Joined January 2022
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A distanza di pochi giorni le parole di Gentiloni (guai a mettersi contro la UE!) e di Crosetto (il popolo è contrario ma noi lo facciamo lo stesso) stroncano sul nascere qualsiasi principio di democrazia! Qui siamo davanti ad affermazioni di una gravità assoluta! È dittatura
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questo è il sito ufficiale della UE, dove sono elencati tutti i miliardi dati all'Ukraina commission.europa.eu/topics/… SMETTERE DI LEGGERE I GIORNALI E DI GUARDARE LA TV questo è il sito ufficiale della UE, dove sono elencati tutti i miliardi dati all'Ukraina gz
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Ma no n con soldi veri, in attrezzature militari per lo più inutilizzate+del valore di...!)
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TUTTI SAPEVANO TUTTO 🇪🇺💥 Il suicidio dell’Europa è stata la cosa più prevista degli ultimi decenni. 👇 🏆 I PREMI NOBEL 🔹 Paul Krugman (Nobel 2008): “Adottando l’euro, l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo.” 🔹 Joseph Stiglitz (Nobel 2001): “L’euro è nato da un mix di ideologie e concetti economici sbagliati.” 🔹 Milton Friedman (Nobel 1976), 1997: “L’unione monetaria si rivelerebbe un ostacolo al raggiungimento dell’unità politica.” 🔹 Samuelson, Modigliani e Solow (tutti Nobel), 1993: l’Europa deve “abbandonare il progetto della moneta unica”. 🎓 GLI ECONOMISTI INTERNAZIONALI ▪️ Frank Hahn (Cambridge), 1992: “L’Unione monetaria va contro quasi tutto quello che sappiamo di economia.” ▪️ Wynne Godley (Cambridge), 1992: “Il potere di emettere la propria moneta è l’elemento principale che definisce l’indipendenza nazionale. Se un paese rinuncia a questo potere, acquisisce lo status di colonia.” ▪️ Martin Feldstein (Harvard), 1997: “L’effetto economico netto dell’Unione Monetaria Europea sarebbe negativo. Il tenore di vita del cittadino medio sarebbe inferiore.” ▪️ Rudi Dornbusch (MIT), 1996: “Per l’Italia, essere fuori è chiaramente migliore.” ▪️ Olivier Blanchard (Harvard), anni ‘90: “I singoli Paesi membri andranno incontro a lunghi periodi di recessione.” ▪️ Ralf Dahrendorf, 1995: “L’unione monetaria è un grande errore, che non unisce l’Europa, ma la divide.” ▪️ Jean-Paul Fitoussi: “Prima della Bce, nessun paese avanzato poteva essere dichiarato insolvibile.” ▪️ Adam Tooze: l’euro è “uno dei peggiori disastri autoinflitti della storia”. ▪️ Servaas Storm: “La stretta adesione dell’Italia alle regole dell’euro ha soffocato la domanda interna e le esportazioni.” 🇮🇹 E IN ITALIA? 🔸 Paolo Baffi (1989), ex governatore di Bankitalia: “Ogni qualvolta la parità di cambio è stata eretta a feticcio le conseguenze sono state nefaste.” 🔸 Antonio Fazio, governatore di Bankitalia all’ingresso nell’euro: “Non esistevano le condizioni per l’adozione di una moneta comune.” 🔸 Luciano Gallino: l’UE “appare come un regime sempre più dispotico”. ❓ Come mai è ancora un tabù parlarne? ❓ Come mai non si può mettere in discussione il più grande disastro autoinflitto della storia moderna? ❓ Come mai l’Europa continua il suo autoannichilimento? 🕳️ Domande a cui, temo, ancora per molto nessuno risponderà. 📍Le fonti di tutte le citazioni si possono trovare in "Eurosuicidio. Come l'Unione Europea ha soffocato l'Italia e come possiamo salvarci" (Fazi, 2025). #economia #europa #politica #cultura #perte
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Prima della UE e dell'euro, il PIL dei Paesi europei rappresentava il 28,5% di quello mondiale, quello degli USA il 26%, quello dell'Italia più del 5% (il triplo della Cina), quello della Russia il 2,2% e quello cinese l'1,5% (grafico 1). Nel 1999 il PIL della UE era sceso al 24%,quello USA era salito al 29,5%, quello dell'Italia era sceso al 3,8%, quello russo (dopo il crollo dell'URSS) era sceso allo 0,6% mentre il PIL cinese aveva quasi raggiunto quello italiano (3,3%). Nel 2024, dopo 30 anni di Maastricht, il PIL dei Paesi UE è crollato al 17,5% (quello italiano è 1/3 di 25 anni fa, 1/8 di quello cinese), quello americano è di poco superiore ai livelli del 1990 (26,2%) mentre quello della Cina socialista e della Russia di Putin sono rispettivamente saliti al 17% e al 2%. Concentrandoci sull'Italia, il rapporto del PIL pro capite italiano rispetto a quello mondiale è crollato dal 4,2 prima di Maastricht all'attuale 2,8. Come nel 1961. Una perdita del 30% (grafico 2). La verità è che al contrario di quello che ci hanno raccontato (mentendo) per decenni, l'Unione Europea ha aumentato il grado di subalternità dei Paesi europei riducendoli all'irrilevanza su scala globale. [dati della Banca Mondiale - PIL a prezzi correnti e PIL pro capite a prezzi costanti 2015]
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Si fa un gran discutere del cosiddetto Melonellum, una nuova legge elettorale proposta dal giullaresco governo della destra bluette neoliberale e filoatlantista, filoisraeliana e filoucraina. Una legge che, da qualsiasi prospettiva la si osservi, non può che apparire oscena e inqualificabile, ponendosi perfettamente in continuità con le precedenti leggi elettorali poste in essere dai governi ugualmente piegati al verbo unico della globalizzazione neoliberale che hanno preceduto quello presieduto da Giorgia Meloni. Vi è soprattutto un punto che, a giudizio dello scrivente, deve essere posto in evidenza: con il Melonellum, si sbarra, de facto e de jure, la strada ai partiti più piccoli, quelli meno organici all'ordine dominante, quelli più liberi dal giogo dell'ideologia unica dominante. Per questi partiti, infatti, la strada sarà ancor più difficile di quanto già non sia per poter accedere al parlamento e poter quindi incidere realmente sulla vita politica del Paese. L'obiettivo è evidente e sotto gli occhi di tutti: garantire l'accesso al parlamento unicamente ai partiti "istituzionali", cioè alle formazioni che risultino in tutto e per tutto organiche al partito unico fintamente articolato del capitale, poco conta se di destra o di sinistra. Come non mi stanco di ripetere ad nauseam, i cosiddetti partiti istituzionali, dall'estrema destra liberal-atlantista all'estrema sinistra liberal-atlantista, non mettono a repentaglio la tenuta del sistema, ma la garantiscono e la puntellano, mediante la fiction dell'alternanza senza alternativa tra una destra e una sinistra che egualmente esprimono l'ordine dominante. Il vero pericolo per quest'ultimo è quindi rappresentato da quei piccoli partiti nati dal basso che, non rispondendo alle esigenze sistemiche, sono nelle condizioni di prospettare diverse visioni, libere dall'ideologia unica di cui dicevo. Tanto più che, come ormai tutti dovrebbero sapere, con il governo di Giorgia Meloni tutti i partiti istituzionali hanno compiuto il loro ciclo di vita politica in formazioni governative, rivelando in maniera adamantina come non vi sia partito istituzionale che non sia funzionale alla riproduzione sistemica. Il solo pericolo rappresentato per quest'ultima sta, appunto, nell' emersione di nuovi partiti dal basso. Ed è esattamente contro questi ultimi che si schiera apertamente il cosiddetto Melonellum, capolavoro del potere neoliberale egemonico.
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#ENI NEL 2026 FA 8 MILIARDI DI UTILE. IL TETTO ALLA BENZINA LE COSTA 200 MILIONI. I profitti di ENI sono aumentati da 5 mld nel 2025 a 8 miliardi nel 2026 e ora da indietro 200 milioni. In realtà di meno perchè venderà più benzina ora dei concorrenti !! Il #petrolio Brent quello che ENI estrae e commercializza costa sui 104$ al barile e un anno fa era sui 65$ per cui ENI sta facendo 8 MILIARDI DI PROFITTO NETTO. Temendo che le possano mettere una qualche sovratassa sugli extra profitti da indietro qualche cosa. Ma è il 2% dei suoi profitti --------------Claude -------- ENI UTILE NETTO la stima ragionevole è un utile netto adjusted tra circa 7 e 8,5 miliardi di euro. La variabile decisiva è il petrolio. Nel secondo trimestre il Brent ha avuto una media di 104,52 dollari al barile, +54% sull'anno prima. Un calo del greggio sposterebbe il risultato verso la parte bassa della forchetta. C'è anche un possibile effetto negativo recente: dal 28 settembre Eni applicherà per 30 giorni un tetto ai prezzi di gasolio e benzina in Italia, con possibile proroga fino a fine anno. ------------------ Il tetto riguarda i carburanti venduti da Enilive: 2,19 €/l il gasolio e 1,99 €/l la benzina, circa 17 centesimi sotto la media attuale. Il 25 settembre il prezzo medio self era 2,154 €/l per la benzina e 2,338 €/l per il gasolio. Lo sconto effettivo varia però da distributore a distributore, perché dipende dal prezzo che praticava prima. Dal 26 settembre il taglio delle accise sul gasolio scende a 6,1 centesimi al litro. Quindi il prezzo di mercato del diesel salirà e la distanza dal tetto, cioè il costo per Eni, tenderà ad aumentare. Rispetto a un utile netto adjusted 2026 stimato in 7–8,5 miliardi, il costo vale circa il 2–3% dell'utile annuo nello scenario più lungo. Per un solo mese siamo sotto l'1%. Come arrivo alla cifra (mie ipotesi, non dati ufficiali) In Italia si consumano circa 38–40 miliardi di litri all'anno tra benzina e gasolio, circa 3,2 miliardi al mese. Se la rete Enilive vende circa il 20% del totale, parliamo di circa 650 milioni di litri al mese. Il margine rinunciato stimato è tra 10 e 17 centesimi al litro. Tengo un minimo più basso perché Eni già prima vendeva sotto la media: dichiara di aver assorbito parte dei rincari già da marzo. Risultato: 65–110 milioni al mese. Dal 28 settembre a fine dicembre sono circa 3 mesi, quindi 200–350 milioni lordi. Al netto delle tasse (circa 28%) il costo scende a 150–250 milioni. @GiovanniZibordi
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Senza contare che il petrolio costa uguale quindi è solo contingentamento perché sta finendo Hanno chiuso i rubinetti con la Russia Gli usa non ti vendono il loro perché è poco e la guerra Iran irsaele e sauditi vs houthi fa il resto
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QUANTO PAGA L'EUROPA PER LA GUERRA USA "A causa del conflitto in Iran, gli automobilisti europei sostengono quotidianamente costi aggiuntivi per il carburante pari a 203 milioni di euro." Lo scrive il Financial Times, che sottolinea come i prezzi del gasolio in tutta Europa siano aumentati del 40% nel 2026, mentre quelli della benzina sono cresciuti del 28%. Tramite Lettera da Mosca
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Parafrasando quanto detto in conferenza stampa da Hegseth potremmo candidamente affermare che gli Stati Uniti hanno perso (o stanno perdendo) contro l'Iran, ma stanno chiaramente vincendo contro l'Europa. Il reale obiettivo USA, da almeno un paio di decenni, è la distruzione del tessuto economico-industriale europeo. Facciamo qualche esempio. Nel 1999, la moneta unica continentale venne battezzata dall'aggressione NATO all'ex Jugoslavia. Aggressione avvenuta sulla base di prove di genocidio piuttosto dubbie al momento e successivamente rivelatesi fasulle. Risultato: 400 miliardi di dollari abbandonano l'Europa per andare negli USA ed a Hong Kong (da poco tornata sotto sovranità cinese). Il bombardamento "accidentale" all'ambasciata cinese di Belgrado fece il resto, riportando pure i capitaIi giunti in Cina negli Stati Uniti. Il 2003 fu la volta dell'Iraq, reo di aver optato per l'euro nelle transazioni petrolifere e di aver fatto entrare compagnie europee nella gestione della risorsa. Potremmo inoltre citare la crisi del debito greco, fortemente spinta dalle agenzie di rating con sede a Wall Street e lo spionaggio industriale contro l'industria automobilistica tedesca; oppure gli attacchi alla Libia (trasformata in un buco nero in balia di milizie e criminali di varia natura di fronte alle nostre coste con l'altrettanto criminale complicità di Francia e Regno Unito); l'aggressione alla Siria (utile per creare un arco di instabilità ai nostri confini); o il "capolavoro" del colpo di Stato di Euromaidan (con conflitto ucraino annesso) e la distruzione delle relazioni commerciali tra Russia ed Europa (ulteriormente rafforzata dal recente Graham Act, addirittura applaudito dagli inebetiti - se non collaborazionisti - governanti europei). Veniamo all'Iran. L'Europa, con la sua oscena classe dirigente, era già stata capace di far fallire il programma per aggirare le sanzioni USA quando la prima amministrazione Trump scelse di uscire unilateralmente dal JCPOA. Oggi, la chiusura dello Stretto di Hormuz e la fuga USA dal Golfo Persico (cui si aggiunge il controllo di Ansarullah su Bab el-Mandeb) rappresentano indubbiamente un fallimento strategico statunitense ed un grave danno di immagine per una potenza già in grave decadenza (di questo si è parlato in diverse occasioni). Tuttavia, come dice bene Hegseth, lo Stretto di Hormuz (che il presidente USA aveva già improvvidamente rinominato "Stretto Trump") è più importante per noi (europei) che per loro. Certo lo fa anche per cercare di mascherare il loro palese disastro, però il dato è chiaro: la guerra USA è prima di tutto contro l'Europa e per scaricare sul resto del mondo il peso della loro terrificante crisi sistemica. I "presunti" alleati sono solo accessori; ed i sauditi (a cui noi continuiamo a vendere le bombe con le quali hanno distrutto lo Yemen), a questo punto (ultimi in ordine di tempo ad essere stati abbandonati), dovrebbero averlo ben compreso. In tutto ciò fanno venire i brividi le dichiarazioni di vertici militari e politici che sembrano invocare attacchi preventivi alla Russia, la necessità/inevitabilità della guerra, la "sconfitta totale" (letteralmente impossibile) della Russia in Ucraina, ed altre cose simili. Questi personaggi in alcun modo fanno gli interessi dei popoli europei. La rimozione in toto dai loro incarichi pare l'unica soluzione per evitare la catastrofe. E l'Europa, se non fosse governata dalla suddetta oscena classe politica, dovrebbe al più presto operare separatamente per risolvere la crisi in sede negoziale. Daniele Perra
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🚨BREAKING NEWS 🚨 America has a plan and it is to dominate Europe - Putin “The US deliberately dragged Russia and Europe into this conflict. Now they are shifting the financial burden onto the Europeans,” he said “Today's spineless and willless generation of European politicians cannot stand up to Washington and the “dominated media.” Neither do they want to. As young leaders they were selected at universities, trained in US ideology and placed into European governments.” ➡️ Europe needs to be saved from themselves, from their own liberal political class FOLLOW @PutinVladimirv0
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Perché tra il 1990 e il 2026 le retribuzioni lorde reali sono diminuite in media del 6,6% (nelle fasce di reddito più basse il crollo è stato rispettivamente del 40,8%, del 31,1% e del 12,7%). Rispetto al 2005 i poveri assoluti sono triplicati passando da 1,9 milioni a 5,7.
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Solo tra il 2019 e il 2024 il prezzo dei prodotti alimentari è aumentato del 40% circa, con alcuni prodotti che hanno sfiorato aumenti del 70% (come l' olio di oliva). Rispetto al 2021, la bolletta media elettrica annuale (2.700 kWh) è aumentata del 35%, quella del gas (1.400 mc) del 60%. La spesa per energia (gas, luce e carburanti) e alimentazione rappresenta in media il 42% della spesa delle famiglie italiane. Percentuale che raggiunge il 52% nelle fasce più esposte (famiglie con più figli, operai e giovani). Tenendo conto che per la stragrande maggioranza della popolazione i generi alimentari, le bollette e i costi per la casa rappresentano la parte più grande delle spese mensili, l'inflazione è stata molto più alta di quanto comunicato dall'ISTAT. Vale a dire che il crollo dei salari reali è stato molto più grande del 10% registrato tra gennaio 2019 e marzo 2026 (almeno il triplo di quanto comunicato).
Questo è l'aumento dei prezzi dei singoli generi alimentari registrato tra il 2019-2024. esploradati.istat.it/databro…
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Nel primo semestre di quest'anno gli utili di Eni sono stati 3,6 miliardi di euro. Il triplo del 2021 (1,2 miliardi). Gli utili di Enel sono stati di 3,9 miliardi, poco meno del doppio del 2021 (2,3 miliardi). Quando nel 1945 Enrico Mattei venne chiamato per liquidare l'AGIP, non solo si oppose mantenendola un'azienda si Stato, ma poco dopo creò l’ENI. Rifiutò di fare cartello con le 7 sorelle che volevano aumentare i prezzi energetici per fare crescere i profitti a spese dei cittadini. Permise all’Italia di diventare una protagonista dell’energia a livello mondiale perseguendo la sovranità energetica del Paese che si sentiva onorato di servire. «Non voglio essere ricco in un Paese povero». Enrico Mattei era un patriota, era un cattolico ed era un socialista. L'esatto contrario di quelli che oggi guidano le 2 ex aziende di Stato. E di quelli che guidano il Paese.
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Parole piuttosto impressionanti di Lawrence Wilkerson, colonnello in pensione dell’esercito americano ed ex capo di gabinetto di Colin Powell quando era Segretario di Stato. Wilkerson sostiene che per decenni gli Stati Uniti abbiano lavorato sistematicamente per plasmare la politica europea attraverso CIA e altri servizi di intelligence. Usa parole difficili da equivocare: «Abbiamo comprato direttori di giornali, leader sindacali, parlamentari» e arriva a dire: «Abbiamo creato di proposito l’Europa che esiste oggi». Parla anche esplicitamente di Stoltenberg e Rutte, sostenendo che Washington abbia favorito leader europei affidabili e allineati alla propria politica. Naturalmente una testimonianza, per quanto proveniente da un ex uomo dell’establishment americano, non costituisce da sola la prova di tutto ciò che afferma. Ma ascoltare qualcuno che è stato ai vertici dell’amministrazione statunitense descrivere in questi termini la costruzione dei rapporti tra USA ed Europa merita almeno qualche riflessione. Mi sembra che il punto di svolta sia stata la guerra in Iraq quando Germania e Francia si sono opposte. In quel momento è iniziata la stretta sull’Europa da parte degli Stati Uniti con un’ingerenza gigantesca che ha plasmato la classe dirigente che c’è oggi in tutti i paesi, ovviamente Italia compresa. Stefano Sylos Labini
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Libertà per gli ucraini C'è qualcosa di moralmente ripugnante in coloro che vogliono che gli ucraini continuino a morire. Ripugnante perché stando comodamente a casa inviano soldi che sostengono un regime totalitario e nazista che costringe gli ucraini a morire, che li costringe a una guerra che non vogliono combattere. I reclutatori costringono a forza le persone a fare da carne da macello. Un reclutatore è chiunque voglia la continuazione della guerra, chiunque mandi soldi, sottratti a ospedali e scuole, per fare una guerra sino all'ultimo ucraino. Gli ucraini non vogliono combattere e morire. Scene come queste sono la norma, la gente muore cercando di attraversare fiumi per sfuggire ai reclutatori, i livelli di diserzione sono altissimi, gli ucraini all'estero non vogliono più tornare. Abbiamo distrutto un paese, costringendolo a fare una guerra per procura, l'ucraina non esiste più, non ha più sovranità, perché ha debiti sino alla millesima generazione. L'abbiamo usata, il presidente Mattarella, la von der leyen, Macron. Ognuno per fini e interessi gretti ammantati da "diritti dei popoli". In Ucraina non esistono partiti di opposizione, non si può parlare russo, viene perseguitata la chiesa ortodossa, non ci sono elezioni. Lo stato ucraino è uno stato nazista a tutti gli effetti. Hanno riesumato con tutti gli onori innumerevoli criminali nazisti ucraini. Bandera è considerato il padre di una nazione inventata. No, non sono solo male informati, non sono solo indottrinati. Sono moralmente ignobili. Non è una questione politica: è una questione antropologica. Vincenzo Costa
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1 Italiano su 2 non fa neanche un giorno di vacanza nei 4 mesi estivi (il 48,5% contro il 39,5% del 2019). Di questi, la metà non parte perché non può permetterselo (il 52,8% contro il 42% del 2019). La durata media della vacanza è di 9,8 giorni per un costo di 917 euro a persona (contro i quasi 11 giorni di media del 2019 per una spesa di 837 euro). Nei primi 6 mesi del 2026 le famiglie italiane hanno contratto 170 milioni di euro di debiti per pagarsi le vacanze: +42% rispetto al 2019. Aumenta nel frattempo la quota di turisti stranieri in Italia che è arrivata al 54,6% del totale: nel 2019 erano il 49%. Continua il processo di sottosviluppo dell'Italia.
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Nomisma per il 2026 prevede una spesa media annuale per le famiglie italiane di 862 euro per l'elettricità e di 1.920 euro per il gas. Nel 1999, anno in cui è iniziata la liberalizzazione del mercato energetico realizzata dal centrosinistra su richiesta della UE, a parità di consumi il costo era di 272 euro per l'elettricità e di 750 euro per il gas. Un aumento nominale rispettivamente del 217% per l'elettricità (+89% in valori reali) e del 156% per il gas (+60% in valori reali). Un capolavoro!
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Prendere le decisioni al riparo dal processo elettorale. È uno dei pilastri dell'Unione Europea (e dei Governi a essa asserviti) che dopo aver distrutto la democrazia sostanziale sta demolendo anche quella formale. Succede così che Bruxelles che da decenni ci dice che per occupazione, salari e stato sociale non ci sono i soldi, vuole usare 650 miliardi di euro di soldi nostri (non esistono i soldi della UE) per finanziare la corsa al riarmo spingendoci a un insensato e pericoloso inasprimento del conflitto contro la Russia.
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Here. Let me explain Trump's presidency to you in 45 seconds:
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"Più Europa", la gif definitiva 😂😂😂 [di Matteo Brandi]
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Il prezzo medio del gas in Europa è salito del 50% a luglio, raggiungendo i 637 dollari per 1.000 metri cubi. I paesi più colpiti dalla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran, oltre alla vittima dell'aggressione, sono i vassalli dell'America. Gli Stati Uniti possono condurre una guerra di bassa intensità e prolungata in Medio Oriente perché il costo economico immediato ricade in modo sproporzionato sui loro "alleati". Prendiamo l'Europa: si ritrova con bollette energetiche più alte, un rallentamento industriale e instabilità politica, mentre Washington mantiene l'autosufficienza energetica. Questo schema non si limita al Medio Oriente. La stessa logica opera nel teatro bellico sul fianco orientale dell'UE, dove la strategia di catturare le élite europee ha permesso a Washington di esternalizzare i costi della guerra contro la Russia combattuta dal suo proxy, l'Ucraina. Le economie europee devono assorbire lo shock dell'interruzione dei rapporti con la Russia, deindustrializzazione e milioni di rifugiati, mentre gli Stati Uniti forniscono armi (pagate dai paesi dell'UE) senza subire disagi analoghi, anzi traendone un enorme beneficio economico. Laura Ruggeri
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