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اسرائیلی فوج ایک فلسطینی بچے کو زبردستی اغوا کرتے ہوئے
افسوس کی بات ہے اسرائیلی فوج کے مظالم فلسطینیوں پر روز بروز بڑھتے ہی چلے جا رہے ہیں اللہ تعالیٰ فلسطینوں پر اپنا رحم فرما🇵🇸
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Bakari Sako, indagato il barista che non fece entrare il bracciante agonizzante: «Ha protetto uno del branco» trib.al/Y0TPT88
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Bande di israeliani attaccano e devastano negozi palestinesi nella Città Vecchia di Gerusalemme.
Poi dicono che cresce l'antisemitismo...
Mi fa schifo tutto questo, ma ancora di più mi fa schifo chi si gira dall'altra parte, chi fa finta di non vedere.
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A Loosdrecht (Olanda) va in scena l’orrore nero. 400 fascisti assaltano e incendiano un centro migranti, bloccando i vigili del fuoco per impedire i soccorsi. Metodi squadristi che rievocano la ferocia dei rastrellamenti nazisti. #matrice
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Tornano i #desaparecidos. Grazie al lavoro da premio Nobel degli antropologi forensi dell’EAAF sono 29 gli identificati del campo di concentramento La Perla, Cordoba.
Edelmiro, Carlos, Víctor, Graciela, José Luis, Rosa, Adrián, Ester, Marta, Néstor, Luis, Noemi, Silvia, Gustavo…
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Taranto, omicidio di Sako Bakari
Confessa il quindicenne
La vittima cercò aiuto in un bar, dove, vigliaccamente, venne respinto
L’ombra dell’agguato razzista
Cesare Bechis, @Corriere
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سفير إسرائيل لدى الدنمارك يحتج على انتشار هذا الفيديو دعونا نجعل هذا ينتشر في جميع أنحاء العالم
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Un brano della riflessione di Anna Foa su "La Stampa". È spiegato il senso del "suicidio morale" di #Israele. Uccidere bambini, donne, anziani indifesi; ordinare a soldati dell' IDF di compiere dei crimini contro l' umanità, è segnare la decadenza morale di uno Stato.
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Il giornalista americano @NickKristof scrive sul New York Times:
“Ho documentato i numerosi casi di stupro e altre violenze sessuali subite da detenuti palestinesi, uomini e donne, da parte della polizia carceraria israeliana.
Le numerose vittime di queste aggressioni era state minacciate e gli era stato intimato di NON parlare di ciò che avevano subito – a volte veniva loro detto che sarebbero state uccise o violentate se avessero rilasciato interviste – ma hanno trovato il coraggio di farlo.
Un uomo ha raccontato di essere stato violentato tre volte in un solo giorno in una prigione israeliana…la terza volta dopo aver cercato di protestare.
Una giovane donna ha detto che le guardie entravano all'inizio di ogni turno, la spogliavano e abusavano di lei. Un'altra ha riferito che le sono state mostrate foto di lei stessa mentre veniva violentata e che le è stato detto che sarebbero state rese pubbliche se non avesse collaborato con i servizi segreti israeliani.
Persino tre bambini che erano stati detenuti mi hanno raccontato di aver subito abusi sessuali.
Qualsiasi sia la nostra posizione sul Medio Oriente, dovremmo essere in grado di concordare sull'essere contro gli stupri.
Le aggressioni sessuali sono state orribili quando le donne israeliane sono state prese di mira il 7 ottobre, e sono altrettanto orribili quando le autorità israeliane le usano [sistematicamente] contro i palestinesi giorno dopo giorno dopo giorno.
Dovremmo essere in grado di trovare un terreno comune nell'opporci allo stupro...”
This is a hard article to read, but I hope you'll do so. I've spent some time reporting on widespread rape and other sexual violence of Palestinian male and female prisoners by Israeli authorities, and the article is now published. The assault victims were warned not to give speak of what they endured -- they were sometimes told they would be killed or raped if they gave interviews -- but they found the courage to do so. One man described being raped three times in a single day in Israeli prison, the third time after he tried to protest. A young woman said the guards would come in at the beginning of each shift and strip her naked and abuse her. Another reported that she was shown photos of herself being raped and warned they would be released unless she cooperated with Israeli intelligence. Even three children who had been detained told me they had been sexually abused. Look, whatever our position on the Middle East, we should be able to agree on being anti-rape. Sexual assaults were horrific when Israeli women were targeted on Oct. 7, and they're equally horrific when Israeli authorities use them against Palestinians day after day after day. We should be able to find common ground in opposing rape. Here's a gift link to the article: nytimes.com/2026/05/11/opini…
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Storia di un uomo che insegnava ai bambini a sognare🧵
Khaled Daoud, 67 anni, insegnante, una vita dedicata ai bambini del campo profughi di Dheisheh.
Nel 1994 fonda il Centro Comunitario Ibda'a: asili nido, scuole materne, scuola di musica, danza, arte, informatica, calcio, pallavolo femminile.
Il Certro Ibda'a è gratuito, vive grazie alle donazioni dei palestinesi all'estero.
Poi accade uno splendido imprevisto: il talento dei bambini travalica i confini.
I video delle esibizioni dell'orchestra dei bambini di Ibda'a e della compagnia di danza diventano virali, ne parlano i media internazionali.
Teatri e festival musicali di mezzo mondo li invitano a esibirsi.
I sogni di bambini talentuosi nati in un campo profughi prendono forma.
Il clamore intorno ai bambini di Ibda'a infastidisce il regime di occupazione militare.
La narrazione dei bambini terroristi, ad uso e consumo degli idioti e razzisti occidentali rimbecilliti dalla propaganda complice, rischia di vacillare.
Bisogna correre ai ripari.
I militari dell'IDF irrompono nel Centro e arrestano Khaled.
Nei paesi civili si chiama sequestro di persona, in Israele detenzione amministrativa.
Nessuna accusa né processo.
Durante il trasporto in carcere, viene picchiato selvaggiamente. In prigione, più volte torturato.
Khaled è un uomo malato, soffre di una grave forma di artrite reumatoide e la detenzione aggrava la malattia.
Nel giugno del 2024, dopo sei mesi, viene rilasciato.
L'orrore sembra finito, invece è solo all'inizio.
A febbraio 2025 i militari irrompono di nuovo nel Centro, hanno un ordine di chiusura di sei mesi per "attività non autorizzate".
Il Centro Ibda'a è costretto a chiudere, potrà riaprire ad Agosto.
Agosto finalmente arriva, i bambini sono entusiasti.
Mancano pochi giorni alla riapertura quando ritornano i militari e arrestano nuovamente Khaled.
Detenzione amministrativa, nuovo sequestro di persona.
Khaled ha 67 anni, è gravemente malato, non è più in grado di compiere alcuna azione senza un aiuto.
Un carceriere sadico gli ordina di alzarsi dal letto senza l'aiuto dei compagni, sa che non è in grado, lo afferra e lo scaraventa a terra, Khaled cade a peso morto e si rompe i denti e due costole.
Trascorrono i mesi, perde 20 kg, ha un collasso.
Gli israeliani dispongo la scarcerazione ma Khaled non è in grado neanche di uscire dal carcere.
Chiamano un'ambulanza palestinese che lo preleva e lo conduce direttamente in ospedale.
Una sua cara amica attivista e giornalista israeliana si reca in ospedale, Khaled gli racconta l'inferno in terra, delle torture subite, delle umiliazioni, della privazione del cibo e delle continue percosse "persino i dottori nell'ospedale del carcere mi hanno picchiato".
Otto giorni dopo il ricovero, Khaled Daoud Al-Saifi muore.
L'amica di Khaled racconta la sua storia in uno struggente articolo pubblicato da Haaretz.
Al funerale, la pioggia battente si mescola alle lacrime di centinaia di bambini accorsi per l'ultimo saluto.
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Licenziato a sorpresa dal ministro Giuli, Emanuele Merlino era al centro della nuova macchina culturale di FdI.
Chi è davvero?
E cosa raccontano i suoi libri?
Ne parlo su Appunti di Stefano Feltri
open.substack.com/pub/appunt…
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Per questa indagine sugli stupri dei detenuti palestinesi, il giornalista del New York Times @NickKristof ha intervistato 14 civili palestinesi che sono stati violentati molte volte da soldati israeliani.
Alcuni davanti alle telecamere di sorveglianza.
Israele ha archiviato la denuncia contro i 5 soldati israeliani, 5 stupratori, che avevano violentato palestinesi davanti alle telecamere, i quali sono tornati in servizio nello stesso carcere dove avvengono gli stupri, e abusi sessuali mentre è in corso un'indagine penale nei confronti dell'avvocatessa militare israeliana che ha diffuso il video degli stupri.
Gli stupri sono una pratica diffusa e parte integrante del sistema di dominio coloniale israeliano e della supremazia razziale, che alimenta la violenza sessuale.
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Si comincia con un piccolo bivacco. Poi arriva un generatore. Poi le telecamere di sorveglianza e la recinzione. Fino a quando spuntano i fucili. E un’altra famiglia palestinese se ne va. Così nascono le colonie israeliane illegali. Leggi l'articolo di Nello Scavo, inviato a Gerusalemme buff.ly/7M0JMCm
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Sostituto Commissario Mingherlino e candidata locale di @FratellidItalia in manette ad #Imperia! Secondo Procura per "facilitare" rilascio permessi soggiorno, #mazzetta da 5.000 euro! Sequestrati 267.000 euro in contanti! Così gestiscono #migranti i porci che avete eletto!MERDE!
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Bracciante ucciso a Taranto da un gruppo di minori per "futili motivi". Un 15enne ha sferrato i fendenti mortali. Cinque i fermi disposti per l'omicidio di Bakari Sako, quattro hanno tra i 15 e i 16 anni #ANSA ansa.it/sito/notizie/cronaca…
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🔴Berlin’de Polisin Sert Müdahalesi: O Öpücük Dünyaya Mesaj Oldu
Berlin polisi tarafından gözaltına alınan Filistin destekçisi genç kız ile onun yaralı kolunu öperek teselli eden yaşlı kadının görüntüsü sosyal medyada gündem oldu.