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Buon sabato amici e amiche. La mia scelta di lettura per #CosaLeggoNelWeekend è
“Il caso Giulio Cesare. Controstoria popolare di un delitto di classe” di Michael Parenti (trad. Lucia Cornalba, postfazione di Christian Parenti).
L’ho scelto perché voglio rileggere le Idi di marzo con un altro sguardo. Non il solito racconto del tiranno e dei nobili difensori della libertà, ma la versione di chi vede in quell’omicidio soprattutto la reazione di un’élite che non voleva perdere privilegi. Mi incuriosisce capire se e quanto cambia la storia quando la guardi dal basso, e se certe dinamiche di allora mi parlano ancora oggi.
È il tipo di libro che spero mi scombini un po’ le idee.
E voi, cosa state leggendo questo weekend?
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Eccomi al nostro appuntamento del sabato con #CosaLeggoNelWeekend.
Per questo weekend ho scelto “Quando le cose si rompono. Milo, il kintsugi e il senso della vita” di Costanza Rizzacasa d’Orsogna @CostanzaRdO (Solferino).
Si apre con una domanda che non è retorica: dove si trova, fisicamente, il dolore? L’autrice lo ha attraversato senza scorciatoie, in poche settimane, con la scomparsa di Milo, il gatto disabile adottato undici anni prima e vissuto come un figlio, e del padre, strappato da un incidente. Quello che inizia come un diario del lutto diventa un viaggio attraverso le fasi del dolore (negazione, rabbia, senso di colpa, depressione, malattia) e, insieme, una ricerca di senso che passa dalla filosofia e dalla spiritualità giapponese. Al centro c’è il kintsugi: l’arte di riparare la ceramica spezzata senza nascondere le crepe, ma impreziosendole con l’oro. Non è una metafora consolatoria. È un modo di stare dentro la frattura, di accettare l’impermanenza e di riconoscere che le cicatrici, per quanto laceranti, raccontano l’opera di una vita.
Un libro che non evita il vuoto, ma prova a dargli forma.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend?
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Un altro sabato è arrivato e con esso il nostro appuntamento fisso con #CosaLeggoNelWeekend.
Per questo weekend ho scelto “I Lázár” di Nelio Biedermann (@GuandaEditore).
Un autore di ventidue anni che tiene insieme mezzo secolo di una casata ungherese: castelli nel bosco, nomi che si assottigliano, la Storia che entra senza bussare. Non è un affresco da cartolina. È più vicino a una casa che si svuota stanza per stanza, mentre chi resta cerca ancora una forma di amore.
Scrive con una sicurezza che sorprende e lascia volutamente il dubbio su quanto sia memoria di famiglia e quanto invenzione.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend?
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Siamo a sabato e al nostro appuntamento con #CosaLeggoNelweekend.
Oggi ho scelto “Silenzio” di Pierangelo Consoli (Neo Edizioni).
Un grande poeta anziano sta chiudendo l’opera di una vita per il Meridiano, mentre il suo nome torna a circolare persino per il Nobel. Lo aiuta la figlia. Lui però resta sfuggente. Di nascosto ospita in casa un ragazzo orfano: lo osserva, lo segue, e il desiderio che prova lo riporta ai silenzi che hanno sempre avvolto la sua scrittura e la sua esistenza.
Consoli dà voce a quei silenzi con pacatezza e rara eleganza. Un romanzo sottile, che lascia emergere ciò che di solito resta sommerso.
E voi, cosa avete scelto di leggere questo weekend?
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Un altro sabato è arrivato e con esso il nostro appuntamento fisso con #CosaLeggoNelWeekend.
Per questo weekend ho scelto “Una splendida rovina” di Vincenzo Latronico (@Einaudieditore).
Prima di abitare una storia, conviene misurarla.
Dopo il successo internazionale de “Le perfezioni”, Latronico torna a scandagliare gli slanci e gli autoinganni di chi, già adulto, è ancora in cerca di un posto nel mondo. Due trentenni, nello slancio di un amore appena nato, comprano un rudere monumentale sulle coste del Baltico: vogliono ristrutturarlo e, insieme alla casa, dare una forma alle proprie vite. O almeno ci proveranno.
Ogni storia, scrive Latronico, è una storia di case. Questa è anche la storia di un sogno collettivo che si scontra con i muri, i debiti, i ripensamenti, e con quella differenza quasi invisibile, finché non ci si abita dentro, tra inseguire un progetto e fuggire da una vita che non regge più.
Scrittura lucida, magnetica, tagliente. Un romanzo da misurare con calma, prima di entrarci.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend?
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Sabato è arrivato e con esso il nostro appuntamento fisso con #CosaLeggoNelWeekend.
Per questo weekend ho scelto “Noi prima di noi” di @EnzaSpinapolice (Longanesi).
La copertina ha un’impronta nera di una mano, la stessa mano di un uomo che adesso tiene il libro davanti a una savana al tramonto. Qualcuno è passato di qui migliaia di secoli fa. Noi siamo solo quelli arrivati dopo.
Spinapolice non fa divulgazione da vetrina: è un’archeologa che ha lavorato sul campo e scrive come si scava. Piano, con pazienza, mettendo insieme un osso, un clima, un gesto ripetuto. Il risultato non è un catalogo di origini, ma la sensazione, inquietante e familiare, che il “noi” di oggi sia soltanto l’ultimo capitolo di una storia già iniziata.
Un libro che allarga il tempo. E lo fa stare in una sola mano.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend?
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Un nuovo classico israeliano è “Seguendo le tracce” (@giuntina1980) di @agavron tradotto da @Shulim78
Vicenda di tragedia e ironie, con un “buco nero” che per quattro amici è un punto di non ritorno e uno straziante amore impossibile...
✍️@micoltreves14
lucialibri.it/2026/09/09/ass…
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Una #Venezia inedita nel libro della giapponese @RyokoSekiguchi.
“Venezia, millefiori” (@wetlandsbooks) è la possibilità di vedere e conoscerla come un organismo vivo, grazie ai suoi fiori, ai suoi profumi e al passare delle stagioni
✍️ @ArcangelaSaveri
lucialibri.it/2026/09/08/ven…
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Ridare dignità a un movimento religioso di rinnovamento dell’ebraismo e a un tessuto culturale travolto dalla Shoah. Ci riesce “Viaggio nei luoghi dello chassidismo” (@EdizioniQiqajon) di Gianpaolo Anderlini aka @terzotopo
@micoltreves14 per Area 22
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lucialibri.it/2026/08/22/are…
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«L’unica cosa di cui sono certo, dopo più di vent’anni in questo paese, è che qui nessuno è a casa. L’America è il paese dei senza casa.»
Anche per questo #CosaLeggoNelWeekend continuo la lettura di “Max, Mischa e l’Offensiva del Tet” di Johan Harstad (Sellerio).
La lettura mi sta piacendo moltissimo: è coinvolgente, ampia, generosa. Harstad costruisce un mondo che ti tiene dentro pagina dopo pagina, tra nostalgia, arte, amicizie e la difficile ricerca di un luogo (o di persone) in cui sentirsi davvero a casa. Un romanzo che non si lascia leggere di corsa, e proprio per questo riesce a restare.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa state leggendo questo weekend?
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Sabato è arrivato e, più che un classico #CosaLeggoNelWeekend, questa volta è un vero e proprio #CosaLeggoInFerie: la mole di pagine del libro che ho scelto merita tempo, calma e appunto le ferie.
La mia lettura è “Max, Mischa e l’Offensiva del Tet” di Johan Harstad (Sellerio), nella bellissima traduzione a quattro mani di Maria Valeria D’Avino e Sara Culeddu.
Un romanzo monumentale, e non solo per le 1.256 pagine, che segue Max, regista teatrale norvegese trapiantato negli Stati Uniti, mentre ripercorre le strade della propria esistenza: il trasferimento forzato dall’infanzia sulla costa occidentale della Norvegia alla nuova vita americana, gli incontri che segnano un’esistenza (l’amicizia, l’amore, la famiglia allargata), la ricerca di un posto da chiamare davvero casa e il continuo dialogo tra arte, memoria e Storia. Un affresco ampio, generoso e profondamente umano che parla di sradicamento e di appartenenza, di creatività e di nostalgia.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa state leggendo in questi giorni di ferie? Raccontatemi tutto nei commenti, sono curioso!
Buon Ferragosto a tutti!
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Una storia di mille storie, che spaziano su tre secoli e più continenti e ha come centro di gravità il Punjab indiano, fra antichi miti, ideologia, emergenza ambientale…
È "Saraswati" di @GurnaikJohal pubblicato da @NeriPozza
Ne scrive @micoltreves14
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lucialibri.it/2026/08/11/epi…
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Sabato è arrivato e con esso il nostro appuntamento fisso con #CosaLeggoNelWeekend
Per questo weekend ho scelto “Il tempo che fugge” (Comme le temps passe…) di Robert Brasillach, pubblicato nel 1937 e ora edito in Italia da Edizioni Settecolori.
È considerato il capolavoro dell’autore, che ho conosciuto proprio grazie a questo editore con “Sei ore da perdere” e che sta ripubblicando le sue opere. Un romanzo sul tempo che scorre, sulla memoria e sulla giovinezza come mito e come ricordo: due cugini orfani, René e Florence, cresciuti in un’isola incantata delle Baleari, tra un Eden d’infanzia e il passaggio all’età adulta, con Parigi, gli incontri e le separazioni che segnano il destino. Scrittura malinconica, elegante e profondamente poetica, un affresco sulla vita che fugge e sulla bellezza che resta.
Robert Brasillach (1909-1945), scrittore, giornalista e critico letterario e cinematografico francese, fu una delle voci più brillanti della sua generazione. Dopo la Liberazione venne processato e fucilato per collaborazionismo: molti lo considerano un capro espiatorio dell’epurazione postbellica in Francia.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend? Raccontatemi tutto.
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Dopo “Strani disegni” torna il giapponese @uketsuHAKONIWA con “Strane case” (@Einaudieditore)
La piantina anomala di un’abitazione a Tokyo, un cadavere rinvenuto e un’indagine fra superstizioni, legami familiari, verità sepolte e maledizioni
✍️@vcalzolaio
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Catturare le ombre del mondo reale, strappare all’oblio, volti, debolezze e speranze di un mondo perduto, inghiottito dalla Shoah. I racconti di “Gimpel l’idiota” (@adelphiedizioni) sono l’avvio della scrittura e dellla fama di Isaac Singer.
✍️ sli
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Per questo weekend ho scelto “L’imprudenza” di Enrico Pellegrini (La nave di Teseo, 2026).
Un romanzo su cui l’autore ha lavorato per venticinque anni (già uscito negli Stati Uniti come Something Great and Beautiful). La storia di Rosso Fiorentino, simpatico disastro e affascinante buono a nulla, prigioniero di un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. Sogna di diventare scrittore e di “fare qualcosa di bello e di grande”, ma colleziona fallimenti mentre l’eterno rivale scala Wall Street e la donna di cui è innamorato resta fuori portata. Fino a un’idea geniale che si trasforma nella più grande quotazione in borsa di tutti i tempi.
Una storia d’amore che diventa il processo del secolo, una riflessione tagliente sull’ambizione, sulla vocazione e su come barcamenarsi nell’era della post-verità. Finora mi sta piacendo!
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend?
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L’idea di Emmanuel Venet non è costruire un nucleo attorno a cui far ruotare il dramma nato da una relazione proibita
Con ironia pungente analizza i due amanti, racconta la trasgressione con stile glaciale
✍️@clemboccellino su "Sacro Fuoco (@PrehistoricaE)
lucialibri.it/2026/07/24/emm…
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Sabato è arrivato e con esso il nostro appuntamento fisso con #CosaLeggoNelWeekend
Per questo weekend ho scelto “Tutti i colori del buio” di Chris Whitaker, ed. Einaudi Stile libero (traduzione di Alfredo Colitto).
Un romanzo ambizioso che intreccia con maestria thriller, dramma e una storia d’amore profonda e duratura. Whitaker costruisce un affresco intenso su decenni di vite segnate da un evento che cambia tutto: amicizia, ossessione, ricerca della verità e la luce che si cerca anche nel buio più fitto. Scrittura potente, atmosfera avvolgente e un’emozione che cresce pagina dopo pagina.
Prime 100 pagine dense e coinvolgenti!
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend? Raccontatemi tutto nei commenti, sono curioso!
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Datato 1958, era ancora inedito “Domenica” (@adelphiedizioni) di Georges Simenon. Due sposi, Émile e Berthe, anni di incomprensioni e tradimenti, e la decisione di lui, che vuol sbarazzarsi di lei. Un giorno atteso e preparato da mesi…
✍️ @vcalzolaio
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Per questo weekend ho scelto “La ricchezza che uccide” di Petros Markaris, ed. La Nave di Teseo (traduzione di Andrea Di Gregorio).
Il ritorno del commissario Kostas Charitos in un nuovo capitolo della serie. Markaris porta il suo investigatore in un’Atene di oggi segnata da forti tensioni sociali e da una città che cambia rapidamente. Un noir mediterraneo teso e profondamente umano, dove l’indagine si intreccia con le contraddizioni del presente, i contrasti tra chi fatica a restare e chi vive il progresso, e con la vita privata del protagonista. Scrittura precisa, personaggi vivi e quella capacità unica di far sentire Atene come un personaggio a sé.
E voi, amici e amiche lettori che mi seguite, cosa avete scelto di leggere questo weekend? Raccontatemi tutto nei commenti, sono curioso!























