Norma Cossetto era una fascista convinta, figlia di un funzionario, gerarca fascista che alla fine si è messo al servizio delle SS tedesche: per questo è stata uccisa. Vergognatevi di coinvolgere le scuole con le vostre menzogne storiche.
@Consiglioveneto
✅️Ieri in Consiglio regionale del Veneto abbiamo scritto una pagina importante: il Progetto di Legge 35 sul Giorno del Ricordo è ufficialmente legge."
Come primo firmatario e relatore in aula di questo provvedimento, voluto con forza da tutto il Gruppo di Fratelli d'Italia, provo una grande emozione e un profondo senso di responsabilità.
Per troppi anni la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è rimasta ai margini del racconto pubblico."
"Con questa legge vogliamo cambiare rotta. Non ci limitiamo a ricordare: vogliamo che la memoria diventi viva, soprattutto tra i giovani.
Per questo abbiamo stanziato risorse concrete — 100.000 euro per iniziare — per istituire un concorso scolastico intitolato "in Memoria di Norma Cossetto e tutti I martiri delle foibe" finanziando viaggi di studio nei luoghi dell’esodo, incontri formativi e la ricerca storica."
Il nostro obiettivo è fare in modo che il Ricordo si trasformi in vera consapevolezza e rispetto.
Perché un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.
Avanti così!"
Grazie a presto !
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Condanno la violenza: la violenza che ho letto nell’elenco di armi che il nostro governo sta comprando.
Quelle armi non sfasciano vetrine, buttano direttamente giù il palazzo e dentro ci saranno vite che saranno nella conta dei danni collaterali.
marino retweeted
I popoli europei hanno smesso di credere alle menzogne. Non è più una questione di opinioni, è una questione di bollette, di posti di lavoro, di scuole che cadono a pezzi e di ospedali che chiudono mentre le fabbriche di armi aumentano i turni.
L’economia di guerra non è un’emergenza temporanea. È un modello. Si tagliano sanità, istruzione e servizi sociali per finanziare missili, carri armati e “resilienza”. Si aumentano i prezzi dell’energia per punire chi non si piega e si chiudono le fabbriche civili per produrre armamenti. Il conto lo paga chi lavora, non chi decide.
A Bruxelles, a Roma, a Madrid, a Berlino e a Parigi la gente è scesa in piazza. Non per bandiere ideologiche, ma per una frase semplice: welfare, non warfare. Studenti francesi chiedono aule e insegnanti mentre il governo trova miliardi per il riarmo. In Germania i giovani rifiutano la leva e le campagne di paura. I sindacati belgi bloccano la capitale contro i tagli. Non è più una minoranza rumorosa.
I sondaggi sono chiari. La maggioranza, in Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia, non vuole pagare tasse più alte per spendere di più in difesa. Quasi la metà degli europei dice no se il prezzo sono più tasse o meno servizi. Le élite parlano di “valori” e “sicurezza europea”. La gente vede solo conti che non tornano e una vita più cara.
Le élite sono allo sbando perché il consenso si è rotto. I partiti tradizionali perdono terreno. I governi litigano sui bilanci mentre cercano di spingere centinaia di miliardi verso l’industria bellica. Von der Leyen, Merz, Macron e gli altri continuano a ripetere che non c’è alternativa. Intanto i partiti che raccolgono il malcontento sul costo della vita crescono, e le strade si riempiono di gente che non ha più niente da perdere nel dirlo apertamente.
Il meccanismo è vecchio. Si fabbrica una minaccia, si mobilita la produzione, si trasferisce ricchezza pubblica a chi produce armi e si chiede ai cittadini di stringere la cintura “per la pace”. I profitti dell’industria della difesa salgono. I salari reali e i servizi pubblici no. Chi critica viene accusato di ingenuità o di complicità. È il classico ricatto: o accetti il riarmo, o sei dalla parte del nemico.
Non c’è nulla di nuovo in questo. Ogni volta che le classi dirigenti non sanno come gestire una crisi economica e industriale, riscoprono la produzione militare come soluzione. Si chiudono fabbriche, si licenziano operai, si aumentano i prezzi, e poi si presenta il tutto come necessità storica. La gente inizia a vedere che la “necessità” coincide sempre con gli interessi di chi vende armi e di chi finanzia le campagne.
Le proteste non sono ancora una rivoluzione. Sono però il segnale che il consenso forzato sta finendo. Quando gli studenti preferiscono libri alle bombe, quando i lavoratori dicono che non vogliono pagare la guerra con i loro stipendi, quando i sondaggi mostrano che la maggioranza rifiuta di finanziare il riarmo con più tasse, le élite perdono il controllo del racconto. Possono ancora governare con i numeri di cui dispongono. Non possono più farlo con la stessa facilità di prima.
Il punto non è se la Russia sia o meno una minaccia. Il punto è chi paga e chi guadagna. Finché i bilanci pubblici vengono spostati dalle pensioni, dagli ospedali e dalle scuole verso gli arsenali, e finché chi decide non vive le conseguenze di quelle scelte, la ribellione continuerà. Non perché la gente sia diventata improvvisamente pacifista. Ma perché ha smesso di accettare di diventare più povera per rendere più ricchi i mercanti di morte e più potenti chi li protegge.
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L'ANED - Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti - rimette @romaebraica al suo posto: vergognatevi.
Vergognatevi.
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La lobby pro-Israele in Italia non persuade. Compra il silenzio e affitta la rispettabilità. Ha sedi, bilanci, registri a Bruxelles e un solo prodotto: la ratifica. Chi non firma viene marchiato.
A Bruxelles, da vent’anni, una ventina di gruppi di pressione filo-israeliani lavorano a libro paga della stessa causa. ELNET si presenta senza vergogna come la lobby pro-Israele più influente d’Europa. Dal 2023 ha una affiliata a Roma e un satellite a Milano. Dialoghi strategici, briefing, solidarity missions: nel febbraio 2024 diciassette parlamentari europei, italiani compresi, più giornalisti, scaricati in Israele a spese della rete. Voli, generali, narrazione unica. Non è diplomazia. È indottrinamento con ricevuta.
Accanto, il Transatlantic Institute, costola dell’AJC, e il club annesso, il TFI. Una trentina di europarlamentari italiani, maggioranza e opposizione nella stessa foto. L’AJC, dal 2005, ha versato decine di milioni di dollari sulle istituzioni europee. Il metodo è volgare e funziona: viaggio pagato, pranzo, accesso, cooptazione. Si torna con l’occupazione ribattezzata sicurezza, le colonie ribattezzate fatti sul terreno, Gaza ridotta a un problema di Hamas. Il diritto che Roma invoca contro Mosca, qui si archivia.
La porta girevole non è uno scandalo. È l’organigramma. Chi ieri sedeva nel direttivo di queste reti, oggi firma la politica estera della Repubblica. In Italia il calco è identico: gruppi di amicizia con la Knesset, federazioni Italia-Israele, targhe consegnate in aula. Una, alla Camera, portava tra i patrocinatori l’IDSF, rete di ex militari che promuove l’insediamento in Cisgiordania. Il premio all’occupazione, timbrato dall’istituzione.
Poi viene il ricatto linguistico. La definizione IHRA, spinta in Parlamento, serve a trasformare la critica allo Stato in odio antiebraico. L’antisemitismo vero, cresciuto dopo il 7 ottobre, è reale e va colpito. La formula lo sequestra. Lo spende per coprire assedio, colonie, bombardamenti su aree civili. La Shoah, incommensurabile, viene messa a bilancio di un governo. È la profanazione più utile del repertorio: chi obietta non discute una politica, offende i morti.
Sui media non c’è bavaglio. C’è gerarchia dell’empatia. Vittime israeliane con nome e biografia. Vittime palestinesi in cifra contestata e correità presunta. Escalation se reagisce l’occupato, operazione se colpisce l’occupante. Accesso e carriera premiano una sola lettura. Il resto è rumore.
Il risultato è subordinazione chiamata amicizia. La lobby non vuole il dibattito. Vuole la firma. E l’ottiene con la fattura, il biglietto aereo e la minaccia di essere chiamati antisemiti. Il resto è contabilità.
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Every day, Israeli army soldiers randomly open fire with machine guns at the tents of displaced families and inhabited residential buildings in the remaining 30% of Gaza, where most of remaining Gazas population is now crammed.
Every single day, there are casualties from this gunfire.
Videos posted by Israeli soldiers on their social media accounts.
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L’1 d’octubre serà, per sempre, el dia que els catalans vam votar independència malgrat la resistència i violència de l’Estat espanyol. És el dia de la victòria rotunda de la unitat. És orgull de país sencer, exemple de democràcia, responsabilitat, civisme, confrotat a l’exemple d’autoritarisme, irresponsabilitat i barbàrie que va donar l’Estat espanyol.
És una legitimitat sobre la qual construïm, en un procés irrenunciable i inevitablement democràtic, la independència de Catalunya.
Per això encara som aquí. Per això hi serem.
Visca Catalunya lliure!
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This photo says everything about the explosion of extreme wealth and its influence on society.
Such a concentration of wealth and power in a few hands is unprecedented and dangerous. 🧵
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“Venezia è come mangiare tutta in una volta una scatola di cioccolatini al liquore”
Il 30 settembre 1924, a New Orleans, nasce Truman Capote
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I nuovi #radar #Arpav di Teolo e Concordia Sagittaria sono operativi
Hanno un raggio di visibilità fino a 200 km e una scansione più rapida e efficace. Sono inoltre dotati di tecnologia doppler e doppia polarizzazione
Le immagini su sito e app #ArpavMeteo arpa.veneto.it/notizie/in-pr…
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IL GOVERNO TAGLIA 145 MILIONI AL TPL PER FINANZIARE L’ESENZIONE DALLE ACCISE. CLEAN CITIES: “MISURA ASSURDA E REGRESSIVA”.
italy.cleancitiescampaign.or…
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Abbiamo 120 basi americane sul territorio.
La linea economica è decisa a Bruxelles .
La sicurezza informatica delegata a Izrahell e come consulente del ministero della difesa abbiamo un ukraino.
Occhio alle influenze ruzze ragazzi.
Dal web
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Silenzio assoluto. Un tema di cui NON si deve parlare.
Aspettando l’ autunno e contando sulla voglia di rimozione degli italiani.
La rana nella pentola sul fuoco.
In questa estate che alterna caldo rovente e alluvioni disastrose, i giovani che combattono il riscaldamento climatico mai chiamati a parlare a Telemeloni.
Parisi: “Sul clima il governo mette la testa sotto la sabbia, ma i giovani combattono” share.google/vUjx6GoIO5laDTw…
non andrò più a fare la spesa nei market @Conad
BOSCO OSPIZIO
In questa estate torrida,
a Reggio Emilia tante persone stazionano da settimane davanti un bosco,
per fare da scudi umani alle ruspe
che lo distruggerebbero per costruire l'ennesimo centro commerciale.
Non abbiamo ancora capito un cactus 🌵
instagram.com/bosco.ospizio.…
dopo 6 anni del funzionamento delle paratoie emergono dati sull'utilizzo troppo intensivo.
Del resto in Laguna da tempo si sostiene che il limite di marea per l'uso delle paratoie dovrebbe essere alzato.
Secondo me andrebbe posto a 120: 30% città allagata: accettabilissimo.
Il paradosso del Mose: salva Venezia dalle maree, ma sta distruggendo l’ecosistema della laguna. “Evitare le chiusure non necessarie”. Di Giuseppe Pietrobelli
ilfat.to/3TqFHAc





































