C’è a Trieste una via dove mi specchio nei lunghi giorni di chiusa tristezza; si chiama Via del Lazzaretto Vecchio.

Trieste, Friuli-Venezia Giulia
Joined November 2009
Il piacere della tavola è di tutte le età, di tutti i paesi, di tutti i tempi; può essere associato a tutti gli altri piaceri e sopravvive ad essi per consolarci della loro perdita. Jean Anthelme Brillat-Savarin, Fisiologia del gusto, meditazioni di gastronomia trascendente – at Turin, Piedmont
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Gramellini è in quota Beppe Caschetto, stesso circolino di Salis, fingiamo stupore. Bravo Michele Riondino
#inaltreparole un grandissimo Michele Riondino svela il bluff di questa barzelletta di Penisola che Paese unito NON È. P.s. un piccolo Fazio balbettante e tutto tremante @MaxGramel dice:".. se la Sindaca @silvia_salis vorrà intervenire..."
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!!!!!!!!!!
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Cose piccole.
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#France — A video has been published showing police blending into crowds in an attempt to provoke unrest. As protests continue in France over concrete demands, including increased funding for education and an end to funding the war in Ukraine, far-right groups are trying to discredit demonstrations attended by millions of people by focusing on street clashes. Yet many of these clashes with the police begin after the police resort to uncontrolled violence and attacks, particularly against students. On this platform, numerous far-right accounts, including football pages, are also doing everything they can to discredit the demonstrations attended by millions of people in France. Whenever they get the chance, these same accounts also promote the propaganda of neo-nazis who attack students.
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ملاحظة قصيرة قبل الذهاب إلى الفراش أقول فيها : كم كان هذا اليوم حقيراً . Sylvia PLATH
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Crucially important video: the legal proof that Israel is committing genocide in Gaza from this year's Nobel Peace Prize Winner
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It is important that everyone who stands against Israel's genocide realises what the government is doing here. A major reason they want to scrap the Triple Lock is so they can send IRISH DEFENCE FORCES on an EU MISSION to LEBANON, where Israel has carried out scorched earth land-grabs - genocidal destruction - and refuses to leave. This will not be a peacekeeping mission. They are pretending it will continue our record of UN peacekeeping in Lebanon. It will not. It won't be a UN mission, but an EU mission. The EU supports Israel. It has covered for Israel at every stage of the genocide. An EU presence in Lebanon will help normalise Israel's occupation in Lebanon. They will pretend that's not the case, but it is. WE MUST HAVE NOTHING TO DO WITH THIS. Irish soldiers MUST NEVER BE SENT to serve in Lebanon under an EU command. Only the Triple Lock prevents this. The campaign to save it must be a first priority of the solidarity movement. If we condemn genocide - if we claim solidarity with people in Palestine and Lebanon - we HAVE TO STOP THE GOVERNMENT doing this. We have to save the Triple Lock.
The Triple Lock is outdated and no longer fit for purpose when it comes to peacekeeping The legislation underpinning it was introduced in 1960, before the EU and OSCE even existed. In @businessposthq, I shared my thoughts on the need for reform. businesspost.ie/politics/tho…
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If Israel claims to have a "Biblical right" on the Occupied Palestinian Territory, why it does not withdraw from areas like the coast between Ashdod & Ashkelon, which had nothing to do with Israel's "formative territory"? My explanation in this article: 972mag.com/israels-historic-…
Lapid, who many European diplomats see as the great hope for relaunching a peace process: there are no West Bank settlements, there is no Israeli occupation, we are on our biblical lands.
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Pestaggio di attivisti di sinistra a Leopoli da parte di una squadraccia neonazi di area Azov.
“Neo-Nazis have no influence in Ukraine. It’s all Kremlin propaganda.” So I’m told by the Slava Ukraini crowd, including a remarkable number of Western leftists who have apparently mistaken political denial for antifascism. Now, take a good look at what happened in Lviv today. Ihor Sholtys, a former officer of the Nachtigall Battalion — named after the notorious Nazi-collaborationist formation of 1941 — now part of Azov Corps, turned up with his boys to violently disrupt an event organized by left-wing activists. Among those beaten was historian, war veteran, and Social Movement activist Vladyslav Starodubtsev. And now, dear leftists, here comes the punchline. Take a long, hard look at Vladyslav’s face. That is what your romantic flirtation with Ukrainian neo-Nazis may eventually earn you. The irony is particularly exquisite in Vladyslav’s case: he himself had attacked me for criticizing precisely the same neo-Nazis. Apparently, the antifascist credentials of Ukrainian ultranationalists come with an expiration date — usually the moment you find yourself on the receiving end of their fists. These men exist. They are real. And they exercise power on Ukraine’s streets, while its young, already badly limping democracy struggles to remain upright. And as that democracy slowly bleeds out, the Western chorus keeps chanting its favorite magic spell: Slava Ukraini! Because apparently, if you shout it loudly enough, you can drown out the sound of democracy having its teeth knocked out.
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"Mamma, non preoccuparti, abbiamo costruito un ostacolo” I bambini di Gaza cercano di proteggersi da Israele che vuole uccidere loro e le loro famiglie, mettendo mucchi di sabbia intorno alle loro tende e scavando fossati in cui ripararsi quando arrivano i colpi degli israeliani
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Chissà se questo “giornalista” sa che il 20 novembre è stato scelto per convergere sulle manifestazioni degli studenti europei contro il riarmo… che dire? É chiedere troppo a Piroso di informarsi prima di sciorinare il qualunquismo che gli ha fatto fare carriera?
#Landini: “#Scioperogenerale il 20 novembre”. Indovinate che giorno della settimana è. (Bravi: quello)
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Un paio di domande al ministro Piantedosi: 1) quale delle numerose norme dei molti decreti Sicurezza emanati negli ultimi anni sono state utilizzate per prevenire o, almeno, contenere gli atti di violenza di questi giorni? 2) considerato che secondo il ministro l'adeguatezza delle misure adottate si valuta ex post, si può dire a posteriori, cioè dopo i recenti fatti, che quei molti decreti Sicurezza abbiano funzionato?
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#France is on fire. Blaming "migrants" for the crisis is the easy way out. Muslims are~8% of 🇫🇷 but~50% of the prison population—deeply tied to former colonies. You can either subscribe to racist narratives or address the exploitation-isolation-military complex that fueled this.
Replying to @lorenzokamel
Uranium from #Niger—where 87% of the population has no access to electricity—produces 33% of France’s electricity. The cliché of French #energy #independence through nuclear power does not consider the elephant in the room: the exploitation of millions & their natural resources.
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Non piangere salame.
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Mi me son fatta i Grießnockerln♥️
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Quando il movimento “per abolire lo stato di cose presenti” ha una sua motivazione, una sua ragione, una sua finalità, la piazza è un punto di partenza, non di fine. Se non ce l’ha, la piazza repressa diventa l’alibi perfetto per dire “non possiamo fare nulla”. In questo Paese la mia generazione e quelle più vecchie e appena più giovane della mia, generazioni organicamente imborghesite, utilizzano l’argomento della violenza di piazza come alibi per riversare la loro totale sfiducia nella possibilità di un cambiamento sociale – “non possiamo fare nulla, tanto ci massacreranno sempre” –, con grande paternalismo verso le generazioni più giovani. Genova 2001 è il loro mito-epos fondativo, un racconto perfetto per basare questo alibi che rende poi l’individualismo carrieristico non una scelta di cui prendersi le responsabilità etiche e politiche, bensì uno sbocco incolpevole, in quanto quasi obbligato nella propria vita: non avevo altra scelta. Certo che ce l’avevi. Se davvero si intende lasciare spazio alle più giovani generazioni, è proprio questo paternalismo ipocrita, rinunciatario e autoassolutorio che deve essere mollato a casa, questo senso di sfiducia che vede in ogni scontro di piazza la conferma del proprio teorema (e dunque della bontà delle proprie scelte borghesi). Le piazze per questi giovani non sono che il punto di partenza; la loro sfida, che è anche la nostra ed è quella di tutte le generazioni insieme, è plasmare, ed organizzare, un’idea di futuro vivibile, e andare verso quella in ogni luogo della vita e del conflitto, in primis la scuola come mondo-ponte verso quello del lavoro, e non ultimo, in famiglia: in tutte le istituzioni che li piegano alla ginnastica dell’obbedienza e dell’alienazione. Tuttavia: le piazze nichiliste, di qualsiasi età ed epoca, quelle che provocano la violenza delle autorità per darsi a propria volta un alibi, vanno distinte sempre a mio avviso dalle piazze rivoluzionarie. Vanno nella direzione non del cambiamento, ma del ribadirne l’impossibilità. Le piazze rivoluzionarie subiscono la repressione senza provocarla. Le piazze nichiliste la provocano, perché di fatto a propria volta non credono in alcuna forma di cambiamento sociale possibile. La vera difficoltà per me, in questo Paese, è riuscire a capire, nello svolgimento concitato dei fatti, quali sono le une e quali le altre, o come le seconde, a volte, si innestano opportunisticamente sulle prime; per far questo servirebbero cronisti di formazione rivoluzionaria, leninista o meglio ancora spartachista, capaci a loro volta di comprendere la differenza di segno fra le piazze e le manifestazioni. Purtroppo in Italia non ne abbiamo a disposizione quasi nessuno, e in ogni caso il racconto comune sulle vicende di piazza difficilmente riescono a produrlo i (questi) cronisti. Quello che prevale è invece un senso condiviso altamente stereotipato fatto di luoghi comuni e immagini standard come quella della “rabbia”, o degli “infiltrati”, o della polizia come il cattivo spersonalizzato e meccanico che, appunto, massacrando produce l’impotenza e con essa l’autoassoluzione; tante macchiette, una di fila all’altra che non permettono mai di capire quali reali energie sociali e politiche, non soltanto emotive, stiano passando per una piazza.
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