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Chi vuole, da oggi mi può seguire su Inchiostro.
È il mio spazio per riflettere su piccole e grandi storie, con ironia e qualche dubbio.
cadbane.substack.com/?r=68ly…
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A me fa impazzire che ci sia un hacker che ha deciso il colpo del secolo: mica la Nasa, mica Banca d’Italia. Il profilo di Di Cicco per fargli scrivere “nana borgatara”.
Ogni paese ha gli hacker che si merita.
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Mario turco, vice di Conte, contestato oggi alla manifestazione no ilva a Taranto. Tre giorni fa i 5s hanno firmato il documento con i sindacati e Decaro per Ilva a idrogeno green. Oggi sono stati cacciati
Non sopporto i cori russi
la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese.
Neanche il nuovo film con Elio Germano.🤭
Se non si fosse capito, l'esito delle primarie nel campo largo lo decide Landini, con la forza travolgente di 500.000 pensionati della CGIL.🤭
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Chi sono gli studenti che secondo la Schlein il governo dovrebbe ascoltare?
Dopo trentasette anni di insegnamento in tre regioni diverse d’Italia ci sono studenti ed ex studenti - per lo più di sinistra ma di certo non in malafede - che ti raccontano un po’ di cose sulle manifestazioni in corso e su alcune circostanze piuttosto stridenti con la narrazione che ne fanno i segretari dei partiti della sinistra “democratica” attuale.
La Schlein, per esempio, ha più volte asserito che le manifestazioni degli studenti sono, a parte qualche “infiltrato”, sostanzialmente pacifiche e che il governo dovrebbe ascoltare gli studenti. Eppure - incidenti a parte, che sono come al solito da almeno mezzo secolo imputati agli “infiltrati” - oggi alcuni studenti hanno gridato nei loro cortei di protesta lo slogan “Remon Karam in prigione!”.
Ma chi è Remon Karam Mahfouz Wisily? È un giovane egiziano, cristiano copto, arrivato in Italia da solo a 14 anni il 17 luglio 2013 dopo 7 giorni di barcone. È scappato nel 2013 quando in Egitto governavano i Fratelli Musulmani. Come racconta lui: “Io sono cristiano, porto una croce sul polso destro e quindi rischiavo la vita. Mio cugino è stato ucciso [...] solo perché era cristiano”. Da allora è diventato mediatore culturale, laureato alla Kore di Enna, è attivista per i diritti umani e protagonista del libro “Il mare nasconde le stelle”.
Ma allora perché in alcune manifestazioni “pacifiche e pacifiste in cui s’intendeva ufficialmente difendere il diritto allo studio è stato fischiato? Remon non è contestato per la sua storia di migrante, ma per come viene percepito il suo attivismo. Essendo copto fuggito dall’islam politico, parla apertamente di fanatismo religioso e della persecuzione dei cristiani. In cortei della sinistra antagonista e pro-Palestina - dove c’è una forte componente di solidarietà non solo con il mondo arabo-musulmano, ma con l’islamismo tout court - questo viene letto da alcuni come islamofobo o strumentale, anche se lui parla della sua esperienza diretta.
Remon è stato invitato da scuole, istituzioni, fondazioni civiche come Gariwo, ma anche da eventi più istituzionali. Per questo una parte dei collettivi studenteschi lo vede come “il migrante buono” usato per raccontare un’integrazione di successo, mentre loro rivendicano un approccio più radicale, chiaramente totalitarista e islamista, al tema migrazione.
Remon si batte per diritti concreti come istruzione e cittadinanza: “Sono in Italia da dieci anni [...] ancora non sono cittadino italiano”, e per il diritto all’inclusione. Non è schierato con posizioni estreme su Palestina/Israele, e questo in un clima polarizzato del 2025-2026 lo mette nel mezzo: troppo critico verso l’islamismo per alcuni, troppo pro-accoglienza per altri.
Eppure, Remon è stato contestato aspramente per aver preso le distanze dai fratelli musulmani, dal regime iraniano e da Hamas, e oggi, durante manifestazioni “pacifiste” contro la guerra in cui si gridavano i soliti slogan antisemiti, come “Palestina dal fiume al mare” e “Israele deve bruciare”, è stata chiesta per lui la prigione, perché queste sono le manifestazioni che la sinistra appoggia e contribuisce a organizzare per la “pace”, per la scuola e per il diritto allo studio, e perché questa è l’Europa che auspica e che vorrebbe presto realizzare, con l’aiuto di Putin, dell’Iran e di tutti coloro che odiano e disprezzano la democrazia liberale.
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Intanto #guerriglia in Duomo qui a #Milano. Chi muove le piazze? Se le manifestazioni sono "contro il carovita, la crisi della sanità pubblica e le condizioni delle scuole pubbliche" (d'accordissimo) perché portare bandiere palestinesi? Perché usare la violenza? Questi ragazzi fanno paura. ilgiorno.it/milano/cronaca/c…
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È un commento delirante, però dice molto del modo in cui il giornalista medio italiano vive la politica; l'Ucraina, la Palestina, non esistono nella realtà, esistono solo come temi o clave da usare nella pozza di fango che è il dibattito pubblico italiano...
Replying to @il_cappellini
Dopodichè, non è la tua linea (spero) ma è largamente in atto il tentativo di usare ancora Kiev (come nel 2022) per separare i 5 stelle dal pd e regalare la
Vittoria a Meloni senza neppure giocare la partita.
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Replying to @_Nico_Piro_ @PiazzapulitaLA7
Saddam invase il Kuwait senza essere attaccato dal Kuwait.
I territori di cui si parla furono conquistati da Israele a seguito dell’aggressione (una delle 3 subite nei suoi primi 25 anni di esistenza) dei paesi arabi.
Paesi arabi che finché possedevano quei territori non ci hanno pensato neanche mai lontanamente a creare uno Stato palestinese, chissà perché. Anzi l’Egitto rifiutò pure di annettere Gaza, dopo la pace con Israele nel 1979.
Ma tutte queste cose non le sai. O se le sai, le occulti.
E pensare che saresti persino un giornalista.
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Giorgia Meloni, oggi alla Camera, sul sostegno all’Ucraina:
«Incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile. Centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro, come nell’orrenda strage di Kramatorsk.
È una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia.
I fatti, del resto, smentiscono la propaganda del Cremlino e anche quella di chi la porta qui in Italia.
Dall’inizio dell’anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi.
Questo stallo non è caduto dal cielo. Lo hanno costruito il coraggio degli ucraini e il sostegno dell’Occidente, Italia compresa. E continuo a ritenere che questo stallo sia l’unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio.
So che su questo il dibattito è acceso anche in quest’Aula, anche all’interno degli schieramenti. Lo rispetto, perfino lo comprendo, perché nessuno in quest’Aula vuole la guerra, tutti vogliamo che si arrivi alla pace. La differenza è su come pensiamo che ci si arrivi.
Per come la vedo io, il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile».
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Gioverebbe molto alla democrazia italiana se l’opposizione (o quanto meno PD, IV, Azione, +Europa) dicesse apertamente di condividere la posizione del Governo sul sostegno all’Ucraina, come ben sintetizzato oggi dal Presidente del Consiglio. Fare opposizione in democrazia non è dire sempre « No »!
«Il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile. Perché se l'aggressore può puntare alla resa dell'avversario, che bisogno ha di negoziare? La resa non è pace, è conquista. Se l’Ucraina domani smettesse di difendersi, come in molti auspicano e propongono, noi non avremmo la pace, discuteremmo dell'occupazione di una nazione europea e del ritorno di un imperialismo di stampo sovietico che l'Europa ha conosciuto per mezzo secolo. La pace che vogliamo è una pace giusta, solo questa può durare e mettere al sicuro l’Europa e i nostri interessi. Dunque la posizione del governo non cambia: sostegno a Kyiv, pressione su Mosca e unità euroatlantica». (Giorgia Meloni al Senato)
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Credo di sapere cosa direbbe Roberto Giachetti
Italia viva firma con il campo largo una risoluzione che dice "no" all'aumento delle spese militari. Di @zamnice26 ilfoglio.it/politica/2026/10…
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L’’intervista di Paramov di ieri è un avvertimento mafioso in piena regola.
E credo fermamente che in nessun caso e in nessuna coalizione si possano avere forze politiche i cui esponenti sono in qualche modo ricattabili da Putin.
Meloni al momento ha escluso Vannacci da ipotesi di alleanze, vedremo cosa succederà.
Ma rilevo con preoccupazione che nel campo largo non si accenna nemmeno a questa discussione e all’idea di escludere dalla coalizione i 5 stelle.
C’è un tema di sicurezza nazionale gigantesco. Ma come si può non vederlo e non denunciarlo?
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L’apprezzamento dell’ambasciatore russo in Italia per movimento cinque stelle e futuro nazionale via @il_pucciarelli @REPUBBLlCA_lT
La trollata di Fire Point🇺🇦 a Yandex🇷🇺 è una di quelle piccole gioie quotidiane che scaldano il cuore.🤭🤭🤭
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Perché Raineri ha definito "guitto bravissimo" Zelensky? Guitto è fortemente dispregiativo, significa attore comico di infimo ordine. Poi aggiunge "bravissimo" che suona come un ossimoro oppure come "più di infimo". Mi chiedo se ha sbagliato parola o se ciò tradisce un giudizio negativo che non si può condividere. Zelensky ha resistito e guidato l'Ucraina invasa dalla Russia e in guerra per oltre 4 anni, non si può ridurre a un bravo pr. Ho visto tutta la trasmissione. Si riporta che Zelensky rischia di essere fatto fuori, dopo le ultime dichiarazioni di Trump. Si esprime inquietudine, ma qualcosa non torna: perché nessuna delle persone al tavolo dice qualcosa di positivo su di lui. Sarà che per me le parole contano, tanto.
“Zelenskyy è lì perché grazie alle sue abilità di guitto di spettacolo…” maluccio Daniele Raineri oggi a #InMezzora della Maggioni che non ha detto nulla. ed è pure appena tornato dall’Ucraina. Guitto…🙄🤦🏻♀️
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Replying to @lageloni
Sei talmente in confusione con che non sai neanche dove militavi.
Nel 2018 - quando, come dici tu, “mi facevo eleggere con i voti del Pd” - tu eri con Articolo 1, cioè dal Pd te ne eri andata. Avevi fatto la “voltagabbana” , come li chiamate voi. Quando riguarda gli altri, ovviamente.
Ps. Riguardo al tuo lavoro col Pd, ricordiamo tutti il balletto “lo smacchiamo”, qualche anno prima. Forse la cosa più utile che facesti, il che è tutto dire.
La bomba di Lavitola non ha determinato la crisi di Report, l’ha fatta deflagrare. Le tensioni dentro la redazione, già latenti, sono esplose sullo sfondo dello scontro con la Rai.
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In questa sbornia collettiva in corso da 3 anni, arrivò quindi anche il momento in cui si fu costretti a pubblicare le foto dei bambini israeliani bruciati il 7 ottobre dai terroristi di Hamas.
Perché ieri sera in una trasmissione televisiva si è detto che no, nessun bambino è stato ucciso o bruciato quel giorno.
Sono le due foto che vedete qui sotto. Per guardarle basta cliccare sopra dopo aver letto l’annuncio che avverte di quanto faccia schifo l’immagine che state per vedere.
Capiremo prima o poi, che cosa accidenti è successo a questo paese (e non solo).
A chi ancora oggi ha l’indecenza di affermare che i bambini israeliani bruciati vivi il 7 Ottobre siano “fake news” e “leggende”, rispondiamo con le testimonianze fotografiche rese pubbliche già all’indomani del massacro.
Ripugna che chi fa informazione continui a negare dati di fatto, per giunta elevandosi a patrono del giornalismo responsabile. Si smetta di violare la memoria di quei bambini morti. Vergogna!


























