Al costo di suonare ripetitiva, o siete bot di estrema dx o questi tweet non si spiegano
Diocaro dimmi te se si deve “tirare la cinghia” prendendo lo stipendio medio nazionale che teoricamente dovrebbe permetterti di campare discretamente e pensare al futuro
Replying to @ddt_ovi
Io riesco a farcela con 1500€ al mese come tantissime persone.
Si tira la cinghia, non si spreca nulla e qualcosa di mette da parte
Basta volerlo
Tutto pur di non ammettere che sono l’unica generazione in secoli di storia che consegna ai loro figli un’economia e una società peggiore di come l’hanno avuta loro
Il confronto tra ventenni e boomer sui rispettivi stili di vita scatena sempre discussioni accese. Non andrebbe affrontato in modo così conflittuale: lo stile di vita odierno è decisamente meno frugale, ma non darei la colpa ai ventenni.
Basta considerare voci di spesa sconosciute o molto meno frequenti per i boomer:
• smartphone e piano dati
• internet e dispositivi tecnologici
• abbonamenti streaming
• acquisti impulsivi da influencer
• fast fashion
• skincare
• unghie e parrucchiere
• apericena, pizzeria, ristorante
• food delivery
• wellness, esperienze e palestra
• viaggi brevi
L’elenco non è colpevolista, evidenzia solo il “pedaggio” continuo di spese spesso non essenziali, rese tali per restare in società. Vivono in un’economia di abbonamenti e convenienza assente o minima per chi aveva vent’anni negli anni ’70-’90 o nei primi 2000.
In molti Paesi europei, e in Italia in particolare, salari d’ingresso stagnanti o bassi, precarietà e mercato immobiliare sfavorevole rendono queste spese proporzionalmente più pesanti.
Spesso sono sostenute, almeno in parte, dai genitori, rendendo il “distacco” critico date le retribuzioni attuali; e non è raro che i genitori continuino a pagare abbonamenti o spese consistenti (come l’assicurazione auto) per anni, con un vero trasferimento intergenerazionale.

































