Storia, Politica, Attualità e...Auto

Monaco, Germany
Joined August 2013
'Amico mio, Jefferson è un santo americano perché ha scritto le parole: tutti gli uomini sono creati tutti uguali. Cose che evidentemente lui non credeva, visto che fece vivere i suoi figli in schiavitù. Era un ricco enologo stufo di pagare agli inglesi troppe tasse. Così scrisse delle belle parole e aizzò la plebaglia, che andò a morire per quelle parole. Mentre lui rimaneva a casa a bere il suo vino e a scoparsi la sua schiava. E quello viene a dirmi che viviamo in una comunità. Ma non farmi ridere! Io vivo in America, e in America tu sei solo. L'America non è una nazione, è soltanto affari. E adesso pagami!' Citazione altissima, semplificato ma giusto nei punti essenziali @chiadegli ho pensato a te ahahahahahah 😄
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Guglielmo Mano di Ferro retweeted
Obwohl wir in einer Demokratie leben, liegen unsere Lebensgrundlagen außerhalb demokratischer Kontrolle: Grundnahrungsmittel, Wohnbau oder Energie. Der Markt regiert. Die ökonomischen Schocks der letzten Jahre haben eine Bezahlbarkeitskrise ausgelöst, die Menschen verunsichert und zum Nährboden für Rechtsextreme wurde. Deshalb braucht es eine „Antifaschistische Wirtschaftspolitik“, und darüber durfte ich im Interview mit der Süddeutschen Zeitung sprechen.
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Guglielmo Mano di Ferro retweeted
Today 202BC Battle of Zama Hannibal Barca & the Carthaginian army are defeated by Roman legions under Scipio Africanus ending 2nd Punic War Picture Scipio Africanus
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Guglielmo Mano di Ferro retweeted
"Cosa posso dire su Roma che non sia già stato detto? Poeti, scrittori, pittori e musicisti straordinari hanno espresso il significato di questa città molto meglio di quanto potrei mai fare io in tutta la mia vita. La sua bellezza rappresenta le cose straordinarie che possiamo fare quando usiamo la nostra immaginazione per creare qualcosa di buono". Javier Bardem si esprime così sul tappeto rosso della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, prima di ricevere il premio alla Carriera: "Ma in questo Paese c'è stato anche Mussolini e da questo dobbiamo capire ciò che può accadere quando diamo potere a coloro che sono assolutamente contro i diritti umani fondamentali. Non solo Mussolini, ma anche Franco, Hitler e Netanyahu". La giornata, in Italia e in Francia in particolare, è caratterizzata da manifestazioni di protesta. "La protesta di questi giovani è la dimostrazione della loro vitalità, della loro voglia di speranza. Noi adulti dobbiamo stargli vicino, con la nostra presenza, personale e professionale. L'ondata della Spagna ha contagiato tanti paesi europei, la Francia, l’Italia, anche oggi qui a Roma c’era importante manifestazione". "Anche qui su questo tappeto rosso ho visto tantissimi giovani. Certo, è una cosa diversa, ma mi colpisce la loro voglia di vedere pellicole di contenuto, la profondità, la voglia di stare lontani dallo streaming e dall’algoritmo".
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No dai è da applausi con CJ ahahahahahah 😂
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Li per li avevo letto Km/h 😅 Cmq il sistema imperiale ha rotto il cazzo, che l'america la cambi subito(ma anche UK) Questo è un altro motivo di invasione 😂
Spanish skateboarder Diego Poncelet set a 94.34 mph world-speed record with no brakes in Les Éboulements, Canada reut.rs/4BcDycR
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Discorso secondo me più complesso, ma è ovvio che, sintetizzando in poche parole, diventa inevitabile la semplificazione Ma cito perché vi suggerisco di leggere i commenti: il problema culturale di oggi è enorme. Non parlo della cultura scolastica o intellettuale
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Appena sono entrato mi ha consigliato Stalingrado di Grossman 😄 «Il contadino che lascia la sua casa e va al fronte, non pensa a gloria e medaglie. Pensa che sta andando a morire» Spesso leggo che in passato la gioventù, almeno per come spesso viene descritta, andava in guerra piena di sé ed entusiasta Anche questo romanzo, come dice la recensione, mette in luce una realtà che oggi non attecchisce spesso: nessuno vuole morire per la patria. A parte qualche esaltato o situazioni limite che convinceva alcuni del contrario(la propaganda è nata per questo essenzialmente). E' una costante della vita umana da sempre, anche i Romani e i Greci dovevano sostenere, anche propagandisticamente, il contrario. Ma non era così. Il problema, semmai, è il potere coercitivo dello Stato, e poco importa se è una democrazia o uno Stato totalitario
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Guglielmo Mano di Ferro retweeted
Un nuovo capito delle indagini di Bernie Gunther sta per arrivare in libreria: il 17 novembre pubblicheremo «La notte di Praga» di Philip Kerr. Il detective Gunther dovrà districarsi tra sordidi giochi di potere, accompagnato dal sospetto che il tradimento possa arrivare da dove meno se lo aspetta. Se non riuscirà a risolvere questo omicidio impossibile, non sarà solo la sua reputazione a essere compromessa, ma anche quella di Heydrich, “il boia di Praga”, un uomo che non può permettersi di perdere la faccia. #fazieditore #darkside
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mandateli a cagare Fate una lista elettorale e strategica con Linke e verdi, rivedendo anche molti punti, anche la Germania ha bisogno di radicalità
SPD-Ministerpräsidentin Manuela Schwesig hatte gegen den Koalitionspartner ausgeteilt, die CDU reagierte mit Gegenattacken. Nun legen Sozialdemokratinnen nach und beklagen: »Die Union hat Angst vor starken SPD-Frauen.« Link in X-Bio.
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So che sei anche ironico, ma non solo. Perciò scusami se ti rispondo in modo serio e cito, sperando, anche se spesso invano, di dare spunto di riflessione personale, non a chi mi segue, ma a chi per sbaglio può vedere questo tweet. Perché, come spiegherò, è essenziale che cambi il modo di vedere la struttura, che non può, perché intrinsecamente non può, essere sentimentale (socialismo utopistico o cristiano), come leggo troppo spesso, giustamente da un punto di vista umano. Ma l'uomo è un animale politico, la vera differenza con il resto dell'esistenza. Abbiamo avidità ed egoismo insito in molti di noi. Non esistono i buoni sentimenti in politica(esiste forse l'etica, ma è un altro discorso) No, il problema è il solito rapporto della borghesia con il Mercato e la proprietà dei mezzi di produzione. La rivoluzione capitalista fu non tanto la libertà politica o dei diritti civili, perché, come detto, se ne può fare a meno per loro (finché non tocca a loro), è negoziabile, quanto il principio indissolubile della sacralità della proprietà privata. Non tanto dell'orticello, o degli oggetti personali o della casa, che nemmeno i Cesari mettevano in discussione, ma dei mezzi di produzione (che i Cesari violarono spesso e che, infatti, la borghesia la chiama tirannide o potere assolutistico, cosa discutibile cmq storiograficamente, banalmente persino Luigi XIV di Francia non era un monarca assoluto, ma è un altro discorso). Se una parte politica, anche se idealmente, mette in discussione questo principio, diventa illegittima. È ciò che la Sinistra mondiale ha sempre sofferto: se inizialmente, e a macchia di leopardo, o dopo la 2°WW, hanno "accettato" qualcuno dei partiti marxisti o nel solco della tradizione marxista, è stato solo per motivi di popolarità oppure, come dico, in base a un assioma storico solidissimo, secondo cui, quando non c'è un pericolo nero dietro cui possono nascondersi o che può aiutarli a mantenere quel principio cardine della proprietà dei mezzi di produzione. Il legame dei fascismi con i borghesi è molto di più di quanto possa sembrare: un legame sodale, anche se c'è da dire che spesso il fascismo, nelle sue enunciazioni, è contro il Capitale, ma alla fine, dato che non è il principio cardine della sua ideologia, ma sono ben altri con cui spesso la borghesia e anche d'accordo, come il nazionalismo(finchè il popolo e la classe dirigente non capisce che il nazionalismo è il male, non ne verremo mai a capo), diventa lo scudo dello stesso capitalismo. Ma poi per cosa? A parte zone molto arretrate tecnologicamente, socialmente e politicamente(come la russia zarista o la cina), il marxismo non è stato mai una minaccia effettiva. I motivi sono tanti, ma non è adesso l'oggetto della discussione. La minaccia, semmai, è stata sempre marginale: espropriare grandi imprese strategiche è una minaccia, ma rimane un vantaggio, paradossale, per la borghesia stessa: maggiori servizi e infrastrutture per il resto della produzione che, come detto, rimane al Mercato. Persino Lenin aveva capito che una parte, piccola e media, doveva rimanere al mercato con la NEP (se poi la NEP avrebbe funzionato o meno, non possiamo saperlo: Stalin la soppresse, secondo me fu un errore). Perciò la borghesia si sente minacciata da chi, in pratica, le vuole togliere le briciole o poco più(e questo soprattutto nel mondo odierno), e sacrifica, nelle sue paure, la libertà e la democrazia volentieri; oppure, come nel caso del dopoguerra, dopo lo spavento del rischio per la civiltà (come la conosciamo), insito nel dominio dei fascismi, crea un sistema culturale di legittimazione forte del sistema, che esisteva già, ovviamente, ma lo rafforza, contribuendo alla creazione artificiosa e puramente politica della guerra fredda. Anche questo processo fu aiutato dalla vittoria degli Alleati, ma anche dalla negazione dell'apporto decisivo dell'URSS (militarmente e strategicamente, il fronte orientale fu sempre decisivo). Aiutato anche dalla socialdemocrazia, che è un socialismo che scende a patti con il Capitale, ritenendo che almeno qualche vantaggio per i lavoratori sia necessario, diluendo o facendo scomparire ciò che di quel poco di socialismo aveva (io sono socialdemocratico, ma bernsteiniano e di vecchio stampo, del tipo matteottiano; sono gradualista in pratica: la socializzazione della società e del mondo può avvenire per gradi, senza rivoluzioni e senza shock improvvisi. Non penso che il Capitale venga distrutto senza prima creare le condizioni, anche culturali, indispensabili per sostituirlo, anche perché il capitalismo deve essere abbattuto in tutto il mondo, non solo in un gruppo di nazioni, ma soprattutto non voglio un unico partito al potere. Insomma, la mia posizione politica è gradualista e di pazienza, e non credo per niente al passaggio al comunismo superando lo Stato. E non credo soprattutto la presa del potere violenta, tema a me caro, il potere deve essere conferito legittimamente), ma anche promuovendo la media borghesia, che spesso si può sovrapporre al proletariato (ad esempio, gli impiegati), che nel dopoguerra in Europa e negli USA diventa dominante, nei numeri ovviamente, non nel potere. Che poi, sono stati convinti, che essendo media borghesia, e che tra di loro sono anche dirigenti, non vengono sfruttati dal capitalismo. Da qui gli errori, post 1959, della socialdemocrazia, accogliere istanze sociali, di una parte del proletariato che sono scesi a patti o che ritengono di far parte dell'alta borghesia(discorso cmq a parte, ma molto intrigante) Perciò, no, non è che sono fascisti dentro, è che conviene loro, apparentemente, in certe situazioni, farsi proteggere dal fascismo (o neofascismo, nazionalismo, sovranismo). E' una questione di convenienza, insomma: la lotta di classe, latente o meno, che ha sempre attraversato la Storia. Ciò che infatti la Sinistra mondiale propugna è cambiare il paradigma dello Stato o abbatterlo (anarchismo o il passaggio finale al comunismo); per loro, che hanno creato gli Stati moderni dopo la sconfitta dell'aristocrazia feudale e militare, la quale, con tutti i suoi difetti (e ne aveva molti), era anch'essa antagonista nella lotta di classe, ma almeno condivideva certe istanze del proletariato, non è accettabile; e, quando possono, come oggi in molte situazioni e contesti, delegittimano la sinistra mondiale. Ma ribadisco, la minaccia rossa nei paesi occidentali, soprattutto oggi, è apparente Finché il proletariato si incazza. E in questi giorni penso che, anche se non cambierà molto o niente, influenzerà, almeno credo, le elezioni. Pare che stia già succedendo in Spagna. Ma è da vedere. L'autogol che potrebbero fare i borghesi è proprio ignorare queste proteste di questi giorni che stanno attraversando l'Europa Le proteste, alla fine, sono il frutto delle contraddizioni insite nella struttura economica e sociale del Capitalismo, contraddizioni che emergono inevitabilmente se non concedi qualcosa al popolo
So' Nazisti dentro, c'è poco da fa'.
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Fury è un film che mi ha colpito personalmente, purtroppo mi ha ricordato una mia esperienza personale da giovane. Un film che come storia, beh, insomma, ma le scene sono abbastanza fedeli alla realtà. Dico abbastanza perché poi ci sono sequenze che fanno anche ridere Se volete vederlo è su amazon video in streaming compreso nell'abbonamento
In Fury, a Panzerfaust gunner gets what should have been the perfect opportunity to destroy a Sherman tank, yet somehow lets it slip away. With his weapon ready and the American crew distracted by their own argument, he has a clear chance to strike. But instead of firing immediately, he hesitates. Those few seconds make all the difference. The Sherman crew finally spots him, reacts, and fires before he can take his shot. What should have been an easy tank kill turns into a deadly mistake. The gunner had the advantage, the weapon was ready, and his target was right in front of him. All it took was a moment of hesitation to lose everything.
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Merkel dice queste cose dopo che il dibattito pubblico tedesco è stato avvelenato dalla CDU e dai media, solo perché la SPD, forse anche timidamente, vuole fare un cartello con i Linke(a Berlino) Si conferma l'assioma: al pericolo rosso (che non c'è, ma percepito, perchè hanno paura persino delle briciole) e al pericolo nero, preferiscono sempre il pericolo nero, che almeno tutela il mercato. Poi della libertà, dei diritti civili e sociali... dai tutto sommato possiamo farne a meno, tanto mica ci toccano Poi vedete perchè mi prudono le mani con la rupe tarpea? 😂
Chissà cosa si inventeranno i nostri ora che l'ha detto anche Angela Merkel... Un oppositore politico può non piacere ma ci si può lavorare; con i fascisti non si scende MAI a compromessi. A prescindere.
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Guglielmo Mano di Ferro retweeted
EILMELDUNG: Zwischen SPD, Grüne und Linke gibt es eine Einigung bei der Vergesellschaftung. Bestände von über 10.000 Wohnungen sollen in eine Anstalt öffentlichen Rechts überführt werden. Das wären in Summe 150.000 Wohnungen, die dem Profitzwang entzogen werden!
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Beh, oddio, a me prudono sempre le mani, andare nelle caserme e sollevare la truppa e irrompere in Parlamento ci sta eh (il problema, però, che mi sono posto è probabilmente lo troveremmo vuoto 😂) Poi confermarmi i pieni poteri, bypassando la Costituzione per venti anni, in seguito andare al Brennero per incontrare i leader di Francia e Germania per rassicurarli, nel mentre epurare i quadri superiori dell'esercito e delle istituzioni(qualche esecuzione pubblica ci sta dai, la rupe tarpea userei, esiste ancora) Poi, finiti i venti anni, dimettermi e riconsegnare il potere al Parlamento Vi parerà assurdo, ma ho già tutto il programma in mente, non solo cosa fare, ma anche come muovermi per sospendere la Costituzione per venti anni e stare dentro la UE (non farei mai la sciocchezza di sospendere i diritti civili o immergermi nella politica internazionale fino al collo) Nota, venti anni è il minimo di tempo necessario, ma cmq le elezioni ci sarebbero, non me ne fregherebbe niente chi verrebbe eletto in parlamento, e possono anche discutere di tutto. Venti anni sono necessari, il tempo durante il quale una società cambia e sviluppa nuovi interessi Nota seria, viene chiamato il paradosso di Silla, usare il potere personale per creare istituzioni e uno stato che non abbia più bisogno di un conducator(😒) Inoltre è volutamente ironico e parossistico, ma sono serio sul rifondare completamente lo Stato, come scrissi su un tweet qualche giorno fa. Un nuovo contratto sociale tra popolo(compresi i migranti) e Stato. Basta cazzate lo Stato deve perseguire il bene del popolo
Tradotto: se perdiamo, non accetteremo i risultati e proclameremo la legge marziale per fare un colpo di Stato. La democrazia americana non è mai stata cosi in pericolo. Trump, i MAGA e tutta la loro cricca di corrotti al potere devono andare in galera.
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Guglielmo Mano di Ferro retweeted
Massive congrats to my friend @IsabellaMWeber for her excellent new book out in the UK this week. We need it today more than ever. As many of us have been arguing, a different economy is possible—-but it must be fought for. Also great review in the @guardian today: theguardian.com/business/202…
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Se volete, potete leggere, prima o dopo il libro, questo mio articolo che parla del libro di Parenti sull'omicidio di Giulio Cesare. lastoriaeleidee.substack.com…
Torna oggi in libreria una delle opere più importanti di Michael Parenti «Il caso Giulio Cesare. Controstoria popolare di un delitto di classe», con la traduzione di Lucia Cornalba e una postfazione inedita di Christian Parenti. L’assassinio di Cesare come esito di un lungo conflitto tra oligarchia e popolo. Da una delle voci più originali della sinistra americana, un’appassionante indagine storica sulla fine della Repubblica romana. L’assassinio di Giulio Cesare è uno degli episodi più celebri della storia antica. Per secoli è stato raccontato soprattutto come il gesto estremo di uomini liberi contro un tiranno. Il politologo Michael Parenti, tra gli intellettuali più originali e influenti della sinistra americana, riapre il caso a partire dai conflitti sociali che attraversavano Roma: dietro le idi di marzo non ci fu la difesa della Repubblica, ma l’esito violento di una lunga contrapposizione tra l’oligarchia senatoria, decisa a proteggere i propri privilegi, e il popolo. Per ricostruire come maturò la congiura, Parenti allarga lo sguardo alla società romana: «È una storia di latifondi e squadracce, di padroni e schiavi, di patriarchi e donne sottomesse, capitalisti sfruttatori e province saccheggiate, capipopolo profittatori e rivolte urbane». In una Repubblica così lacerata, le pur limitate riforme di Cesare bastarono perché l’aristocrazia vedesse in lui una minaccia da eliminare al pari dei leader popolari che lo avevano preceduto. Ne emerge un delitto di classe, che precipitò Roma in nuove guerre civili e aprì la strada all’Impero. Con una scrittura coinvolgente e una documentazione solidissima, Parenti smonta il mito del tirannicidio e mostra come la nostra immagine di Roma sia stata modellata da una storiografia che ha privilegiato il punto di vista delle élite e ridotto la gente comune a una massa irrazionale e violenta. In questa nuova luce, anche altri personaggi storici assurti a simboli della virtù civica – da Cicerone a Bruto – si rivelano difensori degli interessi dell’oligarchia. «Il caso Giulio Cesare» è una magistrale rilettura “dal basso” della fine della Repubblica romana. Lo studio di quell’assassinio, scrive Parenti, «rivela qualcosa di importante sulla natura del potere politico, del potere di classe e sulla lotta di un popolo per la democrazia e per la giustizia sociale – problemi che ci riguardano ancora da vicino». «Parenti ricostruisce i conflitti della tarda Repubblica con una narrazione così avvincente e un’analisi storica così approfondita da offrire un’importante alternativa alle interpretazioni consuete di Cesare e dell’Impero romano». «Publishers Weekly» «Quando un politologo radical esamina le dinamiche di potere delle idi di marzo, gli ammiratori borghesi e i cultori della retorica di quello “schiavista arricchito” di Cicerone possono solo farsi da parte». Giusto Traina «Provocatorio ed eloquente». Howard Zinn #fazieditore #leterre
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Limitate riforme? Cesare stava rivoluzionando Roma dalle fondamenta 😅 Cmq linea storiografica nota ormai, che sposa anche Canfora 'Pazzi, avete ucciso l'unico uomo che stava facendo qualcosa per il popolo, ve la faranno pagare cara' cit. romanzo Le Idi di marzo. Cesare e Silla furono gli unici che fecero qualcosa per alleviare i problemi del popolo, ma mentre Silla lo vedeva dal punto di vista conservatore e del mos maiorum, Cesare era un rivoluzionario popolare(Silla cmq è un altro che è sottovalutato e soffre della damnatio memoriae senatoriale) Ma attenzione, Parenti difetta di un problema: crea a Cesare e a Roma un ambiente che non c'è, troppo moderno come interpretazione e analogie. Ma si riconosce l'approccio, dal punto di vista popolare, e pertanto un nuovo punto di vista interessante. Perché cmq, dato anche le fonti limitate, tutte aristocratiche, le domande rimangono. Secondo me sarebbe meglio prima leggere Canfora, Cesare il dittatore democratico, poi Parenti, anche perché rispetta l'ordine temporale di pubblicazione Canfora ha un approccio più accademico (infatti più complesso), mentre Parenti ha un metodo più "politico" e semplice (ma allo stesso tempo complica). Le differenze si notano: Parenti la vede sul piano sociale e di lotta di classe (ma troppo moderna la fa passare), mentre Canfora è più prudente e ricrea un ambiente più autentico, o quanto meno più possibilmente autentico, di una società cmq complessa, antica e con una struttura schiavile. Però ambedue arrivano alla stessa conclusione: Cesare voleva cambiare la struttura della Repubblica romana in modo radicale. La domanda è: Cesare lo faceva per il popolo o per se stesso, per consolidare il potere personale? Nessuno dei due, giustamente, contempla la possibilità che Cesare avrebbe rinunciato ai suoi poteri dittatoriali dopo aver finito il suo lavoro. È una congettura controfattuale (molto seducente), attualmente non supportata da nessuna fonte, ma nemmeno contraddetta. D'altronde, sia Silla che Augusto fecero la stessa cosa, perciò perché no? Sommando, Parenti e Canfora, distanti sul piano metodologico e divergenti nello studio, arrivano a una conclusione simile, anche se Canfora è più prudente Sono da leggere ambedue Interessante che Fazi Editore pubblichi una nuova edizione, non me l'aspettavo Ma questo fa capire la grandezza di Cesare, ancora oggi ci fa discutere. 'Io vengo dopo Cesare' cit. Napoleone a Sant'Elena.
Torna oggi in libreria una delle opere più importanti di Michael Parenti «Il caso Giulio Cesare. Controstoria popolare di un delitto di classe», con la traduzione di Lucia Cornalba e una postfazione inedita di Christian Parenti. L’assassinio di Cesare come esito di un lungo conflitto tra oligarchia e popolo. Da una delle voci più originali della sinistra americana, un’appassionante indagine storica sulla fine della Repubblica romana. L’assassinio di Giulio Cesare è uno degli episodi più celebri della storia antica. Per secoli è stato raccontato soprattutto come il gesto estremo di uomini liberi contro un tiranno. Il politologo Michael Parenti, tra gli intellettuali più originali e influenti della sinistra americana, riapre il caso a partire dai conflitti sociali che attraversavano Roma: dietro le idi di marzo non ci fu la difesa della Repubblica, ma l’esito violento di una lunga contrapposizione tra l’oligarchia senatoria, decisa a proteggere i propri privilegi, e il popolo. Per ricostruire come maturò la congiura, Parenti allarga lo sguardo alla società romana: «È una storia di latifondi e squadracce, di padroni e schiavi, di patriarchi e donne sottomesse, capitalisti sfruttatori e province saccheggiate, capipopolo profittatori e rivolte urbane». In una Repubblica così lacerata, le pur limitate riforme di Cesare bastarono perché l’aristocrazia vedesse in lui una minaccia da eliminare al pari dei leader popolari che lo avevano preceduto. Ne emerge un delitto di classe, che precipitò Roma in nuove guerre civili e aprì la strada all’Impero. Con una scrittura coinvolgente e una documentazione solidissima, Parenti smonta il mito del tirannicidio e mostra come la nostra immagine di Roma sia stata modellata da una storiografia che ha privilegiato il punto di vista delle élite e ridotto la gente comune a una massa irrazionale e violenta. In questa nuova luce, anche altri personaggi storici assurti a simboli della virtù civica – da Cicerone a Bruto – si rivelano difensori degli interessi dell’oligarchia. «Il caso Giulio Cesare» è una magistrale rilettura “dal basso” della fine della Repubblica romana. Lo studio di quell’assassinio, scrive Parenti, «rivela qualcosa di importante sulla natura del potere politico, del potere di classe e sulla lotta di un popolo per la democrazia e per la giustizia sociale – problemi che ci riguardano ancora da vicino». «Parenti ricostruisce i conflitti della tarda Repubblica con una narrazione così avvincente e un’analisi storica così approfondita da offrire un’importante alternativa alle interpretazioni consuete di Cesare e dell’Impero romano». «Publishers Weekly» «Quando un politologo radical esamina le dinamiche di potere delle idi di marzo, gli ammiratori borghesi e i cultori della retorica di quello “schiavista arricchito” di Cicerone possono solo farsi da parte». Giusto Traina «Provocatorio ed eloquente». Howard Zinn #fazieditore #leterre
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ma passa inosservato?
Nel 2024 l’economia non osservata vale 218,2 miliardi di euro (+0,3% sul 2023). Scende la sua incidenza sul Pil: dal 10,2% al 9,9%. Aumenta il lavoro irregolare: 3 milioni 277mila unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (+4,6%). istat.it/comunicato-stampa/e… #Istat
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Non ho mai saputo di una civiltà che bevesse dove cagava ahhaahhahah 😂 Dio, che devo leggere Che poi, attenzione, è vero che i mesoamericani avevano città più pulite, ordinate, imponenti rispetto agli europei Ma insomma, dire che gli europei dell'epoca bevevano acqua dove cagavano è imbarazzante 😅 Penso che nemmeno il contadino egizio dell'antica dinastia beveva acqua dal pozzo dove cagava, poi oh i matti ci sono sempre stati eh
Mientras los europeos tomaban aguan del mismo pozo donde cagaban, aquí los Incas tenían sistemas hídricos alucinantes. Que tu quieras creer ese mito es tu problema.
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El mito de que los europeos tomaban agua del mismo pozo donde cagaban es falso. Usaban pozos, manantiales y sistemas de conducción para agua limpia, al igual que los incas tenían ingeniería hidráulica avanzada. worldhistory.org/Medieval_Hygie… tastesofhistory.co.uk/post/dispellin… fakehistoryhunter.substack.com/p/drinking-wat… en.wikipedia.org/wiki/Inca_aque…
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In Medieval II: Total War fa vedere una cosa inusuale nella narrazione, nella grafica mainstream sul Medioevo, e cioè che era pieno di colori, come era davvero Spesso film e docu rappresentano il Medioevo come cupo e senza colori. Il Medioevo era pieno di colori, come nell'antichità Il gioco a me piaceva tantissimo, e faceva vedere una cosa vera, gli italiani erano al top come archibugieri e fanti, ma cavalleria di merda 😂 Giocavo spesso Venezia, i fanti veneziani, fanteria pesante, erano inarrestabili e massacravo persino i gianizzeri turchi(altra fanteria pesante eccellente nel gioco). Oppure Milano, ma come fanteria era inferiore a Venezia. Ma ambedue hanno la milizia italiana, era fortissima anche in mid game, distruggevi eserciti anche più numerosi con la milizia italiana e i balestrieri italiani, non serviva nemmeno la cavalleria se non per l'inseguimento(cavalleria della milizia, cmq scadente) Poi passavi agli archibugieri, li mettevi al lati con la milizia al centro e cavalleria di supporto dietro gli archibugieri, inarrestabile. Era facile giocare con gli italiani infatti
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