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#amaretuttolanno e la Luna
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1949-2024
Il Grande Torino, per sempre Leggenda.
#Superga75
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All'inizio del programma ‘Chesarà’, in onda su Rai 3, Serena Bortone ha letto il monologo di Antonio Scurati che lo scrittore avrebbe dovuto recitare in trasmissione. La partecipazione di Scurati è stata annullata a meno di 24 ore dalla messa in onda
#SerenaBortone
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#Quirinale: – at Roma, Lazio

ALT Il Presidente della Repubblica ha fatto presente al Ministro dell’Interno, trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento.
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L’amnistia Togliatti fu una misura di riconciliazione molto generosa, che non venne presa da nessun altro Paese dell’Europa occidentale.
Certo, alla vigilia del referendum monarchia-repubblica, (2 giugno 1946) i voti dei fascisti fanno comodo.
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#22luglio
Caro @alesallusti, scrivo a te perché ti so persona diversa, almeno nel comportamento minuto, dalla spranga che dirigi. Anche per questo, perché ho la tendenza ad amare il dialogo e le persone, abbiamo periodicamente intrattenuto rapporti civili. Alla fine di queste righe ti chiederò un favore.
Dopo avermi fatto spiegare la meritocrazia in prima pagina da un articolo di tuo nipote – ne converrai: curioso – oggi mi onori di un nuovo pezzo in prima nel quale, attraverso il solito copincolla capzioso che è un po’ lo stile della casa, vengo dipinto come vittima di protagonismo per un post su Twitter in cui cito la biografia di Giorgio Almirante. Il senso è che invento presunte stragi del fondatore missino, il quale si limitò a fare da passacarte di ordini altrui. Anzi: manco quello. Era praticamente un usciere.
Ricapitoliamo: Giorgio Almirante fece affiggere in Maremma, nel maggio 1944, quello che i locali chiamavano “il manifesto della morte” in virtù del quale furono fucilati alcune centinaia di italiani che avevano rifiutato di andare a fare i camerieri di Hitler, tra cui 83 minatori nella sola notte tra il 13 e 14 giugno. A mio padre andò meglio: si fece solo due anni di vacanza in un lager tedesco. Tornò a casa che pesava 38 chili.
Inizialmente, Almirante disconobbe il manifesto che aveva firmato e sostenne fosse “vergognosamente falso”, “calunnioso”, stampato ad arte contro di lui, “un’infamia”, “una vergognosa campagna stampa” e querelò l’Unità che l’aveva definito “fucilatore di partigiani e “servo dei nazisti”.
Durante i sette anni di processo per la presunta diffamazione, funestato da una serie di tattiche dilatorie, improvvise sostituzioni della pubblica accusa, fandonie sbugiardate una via l’altra, emerse che il manifesto era autentico, come da copia notarile, ma soprattutto fu rinvenuto un telegramma di Almirante, datato 8 maggio 1944, che dava l’ordine di esporre la grida e applicarne le disposizioni.
Inoltre emerse che il fondatore del Movimento Sociale, il quale aveva esordito davanti ai giudici sostenendo di non aver mai subito alcun provvedimento per collaborazione con le forze occupanti, era stato oggetto di un confino di polizia di due anni per la sua attività filonazista. Il Pubblico Ministero che trasformò Almirante da accusatore ad accusato si chiamava Vittorio Occorsio: fu ucciso il 10 luglio 1976 dai terroristi neri di Ordine Nuovo.
Dopo la sua morte, l’Unità venne comunque assolta da ogni accusa di calunnia e oggi possiamo a buon titolo definire Giorgio Almirante “servo dei nazisti” e “fucilatore di partigiani”.
Quanto alla corresponsabilità morale degli italiani morti nei lager, poco mi cale che “la matrice” dell’attuale partito di maggioranza abbia balbettato qualche parola di scusa. La sua parabola politica testimonia una coerenza col passato nazifascista e con i suoi articoli antisemiti che innervarono la nostra servile partecipazione all'Olocausto. Per questo, a differenza di altri che scrissero su La Difesa della Razza, ogni tentativo di lavarsi la coscienza mi risulta falso e ipocrita.
Quindi sì: come ho scritto e ribadisco, Giorgio Almirante aveva sulle mani il sangue di più italiani rispetto a Jozip Tito. Quello vero, non l'imperatore che il tuo Giubilei voleva far cancellare per errore dalla toponomastica di Roma.
Questo significa forse giustificare i crimini di guerra jugoslavi? Certamente no. Come ho già scritto, gli italiani infoibati, come le decine di migliaia di civili sloveni massacrati da Mussolini prima delle foibe, sono vittime innocenti. Le prime, di una vendetta ingiustificabile dei partigiani comunisti. Le seconde, dell’imperialismo nazifascista.
Concludo: il tweet che hai dato ordine di attaccare non ambiva a rilanciare il pericolo fascista ma solo a significare che Galeazzo Bignami, invece di occuparsi delle onorificenze di Tito per gettare fumo negli occhi identitario, farebbe meglio a far sbloccare i fondi per la terra da cui proviene, magari anche per i Comuni non amministrati dalla Destra.
Quanto al protagonismo, ti chiederei una cortesia. Io non sono come te, non sono come voi. Non meglio, non peggio: sono altro. Del teatrino di opinionisti, botte, risposte, tra gente che se le dà di santa ragione e poi va a fare comunella coi denari incassati simulando guerre di carta, non mi frega nulla.
Anche perché quelle guerre di carta fanno danno, proprio come certi manifesti.
Io scrivo quando ne sento l’urgenza. Per passione. Per volontà. Talvolta addirittura per senso civico. Se un Bignami spara sciocchezze e intanto non fa nulla per la sua terra, lo rilevo. Se un fucilatore di partigiani passa per un turista del fascismo (dal quale fuggì passando per una porta secondaria di palazzo Marino, travestito da partigiano) sento la necessità di farlo notare. Perché rappresenta la base ideologica di un partito, e di un Paese, che mai hanno fatto i conti con le proprie responsabilità.
Mentre Tito, o Stalin, o addirittura Togliatti, che pure contribuirono a toglierci i nazisti dai coglioni, sono la nostalgia di quattro gatti che peraltro albergano nella galassia rossobruna. Quindi dalle tue parti.
Ma se davvero pensi che le mie posizioni nascano da una volontà di esibirmi, fa’ così: puniscimi. Ignorami. Avete già tanto odio da distribuire, sul tuo giornale: inutile perdere tempo con un pesce piccolo come me, che i tuoi lettori manco sanno chi sia.
Ah, Almirante era un fucilatore di partigiani e servo dei nazisti.
Un caro saluto.
Luca Bottura
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Tutto parte da un post di #Salvini e la risposta del marito della donna citata in questo tweet è da appalusi👇
#sciacallagine
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10 ottobre 1928 – Discorso di Mussolini ai 70 direttori dei giornali.
“Voi vi rendete conto che non poteva avvenire prima, perché solo dal gennaio del 1925, e più specialmente in questi ultimi due anni, è stato approntato e risolto quasi completamente il problema della stampa”.
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"Quale dovrebbe essere lo spirito di un giornale? Quello della verità".
Lo scrissi l’11 ottobre del 1981.
“Ritengo infatti che in una società democratica e libera, quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società”.
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2 aprile 2022
In questi giorni avrei dovuto festeggiare il mio compleanno. Peccato.
Oggi è comunque una data importante.
Certo, non come un compleanno, sapete, quella cosa con torta e candeline.
Oggi, 2 aprile 2022, sono dieci anni esatti che sono morta.
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5 dicembre 2002.
Siamo finalmente arrivati in Inghilterra, la nostra terra promessa.
Vabbè, diciamo che Mosè poté almeno vederla quella terra, seppur da lontano.
Noi nemmeno quello.
Quella terra abbiamo solo potuto immaginarla.
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La danza del granchio pon pon.
I "pon pon" sono anemoni di mare urticanti che i granchi usano per catturare il cibo e per eludere la predazione. In cambio di questa protezione, i granchi nutrono gli anemoni di mare.
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Nelle mie storie le chiamo “le vittime invisibili”.
Come Maria Monchietti, per esempio.
Il luogo? Ceretto Lomellina.
Il tempo?
Il 1921, quando gli squadristi erano all’opera, assoldati dagli agrari e dagli industriali.
Il soldo era di 40 lire giorno per gli agrari di Mortara.
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Sono settantadue Johannes.
E’ inutile che continui a cercarlo, tanto il mio nome non c’è.
In fondo quello è stato solo uno dei tanti torti che ho subito.
E a dir la verità, nemmeno uno dei peggiori.
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Mi aspettavo questa convocazione.
Ho saputo che anche nei ghetti in Polonia hanno fatto la stessa cosa.
Mi chiederanno gli elenchi degli iscritti alla Comunità.
Mi chiederanno di collaborare.
A loro non bastano certo i dati del censimento del 1942.
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2 aprile 1985 - Sulla strada provinciale che attraversa Pizzolungo (TP), posizionata sul ciglio della strada c'è una Golf rubata due mesi prima ad Alcamo.
E' un'autobomba, pronta ad esplodere.
Obiettivo dell'attentato, il sostituto procuratore Carlo Palermo.
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Nel 1834, in Inghilterra, in una fase di intenso sviluppo industriale e demografico, in cui il divario delle condizioni economiche e sociali tra la popolazione si faceva mostruoso, a qualcuno venne in mente un bel giorno di fare la New Poor Law.
La nuova legge sui poveri rispon-
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Ricordiamo che se fossero valsi quei valori nel contesto in cui venivano sbandierati, con la bacchetta poteva dirigere il coro dei suoi dodici figli disperati per la fame (e pronti, di lì a breve, a morire in guerra).
1/n
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🦟PARLARE SENZA PENSARE🦟
Considerazione generale che esula dal caso particolare di persone e partiti.
Leggo "esperto di zanzare" usato in modo spregiativo verso un ricercatore o un sanitario.
Ma siamo scemi?
Sappiamo quante persone si ammalano e muoiono a causa delle #zanzare?
























