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Io che me presento sotto casa de Bruno Conti avendo letto della morte de #Mazzola nella giornata di #RomaInter
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Difficile de faire mieux comme transfert pour Rodrigo Mora à ce stade de sa carrière.
Quitter Porto pour la Roma n’est pas une régression : il rejoint un championnat plus compétitif, une très belle équipe, une ville et un club magnifiques, et l’un des entraîneurs les plus doués au monde pour maximiser un joueur.
Mais ce n’est pas qu’une question de destination. C’est une question de profil.
Mora, c’est un joueur à la Papu Gómez. Fort entre les lignes, créatif dans le dernier tiers, un vrai volume de jeu, polyvalent. Exactement ce que la Roma n’avait pas dans son entrejeu.
Physiquement, les chiffres sont sans appel. Rapporté aux milieux centraux du championnat portugais, par 90 minutes : 98e percentile en vitesse de pointe. 90e en distance parcourue en sprint. 80e en accélérations brusques. 72e en distance totale, 68e en distance à haute intensité, 64e en courses à haute intensité.
Il ne déclenche pas souvent, 52e percentile sur le nombre de sprints. Mais quand il part, il va loin et il va vite.
D’où l’ironie de lire des supporters de Porto se féliciter du départ en expliquant qu’il manquait de volume. Dans son propre championnat, il est au-dessus de la médiane des milieux centraux sur la distance parcourue, la distance à haute intensité et les courses à haute intensité. Le volume est là. L’intensité aussi.
Et l’entraîneur qui exige le plus d’intensité au pressing sur la planète est précisément celui qui a fait le forcing pour l’avoir. Selon le Corriere dello Sport, il a fallu l’insistance de Gasperini et l’intervention directe de la famille Friedkin pour débloquer le dossier.
Le tandem Gasperini / D’Amico s’est rarement trompé en matière de recrutement.
Sur les 20 clubs de Serie A, c’est d’ailleurs à la Roma qu’il projette le mieux. Devant la Juve, devant l’Inter, devant Milan.
Il aura de la concurrence et il devra monter en régime. À 19 ans, c’est le contraire qui serait inquiétant.
Arrivé au FC Porto à 9 ans. Plus jeune joueur de l’histoire à débuter dans un championnat professionnel au Portugal, à 15 ans, 8 mois et 10 jours. 80 matchs avec l’équipe première, 16 buts, un titre de champion, une Supercoupe. Et le 86 conservé à Rome, son numéro de Porto.
Plusieurs centaines de supporters l’attendaient au centre d’entraînement avant même qu’il ait signé.
Bref, tout est réuni pour une belle histoire d’amour entre Rome et Mora.
📷 @DataScout_
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🚨🟡🔴 AS Roma reach verbal agreement to sign Rodrigo Mora, here we go!
Deal in place with FC Porto for 19 year old Portuguese talent. €25m fixed fee, 50% sell on clause and specific buy clause to buy 100% of the player.
Documents now signed by Porto president Villas Boas.
A dead MIT professor accidentally destroyed the $20 billion executive coaching industry with one hour of lecture, and ten million people have already watched him do it.
He filmed it once in January 2018 and died eighteen months later.
Executive coaches charge fifteen thousand dollars a session to teach a third of what he covered in that one hour for free.
His name was Patrick Winston. He ran the MIT Artificial Intelligence Laboratory from 1972 to 1997 and wrote the AI textbook every computer science major in the world read for thirty years.
Every January for four decades, he gave a lecture called "How to Speak."
His entire framework fits on a napkin.
Do not read. Be in the image. Keep images simple. Eliminate clutter. Start with an empathetic connection. End with a punch line the audience can repeat over dinner. Never open with a joke. Never end with "thank you."
That last rule alone has probably cost the executive coaching industry a hundred million dollars.
"Your success in life will be determined largely by your ability to speak, your ability to write, and the quality of your ideas. In that order."
That is the actual opening line of the lecture. Winston believed it strongly enough to spend fifty years teaching computer scientists how to talk.
Founders spend $80,000 on an MBA and then hire a communications coach to teach them the same material Winston filmed once for free. Engineers write brilliant code and lose promotions to teammates who watched this lecture on the train.
The lecture is free on MIT OpenCourseWare. The textbook is free on his page.
Winston died in 2019. Almost none of the ten million viewers have actually implemented the four rules on the napkin.
The napkin is free. The willingness to actually use it in your next meeting is the entire edge.
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And just like that, drivers crossed the finish of the 2026 @millemiglialive.
Five days of some of the most scenic routes across the Bel Paese in some of the most beautiful Maserati ever built.
We’d call that Grand Touring at its absolute finest.
#Maserati #MaseratiGranTurismo #MaseratiGranCabrio #1000Miglia2026
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Ieri sera da Mentana, Giorgia Meloni ha detto una cosa enorme. Ha trovato “orrendo il fatto di dover mentire per essere convincenti”. Parole sue. Poi ha fatto quello che fa sempre: ha scaricato la colpa sul fronte del No. Salvo aggiungere, quasi sottovoce, che anche nella sua “metà campo” ci sono stati “falli di reazione”. Tradotto dal linguaggio meloniano: ha ammesso che si è mentito. Da entrambe le parti. Compresa la sua.
Solo che le menzogne documentabili sono le sue. Al Teatro Franco Parenti di Milano, pochi giorni fa, ha guardato la platea negli occhi e ha detto che se vince il No usciranno dal carcere stupratori, pedofili, spacciatori. Una falsità totale. La separazione delle carriere non ha nulla a che fare con la custodia cautelare, con i processi penali, con chi entra e chi esce di galera. Lo sanno i giuristi, lo sanno i costituzionalisti, lo sa chiunque abbia letto il testo della riforma. Lo ha ricordato persino il presidente delle Acli: una bugia usata per spaventare le persone in buona fede e offendere le vittime.
Per mesi ha costruito la campagna del Sì su casi di cronaca che non c’entrano nulla con il quesito referendario. Garlasco, la famiglia nel bosco, Tortora. Li ha citati ovunque, in ogni comizio, in ogni intervista. Ha mentito con tale sfrontatezza, con tale costanza, che la bugia è diventata insostenibile persino dentro la sua maggioranza. I suoi stessi alleati hanno dovuto ammettere in pubblico che quei casi non c’entravano niente con il referendum. Non per un sussulto di onestà. Perché la menzogna gli stava crollando addosso.
Ieri sera da Mentana ha provato a fare la faccia pulita. Io trovo orrende le bugie, ha detto. La stessa persona che per settimane ha terrorizzato gli italiani con lo spauracchio di stupratori liberi per le strade. La stessa persona che ha agitato pedofili e spacciatori come spettri per piegare il voto dei cittadini. Quella persona si è seduta davanti alle telecamere e ha detto che mentire le fa schifo. È oscena questa scena. È la beffa dopo il danno. Una presidente del Consiglio che mente sapendo di mentire, poi va in televisione a indignarsi per le menzogne altrui. Sapendo che non c’era nesso tra Garlasco e la separazione delle carriere. Sapendo che nessuno stupratore sarebbe uscito di galera con la vittoria del No. Sapendo che l’unico stupratore rimesso in libertà in questa legislatura si chiama Almasri, e lo ha liberato il suo governo con un volo di Stato.
Una premier che mente al proprio popolo per vincere un referendum non sta facendo politica. Sta truffando la democrazia. Una premier che poi si siede davanti a Mentana e dice di trovare orrende le menzogne altrui, dopo averle praticate lei stessa per mesi, non merita indulgenza. Merita che qualcuno glielo dica in faccia: sei tu che hai mentito. Tu. Non il fronte del No. Tu.
La menzogna non è un incidente. Per Meloni è un metodo di governo. Ha mentito su Garlasco, ha mentito sugli stupratori, ha mentito sul nesso tra la riforma e i casi di cronaca. Lo ha ammesso lei stessa, ieri sera, senza nemmeno rendersene conto.
Chi usa la menzogna per convincerti a cambiare la Costituzione non merita la tua fiducia. Non merita il tuo Sì.
Vota No.
La vicenda Delmastro è incredibile, forse addirittura più grave di quanto sembri (e non è che lo sembri poco).
Provo a spiegarvi perchè.
Il sottosegretario alla giustizia fa una società con una ragazza diciottenne per gestire un ristorante a Roma.
La va però a fare in Piemonte, immagino per dare meno nell'occhio e si scorda di comunicarlo al Parlamento, come invece prevederebbero le regole.
Già qui viene da pensar male,ma non basta.
La ragazza con cui Delmastro fa la società è figlia di Caroccia, condannato in una inchiesta di mafia che riguarda il potente clan Senese.
Uscita la notizia grazie a una inchiesta del Fatto, Delmastro spiega che non conosceva il padre della ragazza e che appena saputo è uscito dalla società.
Ovviamente è una bugia, tanto che subito da una ricerca sui social emerge una foto di Delmastro abbracciato al padre della ragazza nel ristorante di famiglia.
E non appare nemmeno vero che il sottosegretario abbia subito preso le distanze dalla famiglia Caroccia dato che oggi emerge un'altra foto di un paio di mesi fa in cui Delmastro cena nel ristorante di Caroccia insieme alla Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio. Lo fa quindi tempo dopo essere uscito dalla società.
D'altra parte non è nemmeno credibile che Delmastro non sapesse chi fosse Caroccia. Chiunque di voi lo avrebbe potuto scoprire semplicemente cercando il nome su google. Un sottosegretario alla giustizia ha diversi strumenti anche più efficaci per verificare. E per quanto Delmastro non appaia esattamente un genio, escluderei decida di mettersi in società con qualcuno senza fare alcuna verifica.
Già così siamo di fronte a una cosa enorme: un sottosegretario alla giustizia che si mette in società con la figlia di un condannato per mafia, poi esce dalla società ma continua a frequentare il ristorante di quei personaggi e ci porta anche la capo di gabinetto del ministro alla giustizia. E quando viene scoperto mente ripetutamente al paese.
Ma non basta. Ieri sia Giorgia che Arianna Meloni cosa fanno? Lo fanno dimettere? No, lo difendono. E spiegano che non si deve assolutamente dimettere perché è stato solo un po' incauto.
Una tesi semplicemente ridicola e imbarazzante.
Qui forse giova ricordare che Delmastro è stato anche avvocato di Giorgia e Arianna ed è un esponente di rilievo di FdI.
Ma c'è un'altra cosa che vale la pena di ricordare.
Qualche tempo fa Signorelli, il portavoce di Lollobrigida, fu costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di sue chat in cui si abbandonava a orribili commenti antisemiti.
In quelle chat Signorelli dialogava con Piscitelli, in arte Diabolik, capo degli ultras della Lazio nonché personalità di spicco della criminalità romana ucciso in pieno giorno in un parco romano.
In quegli illuminanti dialoghi tra il portavoce di Lollobrigida e Diabolik, tra le altre amenità, si festeggiava l'assoluzione di uno dei più feroci capi della mafia albanese a Roma. E lo stesso Diabolik è stato al centro di inchieste sulla mafia romana che ne hanno approfondito il ruolo.
Aggiungiamo un ulteriore elemento: Diabolik ovviamente conosceva e frequentava la famiglia Caroccia, come emerso in una precedente inchiesta.
Perché ricordo queste vicende?
Perché siamo già alla seconda volta in pochi mesi in cui emerge una frequentazione inquietante tra ambienti della criminalità organizzata romana e esponenti rilevanti di FdI. Esponenti molto vicini a Giorgia e Arianna Meloni.
Il mondo è sempre quello: clan Senese, Diabolik, curva della Lazio, lo stesso quadrante di Roma, gli stessi ristoranti.
Che Delmastro debba dimettersi è abbastanza evidente. E al netto delle difese di queste ore credo avverrà, magari dopo il referendum.
Ma non penso sia sufficiente, credo che a spiegare qualcosa su queste relazioni pericolose debba essere la presidente Meloni.
I politici protagonisti di queste vicende sono parte del suo cerchio magico. E il fatto che abbiano frequentazioni di questa natura è un problema. Per loro, per lei ma anche per il nostro paese.
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A notte fonda Brunori ti piazza "La verità" all'impronta. Roy Paci si alza e improvvisa con la tromba. Un bel momento sublimato dalla standing ovation finale, e Brunori che commenta "come è giusto che sia" #DopoFestival
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Ma é un film di Tarantino, roba da Oscar
Messina, cacciatori trovati morti il 28 gennaio nei boschi di Montagnareale: ricostruita la dinamica della sparatoria
• L'82enne Antonio Gatani, attirato probabilmente da un rumore tra i cespugli, ha ucciso il 44enne Giuseppe Pino, scambiandolo per la sagoma di un cinghiale
• Il fratello della vittima, il 26enne Devis Pino, ha reagito sparando contro l'anziano e uccidendolo con la propria carabina
• Un 50enne andato a caccia in quel momento con Gatani ha esploso un colpo contro il giovane, uccidendo a sua volta, e si è poi dato alla fuga in preda al panico
• Un ragazzo che faceva motocross ha rinvenuto i tre cadaveri e ha dato l'allarme
• L'amico di Gatani, l'uomo fuggito, è stato rintracciato dai carabinieri e interrogato
• Dopo giorni in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere, il 50enne ha fatto alcune parziali ammissioni confermando le ipotesi degli investigatori dopo le analisi dei cadaveri e il fatto che l'arma di Giuseppe Pino fosse l'unica a non aver sparato @ultimoranet
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Lilly"Never Over" Milano Cortina 2026 spot pubblicità febbraio youtu.be/K5VzIXqmoOA?si=iYaA… via @YouTube
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BREAKING: Epstein files include an FBI document alleging that “Trump has been compromised by Israel” and claiming that “Kushner is the real brains.”
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This exchange with @elonmusk from 2013, years after it was known Epstein was a pedophile and trafficker, is pretty damning. Why is he so eager to get to the island?
Epstein's response: "always space for you"
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Last year, Elon Musk said Jeffrey Epstein tried to get him to go to his island but he "REFUSED."
New emails show Elon Musk actively asking Epstein "what day/night will be the wildest party on =our island?"
And the next year, Musk asked again if there was a "good time to visit."
"In #ArabiaSaudita ci sono 2 milioni di operai che lavorano con 3 turni al giorno, 24 ore su 24. Mi piacerebbe che accadesse anche in Italia" ha detto il presidente del Napoli De Laurentiis.
Gli operai in Arabia Saudita sono per lo più immigrati sfruttati e senza diritti.
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E qui siamo ancora discutere della “famiglia nel Bosco”, di Garlasco, dei confronti ad Atreju e della rivalità Conte/Schlein. La politica italiana vive in un mondo distopico.
Le Figaro reported that five drones were detected flying over the Île Longue submarine base on Thursday evening, which houses ballistic missile submarines - a key part of France's nuclear deterrent.
French navy troops in charge of protecting the base opened fire, but there were no reports on whether any of them were shot down.
Drones had already been spotted in the area last month - on the night of November 17-18, a drone was reported flying over the Crozon Peninsula, though not over military facilities.
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Sbaglia il rigore e si fa male. Ghosta una partita importantissima per la lotta Champions. Se lo rinnovi meriti altri 7 anni di sesti posti
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Recap:
🇺🇦 + 🇵🇸 = dalla parte degli oppressi
🇷🇺 + 🇵🇸 = confusi
🇺🇦 + 🇮🇱 = liberali alle vongole
🇷🇺 + 🇮🇱 = Matteo Salvini
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Israeli media confirms the reports of the horrific ways in which Greta Thunberg was treated by Israel:
* She is held in a cell infested with bedbugs
* Provided insufficient food and water, leading to dehydration
* Developed a rash, apparently from bedbug bites
* Forced to pose for photos while holding or wrapped in Israeli flag and forced to kiss the flag
* Dragged by her hair and beaten
According to these Israeli reports, her harsh treatment is intended as a warning because of her public status. There is no limit to the depravity.



































