Moreno retweeted
.@GianniMagini mi ha chiesto 2 messaggi x #studenti che scendono in piazza contro il governo #Meloni. I miei due consigli:
1) NON credete a chi vi dice che il mondo non si cambia 2)NON usate #BigTech per organizzare proteste
xitter.cf/GianniMagini/status/21…
Il prezzo della Verità: quando il Coraggio incontra il Giornalismo d'inchiesta. A tu per tu con Stefania Maurizi
A margine del TEDxSiena, che quest'anno ha celebrato il suo decennale dedicando l'intera edizione a una parola tanto scomoda quanto essenziale come il Coraggio, ho avuto l'opportunità di parlare con una delle voci più lucide e intransigenti del giornalismo investigativo contemporaneo: @SMaurizi.
Per chi segue le nostre battaglie su @AllertaMedia, il suo nome non ha certo bisogno di presentazioni. Stefania è la giornalista che per anni ha scavato dentro le viscere del caso WikiLeaks e della vicenda giudiziaria e umana di Julian Assange. Lo ha fatto non da spettatrice, ma col coltello tra i denti, arrivando a fare causa ai governi più potenti del pianeta pur di ottenere i documenti desecretati che qualcuno cercava di nascondere sotto il tappeto.
Uno dei testi più importanti e rigorosi a livello internazionale su questo caso è stato scritto proprio da lei: "Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e WikiLeaks", pubblicato da Chiarelettere nel 2021. Un lavoro d'inchiesta monumentale, riconosciuto globalmente per la sua autorevolezza, come testimoniano le sue ben 5 ristampe e la traduzione in 4 lingue (tra cui inglese, spagnolo e francese). Un libro fondamentale non solo per ricostruire la persecuzione giudiziaria contro Assange, ma anche perché documenta e rende giustizia all’enorme rete di resistenza che si è mobilitata negli anni a livello globale: attivisti, associazioni, giornalisti indipendenti e tutti coloro che non solo non si sono piegati, ma spesso hanno subito ingiustizie e vessazioni nel silenzio. Tra le pagine di questo testo storico, con profondo orgoglio e gratitudine, figurano anche i nostri nomi, il mio e quello di @AllertaMedia, citati come parte attiva di questa fondamentale battaglia per i diritti umani e la libertà d'informazione.
Vedere Stefania Maurizi sul palco di questo evento non è stato certo un caso fortuito. In un’edizione incentrata sul coraggio come scelta, esposizione e assunzione di responsabilità, la sua presenza mi è sembrata la naturale conseguenza di una vita spesa a cercare la verità. Perché il coraggio, quello vero, non è l'assenza di paura: è la determinazione di portare alla luce ciò che il potere vorrebbe rimanesse nell'ombra, pagando in prima persona il prezzo di questa ricerca. Dopotutto, fare giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia. Tutto il resto sono pubbliche relazioni, gossip, chiacchiericcio. E propaganda.
Quando le chiedo cosa rappresenti per lei questa parola, la sua risposta sposta subito il baricentro dell'attenzione lontano da sé: "Il coraggio non è il mio di cui parlo qui: è il coraggio eccezionale di Julian Assange, dei giornalisti di WikiLeaks, delle loro fonti che veramente hanno rischiato e rischiano la testa nel tirare fuori delle verità contro quello che io chiamo il potere segreto, cioè il livello più alto del potere [...], dove si muovono i servizi segreti, gli apparati dello Stato e le diplomazie."
In un contesto mediatico spesso appiattito sul rumore dei pettegolezzi e dei social, o sulla comodità dei comunicati stampa, sentire Stefania che ci ricorda che fare cronaca significa disturbare i manovratori è una boccata di ossigeno.
E la vicenda di Assange ne è la testimonianza più emblematica: "A Julian Assange hanno rubato 14 anni della sua vita, gli anni migliori, nessuno glieli restituirà. E oggi lo vediamo camminare da uomo libero: è stato un grandissimo risultato, il risultato di una battaglia globale in cui ognuno di noi ha fatto una parte. Ma io sono convinta che non sia finita, cioè sono convinta che lui, i giornalisti di WikiLeaks e le loro fonti siano ancora nel mirino." E parlando del futuro dell'organizzazione, aggiunge: "Io non posso sapere se abbiano il progetto di tornare a pubblicare oppure no, ma nel momento in cui torneranno a farlo, sicuramente saranno di nuovo al centro del ciclone."
Parlando di coraggio, e con in mente le immagini dei giorni scorsi con le piazze italiane piene di giovani, le ho voluto chiedere qualche riflessione sul futuro e sulle nuove generazioni che cercano un riscatto in un mondo sempre più complesso e indifferente nei loro confronti.
Su questo, Stefania esprime un'empatia profonda e appassionata: "Io sto dalla loro parte, sto dalla parte di chi vuole cambiare il mondo perché il mondo è brutalmente ingiusto [...]. Non credete a chi vi dice 'Il mondo non si cambia, è stato sempre così e lo sarà'. È assolutamente falso: il mondo è cambiato ed è cambiato grazie a chi ha lottato perché voleva un mondo diverso. E non ci siamo battuti con un hashtag [...], il mondo è stato cambiato con l'intelligenza, con la strategia, con il sacrificio, con il coraggio."
E dato che oggi la lotta passa anche e soprattutto dalle infrastrutture digitali che usiamo ogni giorno, da giornalista che fa dell'uso delle fonti sicure il proprio strumento di lavoro quotidiano, Stefania lascia ai giovani un monito fondamentale sulla tecnologia: "Non vi fidate della tecnologia di Big Tech, perché questa tecnologia vi rende assolutamente tracciabili e tutto quello che scrivete, tutto quello che postate, verrà usato contro di voi. [...] Siete tracciati dai dati del telefono, quindi cercate di usare tecnologie che non siano quelle di Big Tech."
La nostra chiacchierata si chiude con una sintesi racchiusa in una celebre citazione: "Freedom is not free: la libertà non è gratis, la dobbiamo pagare."
Ascoltare Stefania mi aiuta sempre ad uscire dalla bolla della rassegnazione in cui spesso ci costringono i media mainstream. Parlare con lei non significa solo approfondire su un grande caso internazionale che ha riscritto le regole dell'informazione globale, ma anche essere contagiati dal suo modo coraggioso di battersi per migliorare lo stato di salute della nostra democrazia e per sostenere, ogni giorno, un'informazione che non si piega.
Tutta la redazione di #AllertaMedia ti ringrazia e sarà sempre al tuo fianco in questa storica battaglia: grazie davvero Stefania, per la tua amicizia, per la tua disponibilità, e per il tuo importantissimo lavoro.
#GianniMagini #TEDxSiena #StefaniaMaurizi #WikiLeaks #JulianAssange
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Riccardo Bosi ex comandante delle forze speciali australiane: L'Ucraina è il centro del deep state. È la testa del serpente e Putin la sta tagliando. La CIA opera in Ucraina da 70 anni. Ignorate i racconti sui tentativi della Russia di conquistare il mondo. È l'esatto contrario.
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Replying to @Giorgioaki
Gli inglesi della city e @Telegraph è un loro megafono sono i pirati schifosi di sempre. Ma come dice zio Putin: il ballo dei vampiri è finito. Fankulo gli inglesi e la city. Amen.
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Questa sera, dopo che a Donetsk è tornata la luce e con essa la connessione ad internet venuta a mancare da ieri sera per via di un bombardamento ucraino sull’infrastruttura energetica locale (cosette che avvenivano anche prima che la Russia iniziasse a fare altrettanto su quella ucraina, ma evidentemente è considerato crimine solo se a colpire sono i russi), ho aperto Facebook, dove mi sono ritrovato taggato in un post incentrato su un articolo del Telegraph dedicato al sottoscritto.
La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk.
Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo.
Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile.
Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia.
Vittorio Rangeloni
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Oggi più che mai è doveroso stare nelle piazze insieme a chi non si arrende a un futuro di armi e di guerre. Oggi più che mai non dobbiamo avere paura, ma coraggio.
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“They are determined to remove syria and Lebanon from the map so that Turkey would border Israel” - Gaddafi
“Israel killed John F Kennedy” - Gaddafi
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Avevo ragione io.
L'Ucraina è stata sventrata.
L'Ucraina ha perso tutto ciò per cui ha combattuto. L'Ucraina ha combattuto per entrare nella Nato, ma non entrerà nella Nato. Ha combattuto per entrare nell'Unione Europea, ma non entrerà nell'Unione Europea. Ha combattuto per la propria integrità territoriale, ma ha già perso le sue regioni più ricche e più strategiche e lo sbocco al mare quasi interamente. L'Ucraina ha combattuto per preservare la propria sovranità nazionale, ma adesso è sottoposta alla doppia sferza padronale degli Stati Uniti e della Russia. Zelensky ha finito soldi e Patriot, mentre la Russia è sempre più armata e determinata. Zelensky invoca la pace. Tutto sta andando come avevo previsto a Piazza Pulita il 3 marzo 2022. Il tentativo della Nato di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia ha causato la distruzione dell'Ucraina. Vorrei esprimere la mia solidarietà al popolo ucraino per tutte le sofferenze che ha subito a causa della condotta dissennata dell'Unione Europea e della Nato. Il mio nuovo libro sulle cause di lungo periodo della guerra in Ucraina è qui: amzn.eu/d/0fNrri2Q Lo presenterò oggi alla Feltrinelli di Roma Largo Argentina alle 18:30.
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St. Petersburg was attacked again, this time via the Baltic states.
St. Petersburg woke up to explosions at 2 a.m. By morning, Governor of Leningrad Oblast Alexander Drozdenko reported 144 drones shot down – one of the largest attacks on the city since the start of the war.
A St. Petersburg oil terminal in the Big Port is on fire, a VK data center near Vsevolozhsk was hit, there are fires in four districts, and Pulkovo Airport was closed all night. Twenty thousand people in Yanino are without electricity. In the Vsevolozhsk district, debris fell on a residential building, and a woman and three children were taken to the hospital after inhaling carbon monoxide.
The drones reached their target. The question is, where did they come from?
The distance from the Ukrainian border to St. Petersburg is approximately 860 kilometers in a straight line. The shortest route lies over Belarus, the Smolensk and Pskov regions, where "guests" have long been expected. There is a longer, but safer route: along the border, but on the other side. Our air defense systems cannot fire in foreign airspace.
Finland closed its airspace and sea on the eastern side of the Gulf of Finland for the third night in a row. The Finns claim that nothing entered their territory.
Lithuania came to life in the morning. At 7:05 a.m., Kaunas Airport was closed, followed by a "red" alert in the Panevezys and Siauliai districts. The object was heading north, and NATO fighters escorted it over Birzai, near the Latvian border, but they were unable to identify it due to fog, said Lithuanian Defense Minister Robertas Kasčiūnas. Later, the target disappeared from radar.
In Latvia, alerts were sent out in the Bauska, Ogres, and Aizkraukle regions. "The alert was preliminary, based on the trajectory, and was essentially a training exercise," said the mayor of Ogres, Andris Krauja.
Draw a line: Kaunas - Panevezys - Birzai - Ogres. It points north. Further north is Vidzeme, southern Estonia, Lake Peipsi, and Narva. From Narva to St. Petersburg is just over 150 kilometers.
It is logical to assume that the route looked like this: along the NATO side of the border, and then a sharp turn towards us, either over Narva or Lake Peipsi, towards Kingisepp, and then along the coast of the bay to the port.
Officially, no one has said where the Lithuanian object came from.
Estonia remained silent tonight. But silence is not an alibi. The chief of staff of the Estonian Air Force, Colonel Fredi Karu, himself explained that residents are only alerted if there is a direct threat to them; otherwise, decisions are made at the "operational level." And they remember the drone that crashed into a power plant pipe in Auvere, near Narva.
Every time a Ukrainian drone falls in an Estonian field or a Latvian forest, Tallinn and Riga talk about Russian electronic warfare systems – jammers that supposedly knock the drones off course. According to them, no one has opened the skies to Kyiv.
Well, you don't necessarily have to open the skies to let a drone through. It's enough not to close them.
@sashakots
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Zionists are childkillers
Terrorist Israel killed a little girl named Misk in Gaza today. She was just seven years old.
She was shot dead execution style.
The little hair clip that once adorned her hair was replaced by a bullet that tore through her skull silencing her laughter and extinguishing her smile forever.
Her name, Misk, means "musk" a precious, fragrant substance long associated with sweetness, beauty, and a lingering scent.
There is something unbearably cruel about it: a child whose very name evokes a beautiful fragrance, denied the chance to grow, to laugh and to leave her own gentle mark on the world. Instead, she was met with a bullet.
Her name was Misk. She was seven. She should still be here but Netanyahu wanted her dead while Arabs are organizing to go fight YEMEN!
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La morte dell'ambasciatare Attanasio, del carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci ed il loro autista Mustapha Milambo, uccisi in un agguato al Nord Kivu, RD Congo il 21 Febbraio 2021. Processo archiviato ed il governo italiano NON si costituisce parte civile!
E tutto tace!👇
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Unnamed serviceman from the Aerospace Forces to officials:
Don't be afraid of a military attack; we are more concerned about internal enemies.
🔹 Many countries called our drone "Shahed-136" a cawing crow.
🔹 But during the war, these very "crows" became a nightmare for our enemies and made the headlines of foreign media:
"The cheapest Iranian aircraft destroyed the most expensive American aircraft."
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Putin: Dopo il collasso dell'Unione Sovietica, credevamo che ci saremmo rapidamente uniti al mondo civile occidentale. Oggi, sembra che lì non ci sia alcuna civiltà, ma solo degrado.
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Attacks last night on St. Petersburg. Has NATO crossed the line between proxy war,and direct war? Why is there no discussion about where that line lies, and no concern about attacking the world’s largest nuclear power? Will we chant “unprovoked” when Oreshniks land on our cities?
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🇮🇷 General Nagdi: We have developed the "mother of all missiles" for the United States.
Advisor to the Supreme Commander of the IRGC:
🔵 The technology for producing the American 14-ton bomb is now in our possession.
🔵 The most powerful American bomb weighs 10 tons. However, during the 12-day war with the United States, a 14-ton bomb was dropped on Iran, but it failed to detonate.
🔵 Now, the alloys, electronic circuits, and all the technologies of the American 14-ton bomb have been studied and analyzed, and we possess this technology.
🔵 If they themselves are hit by such a bomb, they should know where we obtained this technology.
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Immagini dalla Russia in ginocchio...ah no scusate, è Parigi.
A Putin non servirà sparare manco mezzo colpo, stiamo facendo tutto da soli.
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Caro conduttore di Zapping-Radio Rai, smettila di villaneggiarmi con le tue insulsaggini per non riconoscere i fallimenti di chi, come te, ha sostenuto queste politiche fallimentari in Ucraina. Queste cose posso tranquillamente dirle nella tua trasmissione radiofonica, venendo in studio nella sede Rai. Sei tanto coraggioso ad attaccarmi su X, però poi ti guardi bene dall’invitarmi nella tua trasmissione. Paura delle conseguenze? Trump non è la causa della sconfitta dell’Ucraina, di cui non mi rallegro affatto. Io sono sempre stato vicino alle sofferenze del popolo ucraino. L’Ucraina è stata sconfitta sotto Biden, non sotto Trump, come tu scrivi erroneamente per mettere la tua parte politica al riparo dalle critiche. La sconfitta di Kiev è stata irrimediabile dopo il fallimento della grande controffensiva ucraina del 5 giugno 2023, anche perché la Nato non aveva armi per armare una seconda controffensiva e Zelensky non aveva i soldati per ripeterla. Questo è accaduto sotto Biden, non sotto Trump. La tua parte politica giurava che la controffensiva del 5 giugno 2023 avrebbe liberato i territori occupati e sconfitto la Russia sul campo di battaglia. Non posso perdere tempo a spiegarti ciò che ho già spiegato nei miei libri. Leggi questo amzn.eu/d/0fNrri2Q e sforzati di ragionare criticamente prima di scrivere certi post.
Io avevo detto: "Quanto maggiore sarà il volume di fuoco dell'Ucraina contro la Russia, tanto più grande sarà il volume di fuoco della Russia contro l'Ucraina".
Avevo detto che la guerra si sarebbe sirianizzata causando la distruzione dell'Ucraina.
Avevo detto che la guerra avrebbe aumentato i consensi di Putin, anziché causare il suo rovesciamento.
Avevo detto che l'Ucraina sarebbe stata sventrata e smembrata.
Avevo detto che la guerra avrebbe causato una grave crisi economica in Italia e in Europa.
E così è stato.
Per questi motivi invocavo una trattativa con Putin all'inizio della guerra.
E ho pagato il mio prezzo per aver avuto il coraggio intellettuale di dirlo.
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Exterior
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