Non possiamo cambiare il vento, ma possiamo dirigere le vele

Joined May 2013
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Rendiamolo famoso, condividiamo 💙
In today’s Vatnik Soup, we introduce an Italian journalist and political commentator, Marco Travaglio (@marcotravaglio). He’s best known for being the most prominent pro-Russian voice in Italy and for spreading Russian disinformation almost every day on Italian TV. 1/22
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In December 2023, Fire Point built 30 FP-1 deep-strike drones. Today it makes 15 times that every day. Iryna Terekh, a street-furniture maker before the war and now CEO, led the scale-up. Her first target, 20 a month, "sounded almost unreal." — Forbes Ukraine 1/
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Antisemitismo a Milano. Il candidato Pd, favorito alle primarie di Milano, Majorino, vuole rompere il gemellaggio con Tel Aviv, la città più laica di Israele, che ha un Sindaco laburista da sempre duro oppositore di Netanyahu. Majorino è un esempio del nuovo e crescente antisemitismo di sinistra. Mi vergogno per lui.
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Caro @marcotravaglio, ogni volta che mi dico che più in basso di un certo livello tu non possa andare, ti presenti con una ruspa e cominci a scavare. Decidendo di sputare sulla Resistenza di ieri insultando quella di oggi, hai superato di nuovo una linea rossa, scegliendo la strada di un delirio revisionista, che somiglia tanto - diciamo anche troppo - alle manipolazioni che in Russia hanno portato a riscrivere la storia sui libri di testo, a mandare al macero tutti i testi politicamente non allineati, a mettere sotto controllo i copioni delle opere teatrali e dei film, perché celebrino ciò che serve al regime e non la verità. Ti piaccia o no, quella ucraina è Resistenza contro un invasore, una resistenza armata come la fu la nostra, con armi fornite anche da paesi stranieri come inglesi e americani fecero con i nostri eroici partigiani, i quali no, non avrebbero fatto un granché solo con pistole e fucili sottratti ai tedeschi. Puoi anche raccontare ai beoti che si bevono ogni tua menzogna che quella tra Russia e Ucraina è null'altro che una guerra tra Stati, ma chiunque non sia indottrinato dalla tua propaganda ha ancora ben impresse nella mente le scene di donne e bambini intenti a costruire molotov negli scantinati o in mezzo alle strade coperte di neve per respingere l'invasione appena iniziata, ma anche le storie di avvocati, scrittori, commercialisti e operai ritrovatisi disciplinatamente in fila fuori dai centri di reclutamento senza aver mai preso in mano un'arma fino ad allora, e ancora anziani e ragazzi protestare in strada nelle zone occupate cercando di fermare i carri armati russi a mani nude. Disconoscere ignobilmente il coraggio ed il sacrificio di un popolo intero che dal primo giorno cerca di salvare le proprie città, le proprie famiglie e delle libertà che il suo invasore vorrebbe sottrargli solo perché non le ha mai avute, dice del tuo approccio morale a questa guerra persino più di quanto il tuo sorrisetto saccente non faccia. In Ucraina non ci sono dubbi e non ci sono mai stati, nonostante tu a giorni alterni continui a copiare ed incollare la propaganda russa sulle volontà delle popolazioni russofone. Fin dal 2014 i sondaggi erano molto chiari: l'annessione alla Russia era chiesta solo da un quarto della popolazione. Il successivo sondaggio lo fecero i piedi e le ruote dei mezzi utilizzati per le evacuazioni: a guerra in Donbas iniziata, 1,5 milioni di ucraini fuggirono verso l'Ucraina e solo in 200.000 si diressero in Russia chiedendo la cittadinanza, perché sapevano tutti chi era l'aggressore. L'anno precedente, in un altro sondaggio, una percentuale simile di sudtirolesi si era espresso a favore dell'annessione all'Austria, ma forse a te non è chiaro quale differenza ci sia tra l'avere come vicino un paese dell'odiata Europa e la pacifica Russia. Non perderò tempo a confutare per l'ennesima volta le tue cazzate di propaganda su Maidan e su presunti complotti della NATO, mi limito a postare una foto per mostrarti quello che secondo me un giornalista dovrebbe fare: ascoltare. Io ho ascoltato Mustafa Nayyem, dal cui post su Facebook del 21 novembre 2013 le proteste a Maidan sono effettivamente nate. Tu avresti potuto almeno ascoltare Carlo Smuraglia e Nello Sbracalari, due che la resistenza l'hanno fatta di persona, che non hanno mai avuto dubbio nel definire Resistenza quella ucraina e che oggi si vergognerebbero profondamente nel leggere su un giornale italiano, di un paese liberato dalla dittatura anche grazie al sacrificio di molti nostri connazionali, una quotidiana apologia di un autocrate imperialista, invasore e oppressore. Come italiano, come giornalista e come iscritto alla @FiapItalia provo per te infinita vergogna.
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«Potrebbe essere la prova più diretta che l’amministrazione Trump ha legami poco puliti con l’amministrazione russa» — il giornalista Christo Grozev sul finanziamento, da parte dell’oligarca russo Umar Kremlev, del matrimonio del figlio di Trump Gli investigatori di ProPublica hanno dichiarato che Umar Kremlev, vicino a Putin, avrebbe pagato parte delle spese per il matrimonio del figlio di Trump: circa 100.000 dollari per l’affitto dell’isola privata dove si è svolto il banchetto e altri 70.000 dollari per i fuochi d’artificio. Viene inoltre sottolineato che tra Kremlev e Trump Jr. esisterebbero «rapporti di amicizia», alimentati dalla loro passione comune per la caccia, la boxe e le attività all’aria aperta. Dopo la pubblicazione di queste informazioni, al Congresso degli Stati Uniti è stata avviata un’indagine: il deputato democratico Robert Garcia ha inviato richieste alla Casa Bianca e a Trump Jr., chiedendo di fornire documenti, registrazioni e corrispondenza riguardanti Umar Kremlev, comprese eventuali segnalazioni sui suoi legami con Putin, l’elenco completo degli invitati al matrimonio, i dati relativi a tutti gli acquisti effettuati per il matrimonio e i regali «fatti da cittadini stranieri». Questa indagine potrebbe portare all’impeachment di Trump? Come è legato Kremlev ai servizi segreti e perché, persino per Trump, questa situazione sarebbe troppo? «Dožd’» ne ha parlato con il giornalista investigativo di Der Spiegel e The Insider Christo Grozev. — Cosa pensa di questa interessante indagine? Possiamo dire che ci siamo imbattuti in un caso, diciamo, di rapporti non proprio trasparenti tra l’amministrazione Trump e il Cremlino? — È ormai evidente, perché il fatto che il matrimonio del figlio del presidente americano sia stato finanziato dalla cosiddetta International Boxing Association, controllata dal signor Kremlev, è già stato dimostrato da due gruppi di giornalisti. Anche la sua presenza è stata confermata con i nostri metodi: vediamo che effettivamente Kremlev è volato lì, vediamo con chi ha viaggiato. È evidente che lo stesso Trump considera questa vicenda uno scandalo, perché una delle prove indirette è proprio la sua assenza al matrimonio del figlio. Quando è successo, a maggio, e lui non era presente, nessuno capiva perché. C’erano diverse ipotesi. Ora diventa chiaro che persino Trump, che ha una soglia piuttosto alta quanto alla propria «igiene personale» nei rapporti con persone diverse, ha ritenuto che questa situazione fosse troppo anche per lui. Perciò ritengo che questa possa essere la prova più scandalosa e più diretta del fatto che l’amministrazione del presidente abbia comunque legami poco puliti con l’amministrazione russa. Quanto Umar Kremlev sia vicino all’amministrazione russa non è difficile da capire e non bisogna cercare a lungo: ci sono fotografie e, posso condividere con voi questo dato, stiamo preparando un’inchiesta piuttosto ampia proprio su questo tema. È evidente che Kremlev ha un legame concreto con i servizi segreti. I suoi beni sono completamente sottratti alla consultazione pubblica: sono classificati secondo gli stessi criteri con cui vengono secretati i patrimoni degli uomini dei servizi segreti. Può darsi che ciò sia dovuto al fatto che è un amico molto vicino e un grande uomo d’affari, ma in ogni caso ci sono motivi per ritenere che abbia stretti legami con i servizi segreti. Che cosa abbiamo? Abbiamo una persona che lavora con i servizi segreti, una persona vicina al Cremlino, che qualche tempo fa — stando alle nostre fonti — avrebbe ricevuto l’incarico, o quantomeno avrebbe deciso autonomamente, di avvicinarsi all’amministrazione americana e avrebbe trovato il modo di farlo. Non so se i nostri colleghi americani abbiano già pubblicato attraverso chi sia avvenuto questo contatto, ma è stato tramite un conoscente comune e il proprietario di una delle più grandi società americane nell’organizzazione delle arti marziali e degli sport da combattimento, l’UFC, Dana White➡️
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Voteremo contro questa legge elettorale che tiene in vita uno schema vecchio di trent’anni: coalizioni fatte per sconfiggere l’avversario, non per governare. Il risultato lo conosciamo: ogni ciclo elettorale produce un populismo più estremo del precedente. Nel frattempo il Paese resta senza risposte su intelligenza artificiale, guerre, energia, inflazione, sicurezza. Oggi caccia italiani abbattevano un drone russo sopra la Lituania. Lo stesso giorno in cui il vicepresidente del Consiglio Salvini incontrava imprenditori russi, elogiato dall’ambasciatore e mentre avevamo urbi et orbi la conferma che l'ex presidente Conte non firmerà un patto di programma che contenga l'invio di armi all'Ucraina Una legge che prolunga il bipopulismo invece di chiuderlo. E governerete così? Sicuri?
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Brava Elly, per vincere le elezioni bisogna parlare un linguaggio nuovo, individuare nuovi nemici, identificare i nuovi colpevoli. Ad esempio quel neoliberismo di cui si sente l'invisibile presenza da 30 anni e che da allora non ha privatizzato più nulla, che ha regalato 200 miliardi ai proprietari di appartamenti e villette, che ha elargito 194 miliardi tramite pnrr e affini, che ha aumentato la pressione fiscale al 43%, che fa utilizzare ai governi la golden share, che non è capace di spendere bene 140 miliardi l'anno sul servizio sanitario nazionale, che ha monetizzato il debito pubblico, che la scuola non funziona non perché non forma i nostri figli ma perché non si affida al salvifico valore dell'umiliazione in classe (cit. Valditara), che ha forzato una transizione energetica tanto necessaria quanto miope... Forza Elly, avanti così verso la sconfitta!
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Un esponente di Futuro Nazionale è in Russia per legittimare le elezioni della Duma. Ugo Rossi, capogruppo del partito di Vannacci a Trieste, è in 🇷🇺 come “osservatore internazionale”. Insieme a lui Pavel Andreev, sanzionato dall’UE. 🧵1/6
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Il problema tutto italiano è che nessuno fa il lavoro suo. Perché uno storico medioevalista, dovrebbe parlare con competenza di geopolitica è un mistero che solo un esperto di cronaca giudiziaria come travaglio che parla egli stesso di geopolitica può spiegare bene, grazie alla manifesta incompetenza sull'argomento di entrambi. Sarebbe un paese fantastico se ognuno facesse il suo lavoro invece di andare in giro a smarchettare a destra ed a manca facendo figure di merda. Sarebbe.
Poco da aggiungere, se non: che tristezza, Barbero. Che tristezza.
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Ecco una vera giornalista d’inchiesta.
German journalist posed as a Putin supporter to expose Kremlin agents Journalist Angelique Geray ran a fake channel for several months under the name “Katya” — a Russia supporter. She posted videos featuring the Russian flag and soon received assignments from people who contacted her. She was asked to photograph sites in Germany, monitor people from the CDU, arms companies and NGOs, as well as collect the personal data of their employees. The recruitment of “one-time agents” often begins with simple tasks for small amounts of money. For example, they may be asked to take a photo, pick up a package or obtain a SIM card. The assignments then become more serious. Communication is mainly conducted through Telegram, and each operative knows only their part of the operation. German politician Jovica Jovitch from the pro-Russian Sahra Wagenknecht Alliance reached out to “Katya’s” channel. He gave advice on developing the channel. For example, the politician suggested making a video of “Katya” dancing on a NATO flag. When asked about links to Russian intelligence services, Jovitch replied that theoretically he knew nothing, but practically he did. He later denied having any ties to Russian intelligence. After Geray revealed her fake identity, unknown individuals threatened to kill her.
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Renzi propone un caffè a Conte che declina e chiede di superarlo (non il caffè ma Renzi stesso). Renzi lancia la Salis che lo manda signorilmente a stendere e che voterà scheda bianca alle primarie. Ma anche l’altro “papa straniero in pectore” Manfredi dice non voterà alle primarie se si trasformeranno in una conta (il che è precisamente la funzione delle primarie). Schlein si fa prorogare segretaria promettendo posti e distribuendo dicasteri. Intanto non c’è uno straccio di programma e Conte diffonde propaganda pro putinista in ogni dove. Sembra sempre di più una soap turca. Non ci fossero tre guerre, l’inflazione, l’IA in crisi e i tassi che crescono, sarebbe anche avvincente. In questa condizione è semplicemente uno spettacolo patetico.
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Immaginate questa nuova strategia combinata ad altri farmaci che, con meccanismi diversi, riescono a far riconoscere meglio le cellule tumorali al sistema immunitario. Fantascienza? No, si sta giá sperimentando con risultati molto promettenti. Non se, ma quando. Fine.
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Dagli oltre 200 milioni di euro trasferiti alle Regioni sia nel 2023 sia nel 2024 si passerebbe a 86 milioni per il 2025 e ad appena 70 milioni per il 2026. Una riduzione drastica, del tutto sproporzionata rispetto alle esigenze dei territori montani. l’allarme lanciato dall’Uncem merita una risposta trasversale e immediata. Il Governo intervenga prima dell’intesa e ripristini una dotazione di 200 milioni di euro l’anno per le Regioni, garantendo risorse certe, stabili e programmabili. Anche le Regioni, tuttavia, devono assumersi la loro parte di responsabilità, istituendo e finanziando fondi regionali per la montagna aggiuntivi rispetto al Fosmit. Lo Stato deve evitare di arretrare, mentre le amministrazioni regionali devono investire risorse adeguate e scongiurare ogni disimpegno. La montagna non può essere celebrata nelle dichiarazioni pubbliche e poi penalizzata nei provvedimenti finanziari. Il riparto va corretto subito, prima che produca nuova incertezza e indebolisca ulteriormente le politiche per i territori montani. Assieme al collega @Ettore_Rosato continueremo a chiedere più impegno e risorse per i comuni montani. @Azione_it
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.@Azione_it è il partito che cresce di più nella supermedia dei sondaggi. Parlare di cose concrete - energia, sanità, politica estera, accise - invece che di leggi elettorali, primarie e Ranucci e’ la strada giusta. Avanti.
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In Romania i servizi di intelligence hanno arrestato un russo di 40 anni che fotografava basi NATO e infrastrutture critiche. Era sotto sorveglianza da febbraio. Veniva istruito tramite chat criptate. Stesso schema di altri sabotaggi in Europa.
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Gli autori del rapporto sottolineano che nei territori occupati i media indipendenti e l'opposizione sono stati completamente eliminati, e i residenti senza passaporto russo subiscono confische di proprietà, deportazioni e negazione di cure mediche di base. 2/2
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Il filosofo e politologo americano @FukuyamaFrancis in un'intervista a BBC Newsnight, ha elogiato la resilienza del popolo ucraino. "Siamo al quinto anno di guerra e gli ucraini continuano a innovare e a fare cose contro la Russia che nessuno si aspettava". Fukuyama ha evidenziato una serie di problemi in russia di #Putin che potrebbero potenzialmente minare la stabilità del regime. Tra questi: la crisi petrolifera innescata dagli attacchi ucraini alle raffinerie, le pesanti perdite al fronte, l'inflazione elevata e l'enorme debito pubblico… "Una delle caratteristiche di un regime autoritario è che appare molto forte fino al momento del crollo. Pertanto, non escluderei i prossimi cambiamenti radicali in russia", prevede il professor #Fukuyama
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Facciamo quattro conti, e facciamoci qualche domanda. Premessa: uno dei sospetti del “caso Lipsia” risulta aver ottenuto un visto turistico italiano rilasciato dalla nostra struttura diplomatica a Minsk. Constatazione: dopo l’inizio della guerra russa in Ucraina, l’Italia è diventata il principale operatore Schengen in Bielorussia sia per le domande che per i visti rilasciati. Nel 2019 “lavoravamo” il 3,89% delle domande Schengen in Bielorussia della UE, nel 2025 siamo arrivati alla sostanziosa cifra del 32,42%. Siamo i primi in Europa per rilascio di visti. Seconda constatazione: lo scorso anno abbiamo respinto solo lo 0,40% (contro ad esempio il 2,65% della Germania, il 4,16% della Francia, l’11,24% della Lituania): è il dato più basso in Europa. Terza constatazione: nel 2025, 50.176 dei 50.709 visti italiani emessi a Minsk erano multi-ingresso. Il 98,95%. Quindi chi si è fatto un visto a Minsk, non necessariamente lo faceva per venire in Italia. Al contrario, lo faceva per accedere all’intero spazio Schengen. Sono statistiche ufficiali, fornite dalla Commissione Europa. Ora, il “caso Lipsia” ha fatto emergere che dietro a questa crescita esponenziale di richieste di possono essere pericoli per la sicurezza nazionale ed europea. Domanda: scusi ministro Tajani, ma com’è che mentre eravamo impegnati a guardare il Mediterraneo, a chiudere Schengen con la Spagna, a litigare con chi dovrebbe essere nostro alleato, la nostra struttura diplomatica in Bielorussia diventava così “porosa”? Domanda: scusi ministro Tajani, ma in questi anni nessuno alla Farnesina si è accorto di questo trend? Domanda: scusi ministro Tajani, ma com’è che ogni volta che abbiamo a che fare con quelle latitudini ci sono queste curiose disattenzioni (l’ultima che ci ricordiamo, ma qui non c’entra lei, era di un certo addetto militare all’ambasciata italiana a Mosca che mentre Putin preparava i carri armati per l’Ucraina faceva sapere di stare tranquilli, che erano solo esercitazioni…. Lei si ricorda forse il nome di quell’addetto?)…
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Today, drones once again attacked Kyiv. In the Shevchenkivskyi district, a six-storey residential building partially collapsed. Seven people are known to have been injured. The National University of Food Technologies was also hit. The attack took place while classes were under way. At the time, 160 students were in a shelter. The university buildings sustained significant damage. This is life in Kyiv today. People go to work and carry on with their daily routines, students attend classes, while air-raid alerts and attacks repeatedly disrupt normal life.
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