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book.tychos.space/chapters/1… What if the Copernicus Model is flawed? What if all the anomalies and inequalities of the planet's orbits can be explained most simply way. Does the Earth really spin around the Sun? Are you ready to shake up your beliefs? I'm NOT talking about Flat Earth.
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MAI, MAI, MAI dimenticate cosa disse il Presidente di Bayer.
Questo video non deve sparire. Deve rimanere lì come promemoria di come ci hanno parlato.
Mia riflessione personale.
Ci hanno parlato per anni di "scienza", di "fiducia", di "atto d'amore". Ci hanno detto che chi faceva domande era un pericolo.
Poi scopri, dalle loro stesse voci, sui palchi ufficiali dove pensano di non essere ascoltati dal popolo, che la verità era un'altra.
Non è un complottista a dirlo.
È Stefan Oelrich, Presidente della divisione Pharmaceuticals di Bayer, una delle più grandi case farmaceutiche al mondo.
Ascoltatelo con le vostre orecchie, parole testuali, sottotitoli in italiano:
"Noi, come azienda, stiamo facendo un salto di qualità nel campo della terapia cellulare e genica... in definitiva i vaccini a mRNA sono un esempio di ciò, sono un esempio di terapia cellulare e genica. Mi piace sempre dire che se due anni fa avessimo fatto un sondaggio chiedendo: 'Sareste disposti a sottoporvi a una terapia genica o cellulare e iniettarvela nel corpo?' Probabilmente avremmo avuto un tasso di rifiuto del 95%. Penso che questa pandemia abbia anche aperto gli occhi a molte persone sull'innovazione in un modo che prima forse non era possibile."
Capite cosa sta dicendo?
Sta dicendo che se ce l'avessero chiamata con il suo nome tecnico - terapia genica e cellulare - il 95% di noi avrebbe detto NO.
Allora l'hanno chiamata "vaccino". Perché "vaccino" è una parola che da 100 anni ci dà fiducia. È la parola che ci hanno fatto dire ai nostri figli.
Non è una questione di essere pro o contro. È una questione di consenso informato.
È una questione di rispetto.
Se devi cambiare il nome a un prodotto per far sì che la gente lo accetti, non stai informando. Stai facendo marketing.
E se serve una pandemia per "aprire gli occhi" alla gente, forse non sono gli occhi che si sono aperti. È la paura che è stata usata.
Fonte video integrale: World Health Summit 2021 - Intervento Stefan Oelrich - Bayer
Analisi personale di ✒️ ©Sabrina F.
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Schröder, ehemaliger Kanzler, LEGT DIE WAHRHEIT OFFEN: „Frieden sabotiert!
Schröder äußert sich: „Warum der Krieg endlos in die Länge gezogen wird. Es ist das größte Skandalon unserer Zeit: Während täglich Menschen in der Ukraine sterben, Städte in Trümmern liegen und die Energiepreise in Europa durch die Decke gehen, wird Frieden systematisch verhindert. Nicht durch Zufall, nicht durch Missverständnisse – sondern durch absichtliche Sabotage hinter verschlossenen Türen.“
Der ehemalige Kanzler Gerhard Schröder, enthüllt in einem sensationellen Interview, wie historische Chancen, den Krieg zwischen Russland und der Ukraine zu beenden, absichtlich sabotiert wurden.
Russische und ukrainische Delegationen trafen sich in Istanbul. Ein Abkommen schien in greifbarer Nähe: Neutralität für die Ukraine, Sicherheitsgarantien und eine Lösung für den Donbass-Konflikt.
Doch dann kam der berüchtigte Besuch des britischen Premierministers Boris Johnson in Kiew. Laut Schröder und anderen Quellen überbrachte Johnson eine klare Botschaft des Westens: „Kämpft weiter, wir stehen hinter euch – mit Waffen, Geld und politischer Unterstützung.“
Ein Friedensabkommen? Vom Tisch.
Die Eskalation war beabsichtigt. Gerhard Schröder, der Putin seit Jahren persönlich kennt und einer der letzten westlichen Staatsmänner war, die echte Diplomatie betrieben, spricht von einem „System zur Verlängerung des Krieges“. „Es geht nicht um Freiheit oder Demokratie“, sagt er weiter. „Es dreht sich um geopolitische Macht, um Russland um jeden Preis zu schwächen und um Milliarden an militärischen Gewinnen. Jeder, der von einem Waffenstillstand spricht, wird als Putin-Apologet hingestellt. Das ist keine Demokratie mehr, das ist eine Diktatur der öffentlichen Meinung.“
Die Beweislage, die Schröder und investigativer Journalismus zusammentragen, ist vernichtend. Interne Memos des US-Außenministeriums, durch Whistleblower geleakt, zeigen, dass es bereits im März 2022 klare Anweisungen gab, keine Verhandlungen zu unterstützen, die Russland „belohnen“ könnten. Schröder nennt es „moralische Selbstentwaffnung“: Deutschland, einst die treibende Kraft hinter der Ostpolitik, wurde zum Vasallen amerikanischer Interessen. Besonders explosiv ist die Rolle der NATO-Erweiterung. Schröder weist darauf hin, dass Warnungen aus Moskau bereits auf dem Gipfel in Bukarest 2008 ignoriert wurden. Putin betrachtete den Beitritt von Georgien und der Ukraine als existenzielle Bedrohung. Statt Kompromisse zu suchen, gingen die Provokationen weiter: Militärmanöver an der russischen Grenze, Waffenlieferungen und die Ausbildung ukrainischer Truppen durch westliche Spezialeinheiten.
„Das war kein Verteidigungsbündnis mehr“, sagte Schröder, „das war ein aggressives expansionistisches Projekt.“ Hinter den Kulissen florierte ein Netzwerk aus Think Tanks, Waffenlobbyisten und neokonservativen Hardlinern. Namen wie der von Victoria Nuland, die eine zentrale Rolle bei dem Putsch auf dem Maidan-Platz 2014 spielte, tauchen wieder auf. Milliarden Dollar an US-Hilfe flossen nicht nur in die Ukraine, sondern auch zurück in die Taschen amerikanischer Unternehmen. Raytheon, Lockheed Martin und andere Waffengiganten buchten Rekordgewinne. Inzwischen frieren deutsche Familien, weil die Nord-Stream-Pipelines – ein Projekt, an dessen Verhandlungen Schröder maßgeblich beteiligt war – in die Luft gejagt wurden. Bis heute gab es keine echte Untersuchung.
Schröder geht noch weiter. Er berichtet von geheimen Treffen, in denen hochrangige westliche Vertreter offen zugaben, dass ein schneller Sieg für die Ukraine unrealistisch sei. Dennoch wurde die Erzählung vom „Kämpfen bis zum letzten Ukrainer“ aufrechterhalten. Zehntausende junge Männer starben in sinnlosen Offensiven wie jener bei Charkiw oder im Donbass. Zivilisten in Donezk und Luhansk, die seit 2014 unter Beschuss stehen, wurden in den westlichen Medien systematisch ignoriert. „Das ist keine Voreingenommenheit, das ist Propaganda“, sagt Schröder bitter.
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Incredible! Zelenskyy Spits On The Feet Of Swedish King After Handshake Refusal.
Unbelievable scene as Swedish King Carl Gustav allegedly refuses a handshake with Zelensky.
The elites are finished with Zelenskyy.
Readers added context they thought people might want to know
The video is a manipulated edit of the Swedish king's April 2026 Lviv meeting with Zelensky. Full footage and official records show multiple handshakes during a supportive visit; no refusal or spitting occurred.
svt.se/nyheter/utrike…
faktencheck.afp.com/doc.afp.com.A8…
vrt.be/vrtnws/nl/2026…
youtube.com/watch?v=0XsXPY…
ukrinform.net/rubric-factche…
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Contro la barbarie orchestrata
Le scene di guerriglia urbana che in questi giorni hanno devastato Parigi, Lione, Marsiglia, Limoges e - in Italia - Milano, Torino, Bologna e altre città non possono ridursi a semplici disordini di piazza: sono manifestazioni di violenza e di barbarie che trasformano le strade in campi di battaglia. Saccheggi, incendi di edifici pubblici e di negozi, attacchi alle forze dell’ordine, feriti a centinaia, arresti a migliaia: ciò che viene presentato come protesta contro il carovita è in realtà uno degli strumenti principali della pianificazione scientifica con cui l’élite tecnocratica globalista intende introdurre e alimentare focolai di guerra civile nella popolazione.
Il disagio economico è reale, ma viene scientemente esasperato e poi dirottato. Gruppi organizzati — black bloc, nuclei dell’ultra-sinistra, bande di giovani per lo più extra-comunitari che agiscono “senza ordini” secondo il modello francese — trasformano manifestazioni teoricamente pacifiche in caos controllato e fomentato. L’obiettivo è chiaro: creare il pretesto per legittimare nuove forme di repressione, di controllo sociale e di compressione delle libertà residue. In tutto questo non vi è nulla di spontaneo.
Condanno la complicità dei governanti. Essi hanno contribuito a generare le condizioni di impoverimento e di alienazione, e ora si servono del disordine per rafforzare l’apparato repressivo, mentre pronunciano condanne di facciata.
Condanno altresì il tradimento della gerarchia della chiesa conciliare-sinodale, totalmente asservita all’élite tecnocratica globalista. Invece di richiamare le anime all’ordine, alla giustizia e alla Verità perenne, essa tace, o peggio acconsente, preferendo il dialogo con i poteri del mondo alla fedeltà al Vangelo e al Magistero di sempre. Quando l’autorità — civile ed ecclesiastica — cessa di trattenere l’errore e ne diventa veicolo, si consuma quella frattura che San Paolo descrive come mysterium iniquitatis (2 Ts 2, 7-8).
La divisione è opera del divisore, Satana. Chi alimenta deliberatamente il caos per poi imporvi il proprio ordine non agisce per il bene delle anime, ma per il consolidamento di un potere che ha ripudiato Cristo Re. Finché questa pianificazione non sarà smascherata, ogni pretesto di “rinnovamento” o di “giustizia sociale” resterà al servizio dell’iniquità.
Raccogliamoci intorno alla Verità immutabile e alla Tradizione apostolica. Non ratifichiamo l’errore, non consentiamo alla menzogna.
“State saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso” (2 Ts 2, 15).
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❓🇮🇱Come ha fatto Israele a diventare un rifugio per latitanti e personaggi accusati di gravi crimini?
🏴 Da Tomás Zerón, ricercato dal Messico per torture e depistaggi sul caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, ad Andrés Roemer, accusato di violenze sessuali, fino all’oligarca Ilan Shor, condannato per una gigantesca frode bancaria: ricostruiamo casi di fuga in Israele e richieste di estradizione rimaste senza esito.
🎙️Con Michele Manfrin parliamo del ruolo della Legge del Ritorno, delle protezioni politiche e degli ostacoli alla giustizia, per poi approfondire la sua inchiesta sulla presenza economica israeliana in Italia.
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Quindi come l'impero Romano crolleremo per mano degli immigrati "barbari" e avremo l'imperatore/Presidente marocchino...
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A jet falls 14,000 feet in 29 seconds, fast enough that nobody is walking the aisle, and then a plumber who learned to fly from television is credited with defying both the laws of physics and of cockpit security enters the flight deck mid descent, wrestles with the copilot and pulls the flight out of the dive somehow miraculously without snapping the plane in two (a near impossibility even for an experienced pilot).
Then the flight’s spare set of pilots (who knew flights had those, right?) took over the flight deck from this Super Mario and would then fly the plane to Tabuk in KSA and land it safely.
No spilled water cups, no mess or damage to the cabin, no oxygen masks falling from the ceiling. In fact, passengers film themselves, and others in confusion as to what’s actually happening.
But, the thing is, 7 minutes after the dive, the general emergency code 7700 goes out, (notifying ground control that, among other things the crew have lost the ability to control the flight) even though by this point the Israeli “Jason Statham” has already recovered the flight trajectory from certain death and gained control of the flight deck.
Another 7 minutes after this the 7500 code goes out, notifying air traffic control that the aircraft is under unlawful interference, or someone is forcing, or trying to force, a change in the flight who is not entitled to control it.
But by that time the spare pilots have control of the aircraft and are supposedly en route to Tabuk.
By bedtime the official narrative is that Israel has a foiled 9/11, and an Israeli hero (an ordinary plumber in a blood-stained shirt - and socks strangely enough) is being hugged on Israeli national TV by none other than Benjamin Netanyahu - the very man who, less than 48 hours prior had warned Israelis to expect a 9/11 style terrorist attack on its soil.
Meanwhile the states holding the fight recorders are still calling it an altercation, and have sent both the pilot and copilot back to Dubai for medical treatment and debriefing - neither has been placed under arrest.
Replying to @5149jamesli
When are we going to grow a pair? These are confirmed Israeli false flags JUST from 911
2001 SEP 11 – Ehud Olmert, Israel’s deputy prime minister, is on an unreported visit in New York City. Why is it secret? While all civilian planes are grounded, at 4:11 p.m. an El Al Boeing 747 takes off from JFK bound for Tel Aviv. The flight is authorized by the direct intervention of the U.S. Department of Defense.
9/11 – Alex Brown, a firm with ties to Israeli military intelligence and Yair Shamir’s company Scitex has many of the suspicious “put” options. “Buzzy” Krongard, executive director of the CIA, headed AB until 1998. His wife works for Rothschild Asset Management.
9/11 – Israeli government receives the names of 4,000 Israelis believed to be in the area of the WTC or Pentagon on 9/11. Odigo, an Israeli messaging company, is used to send warning several hours before attacks. Four Israelis die at WTC.
9/11 – Five Israelis working for Urban Moving Systems are arrested on 9/11 after being seen photographing and celebrating the attack on the WTC. The fake moving company is later found to be a front for the Mossad. Two of the Israelis are known Mossad.
9/11 – Israeli military chief Ehud Barak interprets 9/11 on BBC and Sky News in London, blaming Osama bin Laden and calling for U.S. to “launch an operational, concrete, war against terror.” Barak is Netanyahu’s commander in the Sayeret Matkal, a covert commando force of Israeli military intelligence. Other Israeli commandos (e.g. Daniel Lewin) are involved in 9/11. Bin Laden denies responsibility for 9/11.
9/11 – Netanyahu praises 9/11 atrocity to NYT: “It’s very good… it will generate immediate sympathy.” In 2008, he says in Israel: “We are benefiting from one thing, and that is the attack on the Twin Towers and Pentagon, and the American struggle in Iraq.”
9/11 – An Israeli controls 9-11 investigation. John Ashcroft puts Israeli dual-national Michael Chertoff in charge of 9/11 investigation. “For day-to-day decisions, Chertoff has the last word.” Destruction of crucial evidence begins immediately.
9/11 – Two Zionist-owned junkyards manage hasty destruction and exportation of evidence using large ships bound for Asia able to load at Hugo Neu because the Claremont Channel has been dredged since 1999.
Post 9/11 – Zionist with conflict of interest presides over 9/11 lawsuit: Judge Alvin Hellerstein manages 9-11 tort litigation, while his son is lawyer in Israel with firm that represents ICTS, key defendant in 9/11 litigation. Hellerstein dismisses ICTS and every 9/11 case is settled out of court.
Post 9/11 – Zionists manage compensation funds: Kenneth Feinberg and Sheila Birnbaum oversee compensation settlements for 9/11 families. Not a single case goes to trial. No 9/11 discovery occurs in court.
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Naza sbanca i cinema. Israele attacca il film, ma gli italiani fanno la fila per vederlo
451.872 euro in un solo giorno, oltre 60mila spettatori, primo posto al box office. Prima ancora, 25 minuti di applausi a Venezia e un premio della giuria. Mentre Benjamin Netanyahu parla di «incitamento antisemita» e l’esercito israeliano minaccia indagini, azioni legali e perfino la caccia al “materiale classificato”, gli italiani fanno la cosa più semplice e più devastante: vanno al cinema a vedere NAZA. Israele combatte il film. Il pubblico, invece, vuole la verità.
Lunedì 28 settembre 60.467 persone sono entrate nelle sale italiane per vedere il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor. In un solo giorno NAZA ha incassato 451.872 euro, superando Avengers: Endgame Extra, fermo a 179.612 euro. Un documentario su Gaza ha incassato più di due volte e mezzo uno dei titoli più noti del cinema mondiale. Doveva restare in sala tre giorni. Il successo lo ha costretto a restare.
Questo dato distrugge una narrazione ripetuta per mesi: non è vero che gli italiani sono stanchi di Gaza. Non è vero che non vogliono sapere. Non è vero che preferiscono distrarsi. Quando hanno avuto la possibilità di vedere un film che racconta dall’interno ciò che è accaduto, decine di migliaia di persone hanno comprato un biglietto. Esiste un pubblico enorme che vuole guardare, ascoltare, capire.
E c’è un fatto che rende NAZA impossibile da liquidare come propaganda: il film è stato realizzato da due israeliani. Non da Hamas. Non dall’Iran. Non da attivisti palestinesi. Da due cittadini israeliani che hanno raccolto le testimonianze di 24 membri ed ex membri degli apparati militari e d’intelligence del loro stesso Paese. A parlare non sono solo le vittime: sono persone che hanno lavorato dentro la macchina militare che ha devastato Gaza.
Prima dell’arrivo nelle sale italiane, NAZA aveva già fatto tremare i palazzi del potere: 25 minuti di applausi a Venezia, record dell’edizione, Premio speciale della giuria. Yuval Abraham lo ha spiegato con una frase che da sola basta a capire tutto: «Il muro di negazione davanti al massacro di civili di Gaza nella nostra società è talmente spesso». Il film nasce per romperlo.
La reazione israeliana è stata feroce. Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha parlato di «calunnie» e «false accuse», definendo NAZA «un tentativo deliberato di minare la legittimità dell’IDF». Non si è fermato alle parole: ha creato un gruppo multidisciplinare per studiare come colpire il film, ha ordinato verifiche sul materiale utilizzato, ha incaricato i vertici legali di valutare azioni giudiziarie contro i registi e contro chi ha collaborato. L’IDF ha dichiarato che userà «ogni strumento a loro disposizione» per proteggere la reputazione dell’esercito.
Netanyahu ha attaccato personalmente il film: «È scioccante». «Incitamento antisemita». Il ministro della Cultura Miki Zohar ha parlato di «tradimento contro lo Stato» e ha chiesto di verificare se fosse possibile revocare la cittadinanza ai registi. Itamar Ben-Gvir li ha invitati a lasciare Israele. Non è una polemica cinematografica: è il governo israeliano che reagisce come se NAZA fosse una minaccia nazionale.
E poi arriva l’Italia. Arriva il pubblico. Arriva la fila davanti ai cinema. Arriva il primo posto al box office. Arriva la programmazione prolungata.
Ed è qui che il successo italiano diventa politico. Dimostra che decine di migliaia di persone vogliono conoscere ciò che è accaduto a Gaza. Dimostra che la narrazione secondo cui “la gente non vuole più sentir parlare della Palestina” è falsa. Dimostra che quando un film rompe il silenzio, il pubblico risponde.
[...] NAZA ha battuto Avengers al botteghino. Ma il punto non è il record. Il punto è che un documentario su Gaza, attaccato con violenza dalle autorità israeliane, è diventato il film più visto in Italia nel giorno del suo debutto.
Le testimonianze ormai esistono. Sono un film.
Paolo Consiglio
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Fantastic piece!
“I argue that the United States is deliberately preparing to sacrifice Europe. When Ukrainian manpower is exhausted, European men and European territory are to become the next expendable resource in a proxy war against Russia.
For decades a networked elite has manipulated governments, manufactured consent for wars of aggression, and shielded itself from accountability through legal and institutional mechanisms designed for that purpose. That same elite now faces the collapse of its financial instruments, the failure of its traditional tools of control, and the rise of powers it can no longer dominate. It cannot afford to lose power, because loss of power would mean exposure for crimes that, under the standards established at Nuremberg, constitute the supreme international crime.
Europe’s own political class is not working for Europe’s interest. Its loyalty has been carefully cultivated to serve the American hegemon — more like a beaten wife than an equal partner. The continent is therefore being transformed from ally into resource: economically drained, politically captured, and militarily prepared as the theatre in which the costs of imperial decline will be paid. The ultimate expression of this strategy is a managed escalation that keeps the American homeland as sanctuary while Europe absorbs both the conventional attrition and the nuclear risk”.
Link to the article: mattiasforsgren.substack.com…
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C'è una persona su questo social che appare di rado, non scrive spesso ma che, negli ultimi tre anni, ha svolto un ruolo encomiabile e prezioso per chi ha a cuore le sorti del martoriato popolo palestinese.
Mi riferisco a @OfficineXShay, l'artefice principale dei migliori e più grandi eventi apparsi in Italia su questa piattaforma, come quello del 3-4 ottobre dello scorso anno.
Una live di 24 ore per Gaza che ottenne ascolti incredibili unendo le voci più autorevoli del mondo universitario, del giornalismo, dell'arte, della cultura ebraica anti-sionista.
In un mondo, quello mediatico, dominato da cialtroni che s'offrono, Shay fa anche la cosa più naturale e allo stesso tempo rarissima: apre costantemente spazi alle vittime, ai palestinesi testimoni di Gaza e della Cisgiordania.
Stasera alle 21.30, Shay ci offre la possibilità di ascoltare in diretta, con l'ausilio di un interprete, le parole di Ahmed Hassouna, il regista di "Citizen Osama" candidato per la Palestina all'Oscar 2027.
È un evento molto sentito e fortemente voluto da Shay che spende il suo tempo e le sue energie per dare voce alla Palestina.
Raramente, forse mai, ho chiesto di retwittare un mio post (o quello nel primo commento), in questo caso chiedo la cortesia di farlo.
Facciamo in modo che la notizia di questo evento raggiunga più persone.
Shay lo merita.
* Nel primo commento il post di Shay con notizie e link per accedere alla diretta.
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🔴Ascoltate bene le parole di Larry Johnson, già analista della ClA:
🔻”Gli europei compiranno un’azione che per i russi sarà la goccia che fa traboccare il vaso.
🔻Lanceranno un missile e a quel punto la Russia reagirà con forza.
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Yahudi İzleyici: (ağlayarak) Konuşmanız sırasında Yahudilere yönelik birçok kez Nazi benzetmesi yaptınız. Bu son derece incitici. Bu, Nazi rejimi altında gerçekten acı çekmiş olan insanlar için çok aşağılayıcı.
Norman Finkelstein cevap veriyor:
— Bu tavra artık saygı duymuyorum. Gerçekten duymuyorum. Bu timsah gözyaşlarından hoşlanmıyorum ve onlara saygı da duymuyorum. (Dinleyicilerden alkışlar ve yuhalamalar yükselir)
— Yabancı bir dinleyici kitlesi önünde "Holokost kartını" oynamaktan hoşlanmıyorum ama şu an kendimi buna mecbur hissediyorum. Rahmetli babam Auschwitz'deydi. Rahmetli annem Majdanek toplama kampındaydı. Ailemin her iki taraftan da tüm üyeleri katledildi. Annem ve babam Varşova Gettosu Ayaklanması'na katıldılar.
— İşte tam da annem ve babamın bana ve iki kardeşime öğrettikleri dersler nedeniyle, İsrail'in Filistinlilere karşı işlediği suçlar karşısında sessiz kalmayacağım! Onların acılarını ve ölümlerini kullanarak; İsrail'in her gün Filistinlilere karşı işlediği işkence, vahşet ve ev yıkma suçlarını meşru göstermeye çalışmaktan daha aşağılık bir şey düşünemiyorum!
— Bu yüzden artık bu gözyaşlarıyla sindirilmeyi veya baskılanmayı reddediyorum. Eğer zerre vicdanın olsaydı, burada döktüğün o gözyaşlarını Filistinliler için döküyor olurdun!
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"Od trzech lat w mediach słyszymy, że Rosja zaatakowała Ukrainę bez powodu, a my – Polacy – musimy wspierać Kijów, bo to „nasza wojna”. Jednak rzeczywistość jest bardziej skomplikowana. Wojna na Ukrainie nie zaczęła się w 2022 roku, lecz była konsekwencją działań Stanów Zjednoczonych i Unii Europejskiej, które systematycznie prowokowały Rosję, używając Ukrainy jako pionka w geopolitycznej rozgrywce.
Przede wszystkim trzeba pamiętać, że pucz na Majdanie w 2014 roku nie był spontanicznym zrywem Ukraińców, lecz efektem finansowanej przez USA operacji destabilizacyjnej, czyli tzw. „demokratyzacji” Ukrainy. Stany Zjednoczone przeznaczyły miliardy dolarów na zmianę władzy w Kijowie, a nagrania rozmów amerykańskich dyplomatów (m.in. Victorii Nuland) pokazują, że to oni decydowali, kto stanie na czele rządu po obaleniu legalnie wybranego prezydenta Wiktora Janukowycza. Po tych wydarzeniach Ukraina rozpadła się na dwie części – prozachodnią i prorosyjską, a w Donbasie wybuchła wojna domowa. Przez kolejne osiem lat ukraińskie wojsko, wspierane przez skrajnie nacjonalistyczne oddziały, takie jak Azow i Prawy Sektor, prowadziło operacje militarne przeciwko separatystom, co doprowadziło do około 15 tysięcy ofiar śmiertelnych, według danych ONZ. Media milczały na ten temat, bo nie pasowało to do ich narracji.
W odpowiedzi na te wydarzenia, w marcu 2014 roku, Rosja przeprowadziła operację wojskową na Krymie, która doprowadziła do aneksji półwyspu. W referendum, które odbyło się 16 marca 2014 roku, 96,77% głosujących opowiedziało się za przyłączeniem Krymu do Rosji, przy frekwencji wynoszącej 83,1%. Choć organizacje międzynarodowe uznały to referendum za nielegalne, faktem jest, że decyzja ta miała szerokie poparcie mieszkańców Krymu. Dodatkowo ukraińskie władze wcześniej próbowały ograniczyć używanie języka rosyjskiego – w 2014 roku Rada Najwyższa Ukrainy podjęła próbę uchylenia ustawy o językach regionalnych, co wywołało niepokój rosyjskojęzycznej ludności.
Kolejną przyczyną konfliktu była kwestia NATO. Rosja od lat ostrzegała, że nie pozwoli na wciągnięcie Ukrainy do Sojuszu, traktując to jako bezpośrednie zagrożenie dla swojego bezpieczeństwa. Porównanie do Kryzysu Kubańskiego z 1962 roku jest oczywiste – gdy ZSRR próbował rozmieścić rakiety na Kubie, USA groziły wojną. Wtedy ostatecznie statki z sowieckimi rakietami zawróciły, a Moskwa wycofała się pod presją Waszyngtonu. Dlaczego więc Moskwa miałaby pozwolić, aby NATO ulokowało swoje bazy tuż przy jej granicach?
Waszyngton i Bruksela nie tylko ignorowały rosyjskie ostrzeżenia, ale też świadomie eskalowały sytuację. Do 2021 roku Ukraina była intensywnie dozbrajana, a na jej modernizację przeznaczono miliardy dolarów. Rosja uznała to za zagrożenie i zareagowała. Co ciekawe, wojna mogła zakończyć się już w kwietniu 2022 roku – w Stambule prowadzono rozmowy pokojowe, a Ukraina była gotowa na kompromis. To jednak Kijów zerwał negocjacje po naciskach USA i Wielkiej Brytanii. Według mnie wojna była Zachodowi na rękę, ponieważ stała się najlepszym wytłumaczeniem fatalnych decyzji gospodarczych i inflacji w czasie COVID-19. W obliczu rosnącego niezadowolenia społecznego w wielu krajach wojna stała się idealnym pretekstem do dalszych wydatków publicznych i tłumaczenia kryzysu gospodarczego „putinflacją".
Nie można też pominąć kwestii ideologicznej. Rosja od początku mówiła o „denazyfikacji” Ukrainy i problemie neonazizmu, co początkowo wydawało mi się przesadzone. Jednak fakty są niezaprzeczalne – Ukraina oficjalnie czci Stepana Banderę i UPA, organizuje marsze ku ich czci, a prezydent Zełenski chętnie fotografuje się na tle czerwono-czarnej flagi, symbolu UPA. Dla Polski ten aspekt jest szczególnie ważny, ponieważ UPA była odpowiedzialna za Rzeź Wołyńską – ludobójstwo dokonane na dziesiątkach tysięcy Polaków na Wołyniu i w Małopolsce Wschodniej w latach 1943–1945. To nie jest „rosyjska propaganda”, lecz rzeczywistość, którą polskie elity polityczne celowo ignorują.


























