Joined November 2015
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Replying to @AlienoGentile
Molti, in una disfunzionale categorizzazione Destra-Sinistra, hanno nella propria storia gli orrori dei regimi autoritari di Destra e pensano che ad essi ci si contrapponga stando a sinistra. Ma ci si contrappone ripudiando i regimi autoritari, a prescindere dal colore 🧵
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Replying to @SignorErnesto
Toccherebbe semmai a chi, per Costituzione, presiede il CSM.
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“tra tanti appassionati,c’eran pure alcuni più di sangue freddo,che stavano osservando con molto piacere che l’acqua s’andava intorbidando,e s’ingnegnavano di intorbidarla di più con quelle storie che i furbi sanno comporre e gli animi alterati sanno credere” A.Manzoni cap. XII
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Ne ho le palle piene. Il disagio giovanile era di moda anche quando ero giovane e quando non ero ancora nato. Che palle tutte queste fanfaluche. Ogni generazione è a disagio perché la vita è difficile e lo è sempre stata. La politica sfrutta i violenti e i frustrati. Intendo in diverso modo tutte le parti politiche. Decennio dopo decennio le opposizioni parlano del disagio giovanile per incolpare le maggioranze pro tempore. E via così. Che palle.
Le violenze avvenute ieri a Milano sono inaccettabili e vanno condannate senza se e senza ma. Alla condanna delle violenze dobbiamo aggiungere una riflessione seria sulle cause profonde del disagio giovanile che attraversa le nostre città e mettere in atto interventi concreti ed urgenti su stipendi bassi, affitti insostenibili, trasporti obsoleti e quartieri invivibili. Il governo invece continua a rispondere alle emergenze introducendo nuovi reati e inasprendo le pene, una visione della sicurezza che rischia di intervenire soltanto quando il problema è già esploso, senza preoccuparsi di ciò che accade prima, senza interrogarsi su ciò che manca. La vera sfida della politica è arrivare prima della violenza.
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Ho letto numerosi commenti al mio post sulla deindustrializzazione italiana correlata ai costi energetici e alle tappe forzate di decarbonizzazione. Giusto per rafforzare il messaggio, a beneficio dei negazionisti, riporto qui sotto il grafico con i dati di Eurostat che evidenziano l'andamento dei livelli di produzione delle aziende industriali energy-intensive rispetto agli altri settori manifatturieri. E cito il commento della Commissione Europea al grafico stesso: «Higher energy prices have increased production costs particularly in energy-intensive industries, with negative repercussions for production levels». Nei dati Eurostat sulle imprese europee, i costi derivanti dal sistema EU ETS (Emissions Trading System) rientrano nella sfera dei costi energetici generali e rappresentano una componente strutturale del prezzo complessivo dell'energia.
Chiudono le fabbriche in Italia, il carbonio vola altrove. Il report del CSC di @Confindustria evidenzia come il calo delle emissioni climalteranti non sia primariamente frutto di investimenti in tecnologie pulite o di innovazione di processo a parità di output, bensì della chiusura fisica degli impianti produttivi, della contrazione dei volumi manifatturieri e della delocalizzazione delle produzioni ad alta intensità energetica (fenomeno del carbon leakage). Viene sottolineata l'inadeguatezza dell'applicazione uniforme di regole rigide su basi di partenza asimmetriche: «Una condizione uniforme su basi di partenza disuguali produce chiusure, non decarbonizzazione.» Inoltre, «Secondo recenti stime, il rafforzamento europeo delle politiche climatiche ha fatto aumentare le emissioni incorporate nelle importazioni di beni manifatturieri. Il tasso di rilocalizzazione si attesta in media europea attorno al 14% (per ogni 100 t di CO2eq ridotte sul territorio nazionale, 14 tonnellate ricompaiono attraverso le importazioni), spinto dai settori a più alta intensità energetica dove supera spesso il 30%. Per l’Italia, il tasso medio è dell’8% e raggiunge circa il 40% nella metallurgia di base. Caso emblematico è rappresentato dalle importazioni di cemento e clinker da Paesi extra-UE [...]. Le importazioni italiane di cemento e clinker extra-UE nel periodo 2018-2025 sono cresciute del 1.181%.» Ulteriori future chiusure di impianti sono molto probabili: «L’azzeramento delle quote gratuite determinerà altre chiusure di imprese. L’acquisto dei diritti di emissione al prezzo di mercato per coprire le quote oggi gratuite determinerebbe un onere di spesa che supererebbe l’EBITDA per il 18% delle imprese manifatturiere in ETS, che impiegano circa 19mila dipendenti (16,5% del totale) e generano 744 milioni di valore aggiunto (5%).» La relazione con il prezzo dell'energia è un altro fattore importante: «Il costo dell’ETS viene sostenuto sia dalle imprese manifatturiere, per le proprie emissioni di processo, sia dagli impianti di generazione termoelettrica e, per questo, il costo della CO2 ha un impatto sul prezzo dell’elettricità: l’ETS incide per circa 30 €/MWh sul prezzo marginale italiano [...]. L’aumento dei prezzi dell’energia riduce la produzione industriale e l’occupazione.» Insomma: i dati del CSC indicano chiaramente che, per la manifattura, il raggiungimento degli obiettivi ambientali non ha coinciso con una reale trasformazione tecnologica a volumi costanti, bensì con la perdita secca di capacità produttiva, il calo dei margini aziendali e la sostituzione di filiere interne con fornitori esteri. Tale dinamica convalida pienamente l'ipotesi per cui le modalità di attuazione delle politiche di decarbonizzazione stiano determinando una vera e propria deindustrializzazione del Paese.
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Bravi, bravissimi, burocrati del “green” ideologico. Volevate la decarbonizzazione, avete ottenuto la deindustrializzazione.
Il disastro industriale di un paese spiegato in cinque righe (fonte: rapporto di previsione Csc Confindustria)
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Chiudono le fabbriche in Italia, il carbonio vola altrove. Il report del CSC di @Confindustria evidenzia come il calo delle emissioni climalteranti non sia primariamente frutto di investimenti in tecnologie pulite o di innovazione di processo a parità di output, bensì della chiusura fisica degli impianti produttivi, della contrazione dei volumi manifatturieri e della delocalizzazione delle produzioni ad alta intensità energetica (fenomeno del carbon leakage). Viene sottolineata l'inadeguatezza dell'applicazione uniforme di regole rigide su basi di partenza asimmetriche: «Una condizione uniforme su basi di partenza disuguali produce chiusure, non decarbonizzazione.» Inoltre, «Secondo recenti stime, il rafforzamento europeo delle politiche climatiche ha fatto aumentare le emissioni incorporate nelle importazioni di beni manifatturieri. Il tasso di rilocalizzazione si attesta in media europea attorno al 14% (per ogni 100 t di CO2eq ridotte sul territorio nazionale, 14 tonnellate ricompaiono attraverso le importazioni), spinto dai settori a più alta intensità energetica dove supera spesso il 30%. Per l’Italia, il tasso medio è dell’8% e raggiunge circa il 40% nella metallurgia di base. Caso emblematico è rappresentato dalle importazioni di cemento e clinker da Paesi extra-UE [...]. Le importazioni italiane di cemento e clinker extra-UE nel periodo 2018-2025 sono cresciute del 1.181%.» Ulteriori future chiusure di impianti sono molto probabili: «L’azzeramento delle quote gratuite determinerà altre chiusure di imprese. L’acquisto dei diritti di emissione al prezzo di mercato per coprire le quote oggi gratuite determinerebbe un onere di spesa che supererebbe l’EBITDA per il 18% delle imprese manifatturiere in ETS, che impiegano circa 19mila dipendenti (16,5% del totale) e generano 744 milioni di valore aggiunto (5%).» La relazione con il prezzo dell'energia è un altro fattore importante: «Il costo dell’ETS viene sostenuto sia dalle imprese manifatturiere, per le proprie emissioni di processo, sia dagli impianti di generazione termoelettrica e, per questo, il costo della CO2 ha un impatto sul prezzo dell’elettricità: l’ETS incide per circa 30 €/MWh sul prezzo marginale italiano [...]. L’aumento dei prezzi dell’energia riduce la produzione industriale e l’occupazione.» Insomma: i dati del CSC indicano chiaramente che, per la manifattura, il raggiungimento degli obiettivi ambientali non ha coinciso con una reale trasformazione tecnologica a volumi costanti, bensì con la perdita secca di capacità produttiva, il calo dei margini aziendali e la sostituzione di filiere interne con fornitori esteri. Tale dinamica convalida pienamente l'ipotesi per cui le modalità di attuazione delle politiche di decarbonizzazione stiano determinando una vera e propria deindustrializzazione del Paese.
Bravi, bravissimi, burocrati del “green” ideologico. Volevate la decarbonizzazione, avete ottenuto la deindustrializzazione.
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Reggio Emilia è un’eccellenza mondiale sugli asili e le scuole d’infanzia, e lo rimarrà anche dopo questa orribile vicenda. Vengono da tutto il mondo a studiare il suo modello educativo. Tra cui alcuni docenti ed educatori di scuole ebraiche degli USA. Allora a qualche genio - spinto dai Pro-Pal(le) locali - viene in mente di far firmare loro un documento in cui “prendono le distanze dall’occupazione israeliana a Gaza”. Perché rappresenta un gesto intollerabile ? 1) non tutti gli israeliani sono ebrei (il 20% della popolazione è musulmana, ed pienamente cittadina israeliana con tutti i diritti e doveri), non tutti gli ebrei sono israeliani. Confondere le due cose non è solo ignoranza: è discriminazione religiosa. 2) se, come si è tentato goffamente di affermare, si volevano solo ribadire i valori di pace e tolleranza alla base del modello educativo reggiano, perché allora non si chiede ad ogni musulmano in visita a Reggio di dissociarsi dalle azioni compiute da un qualsiasi governo arabo? O perché non si chiede ad una delegazione di educatori turchi di dissociarsi dalle azioni contro i curdi, o ad una di americani di dissociarsi dalle affermazioni o politiche di Trump? E soprattutto: a qualcuno di questi Pro-Pal(le) verrà mai in mente di chiedere a chicchessia di dissociarsi dal criminale attacco terroristico del 7 ottobre, oppure quella è “resistenza”, come vergognosamente è stata chiamata questo weekend nelle piazze di mezza Italia da un gruppo di fascisti rossi? Tutte queste cose sarebbero ridicole e offensive. Come è stato ridicolo e offensivo quello che è successo a Reggio Emilia. E lascia onestamente senza parole la difesa a spada tratta di quanto accaduto da parte di autorevoli esponenti nazionali del centrosinistra.
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Replying to @matteorenzi
Matteo, bastava votare sì al referendum.
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«Kjernekraft er fire ganger så dyrt som vindkraft.» NVEs regnestykke fra 2024 er riktig. Det er bare ikke ferdig. Det holder ikke å bare regne på selve kraftverket. Strømmen må fraktes dit den trengs, og noen må levere når det ikke blåser. I de knappeste timene kan vi regne med minst 90 prosent av kjernekraften. Av vindkraften på land: 6 prosent. Resten må dekkes av nett og reserve. Det har en betydelig kostnad som ofte blir skjult, men som jeg mener det går an å regne på. I morgen, onsdag, legger jeg hele formelen åpent ut. Hele metoden og alle tallene, så hvem som helst kan etterprøve dem. Med nett og reserve i regnestykket: Kjernekraft: 158 øre/kWh Vindkraft på land: 183 øre/kWh Flytende havvind: 303 øre/kWh Å velge etter kraftverkskostnaden alene er som å velge seilbåt fremfor motorbåt fordi den er billigst – uten å spørre hvordan du kommer frem når det er vindstille. Jeg sier ikke at jeg har fasiten. Jeg sier at vi bør regne ferdig før vi bestemmer oss. Uenig? Regn på det selv, og fortell meg hvor jeg tar feil. DN har saken i kveld. Lenke i kommentarfeltet.
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Il paese spende 300 miliardi l'anno(esatto...300 MILIARDI) per pensioni dei dipendenti PA e salari dei dipendenti PA. 300 MILIARDI l'anno per pensioni che sono del 54% più alte delle pensioni private e per salari che sono del 30% più alti dei salari privati. 300 MILIARDI all'anno che sono pagati, INTEGRALMENTE, dai PRIVATI...ovvero quelli che prendono MENO di pensione e MENO di salario. Italiani, é ora che vi svegliate. Gli strumenti per correggere questa distorsione regressiva esistono. Il primo, più immediato, é porre immediamente un cap alle pensioni. Il secondo, più complicato ma più soddisfacente, é tagliare personale ove non produttivo. Siamo in tempi di AI, usiamola. I servizi li paghiamo troppo. Saluti,
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Alle donne #afgane verrà vietato di studiare e svolgere mestieri sanitari. La conseguenza sarà che le donne non verranno più curate. #ONU dove sei???? #Occidente dove siamo noi?
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Simply disgusting.
I sincerely apologize. I misread the term "Muselmann" (Muslim) used in Nazi camps for prisoners at the brink of death, wrongly inferring that the term antisemitism originally meant hatred of all Semitic peoples. In fact it was coined specifically to denote hatred of Jews.
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Non deve scusarsi. Vada a lavorare e la finisca con la propaganda. Ritrovi dignità.
I sincerely apologize. I misread the term "Muselmann" (Muslim) used in Nazi camps for prisoners at the brink of death, wrongly inferring that the term antisemitism originally meant hatred of all Semitic peoples. In fact it was coined specifically to denote hatred of Jews.
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Cari @GiuseppeConteIT, @NFratoianni e sedicenti pacifisti, sarei onorato se qualcuno di voi per una volta rispondesse a queste semplici domande. Nei giorni scorsi il Consiglio D’Europa ha pubblicato un documento nel quale viene descritto con raccapricciante chiarezza cosa accade nei territori occupati, tra torture sistematiche, rapimenti di bambini, violenze, esecuzioni sommarie, processi pilotati, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, negazione di ogni libertà, soppressione dell’identità ucraina, arruolamento coatto e militarizzazione dei minori. Quando parlate di pace avete già deciso che a pagarne il prezzo dovranno essere i 3,5 milioni di ucraini che vivono nelle regioni sotto occupazione russa e che ogni giorno subiscono tutto questo? A Bucha, Irpin, Mariupol e altre località si erano già riempite di fosse comuni dopo un solo mese di occupazione. Come potete non chiedere voi per primi la liberazione di ogni centimetro di terra ucraina per impedire che questo orrore si ripeta e perché ogni vittima abbia un nome e ottenga giustizia? L’Ucraina nel 1994 cedette il terzo più vasto arsenale nucleare al mondo in cambio di assicurazioni sull’integrità territoriale, la sovranità e l’astensione dalla coercizione economica. La Russia, cofirmataria del memorandum, ha violato tutte e tre le promesse. Quale insegnamento credete che trarrebbe il mondo se oggi rinunciassimo, come voi chiedete ogni giorno, alla difesa dell’Ucraina, se non che le armi nucleari valgono più dei trattati e che quindi l’unica difesa è costruirsi un proprio arsenale atomico? È questa la vostra idea di disarmo? Dei 4 trattati sottoscritti con l’Ucraina tra il 1994 ed il 2015 la Russia non ne ha rispettato neanche uno. In alcuni ha persino finto di non essere parte in causa mentre armava separatisti e mandava truppe in segreto. Quello in discussione in Turchia ha provato ad imporlo massacrando civili, pretendo che Kyiv accettasse con una pistola puntata alla testa di disarmarsi, rimanere fuori dalla NATO e dare al suo invasore il diritto di veto sull’eventuale soccorso in caso di nuova invasione. Come fate a ritenere che disarmare l’Ucraina possa portare ad un accordo equo che la Russia rispetterebbe, visto che intendete mettere la vittima anziché l’aggressore in una condizione di svantaggio e renderla incapace di reagire? Le cessioni territoriali violano i trattati dell’ONU e le convenzioni internazionali, che tutelano sovranità, rispetto dei confini e autodeterminazione. Putin ha violato questi principi in Cecenia dal 1999, in Georgia dal 2008, in Ucraina dal 2014 e di nuovo dal 2022. Cedere per l’ennesima volta alle pretese di un dittatore a cosa porterà se non alla prossima guerra? Cosa non avete capito dalla lezione della conferenza di Monaco del 1938 e della guerra mondiale che ne è derivata? Putin tenta da 22 anni di controllare l’Ucraina politicamente, 18 anni fa ha iniziato a dire che non esiste, da 12 anni cerca di destabilizzarla e da 5 di cancellarla. Cosa credete che farà Putin se non continuare a provarci? Alla luce della miseria di aiuti che abbiamo inviato finora, i vostri saldi principi vi portano veramente a sostenere che la sopravvivenza di un intero popolo valga meno di un caffè al mese? La Russia spende in armi, a parità di potere d’acquisto quanto l’intera Europa. Nelle tv russe si parla a giorni alterni di come nuclearizzare le nostre capitali. Nelle chiese si definisce santa la guerra contro l’Occidente. Nelle scuole si coltiva l’odio verso di noi e si insegna ad usare droni e armi. A cosa serve il disarmo che proponete se non a lasciarci indifesi davanti ad un pericolo esistenziale? Ecco. Se non sapete rispondere a tutto questo, non rompete più i coglioni con le malefatte di Trump, con i doppi standard su Gaza, con il patriarcato, il femminicidio, la giustizia, il diritto e Bella Ciao. Perché il mondo in cui si legittima la sopraffazione l’avrete voluto voi.
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Che ritroviate la dignità. Che smettiate di fare gli zerbini di Conte. Che siate chiari su Ucraina e NATO europea. Che smettiate di andare appresso alle stupidaggini di Bonelli sull’energia. Che prendiate sul serio la questione della sicurezza e dell’immigrazione illegale. Che la smettiate di avallare bonus che distruggono le finanze pubbliche. Che non stiate dalla parte degli editori dei giornali che deindustrializzano l’Italia e torniate dalla parte degli operai che subiscono la deindustrializzazione. Che non rinneghiate una stagione di riforme - job act etc - per compiacere i populisti di sinistra. Che vi ricordiate del fondamento garantista della nostra costituzione e non vi sottomettiate a magistrati e al Fatto quotidiano. Insomma hai capito @sbonaccini. Ricordatevi chi siete e raddrizzate la schiena dritta. Poi ne riparleremo.
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Maxgio retweeted
Piccola spiegazione di Modena, per contestualizzare la notizia. L' MD si trova in via Rainusso, a ridosso del palazzo Europa. Tempio anni '60 dell'associazionismo cattolico e del mondo cooperativo. 1/n
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Un grande @CarloCalenda. Nel 1986, quando la folle manovra nella centrale di Chernobyl produsse una nube di Iodio e Cesio in tutta Europa, a causa della quale, nei 20 anni successivi i cittadini Italiani assorbirono una dose efficace pari a quella che assorbono (da raggi cosmici naturali) in 7 ore durante un volo da Roma a New York (quindi niente di allarmante), erano in esercizio in Europa oltre 170 reattori nucleari. "Il primo grande atto di populismo" che tutti i partiti italiani (tranne i Repubblicani) attuarono, cavalvando la paura invece di mobilitare la ragione, fece chiudere solo i 4 reattori italiani. Tutti gli altri andarono regolarmente avanti; e ne vennero costruiti molti altri. Serve altro come prova di populismo? O pensate davvero che gli Italiani siano immensamente più cagionevoli? Da noi anche il Piano Energetico che prevedeva a regime 20 GW nucleari venne abbandonato in favore prima dell'olio pesante (uno scarto di raffineria) e poi del carbone e del gas. Se lo avessimo portato avanti, oggi il nostro mix di generazione elettrica sarebbe simile a quello francese: i prezzi in bolletta meno della metà di oggi e le emissioni elettriche almeno 8 volte inferiori. Ignoranza e populismo si pagano SEMPRE cari. Ora rimbocchiamoci le maniche e ripariamo in fretta il danno immenso che producemmo allora. @Azione_it
Il primo atto di populismo in Italia è stato il referendum del 1987 sul nucleare. Quando abbiamo scelto la paura invece della ragione. E quel conto lo paghiamo ancora oggi. Nel frattempo i nostri consumi elettrici cresceranno, l’industria avrà bisogno di sempre più energia e i data center aumenteranno ulteriormente la domanda. Se vogliamo restare una grande potenza industriale non possiamo pensare di rinunciare a una fonte stabile di energia come il nucleare nel mix energetico. Adesso serve solo una cosa: smettere di avere paura e cominciare a fare.
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Infatti chi oggi sostiene la "via negoziale" con la Russia, vuole lo sterminio degli ucraini, la russificazione forzata, i campi di concentramento, le deportazioni e gli stupri di guerra. A partire da Francesca Albanese.
Proprio nel giorno in cui Nardella ci ricorda quello che pensano in quel partito di xxxxx di cui fa parte, partito che avevamo già beccato a Bruxelles votare a favore per il 76% delle situazioni in cui erano in ballo interessi russi prima dell’invasione…
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