproci; tradire deliberatamente quegli obblighi può essere interpretato come una rottura del patto che fonda la convivenza. Anche se questa è bidirezionale, può essere intesa anche come difesa della struttura odierna. Ma cmq la invoco a volte, ironicamente, iperbolicamente, ma soprattutto come metafora dal punto di vista romano adattato all'oggi. Perché il fascismo rappresenta proprio questo, la rottura del patto civile e di convivenza all'interno della comunità, da non confondere, infatti, con il marxismo e l'anarchismo, ma non perché ne sono propugnatore (in parte come spiegato), ma perché ambedue vogliono risolvere il conflitto all'interno della comunità armonizzandolo(banalmente, filosoficamente il marxismo ha come idea un fondamento umano condivisibile). Mentre il fascismo no, propugna la lotta, violenta, in sé, come perpetuazione del superuomo (concetto nietzschiano, ma di interpretazione erronea, come anche sull'Impero romano, i fascisti manipolano la storia e la filosofia, sempre) e delle differenze sociali, ma su basi gerarchiche biologiche(manco come l'aristocrazia guerriera e feudale che implicava solo la discriminante della nascita, a culo però), in cui il nazionalismo, la xenofobia e il razzismo diventa non solo l'essenza, ma anche patologico e ossessivo
@maripiani mi sa che ti può interessare la postilla
Marianna Piani retweeted
La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé.
Ennio Flaiano, “Ombre grigie”, Corriere della sera, 13 marzo 1969. – at Reggio Emilia, Emilia Romagna
Diciamo (non "disciamo") che è sempre rischioso scommettere sul futuro: chi avrebbe detto solo una trentina di anni fa che TUTTI noi avremmo avuto in tasca il videotelefono di Spazio1999, ma mille volte più potente? Mettiamo che riesca davvero a mettere su strada questa roba↘️
➡️che vola (per qualche metro) ma soprattutto che, schiacciata al suolo dalla forza di mille valvole, si trasforma in un razzo missile, e accelera da 0 a 100 in 1 sec (motore elettrico da 1500 cavalli, anche): il bue muschiato sta immaginando un giocattolo da qualche milione ↘️
Marianna Piani retweeted
Be Katie Zacharia:
> Graduate from Pepperdine Law in 2011.
> Reportedly fail the California bar and never retake it.
> Move to China. Work at a law firm.
> Build a career in conservative media.
> Describe yourself as a lawyer.
> Hold the title of “general counsel.”
> At 41, get named White House press secretary.
> Pretty significant promotion.
> Unfortunately, it includes a background check conducted by the entire internet.
> Tuesday: First White House briefing.
> Questions arise about your legal credentials.
> Where are you admitted?
> Normally a pretty short conversation.
> Texas. Florida. California.
> Yours requires an explanation involving China.
> By Thursday, explain that you were told you could call yourself a “lawyer,” but not an “attorney” or “esquire.”
> Your career is now depending on a distinction most people use a thesaurus to avoid.
> Appear on Hannity.
> You were hired to explain the president’s positions.
> You are explaining your résumé.
> Friday: Reports say you’re fired.
> Five days in the job.
> First briefing Tuesday. Out Friday.
> I’ve had longer email chains about whether to use “reasonable” or “commercially reasonable.”
> Everyone sees a career catastrophe.
> Fair.
> But look at what survives the termination.
> National name recognition.
> Footage behind the White House podium.
> A story every political podcast can ask you about.
> And a new line on your résumé: Former White House press secretary.
> No semantic debate required for that one.
> Actually held the job.
> The conference introduction probably won’t mention that it was shorter than the hotel’s cancellation policy.
> A book? A podcast? Paid speeches?
> Nothing guaranteed.
> But “former White House press secretary tells her side” is a much easier pitch than “political commentator available for bookings.”
> At 41, lose a job in five days.
> Potentially spend the next 20 years being introduced by it.
The job didn’t work out. But I suspect things will for her!
Katie Zacharia has been fired as White House press secretary after less than one week on the job.
(nytimes.com/2026/10/16/us/po…)
Totally agree!
It's the kind of movie you have to see twice just to start to appreciate it
👇👇👇
Digger is the this generation's Lebowski. Totally dividing on release. Acknowledged as an art and culture masterpiece and living on for eternity through memes, quotes and the inevitable nerdy fan club. It's that impactful. Stupid, hilarious-sad-beautiful all of it. It's the most audacious and original film statement in years. And, in a weird way, the spiritual sequel to Children of Men. If you hated it on first watch, do it again. Trust me.
Concordo, un film molto più profondo e inquietante di quanto mi aspettassi prima di vederlo, oserei dire un capolavoro alla pari di certe visioni di Kubrik. Che abbia floppato in USA è solo un motivo in più per correre a vederlo. Andrebbe visto almeno due volte, tra l'altro.
👇
𝑫𝒊𝒈𝒈𝒆𝒓
𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐣𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐆𝐨𝐧𝐳𝐚́𝐥𝐞𝐳 𝐈𝐧̃𝐚́𝐫𝐫𝐢𝐭𝐮
La recensione di Gianni Canova
Cosa ci fa la locandina di “Opening Night” (“La sera della prima”, 1977, di John Cassavetes) nel camerino di Curtis Marks, l’attore che interpreta il rapace capitalista trivellatore in “Digger” di Alejandro González Iñárritu? Meglio: nel camerino del film in cui Tom Cruise interpreta l’attore Curtis Markson che interpreta il capitalista Digger Rockwell in un film che, come il capolavoro di Cassavetes, lavora sulla sovrapposizione tra realtà e finzione?
Vertigine della percezione: cosa stiamo veramente guardando mentre vediamo “Digger”? Quella locandina è un indizio: un apologo espressionista su un mondo che si sta scavando la fossa? Una riflessione metalinguistica su un film che mette in scena le prove di uno spettacolo teatrale (“Fossil Fools”) che a sua volta mette in scena la follia di un mondo che la fossa se l’è già scavata?
Non si sa da dove prenderlo, un film come “Digger”. Troppo ricco, complesso, denso, spiazzante. Volutamente, a tratti, sgradevole. Ma anche, spesso, illuminante. Scomodo, in ogni caso.
È come se Iñárritu mettesse l’uno sull’altro, o l’uno dentro l’altro, “Il petroliere” e “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, “Il dottor Stranamore” di Kubrick, “Brazil” di Terry Gilliam e il suo “Birdman” insieme a tutti gli altri film le cui locandine sono appese, non a caso, sulle pareti del teatro, da “Marcia competente” a “Ninotchka” di Lubitsch, per ricavarne un film labirintico e debordante, gigantesco e stordente, interamente girato in VistaVision analogico (lo stesso formato di “Vertigo” di Hitchcock), quasi a voler rinnovare ancora una volta l’amore insaziabile per la pellicola e per la sua capacità di essere impronta del mondo. Perché questo è il punto: “Digger” ci restituisce – deformata e sfigurata – la nostra impronta. Parla di noi. Ci parla.
Goffo, ingrassato, incanutito, eppure vitalissimo, Tom Cruise entra in un gioco di matrioske finzionali contenute l’una dentro l’altra per dar corpo e voce al cinico magnate del petrolio che ha causato un immenso disastro climatico in Groenlandia e tuttavia cerca in tutti i modi di passare per il salvatore del mondo continuando ad accumulare profitto.
Ma Iñárritu non ne fa il “cattivo” detestabile e repellente da offrire come parafulmine alla nostra cattiva coscienza per scaricare su di lui tutte le nefandezze di un sistema che sta portando il mondo alla catastrofe. Ci dice o per meglio dire ci fa urlare in faccia, che la colpa è di tutti noi. Noi che fingiamo di indignarci, noi bravissimi nel dare sempre la colpa agli altri, noi che recitiamo la parte dei cittadini consapevoli e responsabili, ma che non siamo disposti a rinunciare neanche alla più piccola e banale delle nostre comodità.
Forse è per questo che “Digger” non è piaciuto a molti e ha tanto irritato gran parte della critica americana: perché in un monologo che resterà nella storia del cinema, avvolto nelle luci e nei colori desaturati della fotografia di Emmanuel Lubezki, Tom Cruise individua nella nostra pelosa indifferenza, nel nostro sordo solipsismo, nell’egoismo piccolo e stizzito con cui difendiamo “la libertà di crogiolarci nella comodità delle nostre esistenze intollerabili”, la causa prima della catastrofe.
Urticante e magniloquente, “Digger” ci invita ad accomodarci e ad assistere in silenzio, solo con qualche piccolo ghigno, allo spettacolo indecoroso della fine che ci attende. Gigantesco.
#welovecinemait #Digger #AlejandroGonzálezIñárritu #TomCruise
@WarnerBrosIta
Marianna Piani retweeted
Ormai il disegno è palese: distruggere le più importanti eredità della vittoria alleata sul nazifascismo. Tra queste, la giustizia penale internazionale: una conquista di valore universale, nata a Norimberga e approdata alla Corte penale internazionale.
È un grottesco rovesciamento della storia che Israele commenti il Nobel a Navi Pillay dichiarando: «Joseph Goebbels sta applaudendo dall’inferno». Se qualcuno merita quell’applauso, sono proprio coloro che vogliono demolire la giustizia penale internazionale. Non chi chiede conto dei crimini, ma chi pretende l’impunità per i criminali di guerra. Altro che difesa della memoria: sembra la vendetta dei condannati di Norimberga contro i principi che li portarono alla sbarra.
È un’ulteriore conferma: la distruzione dell’ordine giuridico internazionale non è il punto d’arrivo. È il punto di partenza. Il bersaglio finale è la democrazia.
Prima si delegittimano i tribunali e infine si pretende che la volontà di chi comanda sostituisca la legge.
E l’annuncio dell’esecuzione per fucilazione, trasmessa in diretta streaming, dell’autore della strage di Fort Hood porta questa logica fino all’orrore: trasformare la morte in spettacolo, la pena in esibizione di forza, lo Stato in un palcoscenico di vendetta.
Non stanno soltanto attaccando la giustizia internazionale. Stanno smantellando anche i principi dello Stato di diritto dentro i confini nazionali.
La barbarie non viene più nascosta: viene rivendicata, messa in scena e offerta al pubblico come prova di potere assoluto.
Marianna Piani retweeted
Altro che terrapiattisti! 🥹
Il giorno in cui il nostro Universo diventò "infinito".
Fino agli anni ’20 del Novecento, l’astronomia era convinta di una cosa: la Via Lattea era l’intero Universo. Tutto ciò che vedevamo nel cielo notturno, stelle, ammassi e quelle misteriose macchie sfocate chiamate "nebulose a spirale", si pensava fosse contenuto all’interno dei confini della nostra galassia.
Poi improvvisamente arrivò una scoperta che cambiò per sempre la storia della cosmologia moderna.
Nel 1920, la comunità scientifica era spaccata a metà in quello che passò alla storia come il "Grande Dibattito" tra gli astronomi Harlow Shapley e Heber Curtis.
Le "nebulose a spirale" come M31, che oggi chiamiamo e sappiamo essere la Grande Galassia di Andromeda, erano semplici nubi di gas dentro la Via Lattea?
Oppure erano imponenti "universi isola" esterni, posti a distanze inimmaginabili?
Per risolvere il mistero mancava un dato fondamentale: un righello cosmico capace di misurare la distanza di oggetti così lontani.
La svolta avvenne grazie all'astronoma Henrietta Swan Leavitt. Studiando una classe di stelle variabili chiamate Cefeidi, la Leavitt scoprì una relazione precisa tra la frequenza con cui la loro luminosità pulsava e la loro brillantezza intrinseca (luminosità assoluta).
Sapere quanto una stella è davvero luminosa e confrontarlo con quanto appare brillante al nostro telescopio permette di calcolarne la distanza con precisione matematica. Le Cefeidi divennero così le prime "candele standard" della cosmologia.
Nell'ottobre del 1923, Edwin Hubble, utilizzando il potente telescopio Hooker da 100 pollici di Monte Wilson, fotografò un braccio della Nebulosa di Andromeda.
Sulla lastra fotografica in vetro individuò una stella che inizialmente scambiò per una nova. Confrontandola con gli scatti precedenti, capì che si trattava proprio di una variabile Cefeide. Barrò la lettera "N" e scrisse in rosso, a grandi lettere: VAR!
Applicando la legge di Henrietta Leavitt, Hubble fece i calcoli: quella stella si trovava a quasi un milione di anni luce di distanza (stime moderne dicono circa 2,5 milioni). Poiché il diametro della Via Lattea era stimato in "soli" 100.000 anni luce, la conclusione era inevitabile quanto sconvolgente: Andromeda era un'altra galassia, del tutto indipendente dalla nostra!
In un solo istante, i confini del cosmo si spalancarono e si gonfiarono a dismisura. La Via Lattea smise di essere "l'Universo" per diventare soltanto una tra centinaia di miliardi di galassie disperse in uno spazio quasi infinito. Pochi anni dopo, studiarne lo spettro portò Hubble a capire che le galassie si stavano anche allontanando tra loro: l'Universo non solo era immenso, ma si stava espandendo.
#Astronomia #Cosmologia #Spazio #EdwinHubble #ViaLattea #Andromeda #Scienza #DivulgazioneScienza
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Marianna Piani retweeted
Rara immagine di una riunione segreta dei poteri forti mentre cospirano per il dominio del mondo.
Marianna Piani retweeted
Mitica 😢🚀🫡 rip
È morta a 90 anni Margaret Hamilton, scienziata statunitense che contribuì a portare gli esseri umani sulla Luna
ilpost.link/gESvyDqfrP
Marianna Piani retweeted
Ci sfuggita di mano l’espressione ’ceto medio’.
«La proposta di Gianrico Carofiglio mi lascia perplesso. Tassare i grandi patrimoni è una strada sbagliata da intraprendere. Anche perché la conseguenza principale è spaventare il ceto medio del Paese». L’economista Giulio Sapelli dice la sua dopo l’idea lanciata dallo scrittore ed ex magistrato sulle colonne de La Stampa per assottigliare le disuguaglianze sociali. Ovverosia, un’imposta progressiva sui Paperoni con un’aliquota dell’1% sulla parte tra i 10 e i 100 milioni di euro, oltre a un’altra del 2 per cento soltanto sulla parte sopra i 100 milioni. Torinese di nascita, un curriculum sterminato, Sapelli oggi si autodefinisce «cattolico in fede e marxista come pensiero economico».
L’intervista di Giovanni Turi è su La Stampa
#LaStampa
Marianna Piani retweeted
Il leader Israeliano BENNETT ACCUSA IL RABBINO LANDO DI ANTISEMITISMO: IL DISSENSO VIENE MARCHIATO COME ODIO
Il rabbino Dov Lando ha 96 anni. In un’intervista televisiva ha dichiarato:
«È possibile, senza uno Stato, vivere bene con gli arabi. Andava piuttosto bene quando gli arabi erano al potere. Era la situazione migliore».
Ha accusato il sionismo di aver «fatto sì che gli arabi ci odiassero» e di aver provocato «disastri fisici, non solo spirituali». Ha definito i sionisti «ladri».
Le reazioni sono state feroci.
L’ex premier israeliano Naftali Bennett ha bollato il rabbino come «l’incarnazione dell’antisionismo». Yair Lapid ha definito le sue dichiarazioni «una vergogna per ogni ebreo».
Ma è Bennett a compiere il salto più grave: trasformare una posizione antisionista in un’accusa di antisemitismo. Non confutare la critica del rabbino, ma screditarlo con un marchio infamante. Non rispondere al dissenso, ma delegittimare chi lo esprime.
Per i leader israeliani e loro propagandisti criticare il sionismo e il colonialismo violento israeliano equivale a odiare gli ebrei in quanto ebrei.
Ed ecco il paradosso: un rabbino di 96 anni, un leader spirituale ebreo, viene accusato di antisemitismo perché si pronuncia contro il sionismo.
L’accusa di «antisemitismo» viene così usata per mettere a tacere ogni critica. Diventa un’etichetta da appiccicare a chi denuncia i crimini e la carneficina commessi da Israele: un’arma con cui zittire e criminalizzare qualsiasi critica.
בושה וחרפה.
האמירות של הרב לנדו הן אנטישמיות, הן אנטי-ציוניות, נגד צה"ל, וסמוטריץ' ונתניהו מגבים אותו ומעבירים לו ולחברים שלו עשרות מיליארדי שקלים. זאת הממשלה היום של נתניהו, וזאת הממשלה שהוא עוד פעם רוצה להקים.
האמירות של הרב לנדו נגד חללי הציונות הדתית שנפלו כדי להציל את כולנו הן בושה וחרפה. הרי בלעדיהם, האויבים שלנו היו שוחטים את כולנו, כולל תלמידי הישיבה של הרב לנדאו.
אנחנו נשים לבזיון הזה סוף.
מי שמשתמט לא יקבל שקל ממדינת ישראל. לא ציוני - לא על חשבוני.
































