̷A̷s̷t̷r̷o̷p̷h̷y̷s̷i̷c̷i̷s̷t̷ Local tobacconist under Fabrizio’s place | Ex-code monkey gone relativistic | Still learning. Please stand by.

Bristol
Joined April 2009
Leggo cose… PV = nRT un’equazione di stato, non un meccanismo fisico di riscaldamento! Non puoi usarla per dire “se la pressione aumenta, allora la temperatura aumenta”, a meno che l’energia interna (Q) del sistema venga aumentata da una fonte esterna, come, appunto, il Sole + effetto serra. Qui lo scrivo, qui lo lascio. Alla mercé di tutti, fatemi a pezzi. Punto.
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"Un libro è una prova che gli esseri umani sono capaci di fare magie." Carl Sagan #chesileggeingiro
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“One of the great tragedies of mankind is that morality has been hijacked by religion... But the basis of morality is really very simple and doesn't require religion at all.” — Arthur C. Clarke
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We are not slowing down. 🚀 Our Artemis III mission will send four astronauts to low Earth orbit next year to test critical systems needed for future lunar landings go.nasa.gov/4jzartX and we’re accelerating efforts to ensure the success of Artemis IV, the first Artemis mission on the lunar surface go.nasa.gov/4zV3TLc.
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Vediamo. La pillola scorsa finiva con una frase buttata lì: il Sole si fa più luminoso dell’1% ogni cento milioni di anni (qui: xitter.cf/splugged/status/210973…) Partiamo da un’intuizione sbagliata, perché è quella di tutti, grosso modo: una stella brucia combustibile, quindi dovrebbe spegnersi piano piano, come una candela. Invece fa il contrario. Si accende. Si "appiccia", "s'abbrògia!" si direbbe nel mio paesello natale. Il Sole di oggi è il 40% più luminoso di quando ha iniziato, e continuerà così fino alla fine della sequenza principale. Il motivo sta in una cosa che la candela non fa: la cenere resta dentro. Nel nucleo quattro protoni diventano un nucleo di elio e l’elio non va da nessuna parte, si accumula. Quattro particelle diventano una, il gas del nucleo ha meno particelle per chilogrammo, e la pressione (che è conteggio di urti, non di massa) cala. Il nucleo, che reggeva il peso della stella con quella pressione, cede un po’. Si contrae, e contraendosi si scalda. E la fusione dell’idrogeno è ferocemente sensibile alla temperatura: nel Sole va grosso modo come la quarta potenza. Un nucleo un po’ più caldo brucia molto più in fretta. Più luce. Non c’è modo di evitarlo. Una stella a idrogeno che si accende sempre di più non è un dettaglio dei modelli ma è gravità più conservazione dell’energia, con l’elio come cenere che non si può buttare via. Quattro miliardi di anni fa il Sole era al 74% di oggi (e la Terra non era ghiacciata), perché CO2 ha fatto quello che fa: è la pillola sul Sole giovane debole, se la ricordate. Se no, poco male, link: xitter.cf/splugged/status/207774… Tra un miliardo di anni sarà al 110%: è la soglia dove, nella pillola scorsa, il vapore vince. Siamo a metà strada tra i due. Il Sole ha 5miliardi di anni e un pianeta abitabile da 4. Non è una coincidenza: è una finestra che si apre quando la stella è ancora fioca e la serra la compensa, si chiude quando la stella è troppo forte e la serra la amplifica. In mezzo, un termostato geologico che corregge, MA SOLO ENTRO UN MARGINE. Noi stiamo dentro quel margine da quattro miliardi di anni. Il Sole ce lo sta restringendo dell’1% ogni 100 milioni e non c’è manopola che lo giri indietro. Nel 1981 (ero appena nato...) Douglas Gough mise tutto questo in una riga di formula e un commento che vale la pillola intera: l’aumento graduale di luminosità di una stella in sequenza principale è una conseguenza inevitabile della fisica newtoniana (bellissimo). Il Sole non invecchia spegnendosi, bensì invecchia alzando la voce. E l’unica cosa che decide quanto a lungo possiamo restare ad ascoltarlo è quanta aria ci mettiamo in mezzo. Letture (doi): - Gough, Solar Physics 74, 21 (1981) doi.org/10.1007/BF00151270 - Feulner, Rev. Geophys. 50 (2012) — doi.org/10.1029/2011RG000375 Scusate la noia :)
Dunque, vediamo. La pilloletta scorsa finiva con le nubi che non sono una "manopola", bensìuna risposta (qui: xitter.cf/splugged/status/210784…). Oggi tocca alla sostanza di cui sono fatte. Il vapore acqueo, che è il gas serra più importante della Terra e questo va detto per primo perché è vero: vapore e nubi insieme fanno 3/4 dell’effetto serra, i gas non condensabili (CO2 in testa, attenzione) 1/4. Allora perché la "manopola "è la CO2? Semplice: perché il vapore non si può accendere --> condensa. A ogni grado in più l’aria ne regge il 7% in più, a ogni grado in meno lo scarica come pioggia, e una molecola d’acqua resta in atmosfera nove giorni. Potete bruciare quanto idrogeno volete, ma proprio quanto ve ne pare: in una settimana è tornato al mare. La quantità di vapore non la decide chi lo emette, la decide la temperatura. Segue, non guida. L’esperimento che lo dimostra l’ha fatto il GISS nel 2010: basta togliere dal modello solo i gas non condensabili. Il vapore, senza più nulla che lo sorregga, condensa a cascata e la Terra diventa una palla di ghiaccio. 1/4 regge, 3/4 si appoggiano. Togli il quarto, e crolla tutto. La CO2 è la "manopola". Il vapore è l’amplificatore che più o meno ne raddoppia l’effetto. Siamo al "punto astrofisico", perché un amplificatore ha una domanda sola: cosa succede quando vince? Se un pianeta riceve troppa luce, il vapore cresce, trattiene più infrarosso, scalda, e cresce ancora finché l’atmosfera diventa così opaca che il pianeta non riesce più a raffreddarsi, a nessuna temperatura. Gli oceani bollono: un oceano terrestre fa 270 (duecentosettanta!) bar di vapore. In alto, la luce ultravioletta spezza l’acqua e l’idrogeno se ne va nello spazio. Venere riceve il 91% di luce in più della Terra. La soglia, nei modelli, sta attorno al 10%. Nel 1978 la sonda Pioneer Venus ha misurato nella sua atmosfera 100 volte più deuterio, in proporzione, che sulla Terra. L’idrogeno leggero scappa, quello pesante resta. Il titolo del paper, 1982: "Venus was wet". Oggi è asciutta come la mia bocca dopo una run di 21,1 km senza borraccia a seguito, con 92 bar di CO2. E "l’amplificatore" ha finito il lavoro e se n’è andato. È rimasta solo la "manopola", a fondo scala. Il bordo interno della zona abitabile sta tra 0,95 e 0,99 UA, a seconda del modello. Noi siamo a 1,00. Per arrivarci non serve CO2 fossile (nessun modello serio ce la porta) serve il Sole, che si fa più luminoso dell’1% ogni 100 milioni di anni. Appuntamento tra un miliardo (non prendete impegni). Chi dice “è il vapore” ha ragione sul peso e TORTO sul verso. Il vapore non è il colpevole: è il COMPLICE. E su Venere ha fatto fuori anche il testimone (passatemi l'analogia) :) Qualche letturin, qui sotto (vi posto i doi). - Lacis et al.(2010) doi.org/10.1126/science.1190… - Donahue et al. (1982) doi.org/10.1126/science.216.… - Kopparapu et al. (2013) doi.org/10.1088/0004-637X/76…
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Hint. Lasciare il sistema solare costa meno della metà che cadere sul Sole. Scommettiamo? :) 
Vediamo: dall'orbita terrestre (30 km/s) per sfuggire al Sole bastano +12 km/s. Per cadergli addosso devi frenarne circa 27: il problema non è la gravità del Sole, è il momento angolare che ti porti dietro dalla Terra. Per questo Parker Solar Probe (@NASASun) ha usato sette (7) flyby di Venere per rallentare, non per accelerare. L'oggetto più pesante del vicinato è anche il più difficile da raggiungere.
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Dunque, vediamo. La pilloletta scorsa finiva con le nubi che non sono una "manopola", bensìuna risposta (qui: xitter.cf/splugged/status/210784…). Oggi tocca alla sostanza di cui sono fatte. Il vapore acqueo, che è il gas serra più importante della Terra e questo va detto per primo perché è vero: vapore e nubi insieme fanno 3/4 dell’effetto serra, i gas non condensabili (CO2 in testa, attenzione) 1/4. Allora perché la "manopola "è la CO2? Semplice: perché il vapore non si può accendere --> condensa. A ogni grado in più l’aria ne regge il 7% in più, a ogni grado in meno lo scarica come pioggia, e una molecola d’acqua resta in atmosfera nove giorni. Potete bruciare quanto idrogeno volete, ma proprio quanto ve ne pare: in una settimana è tornato al mare. La quantità di vapore non la decide chi lo emette, la decide la temperatura. Segue, non guida. L’esperimento che lo dimostra l’ha fatto il GISS nel 2010: basta togliere dal modello solo i gas non condensabili. Il vapore, senza più nulla che lo sorregga, condensa a cascata e la Terra diventa una palla di ghiaccio. 1/4 regge, 3/4 si appoggiano. Togli il quarto, e crolla tutto. La CO2 è la "manopola". Il vapore è l’amplificatore che più o meno ne raddoppia l’effetto. Siamo al "punto astrofisico", perché un amplificatore ha una domanda sola: cosa succede quando vince? Se un pianeta riceve troppa luce, il vapore cresce, trattiene più infrarosso, scalda, e cresce ancora finché l’atmosfera diventa così opaca che il pianeta non riesce più a raffreddarsi, a nessuna temperatura. Gli oceani bollono: un oceano terrestre fa 270 (duecentosettanta!) bar di vapore. In alto, la luce ultravioletta spezza l’acqua e l’idrogeno se ne va nello spazio. Venere riceve il 91% di luce in più della Terra. La soglia, nei modelli, sta attorno al 10%. Nel 1978 la sonda Pioneer Venus ha misurato nella sua atmosfera 100 volte più deuterio, in proporzione, che sulla Terra. L’idrogeno leggero scappa, quello pesante resta. Il titolo del paper, 1982: "Venus was wet". Oggi è asciutta come la mia bocca dopo una run di 21,1 km senza borraccia a seguito, con 92 bar di CO2. E "l’amplificatore" ha finito il lavoro e se n’è andato. È rimasta solo la "manopola", a fondo scala. Il bordo interno della zona abitabile sta tra 0,95 e 0,99 UA, a seconda del modello. Noi siamo a 1,00. Per arrivarci non serve CO2 fossile (nessun modello serio ce la porta) serve il Sole, che si fa più luminoso dell’1% ogni 100 milioni di anni. Appuntamento tra un miliardo (non prendete impegni). Chi dice “è il vapore” ha ragione sul peso e TORTO sul verso. Il vapore non è il colpevole: è il COMPLICE. E su Venere ha fatto fuori anche il testimone (passatemi l'analogia) :) Qualche letturin, qui sotto (vi posto i doi). - Lacis et al.(2010) doi.org/10.1126/science.1190… - Donahue et al. (1982) doi.org/10.1126/science.216.… - Kopparapu et al. (2013) doi.org/10.1088/0004-637X/76…
Ma si, dai. Pausa e pillolina. Prima di tutto, buongiorno a tutti. :) Vado a spulciare la pillola precedente ( xitter.cf/splugged/status/208249…) e vedo che aveva due ingredienti: quanta luce arriva dalla stella e quanta il pianeta ne rimanda indietro senza assorbirla. La seconda si chiama albedo e oggi la facciamo toccae a lei. Si misura con lo stesso trucchetto: il pianeta passa dietro la stella, ma stavolta si guarda in luce visibile, cioè quanto cala il sistema quando sparisce la luce riflessa. Kepler, per esempio, l'ha fatto su TrES-2b, un gioviano caldo a 750 anni luce. Un contrasto di sei parti per milione, il più piccolo mai colto, e un verdetto cioè riflette meno del 2% della luce che riceve. Più nero del carbone. :) A 1800 gradi non esistono nubi, e senza nubi un gigante gassoso è un buco. Plain and simple. Kepler-7b, più fresco e coperto di nubi, ne riflette un terzo. La lezione, quindi, è una sola: l'albedo lo fanno le nubi e le nubi le fa la temperatura. Non è una manopola indipendente. È una risposta. La Terra riflette il 30%. E qui il conto va fatto con onestà: un centesimo di albedo in più o in meno vale 3,4 W/m^2, quasi quanto un raddoppio di CO2. Chi dice "sono le nuvole" non sta dicendo una sciocchezza, anzi sta citando la più grande incertezza che la climatologia stessa dichiara. Allora misuriamola, no? Pallé, lo stesso della Terra in transito, con Goode e colleghi ha usato di nuovo la Luna come specchio: la luce cinerea, quella che la Terra proietta sul lato scuro della Luna, raccolta per vent'anni da Big Bear, 801 notti utili. Risultato? Tra il 1998 e il 2017 l'albedo è calato dello 0,5%, pari a mezzo watt al metro quadro trattenuto in più. I satelliti CERES vedono lo stesso. La causa indicata: un'oscillazione del Pacifico che ha scaldato l'oceano e “bruciato” via le nubi basse al largo delle Americhe. Nello stesso ventennio la CO₂ ha aggiunto 0,55 W/m^2, quasi pari. Ma una delle due oscilla e l'altra accumula: un'oscillazione non costruisce un trend di 170 anni e dal 1850 la CO2 ne ha messi 2,2. Soprattutto, l'albedo si è mosso nel verso che amplifica, non in quello che compensa: oceano più caldo, meno nubi, pianeta più scuro, oceano più caldo. TrES-2b lo dice da 750 anni luce. Dove fa caldo, le nubi se ne vanno. Le nuvole non sono l'alibi. Sono il moltiplicatore. Qualche fonte 👇 - Goode et al. agupubs.onlinelibrary.wiley.… - Comunicato AGU news.agu.org/press-release/e… - Kipping & Spiegel (2011) arxiv.org/abs/1108.2297 Nota: ho scritto "meno del 2%" come formulazione prudente (e ne rivendico la paternità, senza correggere) mentre nell'articolo OUP gli autori scrivono che la luce diffusa contribuisce per meno del 10% del flusso in banda Kepler e, nei modelli migliori, meno dell'1,5%. Così, per dirvelo. È che non ricordo ogni singola riga e ogni singola cifra, scusate… 😅
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Chiedo scusa per gli errori di battitura
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Faccio riaffiorare questa perla di Andrea 👇
Forse avete già visto questa foto. Sono in piedi vicino a una pila di fogli alta quanto me. Quei fogli contengono il software del computer di guida della missione Apollo, scritto da un gruppo diretto da me. È anche grazie a me se il 20 luglio 1969 siamo andati sulla Luna. /1
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Thank you Margaret Elaine Heafield
RIP Margaret Elaine Heafield
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Ma si, dai. Pausa e pillolina. Prima di tutto, buongiorno a tutti. :) Vado a spulciare la pillola precedente ( xitter.cf/splugged/status/208249…) e vedo che aveva due ingredienti: quanta luce arriva dalla stella e quanta il pianeta ne rimanda indietro senza assorbirla. La seconda si chiama albedo e oggi la facciamo toccae a lei. Si misura con lo stesso trucchetto: il pianeta passa dietro la stella, ma stavolta si guarda in luce visibile, cioè quanto cala il sistema quando sparisce la luce riflessa. Kepler, per esempio, l'ha fatto su TrES-2b, un gioviano caldo a 750 anni luce. Un contrasto di sei parti per milione, il più piccolo mai colto, e un verdetto cioè riflette meno del 2% della luce che riceve. Più nero del carbone. :) A 1800 gradi non esistono nubi, e senza nubi un gigante gassoso è un buco. Plain and simple. Kepler-7b, più fresco e coperto di nubi, ne riflette un terzo. La lezione, quindi, è una sola: l'albedo lo fanno le nubi e le nubi le fa la temperatura. Non è una manopola indipendente. È una risposta. La Terra riflette il 30%. E qui il conto va fatto con onestà: un centesimo di albedo in più o in meno vale 3,4 W/m^2, quasi quanto un raddoppio di CO2. Chi dice "sono le nuvole" non sta dicendo una sciocchezza, anzi sta citando la più grande incertezza che la climatologia stessa dichiara. Allora misuriamola, no? Pallé, lo stesso della Terra in transito, con Goode e colleghi ha usato di nuovo la Luna come specchio: la luce cinerea, quella che la Terra proietta sul lato scuro della Luna, raccolta per vent'anni da Big Bear, 801 notti utili. Risultato? Tra il 1998 e il 2017 l'albedo è calato dello 0,5%, pari a mezzo watt al metro quadro trattenuto in più. I satelliti CERES vedono lo stesso. La causa indicata: un'oscillazione del Pacifico che ha scaldato l'oceano e “bruciato” via le nubi basse al largo delle Americhe. Nello stesso ventennio la CO₂ ha aggiunto 0,55 W/m^2, quasi pari. Ma una delle due oscilla e l'altra accumula: un'oscillazione non costruisce un trend di 170 anni e dal 1850 la CO2 ne ha messi 2,2. Soprattutto, l'albedo si è mosso nel verso che amplifica, non in quello che compensa: oceano più caldo, meno nubi, pianeta più scuro, oceano più caldo. TrES-2b lo dice da 750 anni luce. Dove fa caldo, le nubi se ne vanno. Le nuvole non sono l'alibi. Sono il moltiplicatore. Qualche fonte 👇 - Goode et al. agupubs.onlinelibrary.wiley.… - Comunicato AGU news.agu.org/press-release/e… - Kipping & Spiegel (2011) arxiv.org/abs/1108.2297 Nota: ho scritto "meno del 2%" come formulazione prudente (e ne rivendico la paternità, senza correggere) mentre nell'articolo OUP gli autori scrivono che la luce diffusa contribuisce per meno del 10% del flusso in banda Kepler e, nei modelli migliori, meno dell'1,5%. Così, per dirvelo. È che non ricordo ogni singola riga e ogni singola cifra, scusate… 😅
Buongiorno (buon pranzo, almeno per me), pillola. Abbbiamo letto la CO₂ di WASP-39b a 700 anni luce, dentro la luce che la sua atmosfera filtra durante un transito, qui: xitter.cf/splugged/status/207921… Sotto quel post, un lettore ha fatto la domanda giusta: e se la luce venisse da un'altra sorgente, l'atmosfera si leggerebbe lo stesso? @faber012002 (grazie!), qui: xitter.cf/faber012002/status/207… Sì, perché l'atmosfera non sa chi la illumina. E allora giriamo il telescopio: cosa leggerebbe un astronomo alieno puntando il suo verso di noi? Non serve immaginarlo. L'esperimento l'abbiamo già fatto, con un trucco elegante: durante un'eclissi totale, la Luna è illuminata quasi soltanto dalla luce solare che ha attraversato di taglio l'atmosfera terrestre. Quel disco rosso è la somma di tutte le albe e i tramonti del pianeta in quel momento, proiettata a 384.000 km, il blu se l'è preso lo scattering di Rayleigh, insieme a un "mozzico" di ozono. Misurare lo spettro della Luna eclissata significa misurare lo spettro di trasmissione della Terra: la stessa geometria, e la stessa misura, che JWST fa sugli esopianeti. Risultato (Pallé 2009, eclissi del 2008): ossigeno, ozono, vapore acqueo, CO₂, metano. Tutto insieme, tutto in una notte. Nel 2020 Hubble ha rifatto il gioco nell'ultravioletto, dove da terra è impossibile, e ha isolato l'ozono. E qui sta il punto che nessuna singola molecola può dare: ossigeno e metano si distruggono a vicenda in tempi brevi. Vederli coesistere significa che qualcosa li rimette in circolo di continuo. Quella coppia fuori equilibrio è la firma più forte che conosciamo di un pianeta abitato. Un astronomo a decine di anni luce, nel piano giusto per vederci transitare, non avrebbe bisogno delle nostre trasmissioni radio. Gli basterebbe uno spettro. La prossima Luna rossa, guardatela sapendo cosa state guardando: la Terra che si fa lo spettro da sola. E il referto, per ora unico nella galassia, dice "abitato". Letturine a corredo, qui sotto. 👇 - Pallé et al., da Nature: doi.org/10.1038/nature08050 - Youngblood et al.: doi.org/10.3847/1538-3881/ab… Mangio, ciao. :)
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Apollo 16 Lunar Rover Onboard Footage HD This spectacular footage was filmed by Charlie Duke on board the Apollo 16 Lunar Rover using the 16mm DAC Film Camera. It shows the drive piloted by John Young from Station 11 to Station 13. The footage has been upscaled, interpolated to 60FPS and synchronised to mission audio by Moonpans Original footage source : NASA Apollo Flight Journal
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Nobel per la Fisica a Francis Halzen per IceCube, 1 km^3 di ghiaccio antartico, 5.000+ sensori a 2 km di profondità. Il telescopio più “voluminoso” del mondo non ha lenti e guarda “in giù”, la Terra fa da filtro e tutto ciò che arriva da “sotto” è un neutrino. I neutrini non si fermano e non si piegano. Nel 2017 uno da 290 TeV è arrivato da un blazar a quattro miliardi di anni luce. Idea del 1988, premio nel 2026, a 82 anni, da solo. L'ha costruito nel posto più buio della Terra e l'ha puntato verso il basso. Aveva ragione su entrambe le cose. E fu così che da piccolo e insignificante mi sentii della consistenza di un neutrino.
BREAKING NEWS The Royal Swedish Academy of Sciences has decided to award the 2026 #NobelPrize in Physics to Francis Halzen “for decisive contributions to the IceCube Neutrino Observatory and the discovery of high-energy neutrinos of astrophysical origin.”
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❤️🤟 Edit: post “personale” a breve, il tempo di arrivare a destinazione :)
BREAKING NEWS The Royal Swedish Academy of Sciences has decided to award the 2026 #NobelPrize in Physics to Francis Halzen “for decisive contributions to the IceCube Neutrino Observatory and the discovery of high-energy neutrinos of astrophysical origin.”
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Buongiorno a tutti :)
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Bellissimo. Conoscente: “Oh, Da’. I me credeva che dopo ‘na frega d’anni fóre, parlissi strane” Io: “Alfó, cazz’va dicénn? So’ magnate cicoria fin’a’llara ieri e cum dovaria parlá? So’ de dequitta, eh” Sono a casa. 😂
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Just to remember: l'eclisse totale del 29 maggio 1919 permise ad Eddington et al di osservare che la luce delle stelle vicine al disco solare viene deviata dalla gravità del Sole, avvalorando la tesi sulla teoria della relatività generale di Einstein. @splugged
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Ho preso già 3 chili. E sono solo tre giorni.
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