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La professoressa Ponzani non si scusa, anzi ha dato mandato al suo avvocato per eventuale controquerela nei confronti di larussa.
In maniera pacata, puntuale e precisa la prof.ssa #MichelaPonzani ha impartito una lezione di stile, di storia e di libertà al Presidente Ignazio #LaRussa che aveva annunciato di querelarla.
E ha ricordato una cosa importantissima: gli storici non servono a celebrare il potere ma a smontare le narrazioni di comodo.
Michela Ponzani torna a rispondere a Ignazio La Russa, contestando una concezione del potere che richieda deferenza ai cittadini.
A Otto e Mezzo, la storica collega il revisionismo alla riscrittura del passato per condizionare il presente: nella sua lettura, occultare la memoria del Paese favorisce “una cultura dei pieni poteri”. Da questa riflessione nasce il richiamo alla Costituzione: “Non siamo più sudditi, siamo cittadini. Io sono uguale al Presidente La Russa secondo l’articolo tre della Costituzione italiana, siamo uguali”.
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«Io non mi scuso, anzi! Ho dato mandato al mio avvocato».
Prof i fasci sono così; rosicano, sono ignoranti e minacciano.
Ti adoro! ❣️
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Orsato devi metterci la faccia e spiegare xitter.cf/Fcimzzx/status/2114341…
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Io sarei depresso fossi tifoso dell’Inter stasera.
È come rendersi conto che sia finito tutto.
Immaginate una sala conferenze gremita di giornalisti. Sul palco c’è un nuovo acquisto, ma il dirigente sorprende tutti: “Posso annunciarvi che questo non è un calciatore dell’Inter”.
Lo sarebbe diventato poche settimane dopo, il tempo necessario per convincere Claire, la moglie, a trovare la casa perfetta prima del trasferimento a Milano. Quel giocatore era Paul Ince. Centrocampista, leader, combattente puro.
Massimo Moratti se ne innamorò osservandolo al Manchester United: in mezzo al campo era il “Governatore”, l’uomo che dettava legge. Arrivato all’Inter nel 1995, conquistò subito i tifosi con grinta, personalità e un carattere mai disposto ad arretrare. Furono però anche anni segnati da episodi di razzismo, come i vergognosi cori ricevuti a Cremona, ai quali rispose con dignità e coraggio, denunciando un problema che il calcio non poteva ignorare.
Rimase in nerazzurro due stagioni, sufficienti per lasciare un segno profondo. E ancora oggi, per molti interisti, riecheggia quel coro: “Come on, Paul Ince, Come on”.
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Davanti al sopravvalutato Bastoni tutta la vita Straigna Pavlovic, ma proprio tutta la vita
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Che attriti in diretta tra Massimo Zampini e Mauro Suma: qualche ruggine di #JuveMilan scatena la discussione...
#tv #direttatv #telelombardia
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👏 Il bellissimo ricordo di un commosso Beppe #Bergomi ai funerali di Sandro #Mazzola: "Ha creduto subito in me, con lui ho firmato il mio primo contratto. Era un’icona del nostro calcio, non solo dell’Inter. Non era divisivo: lui e Baresi sono dei personaggi che devono unire e non dividere anche nella rivalità. Quel messaggio ieri sera andava dato, per fortuna riguarda solo una minoranza e tutto il mondo ha riconosciuto la grandezza di Sandro Mazzola. Faccio i complimenti alla Juventus che ha fatto un bellissimo messaggio"
🎥 @GiokerMusso




















