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Stiamo spiegando uno ad uno i 4 punti su cui noi del @Partito_Libdem siamo disposti a fare alleanze per le prossime elezioni.
Ieri il primo (uno Stato più piccolo e più efficace, e quindi molto meno tasse).
Oggi il secondo: la politica deve decidere se continuare a garantire ai pochi che “stanno dentro”, o dare una opportunità ai tanti che “stanno fuori”.
Ma lo strumento per farlo non è la regolazione o l’intervento dello Stato: è invece promuovere più mercato, più concorrenza, più liberalizzazioni.
La comunità del Partito Liberaldemocratico si stringe intorno al nostro responsabile difesa e sicurezza Generale Pietro Serino per la perdita del suo caro Papà.
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È il nostro primo punto.
Lo Stato è cresciuto a dismisura, diventando un gigantesco (e illusorio) Mr. Wolf di Pulp Fiction: si fa credere agli italiani che sia l’unico modo per risolvere i problemi del paese.
Come risultato, l’iniziativa privata viene soffocata e le tasse aumentano sempre, per mantenere Mr. Wolf.
Noi del @Partito_Libdem proponiamo una strada diversa: meno Stato (ma migliore), meno tasse.
Chi è d’accordo con noi?
Il buon Francesco ha fatto come fa da 15 anni: ha eseguito ordini, nulla più.
Solo che stavolta, a lui e al suo dante causa, gli è andata molto, ma molto male.
La colpa di questa ragazza è di non essere anti-occidentale. Anzi, di sognare di avere le stesse opportunità e la stessa vita dei suoi coetanei in Occidente.
Per questo un regime criminale l’ha condannata a morte.
E per questo la sua storia è pressoché ignorata nei media occidentali, che preferiscono concentrarsi su altro.
Essere liberali significa anche questo: non avere paura del confronto, soprattutto quando si basa sui fatti.
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Fare la contabilità dei morti è degradante.
Ma le balle ideologiche su Gaza ora devono finire.
Non nell’interesse di una parte o dell’altra, ma delle (residue) possibilità di pace che derivano dalle elezioni israeliane di fine mese e palestinesi nel settembre prossimo.
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Quello che stanno cercando di fare alle opinioni pubbliche occidentali è convincerle che occorre essere contro Israele.
Non a favore del popolo palestinese.
E sono due cose diverse.
In un minuto, ecco perché.
NE VALEVA LA PENA?
Poco più di due anni fa, Italia Viva decise di rinnegare in una notte i suoi cinque anni di vita e schierarsi con centrosinistra.
Tantissimi tra dirigenti e iscritti abbandonarono quel partito per quella decisione, ricevendo in cambio un quantitativo di attacchi e insulti tipici di una setta con il suo santone.
Due anni dopo, questa è la situazione. Conte, dopo aver rifiutato più volte di incontrare il leader di Italia Viva, continua a umiliare quella (piccola) comunità come non si era mai visto fare in tempi recenti. E in tutte le “photo opportunity” del centrosinistra, si tengono sistematicamente fuori esponenti di IV come si fa con chi si vuole escludere.
Dopo due anni, abbiamo solo una domanda agli amici di Italia Viva: ne valeva proprio la pena?
Quando finiscono gli argomenti, iniziano gli insulti.
Luigi Marattin ha espresso le proprie idee con chiarezza, senza piegarsi al pensiero unico. La risposta? Attacchi personali, offese e odio sui social.
Il dissenso è legittimo. L’odio e le intimidazioni no.
Noi del Partito Liberaldemocratico non ci facciamo intimidire.
Continueremo a difendere la libertà di pensiero, il confronto e il coraggio di dire ciò che si pensa. Anche quando è scomodo.
Le idee si discutono. Non si mettono a tacere.
@marattin
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Il conflitto a Gaza è stato l’unico nella storia dove si sono presi per buoni a livello internazionale i numeri forniti da una parte del conflitto.
Come se nel 1943 avessimo diramato come ufficiali i numeri del bollettino delle SS.
Fino ad arrivare a situazioni ridicole: come quella scuola di cui si favoleggiarono svariate centinaia di vittime.
Quando si scoprì che invece era un missile della Jihad islamica che aveva per sbaglio colpito un edificio palestinese, magicamente le vittime diventarono pochissime.
Verrà studiata per secoli la gigantesca manipolazione dell’opinione pubblica avvenuta in questa tragica vicenda.
RT @marattin: Ed oggi il sondaggio di Emg, che ci vede in crescita al 1,7%.
Le prossime elezioni si decideranno al centro. Che non deve es…
La politica non è fatta solo di dichiarazioni. È fatta di idee, proposte e approfondimenti.
Da oggi il Partito Liberaldemocratico torna anche nella tua casella mail con la nuova newsletter: uno spazio per raccontare le nostre iniziative, approfondire i temi su cui lavoriamo e condividere le nostre proposte.
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Qualunque persona che abbia visto la pubblica amministrazione dall’interno sa perfettamente che quando noi del @Partito_Libdem parliamo di tagliare la spesa pubblica (1% l’anno per 5 anni) non intendiamo affamare le persone.
Intendiamo affamare un sistema di potere che usato i soldi delle tasse dei cittadini per comprare consenso politico e allargare il potere di politici e dirigenti pubblici.
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Non è vero che il mercato debba fare tutto.
Ci sono cose (giustizia, sicurezza, ordine pubblico, difesa, regolamentazione monopoli naturali, fisco, infrastrutture, finanziamento servizi di base, tutela diritti di proprietà, tutela concorrenza ecc) che può fare solo lo Stato, e noi del @Partito_Libdem pensiamo debba dedicarsi a fare solo questo, e in maniera eccellente.
Ma per tutto il resto, c’è - non Mastercard - ma il tanto vituperato, bistrattato e ripudiato mercato.
Al vice-presidente di Italia Viva Davide Faraone - che si è lanciato in questa difesa spassionata per il mercato e la concorrenza - abbiamo un solo consiglio da dare.
Eccolo: partitoliberaldemocratico.co…
Si iscriva da noi. Così potrà smetterla, assieme al suo partito, di implorare AVS e M5S (noti partiti liberali e a difesa di liberalizzazioni e concorrenza…) di prenderli in coalizione e farsi continuamente dire di no.













