🎶.. tristezza não tem fim, felicidade sim..🎶, qual foi o pecado do Brasil para merecer esses dois?
#Brazil #Brasil #Lula #Bolsonaro
@ilfoglio_it
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Nel registrare che di fronte alle violenze siamo già al “sono violenti, ma”, viene da porsi una domanda non polemica: chi dice che le forze dell’ordine avrebbero dovuto fare di più, cosa avrebbe detto se le forze dell’ordine avessero fatto molto di più per garantire la sicurezza?
È il solito disco rotto della sinistra e sbagliano due volte se tollerano la delinquenza teppista e il furto diffuso pensando che siano i soliti "compagni che sbagliano".
@magnomiche @maurizio_crippa @claudiocerasa
"..le ragioni comprensibili.." [cit. @BeppeSala - sindaco barlafüs]. Basterebbe far pagare i danni ai genitori (tanto sono figli della ZTL)
#Milano
@maurizio_crippa @claudiocerasa @CarloCalenda
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Immaginate sedersi sulla prestigiosa panchina del Baskonia, nel campionato più importante e migliore d'Europa come quello spagnolo.
Immaginate, a metà stagione, esser messo in discussione col sostituto già contattato dalla dirigenza.
Immaginate che tutto ciò accada alla vigilia della coppa del Re.
Immaginate, nonostante tutto, battere il Barcellona in semifinale, il Real in finale, e far rivincere la coppa del Re al Baskonia, da outsider, 17 anni dopo l'ultima volta.
Immaginate diventare l'idolo dei Paesi Baschi, con i tifosi che hanno come unico coro dedicato ai componenti della squadra, quello dedicato al coach.
Immaginate alla vigilia dei playoff avere tutti i giocatori più forti che si sono già accasati da un'altra parte per la stagione successiva e lo spogliatoio di fatto spaccato.
Immagine, in questo clima, essere eliminati ai quarti di finale dei playoff.
Immaginate piangere da solo a centrocampo due ore dopo la fine della partita per il rammarico di veder sfumato in quel modo il lavoro di un anno.
Immaginate sapere a giugno che il coach che era stato contattato già a febbraio, è ad un passo dalla firma.
Immaginate una squadra come il Barcellona che vuole affidargli la panchina: un sogno per qualsiasi giovane allenatore.
Immaginate non poter firmare per il Barcellona perchè la dirigenza del Baskonia fa una richiesta economica assurda per liberarlo dal contratto.
Immaginate essere nella situazione in cui sai di venire cacciato dalla tua squadra ma di non poter firmare per un'altra squadra che invece di vuole.
Immaginate la dirigenza del Baskonia che all'ultimo momento cambia idea e decide di proseguire con te rispettando il contratto.
Immaginate un ulteriore taglio al budget, col Baskonia relegato ad avere uno dei budget minori in assoluto in Eurolega.
Immaginate questa stagione, appena iniziata, dopo un solo mese di partite, essere primo in classifica in campionato con 3 vittorie e 0 sconfitte, e ultimo in Eurolega (assieme a Milano e Maccabi) con 1 vittoria e 4 sconfitte.
Immaginate essere esonerati.
Immaginate un popolo basco in rivolta perchè, pur nelle difficoltà, pur con diverse problematiche in tutti questi mesi, ha colto il valore del lavoro di quell'allenatore e soprattutto la passione e l'impegno che mette ogni giorno.
Il mestiere dell'allenatore è da sempre il più complicato in assoluto nel mondo del basket.
Gli allenatori sono soli.
Gli allenatori pagano spesso per tutti.
Gli allenatori sono spesso vittime della frenesia di vincere tutto e subito, anche soltanto dopo un mese di partite.
Resterà questa immagine: un allenatore italiano, uno dei pochi, in grado di vincere un trofeo importante in Spagna. In grado di far scendere in piazza decine di migliaia di baschi per festeggiare uno storico trofeo. In grado di portare avanti il proprio lavoro nonostante tutto e tutti.
Buena suerte, Paolo Galbiati.
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Premio Pirla del mese:
1) Lautaro che va a fare 3 amichevoli del cazzo;
2) Scaloni che non lo schiera in semifinale mondiale per farlo con Bolivia, Burkina Faso e Bolivia
Bolivia;
3) Marotta che con i ladri si inventava infortuni per non mandare giocatori in nazionale.
@Inter
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LETTERA FORMALE DI PROTESTA INVIATA DA UAII A LA7
Spett. le LA7 S. p. A.
Alla cortese attenzione del Presidente, dott. Urbano Cairo,
e del Direttore di Rete, dott. Andrea Salerno
Oggetto: formale protesta per le affermazioni relative alle vittime del 7 ottobre 2023 nella puntata di “Piazzapulita” dell’8 ottobre 2026 – richiesta di chiarimento e disponibilità al contraddittorio
Egregi Signori,
con la presente intendiamo esprimere la nostra ferma protesta per quanto emerso nel corso della puntata di “Piazzapulita” dell’8 ottobre 2026, condotta dal dott. Corrado Formigli, e, in particolare, per il confronto sviluppatosi con Francesco Giubilei e Luigi Marattin in relazione alle atrocità perpetrate da Hamas contro la popolazione civile israeliana il 7 ottobre 2023.
Riteniamo particolarmente grave che, nel corso di una trasmissione di approfondimento giornalistico, possano essere state messe in discussione, con toni liquidatori, le testimonianze relative ai bambini israeliani i cui corpi sarebbero stati rinvenuti carbonizzati a seguito degli attacchi del 7 ottobre. La qualificazione di tale circostanza come “fake news”, ove riferita in termini generali e non adeguatamente circostanziati, rischia di delegittimare non soltanto singole ricostruzioni eventualmente da verificare, ma anche il complesso delle testimonianze e delle evidenze poste a fondamento della ricostruzione degli eventi.
Il 7 ottobre 2023 non costituisce una semplice controversia politica né una vicenda suscettibile di essere reinterpretata prescindendo dalla distinzione tra fatti accertati, testimonianze, ricostruzioni controverse e informazioni ancora oggetto di verifica. Si tratta di un evento di straordinaria gravità, nel quale furono colpiti civili inermi, comprese donne, anziani e bambini, e furono sequestrate numerose persone. Proprio per questo, ogni discussione pubblica sul tema richiede particolare rigore, chiarezza nella qualificazione delle fonti e piena distinzione tra dati verificati, ipotesi e opinioni.
È certamente legittimo, e anzi doveroso per il giornalismo, verificare puntualmente ogni testimonianza, distinguere i fatti accertati dalle ricostruzioni non confermate e correggere eventuali informazioni inesatte. La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di informazione, garantite dall’art. 21 della Costituzione, tutelano anche il diritto di formulare critiche e di sottoporre a verifica le narrazioni pubbliche. La stessa libertà, tuttavia, presuppone un’informazione consapevole, pluralista e rispettosa della complessità dei fatti, nella quale il pubblico possa conoscere le diverse posizioni e formarsi autonomamente la propria opinione.
Come riconosciuto dalla giurisprudenza, la libertà di manifestazione del pensiero comprende l’esercizio del diritto di cronaca e di critica, ma il loro esercizio deve essere parametrato all’interesse pubblico dell’informazione, alla correttezza dell’esposizione e alla necessità di distinguere i fatti dalle valutazioni. In questa prospettiva, il pluralismo non consiste soltanto nella possibilità astratta di esprimere opinioni diverse, ma anche nella concreta possibilità, quando sia in discussione una ricostruzione di particolare rilevanza pubblica, di sottoporre al pubblico argomenti, fonti e interpretazioni differenti.
Esiste, dunque, una differenza sostanziale tra l’esercizio rigoroso della verifica giornalistica e il rischio che una doverosa cautela su singole circostanze si traduca, anche al di là delle intenzioni soggettive, in una delegittimazione generalizzata delle atrocità documentate e delle testimonianze di chi quelle violenze ha subito, vi ha assistito o ne ha visto le conseguenze.
La diffusione di immagini di corpi carbonizzati, recentemente richiamata anche dall’Ambasciata di Israele in Italia, non può essere liquidata in modo semplicistico attraverso la messa in discussione indistinta del racconto delle vittime, dei testimoni e degli operatori intervenuti sui luoghi degli attacchi. Allo stesso modo, la denuncia delle sofferenze della popolazione palestinese, che deve poter trovare pieno spazio nel dibattito pubblico, non dovrebbe essere contrapposta al riconoscimento delle atrocità commesse da Hamas, né utilizzata per attenuare o relativizzare la gravità dei crimini commessi contro la popolazione civile israeliana.
L’UAII non intende chiedere limitazioni alla libertà di informazione, né pretende di sottrarre alcun tema al confronto pubblico. Al contrario, proprio in coerenza con la libertà di manifestazione del pensiero, con il pluralismo e con il diritto del pubblico a un’informazione completa, manifesta sin d’ora la propria disponibilità a partecipare a una prossima puntata di “Piazzapulita”, o ad altra trasmissione di La7, dedicata ai fatti del 7 ottobre 2023 e alla loro rappresentazione nel dibattito pubblico, per un confronto aperto e rispettoso con il conduttore, gli ospiti e le diverse posizioni presenti.
La nostra disponibilità è finalizzata a consentire un effettivo contraddittorio, nel quale possano essere esposte le fonti, le testimonianze e gli elementi documentali ritenuti rilevanti, lasciando agli spettatori la possibilità di valutare autonomamente le diverse ricostruzioni. Riteniamo che un simile confronto costituisca la risposta più coerente con la libertà di manifestazione del pensiero e con la responsabilità editoriale propria di una grande emittente nazionale, senza alcuna pretesa di predeterminare l’esito del dibattito o di comprimere l’autonomia giornalistica della redazione.
Per queste ragioni, chiediamo formalmente alla Direzione di La7 di:
riesaminare il passaggio della trasmissione in questione, anche alla luce delle fonti e delle testimonianze disponibili;
chiarire pubblicamente il significato delle affermazioni relative ai bambini israeliani vittime del 7 ottobre e precisare se esse intendessero riferirsi a specifiche ricostruzioni o, più ampiamente, alla veridicità delle testimonianze e delle evidenze raccolte;
valutare la realizzazione di un confronto pubblico sul tema, assicurando un adeguato spazio al contraddittorio;
prendere atto della disponibilità dell’UAII a partecipare alla trasmissione con propri rappresentanti, mettendo a disposizione documentazione e testimonianze utili all’approfondimento.
Confidiamo pertanto in un Vostro riscontro e in una riflessione editoriale sull’accaduto, nel convincimento che la libertà di informazione trovi la propria massima espressione non nella semplificazione delle questioni controverse, ma nella possibilità per il pubblico di ascoltare, in condizioni di effettivo pluralismo, le diverse ricostruzioni e gli argomenti posti a loro sostegno.
Distinti saluti.
Avv. Celeste Vichi
Presidente UAII – Unione delle Associazioni Italia Israele
e
Avv. Kishore Bombaci
Direttivo UAII
Unione delle Associazioni Italia Israele
#UAII #La7 #7ottobre
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La lunga marcia..
#InterParma
@Inter
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“A Bologna il Pd non sta con i palestinesi, sta con Hamas”, dice la presidente della Comunità ebraica Progressiva ilfoglio.it/politica/2026/10…
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Oggi in question time ho chiesto al ministro Pichetto Fratin cosa intende fare questo Governo per il mercato elettrico.
Negli ultimi quattro mesi gli italiani hanno pagato tre miliardi in più in bolletta per l'energia.
Il ministro ha risposto che la questione è "oggetto di approfondimento". Non riconoscono neanche che ci sia una manipolazione del mercato.
Visto che ARERA non fa il suo lavoro, @Azione_it depositerà una denuncia all'Antitrust e un esposto in Procura. Questi operatori pensano di essere impuniti perché pensano di controllare la politica. Vedremo.
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Llorá genocidio
Así empezó la guerra con Gaza, con palestinos cometiendo una masacre en Israel
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Tutte le sere, in TV, ci spiegano che a sinistra litigano su tutto e a destra non concludono nulla. E poi mi chiedono: ma lei Calenda con chi andrà?
Come se non ci fosse alternativa. Del resto il bipolarismo estremizzato ha prodotto risultati brillanti in tutto il mondo come in Italia: da Trump, alla Brexit fino all'AfD.
La domanda vera è: per fare cosa? Conti in ordine, sanità, energia, sicurezza, industria, politica estera. Azione fa proposte, vota quello che è giusto per il Paese e dice no a quello che è sbagliato, chiunque lo proponga.
Non è equidistanza. È l'unico modo serio di fare politica quando le curve urlano e ci dividono sempre di più.
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Replying to @cicciovalenti @nikefootball
Già che ci sono fatene 2:
1) versione estiva (cotone leggero)
2) versione invernale (cotone pesante)
Così evitiamo effetto domopack dei materiali sintetici che in inverno geli è in estati sudi come un pinguino all'equatore.
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Lior Raz (Doron) "Saben, Israel es el único país del mundo donde, si hay una guerra, la gente, en vez de huir del país quiere regresar a él".
Su testimonio del 7 de octubre.
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Three years later, October 7, 2023 is still with us.
Every name. Every empty chair. Every life stolen by Hamas.
We remember. Always.
Am Yisrael Chai. 🇮🇱
#UNFORGO7TEN
🤖 Made with AI
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Vandaag ga ik om het uur een filmpje plaatsen van october7 2023...
Om de dag te herdenken waar niemand het meer over heeft..
#neverforget
Still missing 2000..
#IDF intelligence chief: Israel killed two-thirds of #October7 terrorists | The Jerusalem Post share.google/b9G0lHectZiIrCu…


















