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Domani regalategli una prima pagina completa, lo facciano soprattutto quelli che hanno fin qui utilizzato trafiletti o titoli nascosti, in fondo o in basso. Non ha importanza capire oggi dove arriverà la #Lazio, discorsi inutili. Conta cosa hai fatto, non cosa farai. Non ci sono sempre gli allenatori soliti noti, il calcio - quando è bello - è bello per tutti. Soprattutto il calcio di chi ha ridato gioia, senso di appartenenza, unità, umiltà. Una prima pagina intera, fate questo sforzo: poi tornerete ai soliti noti, quelli dei tormentoni o delle difese d’ufficio a prescindere
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Con pazienza, tenacia, fiducia, la #Lazio supera, non senza difficoltà, un #Cagliari ben organizzato. Ed è prima, da sola in testa alla classifica. Durerà quel che durerà, ma gli occhi umidi sono assolutamente legittimi. Grazie #Gattuso, grazie ragazzi.
#LazioCagliari
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Se c’è un responsabile di una crisi economica che comincia ad assumere dimensioni drammatiche e di un’impennata inflazionistica che inizia a far paura quello é Donald Trump. Ha fatto i danni di un elefante che entra correndo in maniera scomposta nella fragile cristalleria degli equilibri mondiali:basta pensare al conflitto iraniano. Eppure fior di osservatori lo hanno osannato fino ad ieri . Bah!
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Ha salvato l’Inter con almeno 4 grandi interventi, ha trasmesso sicurezza sotto tutto i punti di vista:
grande prestazione di Ivan Provedel.
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Il 99% di coloro che oggi celebrano Gattuso, lo scorso 16 agosto (Lazio-Mantova 0-2) erano amaramente convinti che non avrebbe mangiato il panettone.
Io me lo ricordo bene. E sapete perché me lo ricordo bene? Perché ero tra quelli.
Grande Rino, buon panettone a te.
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Cristian Chivu was 18 when he arrived at Ajax in the summer of 1999. He had lost his father a year earlier, and he knew almost no one in Amsterdam. He lived alone in a Holiday Inn hotel room and was driven to training by a driver. After about six months he moved to a house in Ouderkerk aan de Amstel, which gave him peace.
On the pitch it started badly too. He was sent off three times in his first months. “I was still a child and wanted to show myself too much, so I made mistakes,” he said later.
Ajax, under Jan Wouters, were struggling. It was the club’s centenary season and the big birthday match came on 19 March 2000, against FC Twente. Chivu was in the starting line-up. Ajax wore historic kits and over 40,000 fans came to celebrate. Twente scored in the 28th minute and Ajax lost 0-1. Twente had a man sent off before half-time, and Ajax still couldn’t find a way through. Ajax finished 5th that season.
When Leo Beenhakker became technical director in 2000 things began to change. In the summer of 2001 he brought in Zlatan Ibrahimovic. Maxwell, Mido and Hatem Trabelsi to the club. They joined a young squad already built under Co Adriaanse, including Andy van der Meyde and a young Rafael van der Vaart.
Adriaanse was sacked in November 2001 and Ronald Koeman took over. He immediately made Chivu captain, at just 21 years old. On 5 May 2002, away at NEC, Ajax won their first Eredivisie title Since 1998. Chivu was photographed afterwards with a torn shirt, mud all over him, wearing the captain's armband with the Amsterdam city's coat of arms.
A week later, Ajax beat Utrecht 3-2 in the cup final, with Wamberto equalising from offside position in the 90th minute and Zlatan scoring the golden goal in extra time. Chivu won the Golden Shoe that year, and was named Ajax Player of the Year for 2000-01 and again for 2002-03.
David Endt, Ajax' legendary team manager, took the unwashed, mud-caked shirt home and hung it in his office at the Amsterdam ArenA for years. It is now on loan to the Amsterdam Museum. As Endt put it: ”You never win with a clean shirt."
Happy birthday Cristian Chivu.
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La cosa più inquietante su Inter-Fiorentina l'ha detta @RickyTrevisani
"Valdepenas-Thuram? Se Mariani non lo fischia non interviene il Var nemmeno lì"
Ha ragione. Ed è inquietante.
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Il ritorno di #Lula, un colpo alla destra sovranista nelle Americhe e nel mondo
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Marcus Thuram:
“L’esultanza per un rigore finalmente fischiato? È strano, tutte le volte sul campo l’arbitro pensa che simulo… Devo solo continuare a puntare l’avversario, alla fine fischieranno…”.
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Un quarto d’ora di carattere e scelte lucide, un quarto d’ora da “grande”.
Bravissimo Matteo Lavelli.
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Prossimamente a #ronchideilegionari
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Quando con una parola si sdogana il razzismo.
"Maranza", quando una parola diventa discriminazione. Il linguista Arcangeli: “È propaganda etnico-razziale” huffingtonpost.it/cultura/20…
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Crozza su Vespa che insulta Sabrina Brizzola "alle persone anziane da sempre fastidio il rumore...sembra lo zorro di Predappio senza mantello...se avesse lo stesso piglio quando intervista Meloni e Salvini sarebbe un giornalista"
Grande
#fratellidicrozza #Vespa #24ottobre
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Maurizio Crozza demolisce Bruno Vespa: "Se attaccasse Giorgia Meloni e Matteo Salvini come ha attaccato la giovane studentessa Sabrina Brizzola, mi verrebbe di chiamarlo giornalista".
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A parte il fatto che a 82 anni forse sarebbe ora di andare in pensione;
A parte il fatto che un conduttore non possa rivolgersi in questa maniera ad un qualsiasi ospite;
A parte la disparità di trattamento con altri ospiti;
Il problema vero è che la voce dei giovani viene trattata in questa maniera: con sufficienza, livore, senza la pazienza di ascoltare e con la superiorità di chi quella voce non ha proprio interesse a prenderla in considerazione.
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Bruno Vespa, finalmente! Alla tenera età di 82 anni lo riscopriamo giornalista d’assalto. La sua vittima? Una studentessa di 24 anni.
L’ha interrotta, rimproverata, invitata a studiare, accusata di dire sciocchezze. Una prova di coraggio che raramente gli abbiamo visto esibire davanti a un presidente del Consiglio.
Ricordo una puntata in cui Giorgia Meloni armeggiava con la calcolatrice nel suo studio, snocciolando numeri senza riuscire a dare un senso compiuto ai suoi conti. Vespa era lì, attento, comprensivo, quasi materno. Se avesse capito dove la premier volesse arrivare, probabilmente l’avrebbe anche aiutata. Ma non lo capiva nemmeno lui e si limitava a sperare che quell’agonia finisse presto. Mai si sarebbe sognato di consigliarle un corso di matematica, di dirle di documentarsi prima di parlare, di studiare.
Con la studentessa, invece, è diventato improvvisamente severissimo, esigente, un maestro d’altri tempi. Mancavano soltanto le orecchie d’asino, la lavagna e la bacchetta.
Il principio è semplice: con i potenti si porta pazienza, con i ragazzi la pazienza si perde. Tanto più facile quando giochi in casa, davanti alle tue telecamere, e dall’altra parte hai una ragazza che magari entra per la prima volta in uno studio televisivo.
Alla faccia di Mattarella, che poche ore prima invitava a non trattare i giovani con «meschina sottovalutazione». Vespa è riuscito nell’impresa di fare entrambe le cose: sottovalutare una ragazza e mostrare una certa meschinità.
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Monsignor Paglia a Federica Olivo: "Mai visto uscire un ragazzo da un carcere migliore di com'è entrato. La rieducazione non si fa con la forza". huffingtonpost.it/politica/2…
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In un paese in cui un sospetto innocente, Stasi, si fa 19 anni di carcere. In cui si scopre dopo 10 anni che un suicidio è un omicidio, Davide Rossi, e senza tanti complimenti finisce il nome del supposto mandante senza nessuna prudenza e conferma. Ebbene in un paese del genere il capo dell’intelligence afferma che non ci sono evidenze sul fatto che la Russia soffi sul fuoco delle proteste. Eppure basterebbe fare una lettura appropriata dei social o guardare oltre i confini del nostro paese. Semprechè per evidenza si voglia la firma di Putin o il timbro di ceralacca del Cremlino.

























