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Un figlio di 14 anni, due genitori che, pur sapendo cosa stava accadendo a Milano, alle due di notte dormivano tranquilli senza sapere dove fosse il minchietto messo al mondo. Poi li sveglia la Questura e Vanity Fair ci fa un articolo. L'epica del nostro tempo.
#Milano
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La matrice dell'assalto a #Milano è chiaramente etnica.
Una classe politica criminale ha consentito a milioni di africani di colonizzare le nostre città.
Oggi questi si riuniscono e danno fuoco all'Italia, che odiano perché non riconoscono come propria.
Il loro obiettivo è sentirsi padroni di un territorio a dispetto della popolazione autoctona, di cui non accettano l'autorità, le istituzioni, le leggi, semplicemente perché non sono le loro.
Bisogna prelevarli dalle case, famiglia per famiglia, ed espellerli tutti, utilizzando la forza armata.
Bisogna spiegare ai politici inetti e coglioni che hanno dato ingresso a questi sopraffattori, che l'Italia o è italiana o sarà africana.
Non esiste assolutamente nessun'altra possibilità.
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I like France, i adore Italy. I hate those who destroy these beautiful countries. That is why i hate the globalist elite that rule them.
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Je veux parler au monde entier de ce qui se passe en France. S’il vous plaît, écoutez-moi.
Ils ont dit « importez le tiers-monde, devenez le tiers-monde ». Ils avaient tort. C’est pire que ça.
Aujourd’hui, la France brûle.
Des monuments historiques s’effondrent dans les flammes sous les regards, les cris et parfois les applaudissements de brutes.
À Limoges, ce 17 octobre 2026, l’hôtel de ville — ce magnifique édifice du XIXe siècle, inauguré en 1883, conçu dans un style néo-Renaissance, classé monument historique, qui avait traversé les deux guerres mondiales sans être détruit — a été pris d’assaut et incendié par des individus cagoulés.
La tour s’est effondrée. Une large partie de la toiture et de la façade a disparu. Les autorités parlent d’une « catastrophe patrimoniale » et d’un bâtiment « en grande partie perdu ».
Des siècles de pierre, de savoir-faire et de mémoire réduits en cendres en quelques heures.
« Devenir le tiers-monde » serait un euphémisme.
Le tiers-monde n’a jamais connu l’ascension que nous avons accomplie. Il n’a donc jamais rien eu à perdre de comparable.
Nous, peuples du monde civilisé, avons bâti le premier monde avec la sueur, le sang, l’ingéniosité et le sacrifice de nos ancêtres.
Ils se sont tués à la tâche, génération après génération, pour offrir un avenir digne à leurs descendants.
Chaque église, chaque mairie, chaque école, chaque pont porte encore la marque de leurs mains et de leur sang.
Aujourd’hui, les immigrationnistes crachent sur leurs tombes.
Ils importent en masse des populations issues de sociétés qui n’ont ni construit ni su préserver un ordre comparable — et qui, une fois installées, deviennent les acteurs de sa destruction.
Ce ne sont pas seulement des individus incapables de maintenir ce que nous avons élevé. Ils provoquent et applaudissent les effondrements, les pillages, les incendies.
Notre patrimoine n’est plus un héritage à transmettre, c'est devenu une cible prioritaire.
Voilà ce qui attend tout pays du monde civilisé qui ne stoppe pas net l’immigration en provenance du tiers-monde et qui ne met pas en œuvre, au plus vite, une remigration massive.
Sinon, la démographie fera le reste. Les taux de fécondité élevés dans ces communautés assurent le grand remplacement progressif.
Ce n’est pas une théorie. C’est de l’arithmétique.
Ce qui brûle aujourd’hui à Limoges brûlera demain chez vous si vous ne faites rien.
Peuples du monde civilisé — d’Europe, d’Amérique, d’Australie, du Japon, de Corée et partout où la raison, la science, le droit et la beauté ont élevé des sociétés d’exception, je vous en supplie : regardez ce qui se passe en France en ce moment.
Ne croyez pas que « ça n’arrivera pas chez nous ».
Les mêmes mécanismes sont à l’œuvre là où les frontières sont ouvertes et où les immigrationnistes sont au pouvoir.
Agissez tant qu’il en est encore temps.
Contrôlez vos frontières, exigez l’assimilation réelle ou le retour sans concession, protégez vos monuments, vos lois et vos enfants.
Ne sombrez pas dans le chaos sous les flammes et les applaudissements comme nous.
L’héritage de vos ancêtres mérite mieux que d’être livré à des brutes incendiaires.
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Meloni came from the far right promising to improve the situation in Italy the liberals created. She did nothing just playing games with EU and supporting Kiev regime without any real result. She has spoiled everything. Italy deserves more, much more. The best country in Europe.
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As France is burning, I keep thinking of what the UAE Foreign Minister said a few years ago 👇
He accurately predicted this.
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The only religion that continues to kill people is Islam.
Stop saying religions kill.
Islam kills, not other religions.
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Il governo ha scelto di stare con l'Unione Europea e le sue politiche distruttive.
Il governo si appella alle compagnie petrolifere per calmierare i prezzi.
Il governo non ha il coraggio di far valere l'interesse nazionale italiano.
A noi questo servilismo fa schifo.
Stiamo con chi lavora la terra.
Stiamo con chi ha le mani callose.
Stiamo con chi fatica sotto il sole.
Stiamo con gli agricoltori!
PRO ITALIA 🇮🇹
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I trattori restano fermi sugli svincoli della A2 e della A14. I camion non escono dai piazzali di Calabria e Sicilia. I pescherecci restano ormeggiati. Il gasolio agricolo e da autotrazione ha perso gli sconti fiscali, è salito di decine di centesimi al litro, e per molte aziende ogni pieno è diventato una perdita certa. Le richieste sono elementari: contenimento dei costi del carburante, liquidità, prezzi all’origine che coprano almeno i costi di produzione. Non sono richieste ideologiche. Sono richieste di chi produce il cibo e di chi lo trasporta, e di chi non può più coprire i costi.
Mentre questo avviene, i telegiornali nazionali e i grandi network restano in larga parte silenziosi. RAI e Mediaset dedicano spazio a cronache di palazzo, a gossip politico, a dibattiti di salotto. Le colonne di trattori, i presidi sui caselli, i fermi dei mezzi pesanti vengono ridotti a trafiletti locali o ignorati. Non si tratta di una dimenticanza occasionale. Si tratta di un’omissione sistematica. Quando le proteste non si allineano alla narrativa comoda del momento, o quando rischiano di mostrare il fallimento delle politiche sui costi energetici e sulle filiere, il servizio pubblico e le televisioni private scelgono il silenzio.
È una tecnica di governo. Il potere ritiene che i cittadini possano essere gestiti come una massa passiva, purché non vedano con chiarezza che chi produce e chi trasporta sta smettendo di lavorare perché i conti non tornano. L’omissione funziona meglio della censura esplicita. Non si vieta di parlare. Si decide di non mostrare. Si lascia che la notizia resti confinata ai portali di provincia e ai social, mentre le edizioni principali restano vuote. In questo modo si produce l’effetto desiderato: chi non è direttamente coinvolto non si accorge della scala del problema, e chi è coinvolto si sente isolato.
La democrazia formale resta intatta. Le elezioni si tengono, i talk show vanno in onda, i ministri rilasciano dichiarazioni. Ma quando le categorie che tengono in piedi la catena alimentare e logistica del Paese occupano le strade e chiedono risposte, il sistema informativo principale sceglie di non informare. Questo è il punto. Non è necessario chiudere i giornali o spegnere le telecamere. Basta non accenderle dove serve. Il risultato è lo stesso: una parte della realtà viene tenuta fuori dal campo visivo collettivo.
Il governo può quindi continuare a trattare le richieste come disturbi locali, a rispondere con stanziamenti regionali insufficienti o con promesse di tavoli tecnici, senza dover fronteggiare una pressione pubblica nazionale. I cittadini, nel frattempo, ricevono un’informazione selezionata. Ciò che non viene mostrato non esiste, o esiste solo come voce marginale. Chi protesta viene lasciato solo. Chi guarda i telegiornali può continuare a credere che tutto proceda secondo le regole ordinarie. Questa è la forma attuale del controllo: non la propaganda gridata, ma l’assenza deliberata.
Non si tratta di difendere ogni forma di blocco stradale. Si tratta di constatare che, quando chi lavora la terra, chi guida i camion e chi pesca non può più coprire i costi e lo dichiara con i mezzi fermi, il dovere minimo di un’informazione che si dichiara libera è di mostrare i fatti. L’omissione sistematica di RAI e Mediaset su queste proteste non è un errore di priorità. È una scelta. E una scelta di questo tipo, ripetuta, trasforma il servizio pubblico e le grandi televisioni in strumenti di gestione dell’opinione, non di informazione. Chi governa può allora considerare i cittadini una massa manovrabile, purché non veda. Questo non è il funzionamento di una democrazia. È il funzionamento di un sistema che ha deciso di non essere disturbato.
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A sinistra sono tutti gasati per la Salis sciccosa perché non hanno mai visto una dei loro che si lava e s'improfuma.
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BONELLI, CHE FIGURA DI ME.DA! UN AUTENTICO DEMENTE! 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
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Trump-Deal mit Putin: Sanktionen werden gelockert, über 300.000 t russ. Diesels freigegeben, Preise sollen sinken. So geht das! Während Merz Deutschland mit Sanktionen & teurem LNG ruiniert, macht Trump Realpolitik. Deutsche Interessen statt Eskalation: AfD! welt.de/politik/article6ac93…
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Lui c’è riuscito!
Ha raddoppiato lo stipendio facendo eleggere anche sua moglie!
30k al mese!
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Le donne che protestano per le quote rosa, ci stanno dicendo che la vagina è l'unica cosa che hanno da mettere sul tavolo per avere una poltrona. Che vergogna!
























