Per un futuro più democratico, laico, europeo, antiproibizionista. #ScriviS47 e donaci il tuo 2x1000!

Via Angelo Bargoni 32/36, Roma
Joined May 2010
Dona il tuo 2x1000 a Radicali Italiani, scrivi S47 nella tua dichiarazione dei redditi! 🌹 Per info: radicali.it/2x1000/
1
1
10
2,723
Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi, trentunenne, cresciuto nella periferia romana, viene arrestato per possesso di sostanze stupefacenti. Una settimana dopo è un cadavere: il corpo martoriato, coperto di ematomi, spirato mentre era sotto la custodia dello Stato. Su questa vicenda si è detto molto e, quando sarebbe stato doveroso parlare, troppo poco. Il silenzio delle istituzioni e della politica fu complice della morte di un cittadino fragile, con problemi di tossicodipendenza, affidato proprio a chi avrebbe dovuto proteggerlo. Ma questa storia ci insegna anche altro: non vi fu una mela marcia, un singolo violento. A essere marcio era il sistema. Medici legali, avvocati, magistrati, giornalisti, politici, e infine gli esecutori materiali, i carabinieri condannati per aver picchiato fino alla morte un ragazzo che lo Stato avrebbe dovuto tutelare. Non si trattò di “sbirri”, né di singoli violenti che condannarono a morte una persona con gravi fragilità. Si trattò di un apparato che ha coperto, silenziato, occultato un omicidio compiuto da uomini con la divisa, che rappresentavano lo Stato. È, inoltre, la prova provata di ciò che era, ed è, il nostro sistema di privazione della libertà personale: una macchina che produce morte, una fucina di sofferenza e angoscia. Stefano è morto di proibizionismo, non di droga, come qualche ministro ha ripetuto, senza vergogna alcuna, ai microfoni dei cronisti. La sua memoria, per quanto tragica, è preziosa perché ci consegna una verità amara: quando lo Stato indossa il cappio del boia, non ha nome né cognome, ma solide fondamenta istituzionali, amorali, per uccidere chi dovrebbe proteggere. Stefano, e con lui gli anonimi, gli sconosciuti, gli ultimi morti tra le mani dello Stato, vivono ancora.
2
8
232
«Ora lo Stato deve dare una risposta chiara», dichiara Giorgia Meloni dopo gli scontri di Milano. Presidente, una domanda: dopo quasi cinque anni di governo, sei decreti sicurezza, nuovi reati e pene sempre più severe, gli italiani sono davvero più sicuri? La risposta del Governo è sempre la stessa: nuove strette, più carcere, più repressione. Mai una riflessione sul fallimento delle politiche adottate. Ora nel mirino finiscono anche i minori: pene fino a cinque anni, responsabilità economiche per i genitori e una presunzione di imputabilità che rischia di ignorare le condizioni individuali dei ragazzi. Un minore che sbaglia deve rispondere delle proprie azioni, ma deve soprattutto avere la possibilità di essere recuperato. Servono prevenzione, educazione e reinserimento, non scorciatoie punitive. E poi 500 militari aggiuntivi, con poteri ampliati nella gestione delle manifestazioni. Una scelta che solleva interrogativi gravissimi sul confine tra sicurezza e libertà democratica. La violenza va condannata, la rabbia va lenita, ma non il diritto di manifestare non può diventare un problema di ordine pubblico da reprimere. Continuare a inventare reati per ogni emergenza non significa governare, ma nascondere dietro la propaganda l’incapacità di affrontarne i problemi.
1
5
384
La battaglia contro la tassa etica continua, oltre alla pressione parlamentare, anche nelle sedi giudiziarie. Non ci fermeremo!
1
7
423
Radicali Italiani retweeted
“No, gentile taxista, sono impossibilitata a supportarti anche nell’evadere il fisco, direi che subire la tua casta di licenze a numero chiuso è il massimo che posso fare per te 🥰” Valentina Callegaro ci riporta un obbrobrio che ancora oggi si può trovare su un taxi di Bergamo.
9
32
3
314
5,063
Radicali Italiani retweeted
Il sistema pensionistico italiano oggi è insostenibile. Serve agire, per il nostro futuro.
25
12
4
145
4,797
Chi vive l'Iran, o lo ha vissuto, sa cosa significa la parola “repressione”. Lo sanno soprattutto i ragazzi che lo scorso inverno sono scesi in strada a Teheran e nei principali centri del Paese per protestare contro un regime criminale che li schiaccia sotto il peso della dittatura. Ma nessuno, forse nemmeno gli iraniani stessi, avrebbe immaginato che gli ayatollah potessero spingersi a tanto: una violenza e un'intimidazione tali da rendere normale la pena capitale per un post sui social. Dall'inizio delle proteste, le ONG denunciano migliaia di morti e oltre 50mila arresti. Tra questi c'è Najmeh Amini, 23 anni, studentessa di contabilità, rinchiusa nel carcere di Vakilabad per aver preso parte alle manifestazioni. Dodici anni di reclusione però, per il magistrato, non bastavano: Najmeh è stata condannata a morte per "toni blasfemi" contro Maometto in un post. L'art. 262 del codice penale iraniano, infatti, prevede la pena capitale per chi insulta o dileggia il Profeta. Ma non ci facciamo illusioni sul vero capo d'accusa. Najmeh, che porta lo stesso cognome di Mahsa Amini (la 22enne morta nel 2022 dopo l'arresto da parte della polizia morale, scintilla delle proteste di "Donna, vita e libertà"), non rischia la forca per una presunta blasfemia, ma per la sua sete incolmabile di libertà. Le organizzazioni umanitarie lo ripetono: dalle proteste di gennaio, la pena capitale è sempre più usata come arma di repressione del dissenso e di intimidazione collettiva. Per questo chiediamo agli organismi competenti, dalle istituzioni nazionali a quelle internazionali, di agire subito per salvare Najmeh e tutti i cittadini perseguitati dal regime. Non restiamo in silenzio. Libertà per il popolo iraniano.
2
9
1
41
805
Per Giuseppe Conte fermare le bombe ucraine è come fermare quelle russe. Peccato che le bombe ucraine oggi servano a colpire raffinerie e postazioni militari, quelle russe a colpire scuole. Se togliamo le armi all’Ucraina finisce l’Ucraina, se togliamo le armi alla Russia finisce la guerra. È facile.
14
30
4
144
4,577
Radicali Italiani retweeted
Le poste. Mentre USA e Cina investono centinaia di miliardi in IA e nuove tecnologie noi siamo ancora all’incubo delle Poste, pratiche estenuanti e una digitalizzazione vera di tante procedure ancora lontana.
9
3
1
55
2,284
La legge 40 continua ad erigere un muro tra l'Italia e il progresso scientifico, comprimendo le libertà individuali e il diritto all'autodeterminazione. È tempo di abbattere quel muro, superare l'oscurantismo normativo e restituire al nostro Paese il coraggio di scegliere la libertà, la scienza e il futuro.
1
4
13
523
Inutile osservare il tutto con stupore. Il tradimento americano è servito, apparecchiato sul tavolo delle trattative da cui Kyiv viene, ancora una volta, esclusa. Un copione fatto di umiliazioni, viltà e concessioni indebite a Mosca. La sequenza la conosciamo bene: va in scena da quando alla Casa Bianca siede Trump. Dopo aver annunciato l'accordo per l'acquisto di nuovo diesel made in Russia, il Presidente americano, probabilmente in preda del suo ego, ha proclamato via Truth un "cessate il fuoco energetico" tra Russia e Ucraina, con "effetto immediato". In teoria, Kyiv dovrebbe smettere di colpire le raffinerie russe e Mosca dovrebbe smettere di colpire le infrastrutture energetiche ucraine. Ma la pratica è ben diversa dai sogni di gloria del Tycoon, che in campagna elettorale giurava ogni giorno di chiudere la guerra in 24h. Passano infatti poche ore dall'annuncio social e la Russia bombarda la centrale termoelettrica di Kharkiv, la linea elettrica ad alta tensione di Kyiv, l'impianto energetico di Žytomyr. Non proprio un buon inizio. Per di più, le rispettive cancellerie fanno sapere di non essere al corrente di alcun accordo: servirebbero clausole e garanzie messe nere su bianco, per qualunque tregua, anche momentanea. In soldoni: Trump, in un ennesimo attacco di mitomania, la tregua se l'è scritta da solo e l'ha pubblicata su Truth. Farebbe ridere, se non fosse tremendamente tragico. Quella americana non è un'inversione di rotta della politica estera, fondata su idee di libertà e giustizia. È il tradimento di quell'idea: l'abbandono di un Paese aggredito, svenduto in nome degli interessi personali di un gruppo di oligarchi. Per questo la giustizia per Kyiv non può e non deve passare da questi soggetti. Potrà realizzarsi solo se il diritto prevarrà sulla legge del più forte: Putin alla Corte penale internazionale.
8
246
Radicali Italiani retweeted
La nostra generazione deve fare gli Stati Uniti d’Europa. Deve avere il coraggio di completare il progetto che tante generazioni prima di noi hanno avviato.
7
8
82
1,339
Radicali Italiani retweeted
TRIONFA L’AMBIENTALISMO RAZIONALE IN UK: ANCHE I VERDI INGLESI CAMBIANO IDEA E APRONO SUL NUCLEARE GRAZIE AI GIOVANI IN ITALIA LA SINISTRA LO COMBATTE, LÌ ANCHE LABURISTI E SINDACATI SONO A FAVORE   Come per molti partiti simili, l’opposizione al nucleare era nel DNA dei Verdi inglesi. I “Greens” nascono negli anni ‘70 ai tempi del movimento ecologista. Hanno sempre lottato contro il mantenimento e l’espansione del nucleare in UK.   Solo nel 2024 i Verdi inglesi ancora lottavano per bloccare i cantieri   Grazie all’impegno dei giovani del Partito, oggi i Verdi cambiano identità. È una vittoria per tutti: per l’ambiente, per la Gran Bretagna e per le nuove generazioni. Il cambio di rotta dei “Greens” è l’ennesima prova di quanto un approccio scientifico e razionale al problema climatico sia ormai una necessità strutturale per le politiche europee. Per fare la transizione ci vogliono i numeri, e ad averlo capito non sono solo gli inglesi. Già da tempo sono favorevoli al mix energetico nucleare+rinnovabili anche i Verdi finlandesi e svedesi. Oltreoceano i Verdi Canadesi spingono per il prolungamento operativo delle grandi centrali.   QUANDO LA POLITICA HA CORAGGIO.   Tra l’altro, tra i mega-reattori di Hinkley Point e Sizewell C, il Regno Unito oggi vanta un record speciale: sta costruendo più nucleare di tutto il resto del mondo occidentale messo insieme. È praticamente assegnato anche il progetto di Wylfa: 3 reattori modulari Rolls-Royce da 470 MW ciascuno. Gli ambiziosi piani inglesi sul nucleare risalgono all’epoca delle amministrazioni Johnson e Sunak (conservatori), ma i leader Laburisti li hanno poi ripresi e sposati. Lo UK punta ad avere l’equivalente di 24 nuovi grandi reattori entro il 2050.   PIANI COSì AMBIZIOSI IN EUROPA NON SI VEDONO DA 50 ANNI   Per i sindacati britannici, il nucleare significa migliaia di posti di lavoro altamente specializzati e ben retribuiti. L'attuale sostegno del Partito Laburista all'espansione nucleare è in gran parte dettato dalla pressione dei sindacati, che spingono su SMR e megaprogetti. Questo sostegno bipartisan al nucleare in UK sta portando anche alla riforma delle regolamentazioni del settore, fondamentale per tagliare tempi e costi di costruzione. In Italia, la CGIL si oppone con forza al ritorno del nucleare. Questa posizione è triste: assegna un colore politico ad una fonte di energia e dimostra quanto il nostro sia ormai un Paese deindustrializzato. I veri progressisti dicono di SÌ al mix nucleare e rinnovabili. Serve il coraggio di fare!
2
19
1
117
1,763
Radicali Italiani retweeted
Attaccare la Corte Penale Internazionale significa tentare di distruggere uno degli ultimi strumenti di giustizia internazionale. Ora l’UE deve scegliere: impedire che le sanzioni americane paralizzino l’attività della CPI in Europa oppure assistere al progressivo smantellamento della giustizia internazionale.
1
4
186
Radicali Italiani retweeted
Una legge elettorale sfacciatamente anticostituzionale nello spirito, che trasforma il diritto di partecipare alle elezioni in un privilegio concesso dai partiti. Parliamo di una legge che è insulto agli articoli 3, 49 e 51 della Costituzione e che mira a conservare la partitocrazia, ostacolando la partecipazione democratica dei partiti non presenti in parlamento, con un premio di maggioranza fuorviante e dei meccanismi che disinnescano il gioco democratico. Una legge incostituzionale nella sostanza e anticostituzionale negli effetti. Mattarella non firmi!
8
1
3
9
1,339
In Italia, nel 2026, per entrare in Parlamento servono fino a 450.000 firme. Lo stabilisce lo Stabilicum, la nuova legge elettorale approvata oggi alla Camera con 227 sì e 164 no. La soglia di firme per le forze senza rappresentanza parlamentare sale da 1.500 a 6.000 per collegio. Chi siede già in Parlamento, anche con un solo eletto, è esentato. Chi vuole entrarci da fuori, no. Una sorta di presolgia di sbarramento che, in questi termini, rappresenta un vero e proprio attentato alla partecipazione elettorale. La stabilità di un governo non si costruisce escludendo pezzi di rappresentanza, ma con una politica fatta per i cittadini, fondata sulla responsabilità. Quello che lo Stabilicum restituisce non è stabilità alla politica: è stabilità a chi sta già dentro. A scapito, ovviamente, di chi prova a entrarci. In un Paese libero, si compete. Non si sbarra la porta prima ancora di bussare.
2
29
794
Radicali Italiani retweeted
20 anni fa veniva assassinata Anna Politkovskaja. Aveva raccontato al mondo ciò che molti non volevano vedere: il regime di Putin era un male che non sarebbe rimasto confinato dentro i confini nazionali. Cecenia. Georgia. Ucraina. È la scia di sangue con cui il regime di Putin ha inciso il proprio nome nella storia. Dopo aver soffocato la fragile democrazia nata in Russia dalle macerie dell’URSS, Putin ha rivolto lo sguardo verso i Paesi che avevano scelto la libertà e l’indipendenza. Con un’ossessione: riportare in vita un impero che la storia aveva sepolto. Quel sogno imperiale è diventato l’incubo di milioni di persone. Ed è già costato centinaia di migliaia di vite. Ma dove i missili non arrivano, il Cremlino combatte con altre armi: la guerra ibrida e la manipolazione dell’informazione. L’obiettivo è colpire la democrazia nel suo punto più fragile: la capacità dei cittadini di conoscere, comprendere e scegliere liberamente. Propaganda. Paura. Cyberattacchi. Interferenze elettorali. Il premier britannico Burnham ha annunciato un nuovo centro nazionale contro la disinformazione e le interferenze straniere. Intelligence, forze dell’ordine e piattaforme digitali insieme per rafforzare la resilienza del Paese e arginare quella che è stata definita una “marea velenosa” L’Italia è tra i Paesi più esposti. Deve dotarsi ora degli strumenti necessari per difendere la propria democrazia dalle ingerenze russe. Prima che sia troppo tardi.
1
14
1
91
1,477
«Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano». Bastano queste parole per racchiudere l'immensa testimonianza di Anna Politkovskaja, colpevole di esercitare un mestiere, quello del giornalista, che nella Russia putiniana rappresenta sovversione allo stato puro. Una sfida la potere che, come spesso accade nella Federazione, le costò la vita. Perché «l'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede». E lei ha visto e ha scritto. Ha messo nero su bianco, ne "La Russia di Putin", ciò che stava accadendo e che accade ancora. Fu il primo grido d'allarme lanciato all'Europa, la prima denuncia al mondo di ciò che solo oggi osiamo chiamare con il suo nome: un sistema criminale, deciso a demolire l'ordine democratico del continente. Era tutto sotto i nostri occhi, documentato per filo e per segno, tra le macerie della Cecenia e le aule dei tribunali militari della capitale. Anna Politkovskaja ci aveva avvisati. Tutti, per scelta, hanno girato la testa. Tutti tranne una persona: Marco Pannella, unico politico europeo ai funerali della giornalista, uccisa con quattro colpi di pistola nell'ascensore del condominio di casa sua. Vent'anni dopo, al Cremlino siede ancora lo stesso assassino. Per questo, dobbiamo raccogliere quella testimonianza, senza indietreggiare di un passo: agire e reagire di fronte all'ingiustizia, boicottare i dittatori, difendere le democrazie.
6
36
769
Radicali Italiani retweeted
Meloni sull’immigrazione? Fallimento totale.
2
4
37
1,001
Ieri, 5 ottobre, hanno ammazzato Alireza Sepahi. Aveva 25 anni. La sua unica colpa: essere un uomo libero, e aver voluto quella libertà per ogni cittadino del suo Paese. Per questo il regime iraniano ha deciso che doveva morire. Arrestato a Isfahan dopo le proteste di gennaio, secondo le testimonianze di organizzazioni umanitarie indipendenti Alireza fu colpito alle gambe, trascinato a forza nelle celle e torturato per settimane dagli agenti. L'accusa: gravi reati commessi durante gli scontri. Ma le prove non c'erano. E allora hanno provato la qualunque per strappargli una confessione. Stando a quanto raccolto dai media, hanno torturato sua madre davanti ai suoi occhi. Una madre seviziata per spezzare un figlio. Nonostante l'assenza totale di prove di atti violenti, il tribunale ha firmato comunque la condanna a morte. Il 28 luglio lo avevano già portato sul luogo dell'esecuzione, quando un malore lo ha costretto al ricovero. Alireza era scampato all'ictus, ma non al suo carnefice. Il boia ha solo aspettato che si rimettesse in piedi. Poco prima di essere ucciso ha sposato Mahshad Keshani, la donna che amava, a sua volta detenuta e condannata a cinque anni. Questa non è soltanto assenza di garanzie processuali, né, ci viene da dire, di umanità. È sadismo allo stato puro, una crudeltà fatta istituzione, una macchina di morte che divora i suoi stessi figli e li uccide per rieducare gli altri alla paura. Il mondo, nel mentre, tace. Ma noi non possiamo rimanere in silenzio di fronte l’ennesimo atto disumanizzante. Per questo ribadiamo: libertà per il popolo iraniano e giustizia per Alireza Sepahi.
2
13
49
1,114
Radicali Italiani retweeted
Nel 2025 per la prima volta in 10 anni tra i medici il numero di dimissioni ha superato quello dei pensionamenti. Con una crescita del 150% in solo un anno il numero di dimissioni volontarie dei medici del Sistema Sanitario Nazionale è salito a quasi 4.000, a fronte di poco più di 2.500 pensionamenti. Il problema principale sono gli stipendi, decisamente inferiori rispetto alla media europea, ma anche turni insostenibili, una mole insormontabile di carichi burocratici e addirittura le aggressioni (in aumento) nei reparti. Si possono guadagnare appena 1.800 euro nonostante turni di notte, festivi, domeniche e tutti i rischi che questa professione comporta? È normale che un Paese costringa persone estremamente professionalizzate a scappare all’estero per avere una paga dignitosa e adeguata? Per non parlare dello snobismo con cui sono tratti gli infermieri, categoria estremamente a rischio di cui ci siamo ricordati per un paio d’anni in pandemia salvo poi dimenticarcene una settimana dopo. È ora che si valorizzi davvero l’alta professionalizzazione di questi settori, i talenti e le competenze chi ha studiato anni e anni. Sempre più persone rinunciano a curarsi. Sempre più medici fuggono dal SSN. La sanità pubblica sta morendo, il governo se n’è accorto? Forse servirebbe aumentare i fondi stabili per il sistema sanitario nazionale. Forse si dovrebbe iniziare a sviluppare una vera sanità di prossimità che possa sgravare parte del peso sostenuto oggi dagli ospedali. Forse dovrebbe promuovere la formazione continua del personale, la digitalizzazione e l’innovazione in un settore in cui la ricerca è più che fondamentale. Forse… Invece in 4 anni tutto ciò che questo governo è stato in grado di fare sulla sanità è stato il semestre filtro a medicina. Inadeguati e incompetenti.
4
6
3
52
1,906