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weconomist, etnographic collector, sofubi specialist, retail marketing storyteller... twitter rookie. Logotel DG.

Milano ma anche no
Joined June 2011
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Fermiamoci a riflettere. Fermiamola. Occupiamoci soltanto di questo - la Repubblica share.google/wk49yTwiRsIVBqo…
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E poi arriva @la_kuzzo e si prende il banco.
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Replying to @NathalieTocci
@NathalieTocci a #PiazzaPulita: dall'8 ottobre in Israele vige la "strategia del caos", il modo per Netanyahu di restare in sella e non finire in galera. ISRAELE NON È PIÙ UNA DEMOCRAZIA, È UN'ALTRA COSA. BRAVA 👏👏 👏, tra i pochi che hanno il coraggio di affermarlo.
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I russi stanno cancellando Kostantynivka con il fosforo bianco. In città vivrebbero ancora 2mila persone.
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Slava Ukraini.
Quattro anni di resistenza. Slava Ukraini
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Ora bisogna trovare una persona che spiega a tajani quello che ha detto questo signore. Lo vedo confuso 🤣
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I couldn't have written better.
Replying to @WSJ
We booed JD Vance, not the athletes. Italy has always been a loyal ally and a friend of the US, but friendship needs respect. Current US Administration is not respecting allies. Mr Trump offended the memory of the 53 Italian soldiers who died in Afghanistan, where we sent our troops answering the call after 9/11. We have been hurt by stupid tariff policies against our goods. We don’t accept the US leaving Ukraine alone and be so aggressive against Denmark for Greenland. But we still have faith in the American people, which has been forged also by millions of our immigrants. Make America Decent Again.
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Social media has become a failed state. If we want to protect our children there is only one thing we can do: take back control. Las redes sociales se han convertido en un Estado fallido. Si queremos proteger a nuestros hijos, solo tenemos una opción: recuperar el control.
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Qualche mese fa Musumeci, tra le polemiche, aveva spiegato al Paese una verità rivelata con aria grave: «Lo Stato non ha più risorse per la ricostruzione, i cittadini devono assicurarsi». I cittadini lo hanno preso sul serio. Lui, molto meno. Il ciclone Harry, con i suoi danni sulle coste di Sicilia, Sardegna e Calabria, è stato il primo vero banco di prova delle polizze contro le catastrofi naturali, diventate obbligatorie per le imprese dallo scorso anno. Un obbligo introdotto tra rinvii, incertezze e decreti arrivati all’ultimo minuto, ma che molte aziende dei territori colpiti avevano comunque rispettato. Convinti, ingenuamente, di essere coperti. Ora scoprono di no. I primi rifiuti delle compagnie stanno arrivando e il verdetto è paradossale: gran parte dei danni causati dal ciclone non rientra nelle coperture. La ragione non è un cavillo, ma la sostanza stessa della polizza. I danni da mareggiate e da piogge intense, cioè esattamente quelli provocati da Harry, non sono inclusi. Chi pensava di essersi messo al riparo oggi scopre di dover tornare a bussare alla porta dello Stato. Quello Stato che, nel frattempo, aveva spiegato di non avere più risorse. Queste assicurazioni si chiamano “polizze catastrofali” (CAT NAT) e, proprio perché obbligatorie per legge, hanno un testo standard uguale per tutti. Un testo scritto dal governo insieme alla rappresentanza delle imprese assicurative. E scritto male. Seguono il principio dei “rischi nominati”: coprono solo ciò che è esplicitamente elencato. La legge impone la copertura per terremoti, frane, inondazioni e alluvioni. Non cita le cosiddette “bombe d’acqua”. Non cita le mareggiate. Un dettaglio curioso, per un Paese che è una penisola e che vive di coste. Alcune compagnie consentono di aggiungere queste garanzie, pagando di più. Ma la legge non le prevede e, in un Paese con una bassissima cultura assicurativa, la conseguenza è stata ovvia: quasi tutti hanno sottoscritto la polizza base, minima, obbligatoria. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La colpa non è delle imprese. È di chi ha costruito un sistema obbligatorio che non copre i rischi reali. Di chi ha trasformato un’idea sensata, condividere il peso delle catastrofi, in un pasticcio normativo. Un pasticcio aggravato dai ritardi del governo sui decreti attuativi e da una gestione confusa delle scadenze: prima le grandi aziende, poi le piccole, poi, più avanti, il settore ricettivo. Proprio quello che ha subito alcuni dei danni maggiori, come i lidi balneari. Che, per inciso, anche se fossero stati obbligati, non sarebbero stati coperti lo stesso. Il paradosso finale è il più amaro: tra le imprese colpite dal ciclone, «penseranno di aver fatto bene quelle che non si sono assicurate», perché almeno non hanno pagato per una protezione inesistente. E non è nemmeno chiaro cosa accadrà a chi non ha rispettato l’obbligo: la legge non lo dice. Si sa solo che potrebbero avere difficoltà ad accedere ai fondi pubblici, ai bandi, ai finanziamenti bancari. Forse saranno penalizzate. Forse no. Anche questo è lasciato all’improvvisazione. Alla fine resta una sola certezza. Dopo mesi di retorica sulla “responsabilità individuale” e sull’“assicurarsi invece di chiedere aiuti”, il primo grande evento climatico ha dimostrato che il sistema non funziona. E che scaricare tutto sui cittadini, senza costruire strumenti seri, è solo un modo elegante per lavarsene le mani. Musumeci aveva detto: assicuratevi. I cittadini lo hanno fatto. Lo Stato, ancora una volta, no.
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Riposto perché molto utile per capire meglio la deriva di certa società e i rischi enormi che ciò causa. Brava @a_libutti
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La mamma delle tasse cretine è sempre incinta. Non serviva un genio per capire la conseguenza di questo ennesimo balzello
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Do You Remember America Before Trump? NEW VIDEO! WATCH! TAKE OUR COUNTRY BACK. Let's get this to 1 million views fast. Please retweet and quote tweet.
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È l'Eccidio della gioventù iraniana! "Solo l'8 e il 9 gennaio, nelle strade dell'#Iran sarebbero state uccise 30.000 persone", lo ha documentato il #TIME riportando le denunce di due alti funzionari del Ministero della Salute del Paese. Un orrore indicibile! #IranRevoIution2026 #IRGCterrorists @RadioRadicale #Turchia
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When other countries protest like this.....things change.....WE NEED TO DO THIS NATIONWIDE‼️#GeneralStrike
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BOARD OF PEACE - Season 1
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Hello world. If you want to know what is happening in Iran, what a massacre really looks like, watch this 12-minute video. Listen to a father moving from one body to another, among body bags, calling out, trying to find his child. 💔💔
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Do not stop talking about Iran.
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Cosa aspettiamo a espellere da Italia il personale diplomatico della Repubblica Islamica? Cosa aspetta il mostro governo ad alzare la voce? per favore @Antonio_Tajani diamo esempio e facciamo chiudere ambasciata a Roma e consolato Milano. #FreeIran
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Calling on all activists and allies: KEEP POSTING EVERYTHING FROM IRAN. Tag @realdonaldtrump. President Trump — this is your moment. Speak directly to the people of Iran. From the Oval Office. And speak to the transitional leadership of the revolution, @officialrezapahlavi. ⸻ WHAT WE KNOW RIGHT NOW •A near-total internet blackout is in effect. •Millions are in the streets, day and night. •This is a nationwide uprising, unprecedented in scale. •Electricity and phone lines are down, hospitals can’t call for backup — yet the people are lighting up the streets themselves. •The regime is running out of forces and is importing proxy militias from Iraq and Lebanon — and still, the people do not retreat. Iranians stand with courage, discipline, and unity. ⸻ THE WORLD MUST ACT — NOW The people vastly outnumber the regime. If the world looks away, mass atrocities will follow. International pressure is not interference — it is protection. Reports continue of entire cities liberated, including large parts of Lorestan. ⸻ THE TRUTH IS GETTING OUT Citizen journalists are risking their lives because no international media is on the ground. They are the eyes of the world. For urgent updates: @iranintltv | @nufdiran | @pahlavicomms ⸻ MESSAGE TO OUR FRONTLINE To the people on the ground and the revolutionary networks inside Iran: You are prepared. You are organized. You are making history. The world is watching — in awe of your bravery and heroism. Help is on the way. Continue what you already know how to do: reclaim street after street, square after square, cities, provinces, all the way to the final stage: Entering every ministry of the Ayatollah occupation and reclaiming it for the people of Iran. This is not chaos. This is a liberation movement. And nothing —NOTHING— can stop a nation of lions and lionesses from being FREE.
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This is happening in Iran, which was unthinkable just a couple weeks ago!
Readers added context they thought people might want to know
ADDED CONTEXT - This video is from October 2025, showing a live performance of the song "Seven Nation Army" by the band "White Stripes", not from the latest 2026 protests. Sources - humanists.uk/2025/10/27/teh… consequence.net/2025/10/iran-s…
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