Bestiola, in libreria dal 6 ottobre Febbre (2019), Corpi minori (2022). Collaboro con @DomaniGiornale, @Corriere, D di @Repubblica

Milano, Lombardia
Joined December 2018
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La mia recensione di #Bestiola Jonathan Bazzi @Mondadori casadeilettori.blogspot.com/… Un libro che ho vissuto con intensità @artdielle @LuciaLibri @CarmelaCusmai @Sara2409558447
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Da dove nasce l'ispirazione per Bestiola, il nuovo romanzo di @jonathanbazzi? Questa storia, stratificata e ibrida, umana e animale insieme, ti aspetta in tutte le librerie.
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"Bestiola", il nuovo libro di @jonathanbazzi, è anche una riflessione sul linguaggio non verbale. Perché il nostro rapporto con gli animali non si basa sulle parole o sul pensiero concettuale. Occorre quindi indagare in ciò che viene prima delle parole.
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#JonathanBazzi torna in libreria dopo 4 anni di letargo – «di sonno profondo» – con #Bestiola che racconta la perdita di Mirtilla e Purè – i Devon Rex con cui viveva – e che compie, però, un passo ulteriore, un ribaltamento di prospettiva. INTERVISTA 👉 gay.it/intervista-jonathan-b…
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Jonathan Bazzi: «Per tre anni non sono più riuscito a scrivere, e da quando ho la diagnosi di ADHD non ricorro più ad alcol e Xanax. Ho visto morire Mirtilla, la gatta da cui è nato Bestiola, e oggi la morte mi fa meno paura» vanityfair.it/article/jonath… @Mondadori
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Per quattro anni non sono riuscito a scrivere. Pensavo che un altro libro non ci sarebbe più stato. Poi Mirtilla, la gatta con cui ho vissuto per sedici anni e mezzo, ha smesso di mangiare. Ho cominciato a raccontare i giorni dolci e strazianti della sua malattia, e da lì ho ripreso a guardarmi attorno: in cerca di una tana, ho scavato cunicoli. Sono finito dentro una crisi più grande, e non solo privata: il letargo e la solitudine, il narcisismo e la competizione paralizzante, i soldi che mancano e il guaio – a 40 anni – di non potersi permettere una casa in cui sentirsi al sicuro. Ne è nata una storia sul lutto e la cura, sulle famiglie che superano il recinto della specie, sui modi in cui decidiamo quali vite – e quali morti – hanno valore. Una storia abitata da molti animali: gatti e cani, ma anche corvi, mucche, scimmie. Quelli con cui ho vissuto, e quelli che, mentre scrivevo, hanno cominciato a sbucare dalle vite degli altri. Volevo raccontare ciò che succede quando il centro che ci siamo scelti non regge e tutto sembra sul punto di crollare. Ma anche i legami che vengono prima delle parole, e il potere che hanno di cambiare tutta una personalità, tutta una storia. Volevo scrivere di come ho imparato a rimanere, anche quando amare non basta a salvare. Bestiola esce martedì 6 ottobre con Mondadori. Ma si può già ordinare, in libreria e online. È, per me, una specie di nuovo inizio.
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Ieri sono stato per l’ultima volta al Sacco, l’ospedale dove sono in cura dalla diagnosi del 2016. È una decisione dettata solo dalla logistica, che rimandavo da tempo. Ora poi, con le iniezioni ogni due mesi, era diventato davvero insensato rifiutare il cambiamento, anche considerando che non ho la patente, e i viaggi di andata e ritorno, da soli, mi prendevano tre ore piene. È stato il luogo della paura e dello sfinimento, ma anche quello della leggerezza, del sostegno luminoso e della grande alleanza terapeutica. I primi anni, ogni volta che ci andavo, lungo la via del ritorno scrivevo poi sempre qualcosa. Col passare del tempo ho smesso di farlo. Oggi faccio un’eccezione, per dire grazie – al mio infettivologo, alle infermiere, agli altri specialisti, agli OSS, certo. Ma anche a qualcosa di più grande, che non sono sicuro di riuscire a nominare. È un pezzo importante della mia vita, e tutto fuorché “brutto”, “negativo”. Sono stato spesso contento di andarci: non è straordinario?
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Il generale ne spara una al giorno: dice sempre e solo le cose che possono prendere fuoco, in tanti corrono a indignarsi pubblicamente, contribuendo a garantirgli il solo valore che ormai quaggiù conta: la visibilità. Non fornisce mai ragionamenti: i suoi sono “pensieri” piccolissimi, scadenti, ma rumorosi, e questo fa sì che sia ovunque. Non lo vedete? Ovunque, senza tregua. Diventa virale, si dice, appunto perché mima il comportamento dei virus: sfruttare le risorse delle sue vittime, per replicarsi, non avendone, di suo, nessuna. Finirà a governare il Paese? Magari no. Ma è evidente che, grazie al modo in cui noi, tutti noi ormai accettiamo di pensare, prendere parola e dunque essere, si sta assicurando una lunga e florida carriera politica.
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41! ❤️🎂 (mia nonna, quando sono nato, era più giovane)
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Quando ti innamori ti si centuplicano le forze e insieme rischi il collasso,hai dei giri armonici bellissimi installati nella camera timpanica:bellissimi e poi,a tratti,angoscianti,quando finisci assediato dalla paura di dire le cose sbagliate #Auguri a @jonathanbazzi #13giugno
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Il 9 maggio di sette anni fa usciva questo libro che mi ha cambiato la vita. Grazie a tutti quelli che l’hanno letto e al bambino che ha aspettato e, poi, non so ancora bene come, si è messo a raccontare ❤️
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Proprio in questi ultimi 12 mesi – credo i più spietati di sempre – non so come, ma mi sono rimesso a scrivere. Davvero non si può sapere mai. Ci sentiamo presto ❤️
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#IMiraggiDellaMente a #SalaLettura Prendere nota: la mente è più pericolosa di tutto quello che la circonda, i problemi veri sono quelli che lei - artigiana, falegname, burattinaia - si costruisce da sola. Jonathan Bazzi - Febbre 📷Laura Hospes perilmondomondicchiando.blog…
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Avevo 8 anni. Mia nonna era stata in vacanza in Egitto, era tornata a casa con un abito rosso.
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