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"L'Euro costringe gli Stati a comportarsi come se fossero enti locali privati, privandoli della sovranità monetaria e della capacità di agire come prestatori di ultima istanza. Senza la leva monetaria e con i vincoli di bilancio, >
Perazzetti2 retweeted
È uscito il report dell'Agenzia delle Entrate sugli immobili in Italia, dove vengono riportati i dati riferiti alle case sfitte, la loro ubicazione sul territorio, ecc.
È una fotografia tristissima di come siamo ridotti.
agenziaentrate.gov.it/portal…
Era tipico del feudalesimo che i militari agli ordini del loro Signore si occupassero anche dell'ordine pubblico... il progresso ha strane forme di presentarsi.😎
Replying to @AntonioBorrini
Era sbagliato allora ed è sbagliato oggi: non siamo nel Cile di Pinochet, le forze armate non si devono occupare di ordine pubblico.
Il Mercosur è costruito come un vestito su misura per le multinazionali,lo capisce anche un bambino che a prenderla in culo sono le PMI
La mia Patria si chiama multinazionale
Fonte: MALASTORIA share.google/xelqNTJbMHYJXY6…
Replying to @ADeLuca_SlcCgil
Però va detto che il Mercosur era stato bloccato e la Regina dell’Unione lo ha “attivato” or sol suo di tardo traendo
Quindi sta roba che arriva la dobbiamo mangiare anche se non vogliamo e per farlo va eliminata la produzione locale
Mai dimenticare che i carburanti hanno questi prezzi perché tasse e accise raddoppiano il prezzo alla pompa,sono 40/45 miliardi di € l'anno di prelievo fiscale con tasse indirette,perché succede ?🔽
xitter.cf/Perazzetti_/status/210…
"L’agricoltura non è strategica, tanto i tunisini fanno l’olio a meno."
Tradotto: svendi la capacità di produrre cibo, tieni in piedi solo le rendite degli importatori, poi quando chiudono i porti digiuni con i conti in ordine.
Con la IA entrambi i sistemi dovranno adeguarsi...ricordate gli insegnamenti di Gunther Anders,l'uomo è antiquato.
L'ITALIA TRADITA: QUANDO I PURITANI HANNO CONSEGNATO IL MEDITERRANEO ALLA GRANDE FINANZA
di Francesco Petrone
Esiste un profilo psicologico e culturale dell'uomo mediterraneo. È la distinzione più antica della geopolitica italiana, viene dallo storico francese Fernand Braudel e poi da Carl Schmitt. L'uomo mediterraneo vive di contrattazione, di porto, di trattativa. Da Venezia a Napoli a Palermo, la ricchezza è fare da intermediario tra Oriente e Occidente. Il suo è un tempo ciclico perché legato all'agricoltura, alle stagioni, alla raccolta, al riposo. Non vive un tempo lineare.
È un uomo con una cultura fortemente comunitaria. Ha molto spiccato il senso della famiglia, addirittura come clan, paese, clientela, campanile. Non è un individuo. La fiducia non è riposta nel contratto, ma nella persona.
Apparteneva a quella cultura della stretta di mano, a un'economia di relazione che dà credito perché c'è un legame, non per il rating. Non per nulla antiche divinità come Mitra e Marduk erano detti gli dei della stretta di mano. Anche il potere è personalistico. Il capo è padre. Alcuni politici italiani hanno rispecchiato questo tipo umano: Mattei, Fanfani, Moro, anche Berlinguer, inconsapevolmente, erano prototipi di questa umanità.
Devono vedere, toccare, distribuire. IRI, Cassa del Mezzogiorno, ENI sono stati gli strumenti caratteristici di questa cultura mediterranea in cui il centro distribuisce alla periferia per tenerla legata. Come la religione, che sia cattolica, ortodossa o islamica. È incarnata. Dio si fa pane, si fa festa di paese. Non è astratto.
I liberi Comuni e le Signorie sono la prima forma compiuta di questo modello. Il Comune medievale non è lo Stato moderno atlantico, astratto e procedurale. È una famiglia allargata: arti, corporazioni, contrade, famiglie che si giurano fedeltà. La ricchezza non viene dalla fabbrica anonima, ma dalla bottega, dal porto, dalla banca di famiglia.
La Signoria poi è l'evoluzione naturale: quando il Comune non regge più le faide, non chiama una costituzione, chiama un padre come i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano, gli Este a Ferrara, i Malatesta a Rimini. Un uomo che tiene insieme con la relazione, non con la norma. È lo stesso schema di Mattei e di Andreotti, mille anni dopo.
Per questo l'Italia dal 1945 al 1975 rispecchia un'anima mediterranea. Anche nella cultura comunista, è mediterranea: con Gramsci, Togliatti, Berlinguer, tutti pensano a un comunismo di comunità, di sezione, di festa dell'Unità.
È l'esatto contrario dell'uomo atlantico, proiettato verso la lontananza, verso il rischio, come in Inghilterra, Olanda, USA. Il loro tempo è lineare, progressivo. Ritengono il futuro sempre migliore del passato. Produrre, investire, crescere all'infinito. Il tipo di uomo è individualista e protestante. Contratto, non relazione. La fiducia è nel sistema, non nella persona. Rating, borsa, tribunale. Non occorre la conoscenza diretta. Il potere è anonimo, procedurale. Non un padre, ma la regola.
Banca Centrale indipendente, mercato, Commissione Europea. Non occorre vedere il capo, ma rispettare la procedura. La morale è protestante, calvinista. Dio è lontano, è norma. La ricchezza è segno di elezione, la povertà è colpa.
Quando Andreatta compie con Ciampi il divorzio dalla Banca d'Italia, quando Prodi smonta l'IRI, quando Ciampi entra nello SME, stanno facendo una mutazione antropologica e culturale. Stanno convertendo l'Italia da paese mediterraneo a paese atlantico. Da economia di relazione a economia di contratto. Da famiglia-impresa a S.p.A. quotata. Da energia negoziata con Gheddafi a energia comprata sul mercato spot olandese. Da lira che si svaluta per aiutare l'esportatore a euro forte che premia il rentier.
Il problema consiste nel fatto che l'italiano medio è mediterraneo. Sa lavorare benissimo in un sistema di relazioni, di fiducia personale, di piccola impresa, di flessibilità. Non sa lavorare in un sistema atlantico di grandi corporation anonime, di finanza, di procedure. Per questa ragione dopo il 1992 si spacca tutto. Mentre l'economia diventa atlantica, l'uomo resta mediterraneo. E quindi smette di produrre e inizia a vivere di rendita, di turismo, di sussidi.
Se prendiamo dei personaggi a caso, possiamo fare dei profili culturali e psicologici e guardarci allo specchio. Mussolini, ad esempio, è il prototipo della mentalità mediterranea. Romagnolo, socialista, poi affascinato dall'Impero. L'idea stessa di Stato corporativo è mediterranea: non il mercato che regola, ma le corporazioni, i mestieri, le famiglie di mestiere che si mettono d'accordo sotto un padre. L'IRI nasce con lui nel 1933, per salvare le banche, non per liberismo. E la politica estera è tutta Mare Nostrum: Libia, Balcani, Etiopia. Vuole il petrolio, non l'Atlantico.
Gramsci è sardo, mediterraneo per eccellenza. Il suo comunismo non è quello di Lenin con la fabbrica. È quello dei contadini meridionali, del folklore, del senso comune. L'egemonia non è prendere il Palazzo d'Inverno, è conquistare la chiesa del paese, la scuola, il bar. Il Quaderno sul Mezzogiorno è il manifesto del comunismo mediterraneo: alleanza tra operai del Nord e contadini del Sud, non dittatura del proletariato.
Del Noce, filosofo torinese ma molisano d'anima, cattolico, ma il suo cattolicesimo è agostiniano, non tomista, dice una cosa che spiega tutto: il fascismo e il comunismo in Italia non sono parentesi, sono conseguenze del Risorgimento incompiuto. L'Italia non ha mai avuto una rivoluzione protestante, è rimasta cattolica e comunitaria. Per questo sia Mussolini che Gramsci sono possibili solo qui.
Fanfani, aretino, il suo piano INA-Casa è mediterraneo puro: non dare soldi, dare una casa dove mettere la famiglia. La sua idea di DC non è partito liberale, è ordine francescano: i laureati cattolici che vanno a gestire l'IRI come monaci che gestiscono un monastero. Andreotti è il più mediterraneo di tutti dopo Mussolini, ma in versione romana. Andreotti non ha idee, ha relazioni. Il potere non è programma, è rubrica telefonica. Sa chi è il cugino di chi, chi ha sposato chi, chi deve un favore a chi. Governa l'Italia per 40 anni senza mai vincere un'idea, solo tenendo insieme i pezzi. È il capobastone del porto.
Berlinguer è sardo come Gramsci, cattolico come Fanfani. La sua austerità non è protestante. È francescana. Quando dice "siamo una società che spreca", non sta parlando da banchiere centrale. Sta parlando da prete di Barbagia che vede i pastori che comprano la Fiat 128 a rate. La questione morale è mediterranea: il politico deve essere come il prete, povero.
Perché risultano essere tutti mediterranei? Perché nessuno di loro crede davvero nel mercato autoregolato o nello Stato procedurale atlantico. Tutti credono che l'economia sia politica, che la politica sia relazione personale, che il capo debba essere visto e toccato.
La rottura atlantica arriva dopo di loro, con la generazione di Andreatta, Prodi, Ciampi, Draghi: gente che non ha più il paese, la sezione, la parrocchia, ma ha l'università americana, il master, la Banca Centrale al posto della Cassa rurale.
Non esiste un'Europa. Esistono due Europe, due universi quasi opposti, due civiltà inconciliabili: una mediterranea che vive di comunità, di relazione e di padre, e una atlantica che vive di contratto, di procedure e di mercato. L'errore storico è stato credere che la seconda potesse governare la prima senza distruggerla
I lavori più a rischio a breve termine sono quelli ripetitivi-cognitivi (non creativi di alto livello).
I più resistenti quelli manuali "sul campo" che richiedono interazioni complesse con l'ambiente circostante.
Ci siamo magnati tutto.
youtube.com/shorts/1epyyilji…
Borghi continua a difendere l'indifendibile ( è il suo lavoro da sempre) ma è diventato oltre che grottesco anche offensivo per chi ha più di un neurone come i suoi elettori.
Tra 3 lustri vedrete le minchiate che racconta oggi
xitter.cf/Perazzetti_/status/211…
Replying to @ClaudioBorghi
No. Si capisce benissimo che il taglio sarà sul calcolo della capitalizzazione per chi andrà in pensione dal 1 gennaio 2027. Già nel 2025 fu così.
Ennesimo ed inutile tentativo di fare emergere quella coscienza di classe senza la quale siamo nell'inferno in terra...ed i supplizi sono appena iniziati
xitter.cf/Perazzetti_/status/211…
Hai una gemella o soffri di disturbo dissociativo dell'identità?
Gli idioti ascoltano chi gli racconta che la Fornero è superata,gli audaci che hanno compreso il disastro italiano fanno le valige...
L'Italia è un paese FINITO,un paese che ha fatto la sua storia con il manifatturiero e che in 40 anni lo ha disintegrato.
(è solo l'inizio 🔽)
Non si tratta di cambiare fonte energetica,ma di politica,il costo dei carburanti nonostante tutto sarebbe ancora più che sostenibile se non fosse per il prelievo fiscale (40/45 miliardi di € l'anno) il perché ciò accade lo trovi scritto qui
xitter.cf/Perazzetti_/status/210…
Gli amerdecani sono il risultato della peggior feccia lEuropea che ci si ripropone come una peperonata,d'altronde vedere dell'Europa solo il suo lato migliore è assai riduttivo...a sto giro siamo noi i perdenti ed è questo che ci brucia.
Perazzetti2 retweeted
Let's call this what it is:
Elon Musk: Cronyist
Jeff Bezos: Cronyist
Peter Thiel: Cronyist
Larry Ellison: Cronyist
Mark Zuckerberg: Cronyist
They not rich because of innovation and hard work. They're rich because they're government contractors.
"Self-made" is a fairy tale.
Come si cambia per non morire...🎶
Gli italiani continuano a essere spennati alla pompa di #benzina...
Per forza, le tasse sui carburanti sono tra le più alte al mondo! Abbassare se non abolire alcune folli e anacronistiche #accise che gravano sugli automobilisti sarebbe un atto di civiltà! motori.ilmessaggero.it/econo…
Lo scopo delle privatizzazioni dei monopoli naturali è questo ed era contrastato,avrebbe dovuto essere impedito,dall'art 41 della Costituzione...amen
Replying to @Perazzetti_
Sì, il meccanismo è quello: quando pochi colossi controllano le quote chiave e 'dettano legge' (come MSC al 20%), si crea un #oligopolio. Il risultato pratico non cambia: i piccoli operatori perdono ogni margine e vengono tagliati fuori.































