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La foto è di Giorgia Meloni alla scuola Galileo Galilei di Addis Abeba nel 2023. Su Gaza ha più volte definito inaccettabili le sofferenze dei civili e chiesto rispetto della proporzionalità, sostenendo al contempo il diritto di Israele a difendersi e la soluzione a due Stati.
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Il vero capolavoro della Meloni è stato far credere ai suoi elettori che il diesel a 2,20€ non è un aumento ma uno sconto. Con questi elettori governerà a vita.
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Gli analfabeti funzionali in Italia... scrivono stronzate e poi ti bloccano perchè si sono resi conto di aver fatto una figura di merda 🤣🤣🤣
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Giorgia Meloni ha annunciato l’esenzione dal bollo auto. Ma solo per un anno. E non per tutti. Vale per il 2027, per un solo veicolo a persona e, per le auto, fino a 80 kW di potenza. Prendiamo una Fiat Panda da 51 kW, una delle automobili più diffuse in Italia. Il bollo costa circa 132 euro l’anno. Nel 2027 il proprietario non lo pagherà. Centotrentadue euro risparmiati. Ottima notizia. Poi però lo stesso proprietario prende la Panda e, particolare abbastanza inevitabile per un’automobile, la usa. Ed è qui che la favola si complica. La benzina self oggi costa mediamente 2,132 euro al litro. A febbraio era intorno a 1,65. Per chi consuma cento litri al mese significa, ai prezzi di oggi, circa 48 euro in più ogni mese rispetto ad allora. Quasi 574 euro in più su dodici mesi, se questi prezzi restassero invariati. Riassumendo: 132 euro risparmiati sul bollo, quasi 574 euro potenzialmente spesi in più alla pompa. Il risparmio sul bollo se ne va in meno di tre mesi di benzina. Insomma, l’esenzione dal bollo è una misura molto conveniente. A una condizione: comprare la Panda e lasciarla tutto l’anno in garage. Se invece uno commette l’imprudenza di usarla, cominciano i problemi. Ed è proprio qui che si capisce meglio l’annuncio sul bollo. Perché sulla benzina, ancora una volta, non è arrivato un intervento strutturale capace di incidere stabilmente sui prezzi alla pompa. E allora si accende un enorme riflettore sul bollo, nella speranza che faccia un po’ di buio sul distributore. Il bollo lo paghi una volta l’anno. La benzina ogni volta che fai il pieno. Ma c’è un altro dettaglio interessante. I circa 2,3 miliardi necessari a compensare le Regioni arrivano, secondo le indicazioni fornite dal governo, anche dalle economie del PNRR: risorse non utilizzate alla scadenza del Piano. Cioè soldi disponibili una volta. E infatti, guarda caso, anche l’esenzione è disponibile una volta: nel 2027. Per renderla permanente bisognerà trovare ogni anno miliardi di coperture strutturali che oggi non ci sono. E allora toglietelo sul serio, il bollo. Non per finta. Tagliare le tasse va sempre bene. Ma se una tassa è inutile e odiosa nel 2027, dovrebbe esserlo anche nel 2028. Abolitela, trovate una copertura strutturale e lasciatela abolita. Altrimenti non è una riforma fiscale: è una promozione a tempo. È una specie di scarpa fiscale: una te la danno adesso, l’altra forse arriverà dopo. Se ti comporti bene. E magari se voti bene. Del resto il 2027, per un’altra di quelle coincidenze che capitano continuamente nella politica italiana, è anche l’anno delle elezioni politiche. Resta infine un piccolo problema: internet ha memoria. Quando Pasquale Tridico, candidato alla presidenza della Regione Calabria, propose di non far pagare il bollo alle fasce economicamente più deboli, Giorgia Meloni lo prese in giro: “Cetto La Qualunque in confronto era Ottone di Bismarck”. Era dicembre 2025. Nove mesi dopo Cetto La Qualunque è arrivato a Palazzo Chigi. Meloni ha un problema con le battute: parla talmente tanto che prima o poi le tornano indietro. E questa volta è tornata con tanto di bollo. Quello esente.
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Ma insomma sta proposta chi l'ha fatta? @forza_italia , @LegaSalvini o @FratellidItalia , @matteosalvinimi metteteve d'accordo!!! Ma la proposta era solo per il 2027? La proposta era solo per auto fino a 80kw? #bollo #bolloauto #meloni #salvini
Via il #bolloauto , come avrebbe voluto il Presidente #Berlusconi ! Una proposta di @forza_italia , che il governo di centrodestra ha portato avanti con successo. Nel 2027 milioni di automobilisti e motociclisti non dovranno più pagarlo.
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Ammazza io non avrei saputo descriverla meglio!!!! Brava!!!!
L'unica cosa certa è che il campo largo può festeggiare la più longeva, calunniosa, mistificatrice, incoerente, inefficace, sciocca, livorosa, inconsistente, inutile e fallimentare opposizione del dopo guerra. 😂😂
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L'unica cosa certa è che il campo largo può festeggiare la più longeva, calunniosa, mistificatrice, incoerente, inefficace, sciocca, livorosa, inconsistente, inutile e fallimentare opposizione del dopo guerra. 😂😂
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L'incoerenza fatta persona!!!
#Pronti a tutelare i diritti del superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie. Sempre dalla parte delle imprese e dei cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l’Italia. Ecco le proposte di @FratellidItalia ⤵️
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#Pronti a tutelare i diritti del superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie. Sempre dalla parte delle imprese e dei cittadini onesti che si danno da fare per far crescere e migliorare l’Italia. Ecco le proposte di @FratellidItalia ⤵️
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Bari è stata la festa di un governo che non ha niente da festeggiare. Un autogol. Cominciamo dal palco. Una scenografia da comizio di provincia per la donna che si crede la leader d’Europa. Il record appartiene a una coalizione intera, quattro anni pagati da tre partiti, e la celebrazione è diventata la sagra di Fratelli d’Italia, un’investitura personale con la bandiera di partito al posto di quella della Repubblica. Degli alleati si è vista appena l’ombra. Salvini e Tajani hanno pagato il conto e Meloni ha incassato la mancia. Serviva a questo, a mettere da parte voti con la sua faccia e nient’altro. Poi ha parlato. È bastato che parlasse perché la festa le crollasse addosso. Ha rivendicato 1.413 giorni a Palazzo Chigi, il governo più longevo della storia repubblicana. Con lo stesso microfono, pochi minuti dopo, ha ammesso che la discontinuità promessa ancora non si vede, che troppe risposte non sono arrivate, che quello che ha in mente per l’Italia è più di quello che ha fatto. Quattro anni con una maggioranza solida, un’opposizione in frantumi, un Parlamento ridotto a votificio, e il cambiamento è ancora sulla carta. Ha festeggiato il tempo trascorso e nella stessa frase ha chiesto altro tempo. Al quarto anno di governo si parla dei risultati. Lei ha parlato da candidata, di nuovo, come nel 2022, come se in mezzo non ci fosse stato niente. Forse perché in mezzo non c’è stato niente. La destra che doveva rifare l’Italia si è scoperta bravissima in una cosa sola, restare al potere. Sulla sanità, sui salari, sulla scuola, sul lavoro povero, precario o pagato una miseria, la risposta è sempre la stessa: la colpa è di quelli che c’erano prima, e la prossima volta faremo tutto. Prima erano un’accusa, quelle frasi. Ora sono un’ammissione di fallimento pronunciata da chi ha avuto ogni mezzo per non fallire. Questo governo sa durare, glielo concedo. Ha tenuto insieme gente che si detesta, ha conservato un consenso che nessuno gli dava. Durare e governare sono due mestieri diversi e a Bari Meloni ha mostrato di conoscerne uno solo. Chi festeggia i giorni contati come una conquista ha già spiegato di che pasta è fatta la sua conquista. Il pezzo più sfacciato però è arrivato verso la fine. Si celebra il governo più stabile della storia repubblicana e nello stesso discorso si pretende una legge elettorale in nome della stabilità. Il messaggio è chiaro a chi vuole capirlo: la stabilità di oggi è frutto di un voto, quella di domani deve diventare un meccanismo. Un vantaggio politico contingente trasformato in una regola permanente, cucita addosso a chi il potere ce l’ha adesso. “Stabilità” è il vestito buono con cui la portano alle Camere. La bugia è lì, in una parola sola, davanti a tutti. Chi non la vede ha scelto di non vederla. Un record di durata si festeggia in silenzio, con una foto a Palazzo Chigi. Portarlo su un palco ha mostrato a tutti quanto pesa poco. Meloni voleva una serata per ricordare all’Italia quanto è rimasta. L’Italia ha visto una donna che dopo quattro anni ha ancora troppe promesse in mano.
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Gli italiani continuano a essere spennati alla pompa di #benzina... Per forza, le tasse sui carburanti sono tra le più alte al mondo! Abbassare se non abolire alcune folli e anacronistiche #accise che gravano sugli automobilisti sarebbe un atto di civiltà! motori.ilmessaggero.it/econo…
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Vi abbiamo costretto a gufà pure il tennis.... laziale ossessionato!!! 🤣🤣🤣 #rolandgarros #cobolli
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I cani giallorossi prima due gol irregolari a Parma e ora non riuscivano a vincere da inferiori perdenti nel DNA e si inventano rigore ed espulsione. Il nuovo cancro del calcio italiano guidato da Malagó da sopprimere sul nascere. #VeroneRoma
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CREDEVANO DI AGGANCIARCI SEMPRE LORO, I CINGHIALOTTI DI TORVAIANICA
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Si ritrovano dall’essere ad un minuto dal possibile +7 al solo +1 dopo nemmeno una settimana e con ancora lo scontroso diretto col Como Vai con la siglaaa
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E quindi… @OfficialASRoma IL SORPASSO QUANDO?
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BUONA PASQU3TTA CINGHIALI DI M3RDA
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La roma non ha vinto di nuovo e dunque si farmano interazioni con i 🐗otti Che vita questa vita
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Da questo gol non sanno più vincere Li hai distrutti, devastati, annichiliti amico mio
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