Today at @istsupsan #MarkTomlison is introducing the national conference on #homevisits and relevance of the #first1kdays of life within the #PreventNCD framework
Plenary @EPHconference started with introductory speech from @hans_kluge who focused on the public health priorities @WHO_Europe that include tackling #NCD as aimed by @PreventNCD @istsupsan
Yesterday was a #TBThursday to me somehow: we as @preventncd gathered @WHO_Europe to further discuss collaboration on tackling #NCDs, and #RCCEIM is also included as well in a specific task. Different angles but still relevant issues in #PublicHealth
A truly proud moment for @WHO_Europe with the launch of @WHO's first-ever standing Technical Advisory Group on Risk Communication, Community Engagement & Infodemic Management!
Evidence-based RCCE-IM is crucial to effective health emergency response.
who.int/europe/news/item/26-…
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Valentina Possenti retweeted
A truly proud moment for @WHO_Europe with the launch of @WHO's first-ever standing Technical Advisory Group on Risk Communication, Community Engagement & Infodemic Management!
Evidence-based RCCE-IM is crucial to effective health emergency response.
who.int/europe/news/item/26-…
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Collaboration between @preventncd and @WHO_Europe is going on to effectively tackle #NCDs @istsupsan @WHO_Europe_HCN @ReteCittSaneOMS #publichealth #diseaseprevention #healthpromotion
Oltre a organizzazioni e istituzioni smantellate, dataset di #sanità pubblica come la #sorveglianza dei fattori di rischio in adolescenza non sono più disponibili. In Europa abbiamo preso a modello quei sistemi fondamentali per capire i trend dei determinanti di #salute
Replying to @FabbioSabatini
USAID, NSF, CDC e gli altri presi di mira finora sono solo l'inizio. Un patrimonio di dati prodotti dalle agenzie governative già non è più accessibile e i ricercatori dovranno farne a meno.
Su @ScienceMagazine trovate una sintesi in progress. 👇
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science.org/content/blog-pos…
Despite it might result to be unpopular in these days, I am very proud to post a photo from the first-year plenary meeting of @WHO TAG on #RCCEIM in #Copenhagen in #April2023
As in @preventncd #healthy lifestyles result from balancing individual efforts and policies and interventions #PASSI #PASSIdArgento #surveillance #prevention @istsupsan @PirousFateh
During the national conference on #surveillances #PASSI and #PASSIdArgento also data on risk factors among elderly who have received a recent or distant #cancer diagnosis are presented @preventncd @istsupsan @PirousFateh
At @istsupsan in Rome the national conference on #surveillances #PASSI and #PASSIdArgento is going on and the monitoring of different tobacco uses is one of the topic discussed @preventncd
Sorveglianze #PASSI e #PASSIdArgento come strumenti ad alta risoluzione per azione in #sanitapubblica @istsupsan @PirousFateh
Valentina Possenti retweeted
Mentre in Italia qualcuno nella classe dirigente scambia il clima con il meteo e ironizza sul freddo, nell’Europa centrale si vivono giorni di angoscia e distruzione. La tempesta Boris ha scatenato una furia d’acqua che ha travolto intere regioni, lasciando dietro di sé un bilancio sempre più pesante di vittime, sfollati e danni.
Al momento, le cifre parlano di almeno 15 morti: sei in Romania, cinque in Polonia, tre in Austria e uno nella Repubblica Ceca. Nella Repubblica Ceca, quattro persone risultano disperse, tre delle quali travolte da un fiume mentre erano in auto nella città di Lipová-lázne. È una corsa contro il tempo, con i soccorritori che lottano instancabilmente contro le acque tumultuose.
In Austria, la situazione è apocalittica. La Bassa Austria, che circonda Vienna, è stata dichiarata zona disastrata. Un vigile del fuoco ha perso la vita cercando di salvare delle persone, mentre due cittadini sono annegati nelle loro stesse case. Come se non bastasse, alcune aree del Tirolo si sono ritrovate sotto un metro di neve in uno scenario surreale per metà settembre, tanto più che solo una settimana fa nella zona si godeva di temperature a dir poco estive.
La Polonia non è da meno. Il primo ministro Donald Tusk, visitando le zone colpite, ha descritto una situazione “molto drammatica”. A Kłodzko, il fiume locale ha raggiunto livelli mai visti prima, superando persino il terribile record del 1997. Circa 1.600 persone sono state evacuate, e l’esercito è stato chiamato a supporto dei vigili del fuoco, in una lotta impari contro la forza della natura.
In Romania, il dramma si consuma nel sud-est del paese. Nella sola regione di Galati, 5.000 case sono state danneggiate. Il sindaco di Slobozia Conachi, Emil Dragomir, non usa mezzi termini: “Questa è una catastrofe di proporzioni epiche”. Le sue parole risuonano come un monito, mentre 700 case del suo villaggio giacciono sommerse. In questo scenario drammatico, anche le grandi capitali tremano. A Budapest, il Danubio minaccia di superare gli 8,5 metri, avvicinandosi pericolosamente al record storico del 2013. Bratislava ha dichiarato lo stato di emergenza, preparandosi al peggio.
Di fronte a questa catastrofe, i governi si mobilitano. La Polonia ha stanziato 1 miliardo di zloty (circa 260 milioni di euro) per i soccorsi. L’Austria ha messo a disposizione un fondo di 300 milioni di euro, pronto ad essere aumentato se necessario. Le previsioni non lasciano spazio all’ottimismo. Le piogge continueranno almeno fino a lunedì in Repubblica Ceca e Polonia, mentre Ungheria, Slovacchia e Austria si preparano a giorni ancora difficili.
Mentre i fiumi continuano a gonfiarsi e le città a sommergersi, una domanda serpeggia tra le popolazioni colpite: è questa la nuova normalità? Le autorità e i cittadini si trovano di fronte a una sfida senza precedenti, costretti a ripensare le proprie strategie di difesa e di adattamento di fronte a eventi climatici sempre più estremi e imprevedibili.
L’Europa centrale è in ginocchio, ma non si arrende. Tra le acque che salgono e le case che crollano, emergono storie di solidarietà e resilienza. Vigili del fuoco, volontari, militari e semplici cittadini lavorano fianco a fianco, in una corsa contro il tempo per salvare vite e limitare i danni.
Insomma la tempesta Boris si allontana lentamente, lasciando dietro di sé non solo distruzione ma anche la consapevolezza che il futuro potrebbe riservare sfide ancora più grandi. L’Europa centrale, e con essa l’intero continente, si trova di fronte a un bivio: imparare da questa catastrofe per costruire un futuro più resiliente o rischiare di soccombere alla prossima tempesta che, inevitabilmente, si abbatterà sulle sue terre. Con buona pace dei nostri ironici negazionisti.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet)
lanotiziagiornale.it/leuropa…
📍 C'è tempo fino al 06 luglio per inviare domanda per un #contratto biennale a #TempoDeterminato, Profilo: Ricercatore III livello, presso il Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità ⏳
📊 nell'area "Attività di studi e ricerca e coordinamento a livello nazionale e internazionale della prevenzione delle malattie e la promozione della salute" in riferimento alla JA @preventncd
📈 in particolare sul monitoraggio attraverso sistemi di sorveglianza di popolazione dei fattori di rischio e determinanti delle malattie croniche non trasmissibili selezionionline.iss.it/rest/…
Valentina Possenti retweeted
💡 Communicating risk in public health emergencies 🔽
📚 A new publication from WHO/Europe explains how investing in risk communication is so critical to #emergency #preparedness and #response.
Download here 🔗 bit.ly/49D0MtO
#RCCEIM
More than 20 years after, in Norway on my #nameday, I realize that #Danish people are the #Italians of the North ❤️ #ValentinesDay
E comunque nelle analisi di ruolo e contributo della donna alla società ci sarà sempre una forte sottostima dovuta al non tener abbastanza conto del carico di lavoro relativo al #cambiodegliarmadi




















