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Replying to @BrankoMilan
And you can also say--If you wish to anno some Japanese friends--that Japan's declin begins with the introduction of the euro.
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Mélenchon a présenté le schéma qui doit sauver la France. Je l'ai regardé de près. C'est une machine à mouvement perpétuel, et l'histoire a déjà testé cette machine plusieurs fois. Je vais vous montrer comment ça finit à chaque fois.
Regardez les chiffres sur son écran. À gauche, 250 milliards de dépenses par an. À droite, 267 milliards de recettes. Autrement dit, chaque euro dépensé par l'État reviendrait tout seul, avec 7 % de bonus. Si c'était vrai, aucun pays au monde n'aurait de dette. Il suffirait de dépenser plus pour s'enrichir.
D'abord, ce qu'il oublie sur l'économie. La richesse ne naît pas de la dépense. Elle naît de la production : quelqu'un fabrique quelque chose que quelqu'un d'autre veut acheter, à un prix qui couvre ses coûts. L'argent n'est qu'un ticket qui donne droit à une part de cette production. Distribuer plus de tickets sans produire plus ne crée rien, ça fait juste monter les prix.
Son « cercle vertueux » suppose que l'argent distribué est dépensé en France, chez des entreprises françaises, qui embauchent en France. En réalité, une grosse partie part en importations : téléphones, voitures, vêtements, énergie. L'argent sort du cercle. Le déficit commercial explose, la dette aussi.
Et la France ne part pas de zéro. Dépenses publiques parmi les plus élevées du monde développé, plus de 3 300 milliards de dette, des taux d'intérêt qui coûtent déjà des dizaines de milliards par an. Ajouter 250 milliards par an, c'est demander aux marchés de prêter encore plus à un pays qui annonce qu'il ne compte pas rembourser par la croissance réelle.
On a déjà vu ce film en France. 1981 : Mitterrand lance une relance massive, nationalisations, embauches publiques, hausse des minima. Résultat : inflation à deux chiffres, trois dévaluations du franc en dix-huit mois, et en 1983 le tournant de la rigueur. Deux ans pour revenir en arrière. Et à l'époque, on avait encore notre propre monnaie pour amortir le choc.
Le Chili d'Allende, 1970-1973 : hausse des salaires, nationalisations, contrôle des prix. En trois ans, l'inflation dépasse les 500 %, les rayons se vident, les files d'attente deviennent la norme.
Le Venezuela, le modèle que Mélenchon a ouvertement salué à la mort de Chávez en 2013. Le pays avec les plus grandes réserves de pétrole du monde. Redistribution massive, contrôle des prix, expropriations. Résultat : hyperinflation à des dizaines de milliers de pour cent, pénuries de nourriture et de médicaments, et plus de sept millions de Vénézuéliens partis. Un quart de la population.
Voilà la mécanique, toujours la même. Les dépenses explosent, les prix montent. Le gouvernement accuse les « spéculateurs » et bloque les prix. Les producteurs arrêtent de produire à perte. Les rayons se vident. On rationne. On contrôle les entreprises, puis les mouvements de capitaux, puis les gens qui veulent partir. Et ceux qui protestent deviennent des ennemis du peuple.
Poussée jusqu'au bout, cette logique a produit les pires catastrophes du XXe siècle. La collectivisation soviétique et la famine en Ukraine : des millions de morts. Le Grand Bond en avant de Mao : des dizaines de millions de morts de faim. Le Cambodge des Khmers rouges : près d'un quart de la population. Personne n'a commencé par un massacre. Tout le monde a commencé par un schéma au tableau qui promettait que l'État pouvait remplacer la production par la volonté.
Je ne dis pas que Mélenchon veut ça. Je dis qu'il connaît cette histoire mieux que quiconque, et qu'il présente quand même un schéma où l'argent se multiplie tout seul. Soit il n'y croit pas, et il ment aux plus fragiles. Soit il y croit, et c'est encore plus inquiétant.
La seule chose qui a jamais sorti un peuple de la pauvreté, c'est produire plus et mieux. Pas dépenser plus. Les pays qui l'ont compris se sont enrichis. Ceux qui ont cru au cercle vertueux ont fini par fermer leurs frontières pour empêcher leurs citoyens de fuir.
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Allora, chiariamo un punto
Nessuno ci impedisce di fare debito. Non certo l'Ue (siamo già in EDP)
Il problema è che il debito va venduto e chi lo compra chiede un rendimento
Si chiama spesa per interessi che nel 2028 supererà i 100 mld
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Si chiede flessibilità alla Ue per aiutare la famiglie
Ossia + debito dunque + spesa per interessi che pagheranno le famiglie con -servizi: non una buona idea
Soluzione: aiutare famiglie senza + debito, ma mettendo mano ai 1157 mld di spese
Rivedere, ricomporre e ridurre
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Un buon esempio di persone che dicono cose senza aver mai visto mezzo dato. L'indice di Gini è sostanzialmente indentico da 30 anni.
C’è stato in passato un capitalismo diverso. «Fino alla fine degli anni Ottanta-primi anni Novanta, aveva un’anima borghese, che favoriva una distribuzione delle ricchezze. Cercava, nei limiti del possibile, di salvaguardare i redditi più bassi», spiega il filosofo Massimo Cacciari. «Era un atteggiamento legato anche alla Guerra fredda: questo capitalismo borghese, sui temi sociali doveva fronteggiare la competizione dell’Unione sovietica». A un certo punto, però, qualcosa è cambiato: «Con Margaret Thatcher e con la destra americana, Ronald Reagan, c’è stata una svolta, quel capitalismo è finito».
Oltre trent’anni dopo siamo arrivati a un capitalismo sfrenato: tanto da mettere in discussione la tenuta democratica delle nostre società?
«È evidente: non può reggere una società democratica dove la speranza di crescita di benessere e l’incremento dell’area dei diritti vengono interrotti. La democrazia non è un’ideologia, si innesta su processi economici».
L’intervista integrale di Francesca Schianchi è su La Stampa
#LaStampa
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Allora flessibilità e’ debito
Debito e’ spesa per interessi che toglie risorse alla collettività
In questo Paese non serve + spesa ma spesa mirata a chi ha bisogno
Serve una vera politica economica capace di selezionare
“ tutto a tutti e’ un inganno che pagano i deboli
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“Los izquierdistas que creen idealistamente en la belleza del sistema soviético, socialista o comunista, cuando se desilusionan, se convierten en sus peores enemigos.
Por eso mis instructores de la KGB nos decían: ‘Nunca pierdan el tiempo con los izquierdistas. Olvídense de esos prostitutos políticos. Apunten más alto’.
Los izquierdistas son útiles solo durante la etapa de desestabilización de una nación. Profesores, activistas y supuestos defensores de causas nobles sirven para debilitar al país desde adentro.
Una vez que cumplen su función, dejan de ser necesarios. Saben demasiado. Muchos creen que compartirán el poder cuando los marxistas-leninistas triunfen, pero eso nunca ocurre. Son encarcelados, exiliados o ejecutados.
Así ocurrió en Nicaragua, en Cuba y en muchos otros lugares. Una vez utilizados, los llamados ‘idiotas útiles’ son descartados por el propio régimen que ayudaron a construir.”
— Yuri Bezmenov, entrevista con G. Griffin
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Condannata a 74 frustate: la pena per la cantante iraniana che si è esibita senza velo ilgiornale.it/news/cronaca-i…
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Cari @GiuseppeConteIT, @NFratoianni e sedicenti pacifisti, sarei onorato se qualcuno di voi per una volta rispondesse a queste semplici domande.
Nei giorni scorsi il Consiglio D’Europa ha pubblicato un documento nel quale viene descritto con raccapricciante chiarezza cosa accade nei territori occupati, tra torture sistematiche, rapimenti di bambini, violenze, esecuzioni sommarie, processi pilotati, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, negazione di ogni libertà, soppressione dell’identità ucraina, arruolamento coatto e militarizzazione dei minori. Quando parlate di pace avete già deciso che a pagarne il prezzo dovranno essere i 3,5 milioni di ucraini che vivono nelle regioni sotto occupazione russa e che ogni giorno subiscono tutto questo?
A Bucha, Irpin, Mariupol e altre località si erano già riempite di fosse comuni dopo un solo mese di occupazione. Come potete non chiedere voi per primi la liberazione di ogni centimetro di terra ucraina per impedire che questo orrore si ripeta e perché ogni vittima abbia un nome e ottenga giustizia?
L’Ucraina nel 1994 cedette il terzo più vasto arsenale nucleare al mondo in cambio di assicurazioni sull’integrità territoriale, la sovranità e l’astensione dalla coercizione economica. La Russia, cofirmataria del memorandum, ha violato tutte e tre le promesse. Quale insegnamento credete che trarrebbe il mondo se oggi rinunciassimo, come voi chiedete ogni giorno, alla difesa dell’Ucraina, se non che le armi nucleari valgono più dei trattati e che quindi l’unica difesa è costruirsi un proprio arsenale atomico? È questa la vostra idea di disarmo?
Dei 4 trattati sottoscritti con l’Ucraina tra il 1994 ed il 2015 la Russia non ne ha rispettato neanche uno. In alcuni ha persino finto di non essere parte in causa mentre armava separatisti e mandava truppe in segreto. Quello in discussione in Turchia ha provato ad imporlo massacrando civili, pretendo che Kyiv accettasse con una pistola puntata alla testa di disarmarsi, rimanere fuori dalla NATO e dare al suo invasore il diritto di veto sull’eventuale soccorso in caso di nuova invasione. Come fate a ritenere che disarmare l’Ucraina possa portare ad un accordo equo che la Russia rispetterebbe, visto che intendete mettere la vittima anziché l’aggressore in una condizione di svantaggio e renderla incapace di reagire?
Le cessioni territoriali violano i trattati dell’ONU e le convenzioni internazionali, che tutelano sovranità, rispetto dei confini e autodeterminazione. Putin ha violato questi principi in Cecenia dal 1999, in Georgia dal 2008, in Ucraina dal 2014 e di nuovo dal 2022. Cedere per l’ennesima volta alle pretese di un dittatore a cosa porterà se non alla prossima guerra? Cosa non avete capito dalla lezione della conferenza di Monaco del 1938 e della guerra mondiale che ne è derivata?
Putin tenta da 22 anni di controllare l’Ucraina politicamente, 18 anni fa ha iniziato a dire che non esiste, da 12 anni cerca di destabilizzarla e da 5 di cancellarla. Cosa credete che farà Putin se non continuare a provarci? Alla luce della miseria di aiuti che abbiamo inviato finora, i vostri saldi principi vi portano veramente a sostenere che la sopravvivenza di un intero popolo valga meno di un caffè al mese?
La Russia spende in armi, a parità di potere d’acquisto quanto l’intera Europa. Nelle tv russe si parla a giorni alterni di come nuclearizzare le nostre capitali. Nelle chiese si definisce santa la guerra contro l’Occidente. Nelle scuole si coltiva l’odio verso di noi e si insegna ad usare droni e armi. A cosa serve il disarmo che proponete se non a lasciarci indifesi davanti ad un pericolo esistenziale?
Ecco. Se non sapete rispondere a tutto questo, non rompete più i coglioni con le malefatte di Trump, con i doppi standard su Gaza, con il patriarcato, il femminicidio, la giustizia, il diritto e Bella Ciao. Perché il mondo in cui si legittima la sopraffazione l’avrete voluto voi.
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Combattere i falsi invalidi per aumentare il sussidio ai veri invalidi.
Combattere gli evasori fiscali per abbassare le tasse ai contribuenti onesti.
Pagare meno chi nella pubblica amministrazione lavora male per pagare di più chi lavora bene.
Ridurre gli sprechi negli appalti pubblici per abbassare ancora le tasse a famiglie e imprese.
Ridurre la complessità delle regole (togliendo lavoro a chi vive della complessità delle cose) per agevolare famiglie e imprese.
Ridurre le cose che lo Stato fa, per fare meglio quelle che non può che fare lui.
È una ricetta che si mette contro (e violentemente) quella parte di Italia che vive sulle truffe, sull’assistenzialismo, sull’evasione fiscale, sulle forniture pubbliche gonfiate, sull’inefficienza e sull’egualitarismo del settore pubblico.
Ma è la ricetta del @Partito_Libdem , che a voi piaccia o no.
Perché c’è invece un pezzo di Paese che si è stancato di pagare per mantenere quel pezzo di prima.
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Allora ripetiamolo
I pasti gratis non esistono.
Ogni misura ha un effetto. Se si abbassano i prezzi, qualcuno paga.
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Che ritroviate la dignità. Che smettiate di fare gli zerbini di Conte.
Che siate chiari su Ucraina e NATO europea.
Che smettiate di andare appresso alle stupidaggini di Bonelli sull’energia.
Che prendiate sul serio la questione della sicurezza e dell’immigrazione illegale.
Che la smettiate di avallare bonus che distruggono le finanze pubbliche.
Che non stiate dalla parte degli editori dei giornali che deindustrializzano l’Italia e torniate dalla parte degli operai che subiscono la deindustrializzazione.
Che non rinneghiate una stagione di riforme - job act etc - per compiacere i populisti di sinistra.
Che vi ricordiate del fondamento garantista della nostra costituzione e non vi sottomettiate a magistrati e al Fatto quotidiano.
Insomma hai capito @sbonaccini. Ricordatevi chi siete e raddrizzate la schiena dritta.
Poi ne riparleremo.
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Hai mai sentito parlare di questo genocidio?
No, perché non sai un cazzo. @ProgDreyfus
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Non c’è una sola cosa vera in quello che dice @SPatuanelli sul Superbonus.
1) Innanzitutto non è vero che sia costato “solo” 122 miliardi. Quel dato di Enea si riferisce al solo SuperEcobonus, ma il 110% includeva anche il SuperSismabonus (circa 40 miliardi): il costo complessivo del Superbonus è di circa 165 miliardi. Se si aggiunge la spesa degli altri bonus edilizi (tra i quali il Bonus Facciate), che è esplosa dopo il decreto Superbonus che ha esteso la cessione illimitata del credito, il totale arriva a 229 miliardi: oltre 100 miliardi in più di quanto dice Patuanelli. Se quindi la stima di @CarloCalenda è sbagliata, lo è per difetto (di 9 miliardi).
2) Patuanelli fa un’analisi costi-benefici positiva del Superbonus citando uno studio della Banca d’Italia. Ma lo manipola, come ho spiegato in questo articolo sull’identica mistificazione fatta da Giuseppe Conte. ilfoglio.it/economia/2026/…
Bankitalia non dice che senza i bonus edilizi l’Italia sarebbe stata in recessione (perché è falso). Dice che “senza gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie la crescita del valore aggiunto tra il 2019 e il 2023 si sarebbe sostanzialmente dimezzata”. Quindi vuol dire che la crescita, che in quel periodo è stata di 5,8 punti di pil, senza i bonus edilizi sarebbe stata di circa 3 punti di pil. Il dettaglio non marginale è che, in quello stesso periodo, la spesa complessiva di Superbonus e Bonus facciate è stata pari a 170 miliardi di euro, oltre 8 punti di pil (il costo sale a 229 miliardi se si considerano gli altri bonus edilizi). Non a caso nello stesso studio, nella frase successiva, la Banca d’Italia scrive: “Sebbene positivi, i benefici per il complesso dell’economia in termini di valore aggiunto sono stati più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, implicando un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità”.
In sostanza “il ritorno” di cui parlano Patuanelli e Conte è negativo: ogni euro speso ha prodotto meno di un euro di pil. E il ritorno in termini fiscali è ancora inferiore, visto che il gettito incassato è una frazione del pil generato che è a sua volta una frazione della spesa sostenuta.
3) Non è vero che il Superbonus, secondo la linea politica del governo Conte, sarebbe terminato il 31 dicembre 2021 e che le proroghe successive sono state opera di forze politiche diverse dal M5s. La prima proroga avviene già a dicembre 2020 con la legge di Bilancio che estende il Superbonus al giugno 2022 (il ministro Gualtieri “resiste” alle pressioni M5S che lo voleva fino al 2023). Ma già un mese dopo, a gennaio 2021, nella proposta di PNRR del governo Conte (l’ultimo atto di quell’esecutivo) è prevista “l’estensione del Superbonus 110%”. Poi il governo Draghi, sempre su pressione del M5S che faceva parte di quel governo ed era il primo partito della maggioranza, lo estende il fino al 2023. Il M5S si è sempre battuto per la proroga del Superbonus e contro ogni forma di restrizione, che fosse al governo o all’opposizione. Conte, Draghi o Meloni. Sempre e comunque.
È incredibile che, a distanza di anni, ci sia questa disinformazione sul Superbonus nonostante la mole di analisi e documenti. Per chi vuole approfondire c’è il libro scritto con @CarloStagnaro: “Superbonus - come fallisce una nazione” 📖 👇
amzn.eu/d/0f4zWaIf
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Allora
Se eliminazione bollo è pagata con Pnrr si tratta di risorse per 2/3 a debito
Quindi: - tasse in cambio di + debito
Lo pagano i giovani che, spesso, una macchina nemmeno ce l'hanno. Ma sono pochi e non pesano elettoralmente
Un mondo meraviglioso
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La pressione fiscale in Spagna è al 38% contro il 43% in Italia.
Copiare Sanchez.
Tagliare le tasse e ridurre la spesa pubblica come primo punto del programma del campo lavrov e ne riparliamo. Dopo aver sfanculato lavrov, ovvio
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Lo scrittore ucraino pacifista Artem Chapeye, arruolatosi all’inizio dell’invasione russa, risponde alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero:
«Fanno bene i giovani a rifiutare le guerre di aggressione mosse dai loro governi. Ma la resistenza a un’invasione non è “la vostra guerra di destra”. È la stessa guerra che fecero i vostri partigiani. Onestamente, ne ho abbastanza di rispondere a formule astratte di persone privilegiate, che non si rendono nemmeno conto di quanto lo siano a non dover prendere decisioni così difficili come le nostre e a potersi limitare a fare retorica teorica. Spero davvero che gli italiani non si ritrovino mai più nella stessa situazione in cui siamo noi. Solo ora comprendo il significato profondo di quest’espressione, e da una città in guerra ve lo auguro sinceramente: la pace sia con voi». (La Repubblica)
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Leonardo Panetta@LeonardoPanettaSep 14
Italy
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Licenziata perché si rifiuta di togliere il velo. In Belgio, nella località di Assenede, la docente Hadija Amajoud ha perso il lavoro per non essersi adeguata alla nuova normativa provinciale delle fiandre orientali che ha modificato il regolamento del personale, introducendo il divieto assoluto di simboli religiosi, politici o filosofici visibili per tutti i dipendenti a contatto con gli studenti.
“Così non posso essere me stessa” ha denunciato l’insegnante, sostenuta da sindacati e associazioni. Per la provincia deve prevalere il principio della neutralità dello Stato che deve tutelare i minori.


























