Ho due figli. Ho perso la testa, per fortuna. Ammiratrice di @ScaltritiLab

Joined November 2011
A Viterbo, passa tutti i giorni questo camioncino con l’inno nazionale e mio figlio l’ha doppiato così, perché con una madre scema, poteva crescere solo un figlio scemo.
474
1,378
119
8,592
Certo che SE ci fosse del dolo nell’operato dei RIS, per quanto riguarda il pc di Stasi, SE ci fosse, SE ci fosse, beh, a qualcuno converrebbe espatriare. #Garlasco
12
970
Sono validi gli auguri in ritardo? Buon compleanno @BebeBebino ❤️
1
1
456
Trova le differenze. Sì, sto facendo dello scorrettissimo body shaming. #Garlasco
2
1
5
468
Valentina Serra 🍓 retweeted
Sondaggio sul primo negozio da assaltare nelle chat del gruppo
54
238
8
1,235
86,939
Capra ha appena chiamato i RIS del tempo “rancorosi che volevano togliersi dei sassolini dalla scarpa”. #garlasco
2
1
15
814
Il lapsus di Carmelo è meraviglioso: cara Capra. #Garlasco
12
688
Ma come ha messo 14 kg? Saranno almeno 25. #garlasco
4
509
Andiamo avanti con questa prova Cenerentola, che ci stiamo appassionando. #garlasco
6
514
Valentina Serra 🍓 retweeted
Stamattina presto, andando a terapia ,pensavo all'alba. A quanto sia bella e a quanto spesso ci dimentichiamo persino di guardarla. I primi colori che accarezzano le case, il mondo che si risveglia piano, come se la notte ci avesse restituito qualcosa di prezioso. Prima del mio ricovero, probabilmente, avrei guardato tutto questo con occhi diversi o forse avrei semplicemente tirato avanti con le mie cose, pensando a quello che dovevo fare, alle preoccupazioni, agli impegni, a tutto ciò che nella vita sembra sempre urgente. Poi mi sono ritrovato in ospedale e lì, tra le paure, l'attesa e l'incertezza, ho imparato a guardare le cose più semplici con occhi nuovi. L'arrivo dell'alba aveva un significato diverso. Vedere la luce del mattino arrivare lentamente era una piccola gioia, un momento di pace in giornate in cui la mente era piena di domande e il futuro sembrava improvvisamente meno scontato e ho cominciato a pensare a quante cose meravigliose possediamo senza rendercene conto. La fortuna di svegliarsi nel proprio letto, di alzarsi, camminare, aprire una finestra, respirare l'aria del mattino, di prepararsi un caffè e sentirne il profumo, di scaldarsi le mani attorno a una tisana, di fare colazione senza pensare a quanto sia prezioso poterlo fare in salute. La fortuna di poter abbracciare una persona cara, di ascoltare la voce di chi amiamo, di uscire di casa e sentire il sole sul viso. Sono gesti così normali che quasi non li vediamo più. Eppure, per qualcuno, proprio quelle piccole cose rappresentano un desiderio, una mancanza, qualcosa che vorrebbe soltanto poter tornare a fare. Non serve necessariamente attraversare la malattia per capirlo, non dovremmo essere costretti ad avere paura di perdere qualcosa per scoprirne il valore. Non voglio nemmeno dire che basti guardare un'alba per dimenticare i problemi perchè ci sono dolori che non scompaiono con la luce del giorno, preoccupazioni che ci accompagnano anche quando il cielo è limpido e momenti in cui trovare la forza di andare avanti sembra difficilissimo. Ma forse, anche in quei momenti, possiamo provare a concederci un piccolo istante di pace. La vita non è fatta soltanto dei grandi traguardi che inseguiamo, dei sogni che vorremmo realizzare o dei giorni perfetti che continuiamo ad aspettare. La vita è anche quel caffè bevuto in silenzio quando tutti dormono, è una mano che stringe la nostra senza bisogno di parole, è una telefonata inaspettata, una risata che ci sorprende, una carezza, il cielo che cambia colore mentre il mondo ricomincia a muoversi. La felicità non è sempre qualcosa che dobbiamo conquistare. A volte è qualcosa che abbiamo già davanti agli occhi, ma che la fretta, le paure e le abitudini ci impediscono di vedere. Se c'è una cosa che vorrei portare con me da questa esperienza è proprio questa. Imparare a non dare per scontato il dono di esserci. Non aspettare un giorno speciale per essere grato, non rimandare un abbraccio, una parola gentile, una visita a qualcuno a cui vogliamo bene, non lasciare che le preoccupazioni per il domani ci rubino completamente la bellezza di ciò che abbiamo oggi. Non tutte le albe portano con sé risposte ma ognuna ci ricorda che ci è stata data un'altra giornata da vivere e oggi vorrei augurare a tutti una cosa semplice. Non aspettate che la vita vi tolga qualcosa per accorgervi di quanto fosse preziosa. Da quando ho conosciuto la paura di non poter più vivere certi momenti, ho capito che svegliarsi, vedere sorgere il sole e avere davanti un altro giorno non è una cosa qualunque. È una fortuna immensa. E vorrei non dimenticarlo mai più.
249
193
13
2,496
44,257
Quindi, abbiamo regalato due paia di scarpe a Sempio, con le nostre tasse? Prego, Andrea, figurati. #garlasco
1
1
12
1,013
Comunque, fateci caso: dalla parte di Stasi ci sono i fighi, dalle altre parti sono tutti cessi/e. Sarà un caso? Direi di no. #Garlasco
1
12
870
I RIS potevano confermare l’alibi di Stasi già nel 2007. Che vergogna. Che vergogna. Un ragazzo si è fatto undici anni di carcere. Che vergogna. #Garlasco
5
1
25
808
Cassese: non sono un giurista. Tranquillo, a nessuno sarebbe mai venuto in mente. #Garlasco
1
16
884
Non ti devi mai sposare di un’ipotesi. Ma come fa Sottile a non ridergli in faccia? #garlasco
1
8
696
Tenete i bambini lontani dalla tv, che sta parlando Cassese, se no vi tornano a casa con un bel 2 nella verifica di italiano. #Garlasco
1
1
18
782
Valentina Serra 🍓 retweeted
NATALE IN CASA #GARLASCO 25 dicembre, in un ristorante della Crivellina a caso. Sul tavolo, tra bucce di mandarino, panettone e bicchieri di amaro del Carabiniere scaduto nel 2007, campeggia una tombola. Il clima è serenamente calmo, almeno apparentemente. Angela Taccia: la più giovane, si offre con grande umiltà di estrarre i numeri. Ha portato un megafono perché, com’è noto, vola basso e grida “È LA VITAAAAAAAHHHH!” ad ogni numero estratto. Andrea Sempio: il Gandhi della Lomellina, tiene il tabellone. Si rifiuta di usare i fagioli per non comprometterne l’integrità psicofisica. Ogni tanto ne salva uno dal pavimento per darlo alle formiche sul balcone. Liborio Cataliotti: responsabile della contestualizzazione. Non conosceva le regole della tombola, ma Andrea in tutta la sua bontà e magnanimità gliele ha spiegate OGGI ed ora le deve contestualizzare tutte, financo le più piccole. Massimo Lovati: presidente onorario della serata. È convinto che per ogni numero estratto si debba bere un bicchierino. E chi siamo noi per togliergli questa convinzione, dei sicari? Il generale Garofano: supervisore delle estrazioni, munito di provette e finto dna. Sorveglia tutto icto oculi, non si sa però se l’occhio dritto o l’altro 🤷🏻‍♀️. Lui ha una sola e raccapricciante cartella: quella militare. Marzio Capra: testimone oculare dei numeri. Ha tolto il 20 dal sacchetto così potrà dire davanti a Civardi che la corsa del 20 lui ce l’ha e aggiungendo un “deficiente!” così, aggratis. Mamma Sempio: grida “Maledeeeeettiiiihhh!” ogni volta che qualcuno ha un numero sulla cartella. Quando esce il “33” sviene. Papà Sempio: ancora in costume da bue per il presepe vivente del Casinò di Campione, qui è il responsabile dei rapporti con avvocati, PG e tutto il resto. Se la tombola prende una brutta piega, propone di spostarsi tutti davanti al Famila per un abbraccio collettivo o per spacciare marche da bollo imbevute di salsa per 20.30. €. Armando Palmegiani: esperto scientifico e garante dell’imparzialità dell’estrazione. Ha preparato 17 slide in comic sans per dimostrare che il 44, in determinate condizioni ambientali, potrebbe essere un 63 ma anche un 38 e mezzo. Quando gli chiedono se ne sia sicuro, risponde: “ASSUAMENTE!” Marina Baldi: genetista ufficiale della tombolata. Prima di ogni estrazione pretende di conoscere la quantità di DNA lasciata sulle cartelle. Quando esce il 29, qualcuno le passa il cucchiaino di Chiara e lei lo usa per mangiare uno yogurt, rigorosamente scaduto. Gennaro Cassese: incaricato di ricordare i numeri già estratti. Ogni volta che qualcuno gli chiede se un numero sia già uscito, risponde “Non ricordo”. Dopo ogni “Non ricordo”, parte in automatico la registrazione di Civardi che gli chiede se soffre di qualche patologia legata alla memoria. Quando esce il 33 chiama la Tumulanza. Silvio Sapone: dismesso il costume dell’asinello del presepe vivente nell’atrio del Casinò di Campione, prova a contattare Andrea Sempio al telefono per partecipare alla tombolata 1286 volte. Piero Colaprico: lui ha le cartelle di un sapientino del ‘97 e gioca con quelle🤷🏻‍♀️
🤖 Made with AI
30
16
1
122
5,878
Il mio piede è lungo 25,5 cm e calzo 39,5/40. Mi confermate che non sono strana io? Se il piede di Stasi è lungo 25 cm, come fa a calzare 42? #Garlasco
3
7
1,370
Ma perché Vespa non si toglie di mezzo, anziché interrompere in continuazione? Chi se ne frega del plastico? #garlasco
10
673
Valentina Serra 🍓 retweeted
Mi domando se Garofano sia consapevole di avere tre quarti di popolazione italiana che lo odia e il quarto restante lo detesta, ma soprattutto il 100% non gli crede. Lui tuttavia imperterrito va in Tv a dire baggianate con grande sicumera. Mahh #Garlasco
33
76
2
792
8,903