Tony Gherardelli (@Tonyapt12) header
Tony Gherardelli (@Tonyapt12) profile picture

Natural born Dapper

Milano
Joined March 2009
Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)Photo by Tony Gherardelli (@Tonyapt12)
Tony Gherardelli retweeted
Giovani violenti: gridano contro il capitalismo e intanto desiderano gratis i suoi simboli più costosi. Il successo altrui diventa prova di un’ingiustizia. Questa cultura non nasce nelle periferie ma fra gli intellettuali corriere.it/opinioni/26_otto…
296
728
62
2,696
80,106
Tony Gherardelli retweeted
Quella di Arday è una delle storie più patetiche sul funzionamento delle istituzioni accademiche, dove ormai la logica DEI e l’ideologia woke contano più del sapere e del rigore scientifico.
BREAKING: Prof Jason Arday has resigned from the University of Cambridge after The Telegraph revealed he falsely claimed to have published a book. Follow the latest developments ⤵️ telegraph.co.uk/news/2026/08…
28
154
6
812
30,767
Tony Gherardelli retweeted
Dieci anni fa i vip pugliesi (Al Bano, Caparezza, Negramaro, Emma Marrone, etc) lanciarono una campagna social complottista su Xylella per "difendere gli ulivi". Ora, dopo 21 milioni di alberi seccati, sono spariti: a difendere gli ulivi c'è Helen Mirren. ilfoglio.it/cronaca/2026/06/…
93
837
59
2,906
211,318
Tony Gherardelli retweeted
𝐋𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 è uno degli esempi più interessanti di ciò che succede quando un brand rischia di dimenticare cosa rappresenta davvero nella testa delle persone. Perché il punto non è “l’elettrico sì” o “l’elettrico no”, l'innovazione, la ricerca e tutto il resto. Quello è il dibattito superficiale per chi guarda il mercato solo dal punto di vista tecnico o ideologico. Il punto vero è un altro: 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨? Ferrari non vende automobili, non le ha mai vendute. Ferrari vende rumore. Vibrazione. Odore. Status. Sogno. Infanzia. Poster in camera. Un certo modo quasi irrazionale di sentirsi vivi. Una Ferrari non è mai stata una scelta logica, è sempre stata una scelta emotiva. Sempre, sempre, sempre. Ed è qui che nasce il problema. Quando un brand costruisce per un secolo il proprio valore attorno a sensazioni visceralmente analogiche, meccaniche e istintive, non può pensare di spostarsi improvvisamente verso una narrativa fredda, silenziosa e “responsabile” senza pagare un prezzo percettivo enorme. Il rischio non è vendere meno auto. Il rischio è smettere di essere Ferrari. Ed è esattamente il motivo per cui moltissimi brand oggi si stanno schiantando contro la stessa parete: inseguono narrative sociali, politiche o culturali pensando che basti “adattarsi ai tempi”, senza chiedersi se quell’adattamento sia coerente con il posizionamento costruito nella mente delle persone. Un brand forte non può permettersi di sembrare confuso. Quando un brand diventa confuso, il mercato smette di desiderarlo e comincia semplicemente a valutarlo. Nel momento in cui vieni valutato razionalmente, comparato razionalmente e giudicato razionalmente… perdi gran parte del tuo potere. La verità è che quello che chiamano marketing moderno sta facendo danni enormi proprio perché troppi manager hanno smesso di capire una cosa fondamentale: I 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐝 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢. 𝐕𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞. E se tradisci troppo violentemente quell’immagine mentale, puoi anche avere la tecnologia migliore del mondo. Ma rischi di distruggere il motivo per cui le persone ti desideravano. Hey, @Ferrari! Poi non dite che non vi avevo avvertito.
287
378
46
1,567
66,035
Tony Gherardelli retweeted
Il Salto del Canguro nell'Abisso: Raygun e il Funerale del Merito Se il postmodernismo avesse bisogno di un monumento funebre, non sarebbe una stele di marmo, ma un video in loop di Rachael Gunn, in arte Raygun, che si rotola goffamente sul pavimento di #Parigi 2024. Il "caso Raygun" non è stato un semplice incidente sportivo; è stato il momento in cui la teoria accademica ha tentato di stuprare la realtà, finendo per scivolare sulla propria presunzione. Rachael Gunn non è un’atleta; è un’idea. Con il suo dottorato in Cultural Studies e le sue ricerche sulla "decolonizzazione della breakdance attraverso una lente femminista", la Gunn incarna perfettamente la figura dell'accademico moderno: qualcuno che passa così tanto tempo a "decostruire" una disciplina da dimenticarsi come la si pratichi. Mentre le sue avversarie, nate spesso in contesti di marginalità reale, portavano sul palco anni di sudore, calli e gravità sfidata, Raygun ha portato una tesi di laurea. La sua performance non era danza, era metatesto. Il problema è che alle Olimpiadi, se il testo fa schifo, il metatesto non ti salva dallo zero in pagella. Il paradosso è deliziosamente atroce. Raygun, la paladina della decolonizzazione e della critica al potere bianco, ha messo in atto il più plateale atto di colonialismo culturale del decennio. Una professoressa universitaria bianca, protetta dal suo status e dai suoi grant di ricerca, ha occupato il posto di un’atleta (magari meno "teoricamente consapevole" ma infinitamente più dotata) per trasformare una disciplina di strada in un laboratorio sociologico. Ha preso la breakdance arte di resistenza e riscatto e l’ha ridotta a una parodia da recita scolastica, convinta che la sua "visione sovversiva" valesse più di un *headspin* eseguito correttamente. È il narcisismo accademico elevato a disciplina olimpica. Quando il mondo ha riso e il mondo ha riso di gusto, con quella risata liberatoria che si riserva ai re nudi è scattato il riflesso pavloviano del vittimismo ideologico. Immediatamente, settori della bolla progressista hanno gridato al "sessismo" e al "bullismo". La narrazione è diventata: “Non state ridendo della sua totale mancanza di talento, state attaccando una donna che osa sfidare i canoni estetici maschili”. Ecco l'ipocrisia suprema: usare il #femminismo non per promuovere l'eccellenza femminile, ma per blindare la mediocrità. Se una donna fallisce platealmente in un contesto competitivo, criticarla diventa un atto patriarcale. È la morte di ogni standard, il trionfo del "partecipare è tutto, purché tu abbia le citazioni giuste in bibliografia". Raygun è il punto di "Peak Woke" perché rappresenta il cortocircuito finale tra identità e competenza. In questo mondo al rovescio, non conta quanto sei bravo a fare breaking, conta quanto la tua performance sia "disruptive" (ovvero, quanto rompa le scatole a chiunque cerchi di applicare un criterio oggettivo). Alcune osservazioni: La teoria è il nuovo talento: Se spieghi bene perché fai schifo, allora stai "sovvertendo le aspettative". L'accademia è una bolla allucinogena: Solo in un dipartimento di Gender Studies australiano potevano pensare che quella coreografia fosse una buona idea. L'ipocrisia è bidirezionale: Si parla di inclusività, ma si finisce per premiare chi ha il curriculum accademico più pesante, non chi ha il piede più veloce. Il punteggio di 0.0 assegnato dai giudici è stato l'unico momento di sanità mentale in tutta questa vicenda. È stato il grido della realtà che diceva: "Basta con la decostruzione, stiamo parlando di sport". Raygun rimarrà nella storia non come un'atleta, ma come il monito vivente di cosa succede quando l'ideologia pretende di insegnare al corpo come muoversi, ignorando che, sul pavimento della storia, se non sai ballare, cadi. E il mondo, giustamente, non smetterà di ridere. #woke #feminism #left #academia
3
20
2
68
2,726
Tony Gherardelli retweeted
Adolph Hitler, vegetarian, writer and amateur painter who brought Germany regional notoriety, dies aged 56
241
3,374
118
22,381
430,971
Tony Gherardelli retweeted
Grazie! Grazie! Grazie! Italy, you've been fantastic. 💚🤍❤️ #MilanoCortina2026
262
3,607
185
27,660
477,332
Tony Gherardelli retweeted
🇮🇹 Sono state definite le Olimpiadi invernali migliori di sempre, da parte dell'Italia. Anche a noi piace pensarlo, ma - in realtà - conta solo una cosa: ringraziare questi atleti, i nostri atleti, che hanno reso questi Giochi davvero incredibili. Siamo fieri di voi 💙💫 #MilanoCortina2026 #Olympics #Olimpiadi
92
1,410
64
8,284
93,518
Legend. 🔥
49
544
22
3,921
216,496
“It’s better to create something that others criticise than to create nothing and criticise others.” - Ricky Gervais
58
580
40
3,811
66,487
Tony Gherardelli retweeted
They're still not listening 😂
6,634
50,828
2,869
358,550
10,350,142
Tony Gherardelli retweeted
🕯️ Per la Giornata della Memoria il Memoriale della Shoah di Milano ospita la mostra documentaria “La persecuzione patrimoniale degli ebrei. Storie di vita dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo” #IntesaSanpaolo #Giornatadellamemoria 📌group.intesasanpaolo.com/it/…
2
3
4
238
Tony Gherardelli retweeted
Il 27 gennaio di ottantuno anni fa, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l’abisso della Shoah. Da quel momento, tutto è cambiato. La più grande macchina di morte concepita nella storia dell'umanità mostrava a tutti la sua ferocia, la sua sistematicità, il suo disegno diabolico. Milioni di persone strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio, solo perché di religione ebraica. Un piano congegnato e messo in atto per cancellare dall’Europa ogni traccia della presenza, millenaria e feconda, degli ebrei e delle comunità ebraiche. Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938. Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale.
1,125
711
112
5,698
513,420
Tony Gherardelli retweeted
🕯️ For the Holocaust Remembrance Day, the Shoah Memorial in Milan is hosting the documentary exhibition The Economic Persecution of Jews. Life Stories from the Intesa Sanpaolo Historical Archive #IntesaSanpaolo #HolocaustRemembranceDay 📌group.intesasanpaolo.com/en/…
2
2
135
#DiegoEterno ♾️ Solo muere quien es olvidado y a vos, Diego, te recordamos cada día 🩵🤍 🙌 A 5 años del paso a la inmortalidad de Diego Armando #Maradona 🔟
58
1,087
70
4,385
121,986
Diego sos eterno 🔟💙
67
3,462
59
27,573
787,901
Tony Gherardelli retweeted
No hay video del Diego, más maravilloso y triste q este #DiegoEterno 😢
7
1,417
72
5,497
81,212