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Thread 🧵 with all the "Roses Have Thorns - Casualties of the Ukrainian Revolution" documentaries which are an ABSOLUTE MUST WATCH to have an idea what happened in Ukraine.
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Vova, you say absolutely NOTHING in an attempt to stay 'relevant'.
blah blah...I need money...I need interceptors...blah blah...I need US intelligence data...blah blah...Ukraine is winning...blah blah blah
Soon your empty tweets will start competing with Kaja Kallas's head!
I spoke with Marco Rubio @SecRubio, and it was a substantive conversation – focused on the issues that matter. I am grateful for his readiness to help and his clear position. First, ballistic missile interceptors, which are needed to protect lives. Second, early warning of Russian ballistic missile attacks, which is vital. Third, the situation with Starlink/Starshield, which needs to be restored. Of course, all of this comes against the backdrop of our diplomatic efforts to end this horrific war and the constant killing of people. We agreed to get in touch again soon for an update. Thank you, Marco, for the constructive discussion! Thank you to everyone in America who supports fair approaches!
So you look like a GIANT a$$hole (builders butt) each time Ukraine hits a data center?
My guess: it's not only when Ukraine hits data centers....
Pete Liquid Питик retweeted
So corrupt, pure evil -publicly calling for the annihilation of country of birth. In fact, Pahlavi hates the Iranian people deeply because they rejected his father the American CIA puppet faux ‘King of Kings’…
Pete Liquid Питик retweeted
⬇️⬇️‼️‼️MUST READ‼️‼️⬇️⬇️
It's in 🇮🇹, just hit 'translate'!
Questa sera, dopo che a Donetsk è tornata la luce e con essa la connessione ad internet venuta a mancare da ieri sera per via di un bombardamento ucraino sull’infrastruttura energetica locale (cosette che avvenivano anche prima che la Russia iniziasse a fare altrettanto su quella ucraina, ma evidentemente è considerato crimine solo se a colpire sono i russi), ho aperto Facebook, dove mi sono ritrovato taggato in un post incentrato su un articolo del Telegraph dedicato al sottoscritto.
La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk.
Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo.
Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile.
Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia.
Vittorio Rangeloni
Pete Liquid Питик retweeted
🧵 1/6 - NATO bureaucrats are panicking over 2029 defence plans, realising their imperial policing days are over. They must now prepare for a Russian conflict without American babysitting, scaling back ambitions from global interventions to mere survival....
🧵 1/6 - NATO bureaucrats are panicking over 2029 defence plans, realising their imperial policing days are over. They must now prepare for a Russian conflict without American babysitting, scaling back ambitions from global interventions to mere survival....
⬇️⬇️‼️‼️MUST READ‼️‼️⬇️⬇️
It's in 🇮🇹, just hit 'translate'!
Questa sera, dopo che a Donetsk è tornata la luce e con essa la connessione ad internet venuta a mancare da ieri sera per via di un bombardamento ucraino sull’infrastruttura energetica locale (cosette che avvenivano anche prima che la Russia iniziasse a fare altrettanto su quella ucraina, ma evidentemente è considerato crimine solo se a colpire sono i russi), ho aperto Facebook, dove mi sono ritrovato taggato in un post incentrato su un articolo del Telegraph dedicato al sottoscritto.
La nota testata britannica mi accusa di “ripulire” i crimini di guerra di Putin, e lo fa prendendosela con uno dei miei modesti documentari sulle tragedie del Donbass, realizzati con l’aiuto di colleghi locali, dove ho raccolto testimonianze di parenti di vittime e persone sopravvissute a diverse tragedie. Su dieci documentari (per ora usciti solo in lingua russa) di una mini-serie chiamata appunto “Testimoni”, nove sono stati completamente ignorati. Nessuna parola sugli attacchi dell’aviazione ucraina sui civili o sulle testimonianze legate ai bombardamenti dei mercati di Donetsk.
Se la sono presa per il documentario sul teatro di Mariupol, realizzato con le testimonianze di persone che si trovavano proprio all’interno dell’edificio nel momento in cui è stato distrutto. Qualcuno è rimasto ferito, qualcuno ha perso parenti. Queste persone mi hanno raccontato gli antefatti, fino ai dettagli di quel fatidico giorno. Sono persone con nome e cognome, che ci hanno messo la faccia, ripercorrendo la loro esperienza, condividendo i ricordi e le loro emozioni. Ma queste loro parole stonano con ciò che hanno da subito riportato i megafoni della propaganda schierata al fianco di Zelensky, forte dei resoconti realizzati da “fonti indipendenti” (ma convintamente russofobe) che mai hanno messo piede in quell’edificio. Queste persone, evidentemente, non hanno il diritto di parlare e raccontare la loro esperienza. E così io divento il colpevole e il cattivo.
Nell’articolo vengono inserite mie note biografiche ed interpretazioni del mio lavoro in Donbass e fuori da questa regione al fine di descrivere quanto io sia quello sbagliato per osare raccontare gli eventi del giorno d’oggi da un altro punto di vista, quello da condannare a prescindere. Tutto ciò che non è in linea con la loro filosofia diventa propaganda inaccettabile.
Gli autori osservano infine che la mia “fedeltà incrollabile” nei confronti della Russia “riflette anche sentimenti più ampi all'interno di certi settori della società italiana”. Vero Nick, ma non tanto per via di un mero “forte sentimento antiamericano” (senza dimenticare chi è ostile anche alla perfida Albione) come sostengono loro, bensì perché in Italia, grazie a Dio, c’è molta gente che vorrebbe solamente vivere in un Paese veramente libero e sovrano, svincolato dai diktat di terzi imposti con l’arroganza e l’ipocrisia.
Vittorio Rangeloni
















