Massimiliano Trovato (@maxfound77) header
Massimiliano Trovato (@maxfound77) profile picture

Musicista. Insegnante. Padre amorevole e marito imperfetto. Podista per passione. Siciliano nel cuore e friulano nella testa

Pordenone, Friuli, Italy
Joined December 2014
Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)Photo by Massimiliano Trovato (@maxfound77)
Una delle più belle mezze che abbia mai corso! Giornata meravigliosa, percorso divertente e suggestivo, in mezzo ad altri 9mila atleti. Grazie @TriathBlade per il supporto logistico e grazie a @RaiRadio2 per avermi regalato il pettorale #Romaostia
5
41
2,695
Il profeta di "Quello"
Uno dei più grandi caratteristi italiani, il migliore degli ultimi 30 anni, anche #CorradoGuzzanti oggi compie 61 anni. Numerosi i personaggi da lui inventati, dal profeta di Quelo a Lorenzo a Funari... quale preferite, #cultisti ? @pillolerock
27
Notevole, ma "L'incontro" di Guccini? "Vecchi muri proponevan nuovi eroi... Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno..."
Qual è la canzone italiana con il testo più bello? Per me Anna e Marco di Lucio Dalla.
39
Fiero di te, Pietro!
7
82
6,580
Questa è la migliore. La voglio dedicare a @TriathBlade e @biondox, in attesa che stasera venga eliminata anche la Juve
1
1
160
È uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare...
1
4
132
Volevo dire a @letipezz che ho letto molto volentieri e con gusto "Un animale innocente". A causa di una "semispoilerata" di mia moglie (e una personale passione per i gialli), ho intuito il finale con una trentina di pagine d'anticipo, ma la sostanza non cambia. Brava!
1
2
159
In tutto questo volevo dire che: - mia moglie ed io siamo buoni lettori (in 2, almeno una 50ina di libri l'anno, di vari generi); - abbiamo entrambi letto tutta la saga ai tempi delle prime edizioni, e non eravamo certo di primo pelo; - ci piacquero. Addirittura mia moglie 👇🏼 – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
600 milioni di copie, la serie di libri più venduta della storia umana, 85 lingue. “Sarebbe rimasta”.
1
89
Ordinò l'ultimo libro in lingua originale per fregare il "parentame" sul tempo della traduzione... Può piacere oppure no, ma la mediocrità è ben altro – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
1
39
Ringrazio @Pennacchiiiii perché mi ha dato la possibilità di silenziare un sacco di deficien...fassisti – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
La povertà di chi ragiona per frasi fatte, l'immensa povertà.
40
E pensare che la criticavamo perché non era laureata. In confronto all'attuale era la Montessori. R.I.P. – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
2
76
Secondo me il @pax ha come piano B un posticino in qualche rifugio antiatomico in Svizzera. E fortunati coloro che coabiteranno assieme, se sarà lui a cucinare😜 (Scherzo, lo riposto perché è molto interessante) – at Pasiano di Pordenone, Friuli-Venezia Giulia
Sarà la fine del mondo? Ho pensato di riciclare un piccolo esempio che faccio spesso in classe, e che ho abbozzato anche nella Logica del Rischio. È un modellino semplice (quindi altamente imperfetto), ma utile per gestire meglio l’eccesso informativo e il catastrofismo dei media, specie in ambito “geo-politico”, senza cadere né nel pessimismo estremo né nello sciocco ottimismo. Quando ci troviamo davanti a una situazione con più esiti possibili, la mente fa spesso una cosa molto umana: prende la traiettoria più scura (sfigata, ndr), la ingrandisce e la tratta come se fosse il sentiero principale. È comprensibile (ci ha tenuti vivi per millenni), ma non è detto che sia un buon modo di fare i conti con una realtà sociale sempre più complessa. E soprattutto: la paura tout court è un pessimo stimatore di probabilità (e talvolta anche di impatto, e qui vi rimando alla Logica del Rischio su qualsiasi piattaforma podcast vogliate). Giochiamo allora con un modellino semplice (un giocattolo matematico, se volete), giusto per ragionare e rimettere in scala le cose. Consideriamo un albero trinomiale: tre esiti, ripetuti nel tempo. Immaginiamo cioè un processo che evolve a step. A ogni step ci sono tre possibili esiti: Lieve, Medio, Grave. Con molta fantasia, ossia in modo non credibile (ma per ora facciamo così), assumiamo che siano equiprobabili: ciascun esito ha una probabilità di 1/3 di verificarsi. Inoltre, assumiamo che ogni step sia indipendente dal precedente, anche qui con molta fantasia. Dopo n passi, i percorsi possibili sono 3^n. Già qui c’è un fatto che spesso dimentichiamo: i percorsi “estremi” sono pochissimi. Il ramo tutto grave (grave→grave→…→grave) è uno solo, e anche il ramo tutto lieve è uno solo; in mezzo c’è una folla di percorsi misti. Il worst case è quindi intrinsecamente raro...per geometria, non per ottimismo o pessimismo. Nel nostro modellino, la probabilità del ramo “tutto grave” è (1/3)^n, e lo stesso vale per il ramo “tutto lieve”. Si vede bene nella figura qui sotto, che assume n=4. Con 4 step, abbiamo 3^4=81 percorsi totali. Lo scenario di worst case, ossia (grave, grave, grave, grave), ha una probabilità di 1/81≈1.235%. Lo stesso dicasi per lo scenario migliore (lieve, lieve, lieve, lieve): 1/81≈1.235%. Quindi uno dei due estremi (o bene bene o male male) si verificherà con una probabilità di 2.47% (ovviamente sono mutualmente esclusivi). Non è “pensiero positivo”, ma semplice combinatorica: gli estremi sono rari perché sono unici; gli esiti intermedi sono frequenti perché possono realizzarsi in tantissimi modi. Per dare un’idea più concreta, assegniamo un punteggio di danno agli esiti per step: Lieve = 0, Medio = 1, Grave = 2. E pure qui stiamo drammaticamente semplificando, assumendo che i danni si sommino semplicemente (come graffi sulla carrozzeria). Nel mondo reale, i danni sono spesso più complicati (moltiplicativi, super-additivi, etc.), ma lasciamo stare. Il danno totale dopo 4 step è la somma dei punteggi, quindi va da 0 a 8. Nel nostro modellino (equiprobabilità + indipendenza), la probabilità di osservare danno totale pari a 4 è 19/81≈23.46%. Quella di osservare 8 è sempre 1.23%. In altre parole: l’esito “in mezzo” non è solo psicologicamente rassicurante, è proprio quello che, in questo schema, concentra più massa di probabilità. Se gli step sono indipendenti, le somme tendono a “fare mucchio” al centro: è uno dei motivi per cui (per n grande) la distribuzione normale è tanto frequente in statistica e in natura (a seconda del livello di osservazione). Ok, ora complichiamo un po’, e rendiamo il modellino appena più realistico. Rimuoviamo in modo molto semplice, e ancora idealizzato, l’ipotesi di indipendenza. Supponiamo che al primo step la probabilità di “Grave” sia ancora 1/3, ma che dopo un Grave al primo step la probabilità di un altro Grave nei passi successivi salga a 2/3 (effetto domino/contagio/feedback/"la sfiga non viene mai da sola"). Allora la probabilità di (grave, grave, grave, grave) diventa 1/3*(2/3)^3≈9.88%, cioè quasi otto volte più grande di 1.23%. Viceversa, se dopo un evento grave scattano contromisure efficaci e la probabilità di un altro grave scende (per dire) a 1/6 allora: 1/3*(1/6)^3≈0.15%. Molto più piccola di prima! Quindi, nel modellino appena più realistico, il punto non è “tanto il worst case è raro”, ma capire se il sistema è a cascata o a contenimento. In termini di rischio: non basta chiedersi “quanto pesa la coda in assoluto?”, bisogna chiedersi come si gonfia la coda quando le condizioni peggiorano (cioè: le probabilità condizionate). Eh, purtroppo probabilità e teoria del rischio sono brutte bestie nel mondo reale. Ora, nonostante la sua semplicità, il nostro modellino suggerisce una postura mentale utile: 1) Non scambiare la possibilità del worst case per una certezza, perché il fatto che sia immaginabile non lo rende automaticamente verificato (ma nemmeno un cigno nero!). E gridare “al lupo al lupo”, lo sappiamo, è controproducente. Ergo, i titoli catastrofici, che raccontano male probabilità e rischio, andrebbero evitati, e chi li lancia ignorato. I media purtroppo ci vendono (per "li sordi") lo scenario peggiore come se fosse inevitabile. In pratica, scommettono che ogni cattiva notizia ne innescherà automaticamente una peggiore, ma il mondo è pieno di attriti, correzioni e adattamenti. Ricordiamoci che scommettere sulla "fine del mondo" ha sempre fatto perdere denaro sul lungo periodo (questo non significa che nel breve si rida). 2) Per quanto mi costi, visto che è uno dei miei ambiti di studio, non farsi sempre ipnotizzare dagli estremi, specie in ambito sociale. Esistono moltissimi percorsi realistici “in mezzo”, a loro volta con sfumature (medio-basso, medio-alto...). 3) Dire che il worst case è minoritario non significa ignorarlo. Gli scenari di coda contano perché, anche se rari, possono avere impatto enorme (a volte irreversibile). Da un lato non bisogna farsi travolgere dal ramo più cupo solo perché esiste, dall’altro va tenuto in considerazione (assieme ai rami vicini) e serve prepararsi seriamente se l’impatto può essere esiziale. Piani B, soglie di allerta, controllo costante (serio, non “alla von der Leyen”), ridondanze: tutto ciò che rende i rischi di coda meno letali, senza obbligarci a vivere come se fossero inevitabili. Sono misure che costano? Certo che costano, ma piani B e ridondanze sono l'assicurazione che paghiamo per non dover indovinare il futuro: non servono perché sappiamo che accadrà il peggio (non lo sappiamo), ma proprio perché non possiamo sapere quale ramo prenderà la storia. Insomma, nei discorsi geo-politici da X (ossia il bar del nuovo secolo): niente fatalismo, niente panico. E soprattutto ricordarsi che il rischio non è un numero solo, è un oggetto multidimensionale (→podcast), che si studia e gestisce con intelligenza, non con strilli e headline. Nota bene: il modellino qui sopra non è da applicarsi a ogni tipologia di analisi di rischi e scenari. Ci sono situazioni dove il worst case deve essere il vero (talvolta solo) criterio guida principale, e il principio di precauzione non banale il faro, dalla sicurezza nucleare e industriale alla salute pubblica.
1
2
1,264
100%, ma non vuol dire che, viste le distanze astronomiche, riusciremo mai ad entrare in contatto – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
Qual è per voi la probabilità che ci sia vita extraterrestre intelligente nell'Universo?
77%100%
14%50%
9%0%
1,100 votes • Final results
46
Sterzata? – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
Questa è difficile 🤔💬💋
45
E perché non c'aveva un barattolo di Nutella sotto mano... – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
43
Avete i giorni contati #teamestate – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
c’è poco da parlare, stiamo godendo
1
60
Buon anno! – at Carzano, Trentino-Alto Adige
1
63
Ricordo che finii di leggerlo un'estate in cui figlio 3 aveva più o meno l'età di Useppe, e piansi come una fontana. Un romanzo monumentale – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
Trovato su una bancarella a Treviso!! Il libro più bello, il libro più necessario. Una lettura obbligatoria #libribelli
5
196
Sì – at Azzano Decimo, Friuli-Venezia Giulia
You’re unable to view this Post because this account owner limits who can view their Posts. Learn more
1
51