Challenger : We shall never surrender ! Precedente account: Miapolis51 chiuso per smarrimento politico a fine 2014.

England, United Kingdom
Joined February 2015
È la stampa bellezza! No, è Israele.
"Oh mio dio, si sono presi tutto, non riesco a correre". La voce di Heidi Levine è ancora rotta dallo shock quando cerca di scappare fra gli uliveti, mentre zoppica, sostenuta da alcuni giornalisti. Levine è una fotografa storica del Washington Post e oggi - 16 ottobre - è stata aggredita nei dintorni di Abu Falah, in Cisgiordania, da un gruppo di coloni israeliani che hanno attaccato degli agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. La dinamica del pestaggio è stata ripresa da alcuni attivisti internazionali. Nel filmato si vede la reporter - che indossa un giubbotto protettivo con la scritta "Press" in evidenza - bloccata a terra e colpita ripetutamente con calci, pugni e bastonate. I coloni le hanno anche rubato l'attrezzatura fotografica e il cellulare. "Continuavano a colpirmi, mi avranno colpita cinquanta volte. Sono stata attaccata e spinta a terra. Fortunatamente avevo il mio giubbotto protettivo e il casco altrimenti forse ora non sarei stata qui", ha raccontato Levine da un letto dell'ospedale di Ramallah. Non è stato un attacco isolato. In Cisgiordania si sono susseguite le violenze dei coloni per tentare, come ogni anno, di impedire ai palestinesi di lavorare negli uliveti bruciando anche degli alberi e alcune automobili. Secondo quanto riportato dalla Mezzaluna rossa, oggi - 16 ottobre - nella zona sono state ferite in tutto sei persone. Oren Ziv, un giornalista che ha assistito all'aggressione in cui è stata colpita Levine, ha raccontato di avere visto, dopo gli scontri, un palestinese con ferite da arma da fuoco. L'Associazione israeliana della stampa estera ha condannato l'accaduto: "Questo è solo l'ultimo di una serie di violenti attacchi di coloni israeliani contro giornalisti e altri civili nella Cisgiordania occupata - si legge in una nota -. Eppure i nostri ripetuti appelli ad agire per contrastare questa illegalità sono stati ignorati dalle autorità israeliane". Da L'Espresso
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First America or first Israel? Give to the Jews what is the Jews' and to God what is God's. And Israel? He believes he is the Messiah.
Netanyahu: “Hítler Didn’t Want to Exterminate the Jéws, He Wanted to Expel the Jéws.” Shocked? Then buckle up this history gets much darker: Ariane de Rothschild told Epstein “it’s true” when he said, “The Rothschild planned and supported Hítler.” Heinrich Brüning, Germany’s former chancellor, told Winston Churchill: “The two largest regular contributors to the Nazî Party were bankers, both of Jéwish faith, and one of them the leader of Ziønism in Germany.” And in 1933, Nazî Germany and Jéwish/Ziønist authorities reached a partnership agreement called Haavara to ethnically cleanse Jéws and move them to Palestine. Everything is documented in the quoted thread. 🧵⤵️
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È un fiume in piena
Netanyahu: “Hítler Didn’t Want to Exterminate the Jéws, He Wanted to Expel the Jéws.” Shocked? Then buckle up this history gets much darker: Ariane de Rothschild told Epstein “it’s true” when he said, “The Rothschild planned and supported Hítler.” Heinrich Brüning, Germany’s former chancellor, told Winston Churchill: “The two largest regular contributors to the Nazî Party were bankers, both of Jéwish faith, and one of them the leader of Ziønism in Germany.” And in 1933, Nazî Germany and Jéwish/Ziønist authorities reached a partnership agreement called Haavara to ethnically cleanse Jéws and move them to Palestine. Everything is documented in the quoted thread. 🧵⤵️
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Gli Ebrei dicono che:
🇮🇱 Netanyahu says Jews have the non-negotiable right to the lands of Israel: " This is our homeland. It’s called Judea; that’s where Jews come from, and we’ve been attached to it for thousands of years. The entire claim remains on a fraudulent premise — that Judea is to the Jews as France is to the French or Italy is to the Italians. That premise is false.Categorically false. France is the state of French citizens. Italy is the state of Italian citizens. Israel is the state of Israeli citizens — not of Jews worldwide. Jews are not a nationality attached to a sovereign state. They are a group of people dispersed across many countries, holding many citizenships. Most Jews are not Israeli. They don't vote in Israel. They do not live under Israeli law. They owe Israel no political allegiance. Zionism survives by erasing that distinction.
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Una terra senza popolo per un popolo senza terra.
🇮🇱 La respuesta de Benjamin Netanyahu a Obama: «Hace unos días, escuché unas declaraciones muy lamentables en las que se afirmaba que Israel está ocupando tierras y perdiendo su autoridad moral. Permítanme responder a estas palabras. El pueblo judío no es un ocupante extranjero en su tierra ancestral. Nuestra historia no es un proyecto colonial. Nuestra tierra no es una tierra robada; esta tierra es nuestra patria, y su nombre es Judea. No somos los holandeses en Indonesia; no somos los belgas en el Congo; somos los judíos en Judea». Si algo perdimos los judíos en esta guerra, fue esa culpa de todo los que nos señalan, ya aprendimos que nos paicopatearon 3000 años, de acá en adelante vamos a hacer lo que a nosotros nos parece moralmente correcto y no lo que nuestros detractores crean que es correcto que hagamos
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The_Observer retweeted
Der Spiegel ha pubblicato le testimonianze di dieci soldati che hanno prestato servizio a Gaza. Dieci racconti, tutti, a modo loro, raccapriccianti del #GENOCIDIO in corso. Eccone alcuni estratti. «Sparate a chiunque vediate» La regola era: «Sparate a chiunque vediate». L’IDF classificava come «terroristi» tutti i maschi in «età militare»: una definizione che comprendeva chiunque avesse tra i 16 e i 60 anni. Ho pensato immediatamente a Srebrenica. «Negli 80 giorni in cui siamo stati lì, a Netzarim, nella Striscia di Gaza, la mia brigata ha ucciso tra le 160 e le 170 persone. Solo un uomo era sospettato di possedere un’arma. Quell’arma, però, non l’ha vista nessuno». NAZA-300: fino a 300 civili uccisi per colpire un militante Questa intervista conferma quanto affermato da NAZA: «Quando si trattava di ufficiali di alto rango, per un singolo attacco erano ammesse diverse centinaia di vittime civili. Ricordo il caso di Ibrahim Biari, il comandante di Hamas a Jabalia. […] Poche ore prima dell’attacco del 31 ottobre 2023, il nostro comandante ci ha radunati e ci ha detto che il capo di stato maggiore aveva deciso di colpire quel luogo, pur prevedendo possibili “danni collaterali” pari a 300 civili. L’attacco è stato sferrato». Le regole d’ingaggio «Qualcuno ha segnalato la presenza di un osservatore di Hamas sul tetto di un edificio. È stato inviato un drone e il pilota ha riferito: “Questa persona sta stendendo il bucato”. Un ufficiale ha replicato: “Gli uomini palestinesi non stendono il bucato. Deve essere un osservatore”. Il pilota del drone ha insistito: “No, è in piedi, di spalle rispetto a noi, e sta stendendo il bucato”. A quel punto, un ufficiale dell’unità di carri armati che faceva parte della nostra forza da combattimento ha detto: “Ho una linea di tiro libera. Posso sparare?”. Il comandante ha chiesto: “Riesci a vedere l’osservatore?”. Poi ha dato l’ordine di sparare. Circa venti minuti dopo, le ambulanze sono arrivate all’edificio e hanno cominciato a evacuare feriti e morti. Poco dopo, su un sito di notizie israeliano, ho letto un articolo: “I palestinesi sostengono che siano stati uccisi dodici membri di una famiglia”. È sempre questa la formula: “sostengono”. E io ho pensato: “Siamo stati noi”». Scudi umani «Mentre ero in servizio a Rafah, ho assistito all’uso di scudi umani da parte dell’IDF La pratica è nota come “zanzare”. Ne ho visti due o tre: giovani palestinesi con addosso soltanto scarpe e biancheria intima, bendati e con le mani legate. Venivano mandati avanti nei tunnel e nelle case. Durante queste missioni erano costretti a indossare uniformi militari israeliane e telecamere GoPro». Spesso venivano uccisi. «Incriminazione retroattiva» «Ogni volta che ci sono morti o feriti, la prima reazione dell’IDF è cercare di collegarli ad Hamas. Perché dire che le persone uccise erano terroristi di Hamas fa una migliore impressione agli occhi del mondo. Questo processo lo chiamiamo “incriminazione retroattiva”. Nel caso dell’attacco ai giornalisti all’ospedale [Nasser], la prima dichiarazione [dell’IDF] affermava che erano stati uccisi 6 terroristi di Hamas. I soldati la chiamavano una “telecamera di Hamas”. L’obiettivo dell’IDF era neutralizzare telecamere che documentavano la realtà. Ma il cameraman lavorava per la Reuters. Non era un terrorista. L’IDF ha ucciso un giornalista che svolgeva il proprio lavoro». La distruzione degli edifici «C’è un edificio che è il più alto del nostro settore? Lo distruggiamo, perché potrebbe rappresentare una minaccia. Ma a quel punto un altro edificio diventa il più alto. E così via, finché non resta più nulla. All’inizio ci veniva detto di distruggere singoli edifici. In seguito ci è stato assegnato un intero quartiere». «Quando usavamo abitazioni civili come basi militari, spesso ci veniva ordinato di incendiarle dopo il nostro ritiro, per impedire ai palestinesi di tornarci. Il fuoco le rendeva inabitabili. Lo scopo era impedire per sempre il ritorno dei residenti».
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BenGurion, fondatore dello Stato d'Israele: " Se io fossi leader dei Palestinesi, non scenderei mai a patti con Israele". E ancora: " Siamo venuti qui, abbiamo rubato la loro terra. Perchè dovrebbero?" Voi, pretoriani non-ebrei dei Sionisti d'Israele, sarete sempre dei goy.
Ecco… Massimo Panetta ALCUNI FATTI SU GAZA Scrive Pierluigi Battista su HuffPost Italia; Alcuni fatti, poi ciascuno la pensi come crede. Ma intanto alcuni fatti. ✔️1 ) La soluzione “due popoli, due Stati” era esattamente quella proposta e prevista nel piano di spartizione sancito da un voto delle Nazioni Unite nel 1947, che tracciava i confini dei rispettivi Stati: quello di Israele (ancora sotto mandato britannico) e quello palestinese, che pure non era mai esistito come entità statale autonoma all’interno dell’ex Impero ottomano. ✔️2 ) Gli israeliani accettarono il piano, i Paesi arabi no, e infatti nel ’48 scatenarono la guerra contro l’“entità sionista” e convinsero i palestinesi ad abbandonare i loro villaggi, certi che sarebbero rientrati in poco tempo con la sicura scomparsa dello Stato d’Israele. ✔️3 ) Gli ebrei non avevano dimenticato che negli anni della Shoah il Gran Muftì di Gerusalemme propose un’alleanza con Adolf Hitler per mettere una volta per tutte fine alla presenza ebraica (pre-statuale) in terra musulmana. ✔️4 ) Israele vinse la guerra contro gli Stati arabi, ma dal ’48 al ’67 gli Stati arabi non aiutarono la nascita di un nuovo Stato palestinese nei territori assegnati dall’Onu, lasciarono la popolazione evacuata nei campi profughi, e li trattarono addirittura come presenze moleste. ✔️5 ) Durante la guerra che in Israele chiamano legittimamente “guerra d’indipendenza” il nuovo esercito israeliano, formato da chi aveva vissuto i pogrom antiebraici negli anni Trenta promossi dagli arabi e dai sopravvissuti della Shoah come lo scrittore Aharon Appelfeld, non sempre ebbe una condotta ispirata ai princìpi dell’umanità, a cominciare dalla strage del villaggio di Deir Yassin in cui morirono circa 250 civili palestinesi. ✔️6 ) La storia dei crimini compiuti dagli israeliani nella guerra del ’48 è trattata nei libri di storia che occupano gli scaffali nelle librerie di Tel Aviv e di Gerusalemme, dove è ospitato ogni genere di testi, anche quelli più veementemente critici contro il sionismo. Nelle librerie palestinesi, invece, non si trova niente e anche in quelle dei Paesi islamici non si trova niente, perché lì la libera storiografia non esiste. Perché lì la libertà non esiste proprio. ✔️7 )Nello Stato di Israele si riconoscono gli errori, sottoposti a un duro esame nell’opinione pubblica. Dopo il massacro dei campi palestinesi di Sabra e Chatila nel 1982 compiuto dai cristiani maroniti libanesi sotto gli occhi delle truppe israeliane di Ariel Sharon, le piazze di Tel Aviv e di Gerusalemme si riempirono di grandi manifestazioni. Fu istituita una commissione d’inchiesta che stabilì in modo circostanziato colpe e omissioni di Sharon. Il quale fu costretto a dimettersi insieme ai vertici dell’esercito di cui fu appurata la responsabilità. ✔️8 ) Niente del genere accadde in Siria, complice nel 1976 della strage nel campo palestinese di Tel al-Zaatar, quando i criminali di Damasco rimasero impuniti. Anche nella Giordania hashemita nel 1970 le forze armate di re Hussein (appena sfuggito a un attentato) scatenarono un’offensiva armata nei campi profughi provocando la morte di migliaia e migliaia di civili palestinesi, donne e bambini. Era il famoso “Settembre nero”. Nessuno pagò per quel crimine. ✔️9 ) La rivendicazione armata di uno Stato palestinese si rinfocolò nel ‘67, quando gli israeliani vinsero la guerra dei Sei giorni scatenata e persa dai Paesi arabi, con l’ingresso in primo piano dell’Olp di Yasser Arafat nel cui statuto era espressamente indicata la cancellazione di Israele dalle carte geografiche. Si invocava la liberazione dei territori occupati da Israele, che però non erano riusciti a formarsi come Stato palestinese dal ’48 al ’67, quando non erano “occupati”. Come mai? ✔️10 ) Circa 700.000 palestinesi furono scacciati dalla loro terra nel ’48. Storia nota. Storia molto meno nota: oltre 600.000 ebrei furono costretti a fuggire dai Paesi arabi e a rifugiarsi in Israele, cacciati dal Marocco, dall’Algeria, dalla Tunisia, dalla Libia, dall’Egitto, dall’Iraq, dalla Siria, dallo Yemen, senza contare i quasi 100 mila ebrei falasha in fuga dall’Etiopia negli anni Ottanta. ✔️11 ) Israele non è “guerrafondaio”. Fa la pace con chi vuole fare pace con Israele. Non fa la pace con chi programmaticamente vuole distruggerlo e cancellarlo, negando il suo stesso diritto di formarsi come Stato. Per onorare gli accordi di pace con l’Egitto, nel 1982 il governo israeliano evacuò con la forza e tra le drammatiche proteste 18 insediamenti ebraici nella penisola del Sinai occupata durante la guerra del 1967. ✔️12 ) Nel 2005 il governo di Sharon smantellò a Gaza 21 insediamenti ebraici tra pianti, sommosse, resistenza passiva dei civili che si barricavano in casa e indossavano platealmente la stella gialla della persecuzione. Furono giorni durissimi per Israele, ma dal 2005 tecnicamente Gaza non è più “territorio occupato”, etnicamente ripulito di qualsivoglia presenza ebraica. Questo per chi aspira a comunità statali multietniche e multiculturali. ✔️13 ) Dal 2005 Gaza è diventata una grande prigione a cielo aperto. In tutto questo tempo la dirigenza di Hamas non ha speso un soldo per il benessere e lo sviluppo civile ed economico della popolazione palestinese, ma ha dirottato ogni risorsa per le armi con cui distruggere lo Stato di Israele. ✔️14 ) Hamas ha instaurato a Gaza uno spaventoso regime di terrore e di oppressione. La popolazione ridotta alla fame. I dissidenti assassinati. Le donne schiacciate e umiliate. Gli omosessuali costretti a fuggire nell’odiata Israele per non farsi malmenare e uccidere dagli aguzzini. ✔️15 ) A Gaza Hamas ha vietato la pubblicazione di brani tratti dal Diario di Anna Frank per non diffondere “l’infezione della menzogna sionista”. In tv vanno in onda prediche così: “Il mio spirito si elevò quando un giovane mi disse: ‘Oh sheikh, ho quattordici anni, ancora quattro anni e poi mi farò saltare tra gli ebrei!’. Gli dissi: ‘Oh ragazzo, che Allah ti faccia meritare il martirio”. ✔️16) A proposito. Nel 1985 i dirottatori palestinesi dell’Achille Lauro spararono in testa a un signore sulla sedia a rotelle che si chiamava Leon Klinghoffer e lo gettarono in mare: era ebreo. Nel 2022 in Pakistan i rapitori di Daniel Pearl, prima della rituale decapitazione, gli fecero dire in un video: “Mio padre è ebreo; mia madre è ebrea, io sono ebreo. Provengo da una famiglia di sionisti”. Non si vede il nesso con la questione palestinese. Si vede il nesso con l’odio antiebraico. ✔️17) Dicono che gli arabi israeliani vivano in una condizione di apartheid, potenziali vittime addirittura di un “genocidio”. Ma i loro rappresentanti siedono nel Parlamento di Israele e a un certo punto gli arabi hanno partecipato a un governo nazionale. Apartheid? Genocidio? ✔️18) Israele fa la pace con chi vuole fare pace con Israele. I negoziati di Camp David del 2000 erano arrivati a un passo da una pace storica tra Israele e i palestinesi di Arafat (“due popoli, due Stati”). Nel pacchetto che doveva essere approvato Israele avrebbe dovuto ritirarsi in modo definitivo dall’85 per cento della Cisgiordania (e poi addirittura dal 95) e dal 100 per cento della Striscia di Gaza. Si prevedeva l’abbandono degli insediamenti ebraici della discordia. Si affrontava persino la questione di Gerusalemme e si rendeva possibile un ritorno limitato e contingentato dei profughi palestinesi o, in alternativa, un risarcimento. Mancava pochissimo. Un soffio. Ma Arafat all’ultimo gettò tutto in aria. La pace venne sepolta. Cominciò l’“intifada dei martiri” che fece migliaia e migliaia di vittime. ✔️19) Poi, di nuovo l’abisso. • Pierluigi Battista PS Nel novembre 2009, fu Hezbollah in Libano a promuovere una campagna contro un libro scolastico che conteneva brani del Diario di Anna Frank. Dopo una trasmissione della televisione di Hezbollah, Al-Manar, una scuola privata di Beirut rimosse il testo dal programma. Hezbollah descrisse la presenza del diario come un'apertura all'«invasione sionista dell'istruzione». La vicenda fu riportata da Reuters, dalla Jewish Telegraphic Agency e da altre testate. jta.org/2009/11/09/israel/he… A Gaza, invece, è documentata una vicenda distinta. Nell'agosto-settembre 2009, esponenti di Hamas contestarono l'ipotesi che l'UNRWA introducesse lezioni sulla Shoah nelle proprie scuole. Il dirigente di Hamas Yunis al-Astal definì l'insegnamento della Shoah una forma di diffusione di una menzogna e lo descrisse come un «crimine di guerra». latimes.com/archives/la-xpm-…
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The biggest Liar for the great Israel:
Every time someone says "1948," we only get half the story. So here's the whole thing. In November 1947, the UN voted to divide the land into two states, one Jewish and one Arab. The UN didn't give the Jews a country. It recognized a people with 3,000 years of roots in the land, who had been promised a home since 1917. The Jews got a small, fragmented territory, and Jerusalem wasn't even part of it. They said yes anyway. The Arab leaders said no. The day after the vote, Jewish buses were attacked, and the country slid into war. And to those who say Israel stole a country. There was no Palestinian state to steal from. The land had been ruled by the Ottomans for 400 years and then by the British. Israel got its share through the UN. The rest came from a war the other side started. On May 14, 1948, Israel declared independence. The next day, five Arab armies invaded from Egypt, Jordan, Syria, Lebanon, and Iraq. The goal wasn't a Palestinian state. The goal was that there would be no Jewish state. Israel had no real army and barely any weapons, and many of its soldiers were Holocaust survivors who had come ashore only months earlier. They won because the alternative was to die. Yes, around 700,000 Palestinians lost their homes in that war. Some were expelled by Israeli forces. That's documented, and it shouldn't be denied. Others fled the fighting, and some were told by their own leaders to leave their villages until the Arab armies had won. They didn't. But there was another expulsion nobody talks about. Around 850,000 Jews were driven out or pushed out of Arab countries like Iraq, Egypt, Yemen, and Morocco. Families who had lived there for centuries lost everything. The Jews of Jerusalem's Old City were expelled by Jordan. Israel took them in and gave them new lives. The Arab countries did the opposite with the Palestinians. They kept them in camps and in refugee status that is now passed down to the fourth generation, so today there are nearly six million registered refugees. In Lebanon, they're still barred from a long list of professions. And from 1948 to 1967, Jordan held the West Bank and Egypt held Gaza. Neither of them created a Palestinian state. They could have done it at any time. Israel took in refugees, drained swamps, and built a beautiful country with no oil and enemies on every border. The Palestinian leaders were offered the same chance, and they chose war instead. Imagine what could have been built if they had said yes. The roughly 160,000 Arabs who stayed in Israel became Israeli citizens. Today they number around two million, with the right to vote, their own parties, and seats in parliament. So when someone says Israel was built on expulsion, remember the whole picture. The Palestinians were offered a state before Israel even existed. The Arab side chose war. Israel defended itself. Israel didn't start that war. It just refused to lose it. Am Israel Chai.❤️‍🔥
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Armiamoci e partite!
I leader europei in Lapponia in tenuta militare non lasciano spazio a dubbi e lancia un inequivocabile messaggio di guerra.Scegliere di mostrarsi in divisa significa abbandonare la diplomazia per sposare una linea oltranzista. Guerrafondai che alimentano lo scontro contro la pace
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È dal governo Ciampi che sinistra e sindacati fanno il lavoro sporco per la destra.
"Se rifiuti di votare un csx con renzi e renziani ci teniamo Meloni a vita": io sarei anche arcistufo di ricatti, di dover votare il meno peggio (apparente) per scansare il peggio, meno peggio che di volta in volta diventa sempre più simile al peggio. Stop!
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Eccoci!
"Se rifiuti di votare un csx con renzi e renziani ci teniamo Meloni a vita": io sarei anche arcistufo di ricatti, di dover votare il meno peggio (apparente) per scansare il peggio, meno peggio che di volta in volta diventa sempre più simile al peggio. Stop!
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Il declino dell'egemonia USA si trascina il mito di Israele, braccio armato della egemonia Sionista con l'infiltrazione a pagamento delle Istituzioni Occidentali. Il popolo statunitense, compresi gli Ebrei, stanno prendendo coscienza di cioʻ.
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The British Mandate was for Palestine. Don't use misinformation tricks. I notice the word "Jews" never appears in your post. You're starting to realize that no one believes you anymore.
📜 UN POCO DE HISTORIA PARA AQUELLOS QUE HABLAN DE “RESTAURAR PALESTINA.” 1. Antes de Israel, hubo un mandato británico, no un estado palestino. 2. Antes del Mandato Británico, hubo el Imperio Otomano, no un estado palestino. 3. Antes del Imperio Otomano, hubo el estado islámico de los mamelucos de Egipto, no un estado palestino. 4. Antes del estado islámico de los mamelucos de Egipto, hubo el Imperio árabe-kurdo ayubí, no un estado palestino. 5. Antes del Imperio Ayubí, hubo el Reino Franco y Cristiano de Jerusalén, no un estado palestino. 6. Antes del Reino de Jerusalén, hubo los imperios omeya y fatimí, no un estado palestino. 7. Antes de los imperios omeya y fatimí, hubo el Imperio Bizantino, no un estado palestino. 8. Antes del Imperio Bizantino, hubo los sasánidas, no un estado palestino. 9. Antes del Imperio Sasánida, hubo el Imperio Bizantino, no un estado palestino. 10. Antes del Imperio Bizantino, hubo el Imperio Romano, no un estado palestino. 11. Antes del Imperio Romano, hubo el estado hasmoneo, no un estado palestino. 12. Antes del estado hasmoneo, hubo el seléucida, no un estado palestino. 13. Antes del imperio seléucida, hubo el imperio de Alejandro Magno, no un estado palestino. 14. Antes del imperio de Alejandro Magno, hubo el imperio persa, no un estado palestino. 15. Antes del Imperio Persa, hubo el Imperio Babilónico, no un estado palestino. 16. Antes del Imperio Babilónico, hubo los Reinos de Israel y Judá, no un estado palestino. 17. Antes de los Reinos de Israel y Judá, hubo el Reino de Israel, no un estado palestino. 18. Antes del reino de Israel, hubo la teocracia de las doce tribus de Israel, no un estado palestino. 19. Antes de la teocracia de las doce tribus de Israel, hubo una aglomeración de reinos-ciudades cananeas independientes, no un estado palestino. (El Reino de David - mapa histórico para aquellos que se preguntan cómo se veía la región hace más de 2000 años, y cuán profundas son las raíces del pueblo judío en estas tierras) RT @Khan_Fatimaa1
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In tutto il mondo le manifestazioni per la Palestina sono contro Israele, non contro gli Ebrei, i quali manifestano sempre di più contro lo Stato di Israele, non riconoscendolo come rappresentativo degli Ebrei.
Prego, impazzisci, è gratis. Più di 3500 persone, uomini donne giovani anziani, hanno corso questa mattina nelle strade di Torino e sono stati raccolti per ora già almeno 60.000€ per Gaza.
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Questa è Israele, non sono gli Ebrei. Negli Stati Uniti gli Ebrei si dissociano in massa dallo Stato di Israele e ripudiano la loro ideologia che non ha niente a che fare con l'Ebraismo.
احتجّ السفير الإسرائيلي على تداول هذا المقطع عبر منصات التواصل الاجتماعي❗️ وطالب بعض الشركات بحذفه نهائيًا.. لذلك دعونا نوسّع انتشاره ليصل إلى العالم أجمع. 🔥
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Sotto il sorriso beffardo del Sionista Jared Kushner:
Replying to @voiceofrabbis
The core message? Clarifying the fundamental Orthodox view on Jewish identity, civic duty, and Zionism directly to the highest office in the country. "I write as an Orthodox antizionist Jew. I ask only that our position be understood accurately."
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Ma perchè questi hanno continuamente bisogno di vestirsi da Ebrei?
Nuova manifestazione contro #Israele ed #Ebrei sotto la #Mole di #Torino. Ricordiamo che in origine il simbolo della città era un #sinagoga e che fu donata dalle famiglie ebraiche a tutta la città. Siete delle bestie ignoranti. #Gaza
Readers added context they thought people might want to know
La Mole Antonelliana fu ideata come sinagoga ma non fu mai completata né utilizzata come tale. Fu acquistata dal Comune di Torino, non donata dalla comunità ebraica (che ricevette un terreno per la sinagoga attuale). torinoebraica.it/sezioni/torino/ it.wikipedia.org/wiki/Mole_Anto… comune.torino.it/vivere-comune/… museotorino.it/resources/pdf/…
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Il senso Europeo della libertà:
Une histoire folle : L’UE a sanctionné un colonel suisse pour ses phrases. On n’a pas jugé Jacques Baud. On l’a débranché. Le 15 décembre 2025, l’Union européenne inscrit un Suisse de 70 ans sur une liste de sanctions, Jacques Baud. Ancien colonel d’état-major, renseignement, ONU, missions OTAN en Ukraine. Pourquoi ? Parce qu’il écrit des livres et parle à la télé. Motif officiel : « porte-parole de la propaganda pro-russe ». L’exemple cité : il aurait accusé l’Ukraine d’avoir orchestré sa propre invasion pour entrer dans l’OTAN. Dix lignes au Journal officiel, pas de juge, pas d’avocat, pas d’audience. Il habite Bruxelles. Le lendemain, tout meurt, comptes, cartes de crédit, virements. Un ami n’a plus le droit de lui envoyer de l’argent. Interdiction d’entrer et de sortir de l’UE. Il est déjà dedans. Donc prison à ciel ouvert. Pendant sept semaines, des inconnus lui apportent du pain. Il peut regarder son solde. Il ne peut rien payer. Ni loyer. Ni nourriture. Ni métro. La Suisse refuse de reprendre la sanction. En février 2026, la Belgique, « pour raisons humanitaires », lui rend le droit d’utiliser SON argent pour manger et payer son loyer. Puis UBS, banque suisse, coupe tout quand même. Voilà. En Europe, en 2025, on peut geler un homme pour une phrase, transformer le pain en dérogation, et laisser une banque faire ce qu’un État a refusé. Voilà le récit. On n’a pas prouvé un crime. On a sanctionné une analyse. Un homme a été débranché pour des phrases. Le pain est devenu une dérogation et le compte bancaire, une faveur. La liberté d’écrire, est elle devenu un risque existentiel ?
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