Gemma Jeva retweeted
La guerra spirituale è sotto i nostri occhi.
Durante le violenze del 17 ottobre, alcuni individui hanno scritto con il gesso la frase «Né Dio, né Maestro» e «Rivoluzione!» sulla cattedrale di #Strasburgo.
Gemma Jeva retweeted
“Biancaneve faceva la colf ai sette nani” (cit. Cortellesi).
Ora invece vi parlo della Biancaneve che conosco io.
Bambina sfortunata, Biancaneve perde in tenera età la madre di cui il padre era profondamente innamorato (quindi B. è figlia dell’amore vero); con l’arrivo della matrigna, donna superficiale ossessionata dalla propria immagine esteriore, e quindi priva di bellezza interiore, Biancaneve conosce la vessazione per gelosia e invidia, così decide coraggiosamente di fuggire da quella condizione affrontando da sola le difficoltà (il bosco) e un cambiamento nella propria vita. Anche nelle difficoltà c’è sempre chi ti tende la mano e per B. quel qualcuno sono i sette nani, piccoli uomini laboriosi dal cuore immenso, che le danno rifugio e conforto considerandola un essere prezioso. Lei, seppure principessa, per riconoscenza li aiuta come può preparando pasti caldi e rendendo la loro casa più confortevole (o doveva andare a fare legna per non essere considerata una colf?).
Eppure l’odio della matrigna la raggiunge anche lì (il male non si arresta) con la strega che le regala una mela avvelenata (bisogna essere sempre diffidenti con gli sconosciuti che ti fanno regali senza chiedere niente in cambio); Biancaneve la morde e cade in un sonno profondissimo dal quale a svegliarla potrà essere solo un amore sincero, quello che il principe azzurro le dichiarerà con un bacio.
Una favola bellissima, con tutto: sofferenza, pathos, amore, gioia, colpi di scena, contenuti umani, perdita della vita e ritorno alla vita. Lezioni, avvertimenti, il male che alla fine soccombe sempre. C’è pure un padre che incapace di capire e di tenere a bada la matrigna non ne esce benissimo.
E questa sarebbe una fiaba sessista e patriarcale?
Mi spiace che la Cortellesi abbia avuto un'infanzia talmente triste da convincerla, da adulta, che Biancaneve fosse un modello negativo e che le colf siano delle donne fallite...
Gemma Jeva retweeted
I love the story behind this painting.
The man who made it had failed twice at the most important art competition in France. Instead of trying again, he went home to his village and painted the farmers he had grown up with. And that’s what made him famous...
It’s called October, painted by Jules Bastien-Lepage in 1878. In a wide, open field, a young woman bends forward to tip a basket of freshly dug potatoes into a big sack, and her face is so alive it almost seems to lean out of the canvas toward you. Behind her, another woman kneels in the brown soil, smiling as she gathers more into her basket, while potatoes lie scattered all around them and a few more workers are dotted across the hillside under a cloudy autumn sky. Nothing in the scene has been dressed up for the viewer. It’s simply the harvest, the ordinary work that had to be done every October before winter came.
Bastien-Lepage knew this world from the inside: he grew up in that same village, Damvillers, among the families who worked these fields, and he even wrote its name in the corner of the canvas, just above his signature.
Paris loved it, and when it was shown at the Salon of 1879, it became one of its great attractions. A few years later, the painter Vasily Surikov wrote to a friend that, in an entire Paris exhibition, only a handful of works had “true dignity.” Out of all the grand paintings on those walls, the first one he named was this simple harvest scene...
Gemma Jeva retweeted
L'Italia è quel Paese dove il popolo italiano paga lo stipendio a un deputato che nel 2025 non si è mai presentato in Parlamento: Antonio Angelucci, leghista, assente totale, zero presenze su centinaia di sedute. Non una volta, non per malattia o impegni improrogabili: zero.
Mentre i cittadini versano tasse per mantenere un sistema che dovrebbe rappresentarli, lui incassa 10mila euro netti al mese più rimborsi, senza nemmeno varcare la soglia di Montecitorio. È un fatto che brucia: i registri ufficiali lo certificano, e il paradosso è intollerabile.
La Lega, baluardo del popolo contro le élite, tollera questo assenteismo. Angelucci, editore di cronache locali e volto del Carroccio, privilegia consigli di amministrazione alle aule parlamentari.
Il Parlamento lo paga comunque, come se la presenza fosse opzionale, il mandato un vitalizio svincolato dal dovere.
Non è un singolo nome, ma un sistema che normalizza l'assenteismo: deputati da 1,5 milioni l'anno a testa, eletti per leggi, bilanci, destini collettivi, che scelgono di disertare. Il popolo paga, il deputato incassa, la democrazia zoppica.
Questa è la politica italiana: un privilegio per pochi, finanziato da tutti.
L'assenteismo pagato è un oltraggio alla sovranità popolare, un fallimento che corrode la fiducia, un lusso che il Paese non può più permettersi. È tempo di cambiare, senza scuse.
@rosariacamastro – at Reggio Emilia, Emilia Romagna
Gemma Jeva retweeted
A heartbreaking farewell to Palestinian child Mahdi Fakhri who has been cold bloodedly shot dead by the israelis in Khan Yunis, in Gaza
Gemma Jeva retweeted
🎶 Learning Unity, Singing Together, Growing Together.🤝
At Gaza Great Minds, our fourth-grade students are learning the meaning of unity through words, songs, and shared voices. 🎵 Alongside their Arabic language teacher, Ikhlas Helles, they sing together, repeat the words with joy, and discover the beauty of standing together and holding on to one another.
In every shared verse, there is a lesson beyond the classroom: that unity makes us stronger, togetherness gives us hope, and our bonds are worth holding on to. 🌱
With every word they sing, our students are reminded that we are stronger when we stand together. 🤝
Discover the beauty of learning unity together 💛👇
gazagreatminds.org/stories/e…
#GazaGreatMinds
#Wewillreadagain
Gemma Jeva retweeted
“Sono ancora in Purgatorio, ho bisogno di una Santa Messa.”
Racconto che Padre Pio fece a Mons. Alberto Costa, Vescovo di Melfi, un pomeriggio del maggio 1922.
«Eravamo in piena guerra mondiale. Il Convento di S. Giovanni Rotondo, come tutti gli altri conventi della Provincia monastica, era spopolato di frati, chiamati alle armi. Vi era qui il collegio serafico, assistito da me e da P. Paolino da Casacalenda.
Un pomeriggio d'inverno, in cui era caduta molta neve, arrivò al convento la Signorina Assunta Di Tommaso, sorella di Padre Paolino, per intrattenersi alcuni giorni. Prima d'imbrunire, Padre Paolino disse alla sorella di scendere in paese e di andare ad alloggiare presso Rachelina Russo, benefattrice del convento. Assunta si rifiutò di uscire sola dal convento e di recarsi in paese con tanta neve per terra, col pericolo di essere sbranata da qualche lupo vagante ed affamato o affrontata da qualche malvivente. Padre Paolino le disse: «Assunta, tu sai che nel convento c'è la clausura e non possono entrare le donne, come facciamo?». Assunta rispose: «Fammi portare una brandina qui, in questa camera e per questa notte m'arrangerò. Domani andrò da Rachelina».
Padre Paolino: «Se ti contenti di pernottare qui, in foresteria, ti faccio preparare il letto, così potrai riposare tranquillamente».
Diede ordine ad alcuni collegiali di portare un lettino e di accendere il fuoco nel camino, per riscaldare la camera. Dopo cena, sistemati i ragazzi a letto, io e Padre Paolino scendemmo a salutare Assunta.
Mentre si discorreva, Padre Paolino disse alla sorella: «Assunta, io vado a dire il Rosario in chiesa, tu trattieniti con Padre Pio». Assunta rispose: «Vengo anch'io».
Usciti dalla foresteria, si tirarono la porta ed io rimasi solo presso il camino. Stavo pregando con gli occhi semichiusi, quando vidi aprirsi la porta ed entrare un vecchio ravvolto in un mantello alla foggia dei contadini di S. Giovanni Rotondo e venire a sedersi vicino a me. Lo guardai, ma non pensai come fosse entrato a quell'ora nel convento.
Gli rivolsi la parola e lo interrogai: «Tu chi sei? Che cosa vuoi?». Mi rispose: «Padre Pio, io sono il tal dei tali... dicendomi nome, cognome ed altri connotati: Pietro Di Mauro fu Nicola, soprannominato Precoco».
Poi aggiunse: «Sono morto in questo convento il 18 settembre 1908 nella cella n. 4 quando vi era ancora l'asilo di mendicità. Una sera, stando a letto, mi addormentai col sigaro ancora acceso, che diede fuoco al pagliericcio e morii soffocato e bruciato. Sono ancora nel purgatorio. Ho bisogno di una Santa Messa per essere liberato. Il Signore ha permesso di venire a chiedere a voi aiuto».
Dopo averlo ascoltato, risposi: «Stai tranquillo, domani celebrerò la S. Messa per la tua liberazione».
Mi alzai e lo accompagnai al portone del convento per farlo uscire. Non mi resi conto in quel momento che la porta era chiusa e sbarrata: l'aprii e lo licenziai. Vi era la luna, che illuminava a giorno il piazzale, ricoperto di neve. Quando non lo vidi più dinanzi a me, preso da un senso di timore chiusi il portone, rientrai nella foresteria e mi sentii venir meno.
Padre Paolino e la sorella, terminata la recita del Rosario, ritornarono nella foresteria e vedendomi pallido e sbiancato, pensarono subito ad un malessere. Data la buona notte ad Assunta, Padre Paolino mi accompagnò nella cella.
Non dissi nulla dell'apparizione del defunto. Alcuni giorni dopo la partenza della sorella, Padre Paolino volle sapere che cosa mi fosse successo quella sera, in cui mi sentii male.
Gli confessai tutto, raccontandogli nei minimi particolari l'apparizione del defunto.
Poi aggiunsi: «Quella sera non potevo dire alla presenza di tua sorella che mi era apparso un defunto, altrimenti non avrebbe dormito in foresteria».
Padre Paolino volle fare una verifica del fatto di quel defunto e, annotatisi tutti i particolari, si recò all'anagrafe del Comune ed ebbe la conferma di tutto quanto Padre Pio aveva raccontato.
@paracleto4
Gemma Jeva retweeted
Udai Essam was a young man from Gaza who had a radiant face and heart. He used to spend his time in the mosque.
Israel killed Udai when they shelled their missiles on Beit Lahia, in the north of Gaza.
Udai is NOT a number.
Gemma Jeva retweeted
La Russia non è mia nemica.
Il popolo russo è mio amico.
🇮🇹❤️🇷🇺
Il mio grande nemico è l'UE.
Io con il popolo russo ho in comune tutto. La cultura, la fede cristiana, l'amore per la famiglia tradizionale, il rispetto per la storia, per la patria, per i confini.
Hanno valori che a noi l'Europa ci ha fatto dimenticare a forza di propaganda woke.
Un russo non mi ha mai imposto cosa mangiare, come riscaldarmi, che macchina comprare, come educare i miei figli, quante tasse verdi pagare per salvare un finto pianeta.
Un russo non mi ha mai tolto la sovranità.
Chi me lo fa ogni giorno? Bruxelles.
Il grande nemico è l'UE.
Non è Mosca.
È l'UE che ci sta dissanguando con sanzioni suicide contro la Russia che hanno distrutto le nostre aziende, i nostri agricoltori, i nostri trasporti.
Vedi lo sciopero dei tir di oggi. Vedi gli scaffali vuoti. È colpa loro, non di Putin.
È l'UE che ci vuole mandare in guerra contro un popolo fratello per gli interessi della von der Leyen e dei suoi padroni americani. Vogliono mandare i nostri figli a morire per il Donbass, quando noi non abbiamo nulla da spartire con questa guerra.
È l'UE che apre le porte a milioni di clandestini e poi ci dice che il problema è la Russia. È l'UE che vuole cancellare le nostre identità nazionali, la nostra lingua, la nostra religione, per creare un unico grande mercato di schiavi senza radici.
Il popolo russo non mi ha mai fatto niente. Anzi, ha subito come noi. È un popolo forte, che ha sofferto, che ha difeso la sua terra, che non si piega al mondialismo.
Io non ci sto a farmi dire da Bruxelles chi devo odiare.
Io non odio la Russia.
Io non odio i russi.
Il mio nemico è chi da Bruxelles decide per me, contro di me.
✒️ Analisi di ©Sabrina F.
Gemma Jeva retweeted
I DON’T WANT LIKES.
I DON’T WANT VIEWS.
I JUST WANT TO EAT.
IF YOU’RE BROWSING, PLEASE LEAVE A DOT.
IT’S JUST A DOT.
To donate 👇👇
gofund.me/017c79c6e
Gemma Jeva retweeted
Domenica 25 ottobre, a Castellania (Alessandria, Piemonte), nell’ambito del Premio Internazionale “Il Passaporto di Fausto Angelo Coppi”, verrà assegnato un Premio Straordinario dedicato alla memoria di mio figlio Giovanni.
Desidero ringraziare dal profondo del cuore gli Organizzatori per la sensibilità, l’attenzione e la vicinanza dimostrate nei confronti di un Ragazzo, di un Corridore esemplare che amava profondamente il Ciclismo.
Questo riconoscimento rappresenta per me e per la mia Famiglia un gesto di grande valore umano, che custodiremo con profonda gratitudine e commozione.
Sarò presente insieme alla mia Famiglia, per condividere questo momento così significativo nel ricordo del mio amato Giovanni.
Se ci sarete, Vi abbraccerò con grande piacere e affetto.
Grazie di cuore a tutti coloro che continuano a tenere vivo il ricordo di Giovanni. 🧡 #Giovanni #giovanninelcuore #giovannipersempre
Vittorio SGARBI : LEONARDO, perché voleva dimostrare che Dio esiste? youtu.be/jmJB7oLyeBA?si=VoIQ… via @YouTube
Gemma Jeva retweeted
La matrice dell'assalto a #Milano è chiaramente etnica.
Una classe politica criminale ha consentito a milioni di africani di colonizzare le nostre città.
Oggi questi si riuniscono e danno fuoco all'Italia, che odiano perché non riconoscono come propria.
Il loro obiettivo è sentirsi padroni di un territorio a dispetto della popolazione autoctona, di cui non accettano l'autorità, le istituzioni, le leggi, semplicemente perché non sono le loro.
Bisogna prelevarli dalle case, famiglia per famiglia, ed espellerli tutti, utilizzando la forza armata.
Bisogna spiegare ai politici inetti e coglioni che hanno dato ingresso a questi sopraffattori, che l'Italia o è italiana o sarà africana.
Non esiste assolutamente nessun'altra possibilità.
Gemma Jeva retweeted
Faça um pedido a Santa Terezinha em silêncio, com fé e confiança, em seguida deixe uma rosa. 🌷
Gemma Jeva retweeted
🇨🇵 La guerra spirituale si svolge proprio davanti ai nostri occhi.
È in corso una preghiera davanti all’ufficio del turismo di Lione, incendia durante le violenze del 17 ottobre.
Ave Maria!
📽 @DavidAlaime / @Frontieresmedia
#Lyon
#France
#FranceRiots
Gemma Jeva retweeted
"Lasciate che lo Spirito Santo operi in voi.
Abbandonatevi a tutti i suoi trasporti e non temete.
Egli è tanto sapiente, soave e discreto da non causare che il bene."
San Pio da Pietrelcina
Gemma Jeva retweeted
Today’s photo…
This is an infant from the Al-Bayya family. The Israeli occupation bombed the chalet where his family had been displaced, and several people were killed at the site.
Today, months later, the remains of his tiny body were recovered from inside his bed… The bones of a child who should have been cradled in his mother’s arms, not found in such a heartbreaking scene after all this time.
My little one, forgive us… Forgive a world that witnessed our suffering and left us to die, a world that failed even to protect your childhood. 💔
Gemma Jeva retweeted
Piango il trentenne , originario del Bangladesh, morto venerdì sera in ospedale vittima di un incidente sul lavoro avvenuto il 12 ottobre scorso a San Gennaro Vesuviano (#Napoli), incidente del quale nessuna autorità era stata informata.
Gli invisibili



































