Joined March 2020
quale che sia l'esito elettorale Israele sta dando l'ennesima lezione di democrazia al mondo
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Replying to @ellyesse
@ellyesse resuscita in un colpo solo Rifondazione Comunista e lo "zanzarologo" Crisanti. L'esperimento non pare riuscitissimo (eufemismo), visto che il risultato è un caloroso "ben venga" rivolto a ...Hamas. My two cents su @in_oltre inoltre.news/il-pd-regala-un…
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"Hanno aperto la porta di una sala da ballo?" Nina Berberova, "Chitarra"
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Leni Riefensthal la premiavano i nazisti, i volontari manutengoli dei macellai li premiano gli europei "per l'inclusione e per la pasce"
🔴 France 🇫🇷 | Motaz Azaiza, le « journaliste » gazaoui qui a reconnu avoir filmé le pogrom du 7 octobre, couvre les émeutes à Paris Vous vous souvenez de ce « journaliste » qui a également reconnu avoir filmé des « civils » gazaouis brutalisant des otages israéliens, puis avoir refusé de diffuser les images pour protéger les personnes filmées ? Le voilà aujourd’hui à Paris. En 2024, la Region Normandie lui a remis le Prix Liberté et 25 000 euros au nom du droit à l’information. #France #7Octobre2023 #Israël #Gaza #Hamas
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L'organizzatore dei disordini, 30enne italiano di seconda generazione di origini marocchine, indicato come research trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa. Il suo ambito di ricerca comprende l’Islam politico, i movimenti politici islamici e il rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Ha collaborato con testate online del Foglio e del Fatto Quotidiano. Su LinkedIn si presenta anche come "AI Generalist expert". Vicino ai movimenti pro-Palestina / Giovani palestinesi e sostenitore della rottura del gemellaggio Milano-Tel Aviv. Scrive, i corsivi sono miei: "È vero infatti che l’Islam (e non l’islamismo, l’Islam politico, la Fratellanza Musulmana o qualsiasi altra categoria occidentale si voglia applicare all’Islam) e le sinistre occidentali sono, nel caso della questione palestinese, dei falsi amici. Questo perché le sinistre occidentali – e con esse i movimenti emulatori loro affini nel terzo mondo – che non adottano un’idea pienamente radicale di rottura con il sistema occidentale attuale, sono considerate esse stesse parte del problema coloniale da parte di chi porta avanti la lotta anticoloniale palestinese. Ecco perché in pochi in Occidente, il 7 ottobre 2023, riuscivano a concepire – senza se e senza ma – l’Operazione Diluvio al-Aqsa per quello che era: un atto rivoluzionario di decolonizzazione. Ciò che infatti non si riesce ad accettare non è l’atto in sé ma il fatto che quest’atto sia stato compiuto da un movimento di lotta nazionale non ideologicamente affine ai “valori occidentali”. Questo atteggiamento di delegittimazione ideologica della lotta anticoloniale palestinese, che però trova risvolto nella critica mainstream al metodo, è forse l’aspetto più sottile di un più ampio atteggiamento islamofobo e di un approccio occidentalocentrico alla questione palestinese."
Individuato uno degli organizzatori del ‘Movimento 17 ottobre’: è un trentenne bresciano di seconda generazione. Lo hanno individuato dalle chat. Si trovava a casa di un’amica a Milano. È stato portato in questura per accertamenti. Farebbe parte di movimenti Propal. La notizia è stata anticipata dal Tg1. Su Repubblica l’articolo di Alessandra Ziniti #rep
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Devono essere orgogliosi all'ISPI di siffatto pensatore. «in pochi in Occidente, il 7 ottobre 2023, riuscivano a concepire – senza se e senza ma – l'Operazione Diluvio al-Aqsa per quello che era: un atto rivoluzionario di decolonizzazione» Tutta "islamofobia", capito?
Il problema non sono loro. Siete voi che non li prendete sul serio. «I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo» #17ottobre ispionline.it/it/bio/youssef…
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“Dovevo nasce’ cent’anni fa, nel 1848. Le barricate a Lipsia. A ventidue anni avevo già fatto la Comune di Parigi. Adesso, impiegato parastatale, con tutti i colleghi che passano tutte le ferie a seguire tutti i festival dell’Unità, con i balletti della Moldavia e con le ciocie importate dall’Ungheria. Gino Paoli, Pinocchio, Mike Bongiorno, Marilyn Monroe, Altafini, Gianni Morandi, Gianni Rivera. Hanno avuto una funzione negli anni ’60. Ma che stiamo facendo? Ma che sta succedendo? Ma quando vedremo il sole? Sto male, c’ho pure freddo”. No, non è mia. La dice il personaggio di Vito in Ecce Bombo. E allora, suvvia, l’antisistema è anche un rito di passaggio, una specie di certificato di coscienza. Prima ancora di capire come si ottiene un mutuo, si impara che il capitalismo, incarnato dalle vetrine del lusso in centro, è il nome del male. Ok, qualche capo lo si porta a casa, ma una mela marcia la si trova sempre. Il Sessantotto francese e quello italiano ebbero ragioni, protagonisti ed esiti diversi, intrecciando contestazione studentesca e conflitto operaio. Ridurli a un capriccio sarebbe forse eccessivo (ma confesso di provare questo impulso dall’età di 12 anni). Viceversa, è capitato che su quell’era (finita con i cadaveri sui marciapiedi delle strade) si sia costruita una magnifica leggenda che ha offerto un repertorio inesauribile: l’occupazione, l’assemblea permanente, la barricata, la convinzione che la propria impazienza sia già una teoria della società. Cambiano i bersagli e le parole d’ordine; il prestigio del gesto rimane. E rimane anche la soddisfazione di sentirsi irriducibilmente diversi facendo esattamente ciò che ci si aspetta da loro. Stessi slogan, stessi nemici, stesso sfondo color asfalto autunnale. A intervalli regolari qualcuno desidera la propria Comune di Parigi, possibilmente concentrata in un fine settimana. Il programma si riassume in “spacchiamo tutto”. In Padri e figli, Turgenev aveva già affidato a Bazarov la risposta all’obiezione che bisogna anche costruire: “Non è compito nostro… Prima bisogna sgombrare lo spazio”. Dai nichilisti russi ai rivoluzionari del fine settimana, il cantiere resta affidato a qualcun altro. La vetrina infranta offre una gratificazione immediata che nessuna equa riforma fiscale potrebbe garantire. Fa rumore, produce immagini, conferisce la sensazione di avere finalmente inciso sulla storia. Sui vetri, di sicuro. Naturalmente l’adolescenza comporta una dose considerevole di stronzaggine. La sproporzione tra la vanità del tutto e quanto si pretende di aver capito appartiene a quell’età, insieme al bisogno di riconoscersi in un gruppo e di attribuire un significato grandioso alla propria presenza nel mondo. Il problema comincia quando gli adulti, che già hanno riposto le grandi speranze accanto ai piccoli rancori e preso l’abitudine di raccontare come scelte deliberate i propri fallimenti, cercano negli occhi dei ragazzi un’immagine di sé meno desolante. Parlano di quegli anni con il sorriso indulgente che si riserva alle fotografie in cui si era ancora belli, aspettando pietosamente che qualcuno chieda di vederle. Allora tornano i racconti, i nomi, le notti in cui pareva che tutto dovesse cambiare. E per qualche minuto anche la vita venuta dopo sembra una parentesi, un contrattempo che si è prolungato per quarant’anni. Davanti ai nuovi ragazzi in lotta provano perciò una gratitudine che somiglia alla speranza. Qualcuno torna a pronunciare le loro parole con la serietà che loro stessi hanno perduto; qualcuno offre una nuova occasione a ciò che, nelle loro vite, si è accomodato senza troppo rumore. Meglio interrompere il racconto proprio nel punto in cui erano ancora pieni di speranze. Meglio incoraggiare, commuoversi, spiegare che i giovani hanno sempre qualcosa da insegnarci. Continua su InOltre. Il link nel primo commento.
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... e nemmeno uno Jonesco che gli preconizza uno studio notarile 👇
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Simone Bellandi retweeted
L’incommensurabile cialtrone.
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che la sola manifestazione di un grillide sia un'intollerabile ingiuria all'ordinaria intelligenza e al buon gusto è certo, ma non è malattia il grillidismo, il grillidismo è micidiale metastasi di un organismo già guasto e forse ormai incurabile
Un grillopiteco che fa una figura di melma grossa come il Superbonus davanti ad una Alessandra Sardoni esterrefatta. Il M5S è la più grande sciagura capitata all’Italia repubblicana.
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Il sindacato CGT voleva censurare questo straordinario reportage, "Au cœur des violences", sulle sommosse. I sindacati che dovrebbero difendere il mestiere di giornalista sono ormai strumenti di censura e di propaganda politica. Da vedere e rivedere. Si capisce molto bene perché non volevano che andasse in onda
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Il presente e futuro dell’🇮🇹 è a zoccole per lo spreco di soldi pubblici: Baby pensioni. Dip. pubblici con le palle al sole con 14,5 anni di contributi. 200 mld per il polistirolo. 97 miliardi di interressi all’anno. E gli imbecilli spaccano la vetrina di Louis Vuitton.
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Ho sentito degli scaffali vuoti dei supermercati nel sud Italia, causa lo sciopero degli autotrasportatori. Allora com'è stata la breve esperienza del comunismo reale?
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l'odiosa violenza neoliberista
Atac è costata 12 miliardi di euro pubblici in 15 anni. Atac è controllata dal Comune di Roma. Atac gestisce il trasporto pubblico su Roma senza avere fatto una gara. Atac ha un assenteismo del 15%. Ma in Italia la spesa pubblica non è mai abbastanza.
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il dibattito monopolizzato dal rapper: la consacrazione pubblica della coincidenza tra trasgressione e conformismo, tra provocazione e perbenismo, tra zelo civico e vandalismo
Non solo Marracash, da Ghali a Kid Yugi: la voce dei rapper sugli scontri a Milano ebx.sh/BtvUd6
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Conciso fino alla secca laconicità, fulminante fino alla letalità: caustico irriverente dissacrante I "controcorrente" si scrivono così
Qua siamo nel 1921. A Livorno. C'è il congresso. Vediamo che fanno Bordiga e Gramsci. E chissà se Menotti Serrati rimane. Sai niente, @nomfup?
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Voi mi vorreste fare vedere che ragazzini di 14 anni scendono in piazza per protestare contro il carovita? Ma 'sti cessi non sanno manco quanto cazzo costa un kg di pane Andate a fanculo
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Simone Bellandi retweeted
Quindi c'è questa tizia che attraversa il centro di Milano che sta attivamente disgregandosi in tempo reale. Lo intuiamo perché le vetrine non sono semplicemente rotte, presentano complessi pattern di frattura a ragnatela come se qualcuno avesse applicato la teoria della rottura dei materiali a una boutique di via Montenapoleone. I cassonetti bruciano con quel fumo nero e denso che non è solo tossico ma palesemente tossico, nel senso che anche un bambino di sei anni capirebbe di non doverci respirare dentro. Avanzando, la sua traiettoria di pedone interseca quella di un contingente del Reparto Mobile; uomini stivati in tenute antisommossa, caschi in policarbonato, scudi trasparenti e un tasso ematico di adrenalina che, a occhio, si colloca da qualche parte tra l'elevato e in attesa di autorizzazione. In quel presidio la tizia scorge qualcosa che, chiaramente, richiede di essere segnalato. Schivando i sanpietrini tra le volute di gas lacrimogeno si fa quindi largo con la determinazione di una cliente che, mentre il ristorante viene evacuato per un principio di incendio, continua a pretendere che le venga ricalcolato lo sconto del 15% sulla seconda bottiglia di acqua frizzante, . Affronta quindi i "caschi blu" per scagliare con la sintesi di una recensione TripAdvisor lasciata alle 3:17 del mattino, il seguente quesito: "Senta, scusi, ma perché non prendete le generalità, come si fa con le persone civili, come d’uopo fare?". La locuzione riesumata direttamente dal diritto amministrativo sabaudo resta sospesa nell’aria satura di gas e produce una frattura nell’ordine delle priorità umane. Per una frazione di secondo persino il saccheggiatore intento a far passare un televisore OLED da 85 pollici attraverso ciò che resta di una vetrina sembra esitare, come se quel singolo snodo lessicale avesse introdotto nel campo di battaglia una complicazione cognitiva superiore a quella richiesta dal semplice trasporto dell’elettrodomestico. Ciò che tormenta la donna è un vulnus procedurale. Che dev'essere quella capacità di attraversare la realtà con gli occhi perfettamente aperti e non registrare nulla finché qualcosa non assume la forma di una fila saltata alle Poste.
Replying to @AssiaVonNeumann
Ehm, super crossover, temo. Al di là di ogni aspettativa. 🤣
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