Esatto, qui da me a Genova non appena sono arrivati controlli SERI, quelli che la Salis è stata obbligata dalla cittadinanza a chiedere, si è tranquillizzato tutto.
Si interviene e finisce lì.
soggetti inediti #uomoland
Il Presidente della Repubblica ad #Imperia per l'assemblea dell'#Upi ha espresso solidarietà alle forze dell'ordine: "Necessaria un'attenta vigilanza - ha affermato #Mattarella - per contrastare le violenze esplose in modo inatteso da soggetti inediti".
#Tg1 Nadia Zicoschi
e...ops!
🔵#Milano Numerosi ragazzi e ragazze, dopo i gravi scontri, si sono mobilitati per ripulire le strade del centro. Una parte della gioventù milanese è scesa in strada con scope e sacchi per aiutare gli operatori ecologici.
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Una delle cose che ho imparato nel Dibattito è che se tutti i media parlano di una cosa che è avvenuta, quella interessante è un'altra di cui non si parla e che sta avvenendo.
D'ora in poi mi occuperò ancor meno di maranza e annessi casseurs che, in fondo, sono uno dei tanti QED.
Paolo ®️ retweeted
Magistrato attacca Meloni sui social: "Nana borgatara non ha tempo per firmare il decreto" ebx.sh/Fh8MZu
La differenza tra un cambio fisso e una guerra civile non salta all’occhio. Perché non c’è.
Bagnai lo scriveva nel 2016.
Oggi, nelle piazze di Milano, Torino, Bologna e altrove, quella frase smette di essere una provocazione intellettuale e diventa cronaca.
Il cambio fisso irreversibile dell’euro ha privato lo Stato della leva ordinaria di aggiustamento. Quando la competitività si perde o uno shock esterno colpisce, non resta che la svalutazione interna: compressione dei salari reali, precarizzazione, taglio della spesa sociale, pressione fiscale crescente su chi non può spostare il capitale.
È il meccanismo previsto dai Trattati e dalla governance ordoliberale: lo squilibrio non si corregge sul tasso di cambio, si scarica sul lavoro e sul ceto medio-basso.
A questo si aggiunge un secondo vincolo esterno, altrettanto determinante: l’immigrazione incontrollata e, non meno, il seme che ha generato nelle seconde e terze generazioni.
L’ingresso massiccio e non governato di forza lavoro a basso costo ha compresso ulteriormente i salari, saturato servizi e abitazioni, e prodotto una competizione sociale che la svalutazione interna aveva già reso esplosiva.
Le generazioni successive, nate o cresciute in questo contesto di integrazione parziale, disuguaglianza strutturale e assenza di piena sovranità nazionale sulle politiche migratorie, si trovano oggi a vivere le conseguenze materiali di quel modello: scarso inserimento lavorativo di qualità, marginalità periferica, assenza di prospettiva sotto il vincolo del cambio fisso. Non è un incidente: è l’esito prevedibile di un sistema che ha trattato la manodopera importata come variabile di aggiustamento e ne ha lasciato i costi sociali a carico dello Stato e delle comunità autoctone.
Il “caro-vita” di questi giorni non è un fenomeno meteorologico. È l’esito cumulato di anni di aggiustamento interno sotto doppio vincolo esterno (monetario e migratorio).
Affitti che crescono più dei redditi, benzina e bollette che erodono il potere d’acquisto, stipendi nominali che non recuperano l’inflazione reale, quartieri e servizi sotto pressione crescente, con una componente non marginale di giovani di seconda e terza generazione tra coloro che trasformano la protesta in guerriglia.
La Costituzione (artt. 1, 3, 4, 36, 41) continua a parlare di lavoro, dignità, uguaglianza sostanziale e funzione sociale dell’iniziativa economica. L’ordinamento effettivo, invece, ha subordinato questi principi alla stabilità dei prezzi, alla disciplina di bilancio e alla libera circolazione delle persone imposta dall’esterno.
Quando i meccanismi di aggiustamento sono bloccati, la tensione non scompare: si accumula. E quando si scarica, non distingue più tra protesta legittima e guerriglia urbana.
I minori fermati a Piazza Duomo, i cassonetti incendiati, le vetrine sfondate — con una presenza documentata di giovani di origine immigrata — non sono “devianze” da isolare moralmente.
Sono il sintomo di un aggiustamento che ha smesso di essere sostenibile socialmente, aggravato da flussi migratori il cui “seme” generazionale lo Stato non ha più la piena sovranità di governare.
La guerra civile non è quella degli scontri di piazza di un sabato; è quella, più silenziosa e più lunga, che si combatte ogni mese sul bilancio familiare e nelle periferie quando lo Stato non può più usare né la moneta né il controllo dei confini per proteggere il lavoro e la coesione nazionale.
Un giorno lo capirete, scriveva Bagnai.
Quel giorno, per chi guarda alle città di questi giorni, è già arrivato.
Il problema non è la “violenza” in quanto tale.
È il sistema di cambio fisso, unito all’immigrazione non governata e alle sue generazioni successive, che continua a produrre le condizioni materiali perché quella violenza abbia un terreno fertile.
Ripeto, non cascateci.
Scrivete liberamente il vostro sdegno per la situazione e bloccate il rumore di fondo artefatto.
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“tra tanti appassionati,c’eran pure alcuni più di sangue freddo,che stavano osservando con molto piacere che l’acqua s’andava intorbidando,e s’ingnegnavano di intorbidarla di più con quelle storie che i furbi sanno comporre e gli animi alterati sanno credere”
A.Manzoni cap. XII
et voilà, a causa di orde di saccheggiatori i francesi perderanno il diritto di manifestare, scioperare, riunirsi.
Comodo no?
Macron:
📍 "Tutti noi proviamo rabbia e vergogna, vedendo quanto si è verificato sulle nostre strade"
📍 "Le violenze sono state causate da rivoltosi provenienti da gruppi di estrema sinistra, ai quali si sono uniti numerosi delinquenti"
📍 "Non dovremmo mai confondere i manifestanti pacifici con i saccheggiatori e i rivoltosi, perché ci sono persone che giustamente ritengono che i prezzi dei carburanti stiano diventando troppo alti. Questo è dovuto alla guerra in Iran"
📍 "Voglio essere chiaro con tutti i saccheggiatori: interverremo con fermezza. Non ci sarà impunità"
📍 "Nei prossimi giorni i prefetti prenderanno decisioni di comune accordo con i sindaci per proteggere le nostre città, i nostri edifici pubblici e le nostre attività commerciali, anche vietando determinati assembramenti"
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Leggo di gente che difende questi criminali che stanno letteralmente devastando le nostre città e mettendo in pericolo la nostra sicurezza, dicendo che sono quelli che ci salveranno da decenni di sottomissione capitalista.
Gente che dovrebbe farsi il trapianto di cervello. Perché se davvero si pensa che queste orde di criminali che stanno depredando, saccheggiando, distruggendo, rubando facciano tutto questo per i nostri diritti anziché per un loro esclusivo tornaconto personale (oltre che per palese disprezzo verso di noi), si pensa la più immensa scemenza che un cervello umano possa partorire.
Paolo ®️ retweeted
Giovani che protestano per il taglio delle ore di latino.
Quello con la felpa bianca ha espresso preoccupazione perché deve finire di tradurre il "De Bello Civili" e finire di leggere Catullo.
#Milano
la comoda narrazione dei black block qui è inutilizzabile: questi vandali sono chiaramente dai tratti somatici nordafricani.
Non si tratta di una razza ma di un origine (proprio come i Vandali).
Ebbene, un'origine che si copre di vergogna e che dovremmo respingere.
Da cui potete evincere che la situazione provocata dagli immigrazionisti è senza ritorno e destinata ad aggravarsi.
Non pagheranno mai abbastanza per quello che hanno combinato, questi schiavisti bugiardi.
Vi do una notizia: i giovani fermati sono milanesi. Sono nati e cresciuti qui. #Milano è la loro città. Non vengono “da fuori”. #sicurezza
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Molti dei fermati negli scontri di Milano arrivavano da periferie hinterland e province limitrofe piuttosto che essere tutti nati e cresciuti solo in città. Tra loro molti italiani di seconda generazione e stranieri secondo la Questura.
milanotoday.it/cronaca/bilanc… milano.corriere.it/notizie/cronac…
Paolo ®️ retweeted
BOOM! ‘IL PRESUNTO MANDANTE DELL’OMICIDIO DI DAVID ROSSI SAREBBE STATO GIUSEPPE MUSSARI ow.ly/TJvm106GLhv























