Io non so cos’ho pubblicato o a cosa ho messo like, ma ho tipo tre visualizzazioni su ig.
Scusa Meta, io ho un lavoro vero, non mi servono le tue visua per campare, potresti dividere l’algoritmo?
Tutte quelle che si stanno lamentando che non è vero che é riccia, non hanno idea di cosa significhi avere i capelli lisci.
Puoi fare tutte queste cose e aggiungerne 100 e alla fine avrai i capelli sporchi.
E lisci.
Ovunque io mi trovi, se vedo delle batterie in offerta, io devo comprarle.
Ho un cassetto pieno zeppo di batterie AA e AAA.
Adesso ho capito: la colpa é di questi due e di mio padre che mi ricordava che costavano un botto e di stare attenta.
Poi dici i traumi.
90’s girl
Ste cazzo di stagioni da mezza puntata, Shonda avrebbe cambiato otto presidenti in mezza stagione
What do you mean I have to wait ANOTHER YEAR to witness the downfall of Grace Penn?! 😭😭😭💀 #TheDiplomat
Oggi i miei hanno fatto 47 anni di matrimonio.
Mia madre delusa perché non si ricorda più che cosa hanno mangiato e nessuno ha pensato di conservare il menù.
Ecco da chi ho preso.
Da noi fa fatica perché ci piace studiare vassalli valvassori e valvassini ogni tre anni ma fare un po’ di politica internazionale proprio non ci piace.
Nel silenzio (quasi) generale, su Netflix è arrivata la quarta stagione di The Diplomat, la serie creata da Debora Cahn (The West Wing, Grey's Anatomy, Vinyl, Homeland). Ed è un peccato che non se ne stia parlando. Perché è una delle cose migliori prodotte e distribuite negli ultimi anni. Non solo su Netflix, ma in generale. Cahn ha trovato una chiave di lettura interessantissima e, allo stesso tempo, estremamente attuale.
La protagonista di The Diplomat è l'ambasciatrice americana nel Regno Unito, interpretata da Keri Russell; tutto quello che fa - gli incontri, le discussioni, i tira e molla politici - rimane perfettamente in equilibrio con la sua vita privata. E questo, attenzione, non significa mortificare il racconto o banalizzarlo, concentrandosi unicamente sugli elementi più leggeri e superficiali. Significa, al contrario, trovare il giusto punto di accesso tra due dimensioni: una più piccola e privata e l'altra più grande e politicamente rilevante.
Il personaggio di Russell crede ancora in una certa idea di buona politica e si impegna costantemente per sostenerla e difenderla. Suo marito, interpretato da uno straordinario Rufus Sewell, è più cinico e irruento: manipola gli altri - compresa la moglie - per raggiungere i suoi obiettivi. Nelle ultime due stagioni, è diventato vicepresidente degli Stati Uniti e anche questo elemento gioca un ruolo fondamentale all'interno dell'universo narrativo creato da Cahn. I nuovi episodi ne sono una dimostrazione.
Il racconto si restringe e si dilata, e poi si restringe di nuovo. La crisi matrimoniale dei due protagonisti, il rapporto con la presidente degli Stati Uniti (Allison Janney), gli scontri politici nel Regno Unito, la fiducia tradita e i dubbi del nuovo primo ministro (Jodie Whittaker): The Diplomat si divide quasi equamente tra grande scrittura e grandi prove attoriali (il marito della presidente degli Stati Uniti, il first gentleman, è interpretato da Bradley Whitford). Ogni volta che esce una nuova stagione ne parlo. E nel mio piccolo provo a darle un po' di visibilità. Altrove, nel Regno Unito e in America, la serie va benissimo. Qui da noi, invece, fa più fatica. E come dicevo prima: è un peccato.
Foto di Nick Wall, Netflix.
Non vedo l’ora di finirla con sti cazzo di mobili per tornare a regalarmi qualcosa di carino ogni tanto.
Non faccio altro che pagare bollette e rate all’ikea.
E i cioccolatini.
Perché la signora non ha idea di quanto costi il cioccolato oggi.
Raga io mi calo la qualsiasi al primo accenno di dolore, forse sono australiana
Replying to @allie__voss
But a lot of the Euros have adopted a weird sense of pride in suffering because they refuse to fix solvable problems, and this doesn't just apply to ibuprofen

























