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La Formula 1 torna in Africa dopo 37 anni: si correrà in Ruanda. Dai diritti violati alla crisi umanitaria: le ombre sull’accordo
ilfattoquotidiano.it/2026/10…
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Venti anni fa, Anna Politkovskaja, attivista per i diritti umani, giornalista e autrice, venne uccisa con quattro colpi di pistola nell’ascensore del condominio dove abitava. La sua colpa? Aver cercato e raccontato la verità. Venti anni dopo, in Russia le persone che provano a dire la verità vengono perseguitate, incarcerate, minacciate…ma il ricordo di Anna continua a dar forza alle nuove generazioni di giornalisti e attivisti in tutto il paese.
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Canada, questa notte.
Negli spogliatoi c’è un ragazzo con la canotta da basket dell’Italia che piange.
Si chiama Filippo Carossino.
Nel 2007 stava camminando in una zona pedonale, quando un’auto lo ha investito schiacciandolo contro un cancello.
Perde per sempre le gambe.
Una vita distrutta a soli 14 anni.
Il basket diventa un’ancora di salvezza e una missione.
Oggi Filippo è uno dei migliori giocatori al mondo di basket in carrozzina.
In Italia è una leggenda: con la maglia della Briantea Cantù ha vinto 22 trofei.
Ma questa notte ha fatto qualcosa di ancora più grande.
Per l’ennesima volta ha trascinato l’Italia, ed è stato l’MVP della vittoria in semifinale contro la fortissima Gran Bretagna.
Per la prima volta nella storia l’Italia giocherà la finale dei Mondiali.
Lui, Papi, Topo, Pedron, Giaretti, Sbuelz, Ghione, De Maggi, Raourahi, Saaid, Boganelli, Benvenuto, e coach Fabio Castellucci, domani sera disputeranno la finale per l’Oro contro l’Australia.
In queste lacrime c’è l’essenza di questo sport.
C’è perseveranza.
Ci sono ricordi.
Ci sono gli incubi del passato.
C’è sofferenza.
C’è passione.
C’è determinazione.
C’è gioia.
C’è un sogno che si realizza.
(📸 @FIPIC)
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Dignità significa riconoscere il valore di ogni persona.
È il fondamento dell'uguaglianza, della non discriminazione e di una società in cui ciascuno possa esprimersi liberamente. Un impegno che continua, ogni giorno.
#Unar
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Quest'uomo da 14 anni non scende dal podio in uno degli sport più concorrenziali che esistano.
Senza dubbio uno dei più grandi atleti dello sport italiani.
Greg Paltrinieri.
#Paris2026
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Chiara Pellacani è diventata la prima tuffatrice di sempre a vincere cinque medaglie d'oro nella stessa edizione degli Europei 🤯
Per lei è anche un ritorno sul tetto d'Europa nel sincro dai 3 metri: il primo titolo arrivò otto anni fa, a Glasgow 2018, in coppia con Elena Bertocchi 💙
#EuropeanAquatics #Paris2026 #Pellacani
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✍️ Appunti di viaggio
Si parla sempre troppo poco di queste ragazze italiane.
Campionesse in cima al mondo. Luce autentica che ancora esiste, anche se spesso viene oscurata e dimenticata in fretta.
Tra loro una fuoriclasse.
Un esempio splendido per lo sport italiano che spesso fa fatica a uscire dal monopallone.
Chiara Pellacani è studio, disciplina, sacrifici e forza di volontà. È molto più di un doppio oro in un giorno. È un modello pieno di visione, tra laurea, master e medaglie.
Gigante, con il suo 1,55 m e 53 kg. Da quando era una bambina ha cominciato a volare nell'acqua. Il sogno. Pieno di motivazioni e traiettorie oniriche. A 23 anni è tra le migliori tuffatrice al mondo, sta scrivendo la storia, ma non si è fermata ai titoli sportivi. Una laurea in psicologia a Miami, dove ora sta per completare il Master in managment dello sport.
Un modello scolastico, andare oltre, sempre. Se lo vuoi non è mai una rinuncia.
Il valore del lavoro duro.
Nel college di Miami, dalla mattina alla sera, ogni giorno mette dentro allenamenti e studi nel campus. Trovando il tempo per vincere anche i titoli NCAA, con un livello altissimo in Usa, sia a livello individuale che a squadre.
Il papà, Giampaolo, è un bravissimo giornalista a La7. La mamma le ha lasciato la libertà di inseguire i sogni.
I genitori tracciano il DNA, Jannik ce lo ricorda spesso.
Questa è l'Italia più bella. L'immagine meravigliosa del valore dello sport come modello per le nuove generazioni.
✍️ Angelo
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"Ho dato la mia medaglia a mia madre perché la merita più di chiunque.
Correvo veloce in campo, ma lei ha corso molto più di me nella vita”
La mamma di Nico Williams, María Comfort Arthuer, dal Ghana ha attraversato Burkina Faso,Mali e Algeria e poi il deserto del Sahara a piedi.
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Molto più di una signora di quasi 93 anni che corre. È una storia, quella di Emma Mazzenga, che ispira, emoziona e ricorda che lo sport è vita.
Qui il video 👉 instagram.com/reel/DasT9Hrqs…
#storiedisport
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"Ecco perché quest’anno non sarò presente alla Coppa del Mondo" bit.ly/4vhNiPM
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Mentre, tra mille polemiche, iniziano i mondiali di calcio, uno dei commentatori sportivi più popolari in Tunisia è ridotto al silenzio e non da oggi bit.ly/4uwHS1Z
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Mia riflessione sulla Coppa del Mondo 2026. Buona lettura.
I Mondiali dell’esclusione articolo21.org/2026/06/i-mon…
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Si comincia con un piccolo bivacco. Poi arriva un generatore. Poi le telecamere di sorveglianza e la recinzione. Fino a quando spuntano i fucili. E un’altra famiglia palestinese se ne va. Così nascono le colonie israeliane illegali. Leggi l'articolo di Nello Scavo, inviato a Gerusalemme buff.ly/7M0JMCm


























