Un mondo migliore è ancora possibile perché so che dipende da me, da te ,da noi ,da voi!

Joined September 2010
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Il serpente non è un cucciolo. L'avrà capito?
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Capite come funziona il giochetto? Svegliaaaaa
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Durante i disordini in Francia non è stato saccheggiato nemmeno un negozio o una moschea di proprietà di musulmani. In una strada di Marsiglia, dove il 40% della popolazione è musulmana, TUTTI i negozi di proprietà di ebrei sono stati incendiati, mentre nessun negozio di proprietà di musulmani è stato toccato. La probabilità che ciò accada per puro caso è di 1 su 123 miliardi. Si è trattato di pogrom mirati. I rivoltosi avevano liste di indirizzi che indicavano quali negozi attaccare.
Not a single Muslim-owned shop or mosque was looted during the riots in France. On one street in Marseille, where 40% of the population is Muslim, ALL Jewish-owned businesses were set on fire, while not a single Muslim-owned business was touched. The odds of that happening by random chance are 1 in 123 billion. These were targeted pogroms. The rioters had lists of addresses identifying which shops to attack.
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Replying to @Radio1Rai
Ragazzi italiani non nordafricani
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"Quando il post ha cominciato a girare prima tra i colleghi e poi sui giornali, rilanciato da esponenti di centrodestra. Poco dopo ha cancellato il post incriminato ma pure il suo profilo Facebook." È possibile che sia stato hackerato come il Magistrato De Cicco?
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Io aumenterei gli stipendi dei poliziotti invece che quelli dei magistrati.
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👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👍 Roberto Riccardi Saccheggiatori e criminali. I figli dell’immigrazione hanno messo a ferro e fuoco Milano per due giorni. Vetrine sfondate, negozi svuotati, bombe carta e sassi contro la polizia, il Duomo chiuso e i fedeli nei sotterranei, in mancanza delle catacombe. Dietro di loro, a correre per non restare indietro, ragazzini italiani che li hanno scelti come modello. Bambini, molti, col passamontagna in faccia e il telefono in mano per filmarsi. Quanti weekend devono ancora bruciare prima di chiamarli col loro nome? Criminali. Sabato il pretesto era il carovita. Domenica non c’era più nemmeno quello. Non è stata presa d’assalto la prefettura, ma il reparto scarpe: Foot Locker, Decathlon, Under Armour, il Carrefour di via Torino svuotato di gin. 8 fermati su 10 sono minorenni, molti travisati, alcuni di 12 anni, qualcuno di 11. In questura sono finiti soprattutto figli di immigrati nati e cresciuti qui, con famiglie arrivate da Marocco, Albania, Pakistan. La Procura di Milano ha chiesto il carcere per 11 maggiorenni, quasi tutti appena diciottenni, accusati di devastazione e saccheggio. Rischiano fino a 15 anni. Chi sono? “Non di area antagonista, ma soprattutto giovani di origine straniera di seconda generazione”, scrive Il Giorno ricostruendo le indagini. Altro che centri sociali. Ne hanno portati in questura 271. Sembrano tanti. In piazza, a quanto si legge, erano quasi 2.000. Tutti gli altri sono tornati a casa e più di qualcuno con la felpa nuova. “Mi sono sempre salvato”, ha detto uno a Repubblica. Ha ragione lui. Chi cerca una rivendicazione perde tempo. “Oggi è il miglior compleanno della mia vita”. “È roba gratis, fra’”. “C’è la situa, io vado e spacco”. Non sono parole di rivoltosi, sono parole da primo giorno di saldi. La razzia è il rito d’ingresso nel branco: chi spacca è dentro, chi esita è fuori, il video è il trofeo. Il punto vero però è un altro. I padri di molti di loro sono arrivati qui per lavorare: cantieri, turni, la fatica di una lingua straniera. Hanno chiesto poco e dato molto. Questi figli hanno imparato un’altra lezione: tutto è dovuto, le regole valgono per gli altri, la vetrina che non puoi permetterti è un’offesa personale. Allora si entra rompendo il vetro. Dell’Occidente hanno preso il culto del marchio, ne hanno rifiutato il lavoro e il rispetto. Dei padri hanno buttato via la pazienza. Restano l’invidia e il branco. “Spaccare significa protestare contro lo Stato che non ci vede”, ha spiegato uno di loro. Poi gli hanno chiesto se sarebbe tornato: “No, domani ho scuola”. Si credono invisibili, con la scuola il lunedì e la cittadinanza da chiedere a 18 anni. Lo Stato li vede benissimo, solo che per anni la sinistra gli ha legato le mani. Sono loro a non riconoscerne l’autorità: né come padre, né come legge. Italiani quando conviene, stranieri quando c’è da rispettare qualcosa. Come andrà a finire lo mostra la Francia, vent’anni dopo le banlieue: a quanto si legge 2.000 fermati, oltre 600 agenti feriti, il municipio di Limoges in fiamme. Di Trump si può pensare tutto il male possibile. Quando però ha scritto che l’immigrazione di persone “con l’odio nel cuore” ha distrutto la Francia, ha detto una verità che nessun leader progressista osa pronunciare. Con una correzione: i nostri il confine non l’hanno mai attraversato. Sono nati al Corvetto e alla Barona. La frontiera saltata è la famiglia, la scuola, una cittadinanza che si regala con un timbro. Per vent’anni la sinistra ha insegnato a dire inclusione al posto di integrazione. Non per caso. Integrazione vuol dire che chi arriva compie un cammino: lingua, leggi, regole. È un esame, si supera o si fallisce. Inclusione rovescia l’onere: non chiede niente a chi entra, chiede tutto a chi c’era già. L’esame è stato abolito perché i risultati erano un disastro. Meglio buttare il termometro che ammettere la febbre. A questi ragazzi nessuno ha mai detto la frase più semplice del mondo: qui si sta così, oppure non si sta. Va detta adesso. In Italia non è obbligatorio restare. Prima, seconda o terza generazione, il dovere è uno: comportarsi bene. Chi sceglie di vivere contro questo Paese perde il diritto di viverci. Il permesso di soggiorno non è un’eredità e la cittadinanza non è un regalo di compleanno. Il governo, a quanto si legge, si prepara a stabilire che lo straniero nato qui e condannato per devastazione e saccheggio o per reati contro le forze dell’ordine non possa ottenere la cittadinanza a 18 anni. Giusto. Per chi l’ha già, oggi la revoca scatta solo per terrorismo. Si aggiungano i reati violenti, la devastazione e il saccheggio, la violenza contro le forze dell’ordine, le aggressioni in branco. Chi ha scelto da che parte stare, fuori. Mentre Milano bruciava, i cattivi maestri lavoravano. Ilaria Salis prima ha esultato: “GenZ in rivolta ovunque, hanno ragione!”. Poi si è detta preoccupata per i fermati e ha accusato “una destra autoritaria, animata da uno spirito di vendetta intriso di classismo e razzismo”. Per gli agenti in ospedale, nel suo post, neppure una riga. Elly Schlein: ascoltarli, non criminalizzarli. Ascoltare cosa, il rumore della vetrina della Rinascente che va in frantumi? Lorenzo Pacini, assessore del Pd nel centro di Milano: “quei danni si riparano”. Un militante di Potere al Popolo, in piazza: “dobbiamo alzare un po’ l’asticella dello scontro”. Un dottorando di Fisica dell’Università di Bologna ha scritto che i poliziotti, se non vogliono più prendersi un estintore sulla nuca, possono cambiare lavoro: nessuno li ha costretti a scegliere un “mestiere da figli di p...”. Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, sul Fatto ha spiegato che la violenza vera è un’altra: è il fisco, la legge elettorale, il clima, il bilancio della Difesa. Il sanpietrino sulla fronte di un poliziotto diventa una voce in mezzo a un elenco. Il capolavoro è il passaggio sulle mani di Meloni, “lorde del sangue” dei bambini di Gaza: “mani che non possono alzarsi a chiedere la condanna di alcunché”. Tradotto: chi governa non ha diritto di chiedere che si condannino i saccheggi. E la Chiesa? Mentre i fedeli uscivano dai sotterranei del Duomo come sotto un bombardamento, il vicario episcopale trovava la presenza di quei giovani “un fatto interessante”. Ma pensate un po’. I commercianti barricati con i clienti in lacrime hanno usato un’altra parola: cattiveria. Il governo manda a Milano 500 militari in più e oggi pomeriggio porta il decreto in Consiglio dei ministri. Speriamo che le regole di ingaggio consentano ai militari di intervenire sul serio. La strada è giusta. Va percorsa fino in fondo, perché le leggi che abbiamo sono figlie di un altro mondo: l’imputabilità a 14 anni viene dal codice Rocco del 1930, la legge sulla cittadinanza è del 1992. Fermare il 2026 con quelle norme è come inseguire una Kawasaki Ninja H2R in bicicletta. Chi devasta non è un minorenne, è un delinquente. Un branco che si dà appuntamento, si divide i compiti, assalta e scappa è un’associazione a delinquere, pure se dura un pomeriggio. Oggi il codice non lo riconosce: per i giudici serve un vincolo stabile nel tempo. Occorre una legge chiara e non interpretabile. Chi promuove, organizza, finanzia o protegge le razzie ne risponda davanti a un giudice. E per chi istiga il codice c’è già: articolo 414, istigazione a delinquere. Si applichi, a cominciare da chi augura estintori sulla nuca degli agenti. Il volto coperto in piazza è vietato dal 1975. Chi gira col passamontagna va fermato sul posto, a qualsiasi età. La Celere deve accerchiare invece di inseguire: bastano un paio di volte per far scomparire i vigliacchi dai cortei. Di quei 271 portati in questura domenica, oltre 200 non sono stati né arrestati né denunciati. Per loro, a quanto si legge, una telefonata a casa e via. Chi distrugge paga. Chi non può pagare ripaga con le sue mani: pulisce le strade e rimonta le vetrine che ha sfondato. Per il codice civile i genitori rispondono già dei danni dei figli minori. Paghino fino all’ultimo euro. Poi si vada oltre: chi non sapeva dov’era il figlio di 12 anni la domenica pomeriggio risponda pure davanti a un giudice penale. La cattedra non è un palco. Chi la usa per fare militanza risponda in sede disciplinare, fino al licenziamento. Sui social si chiedono a ripetizione i proiettili di gomma. Il governo, ha scritto il Giornale, valuta di rimetterli in dotazione: è la misura della pazienza rimasta a un Paese che paga i danni e conta i feriti. In California alla terza condanna grave si rischia l’ergastolo. Basterebbe che in Italia la terza volta non fosse uguale alla prima. Il prossimo appuntamento l’hanno già fissato: 22 ottobre, giardini di Porta Venezia. Loro hanno un calendario. La sinistra ha ancora un distinguo. Autore: Roberto Riccardi
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Verissimo C'è poco da fare a Milano c'erano maranza con bandiere del Marocco e dell'Algeria e immancabile quella palestinese Ora provvedimenti severi
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A quale partito politico possiamo collegare questo dottorando in Fisica dell'Università di Bologna, che un giorno vincerà pure il Nobel, dopo la geniale uscita che ha rilasciato sulle forze dell'ordine? Dico la verità: sono sei ore che ci penso, ma è difficilissimo.
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Il mio cuore è a Milano, per mostrare solidarietà a una città ferita e alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine in prima linea. Ma il mio dovere è essere a Strasburgo per denunciare che il caos ha un nome e un cognome: l’immigrazione incontrollata di matrice islamica. Dopo averci invaso, ci stanno dichiarando guerra e vogliono sottometterci.
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Il est 20h. Les enfants sont couchés. Vous êtes tranquillement devant la télé avec votre femme. Soudain, des cris éclatent dans la rue. Des coups, des vitres qui explosent. Des dizaines d’émeutiers vêtus de noir s’en prennent à votre immeuble. Ils tentent de forcer la porte, saccagent le hall, arrachent les boîtes aux lettres. Vos enfants se réveillent en hurlant. Votre femme panique. Vous appelez la police. « Tous nos agents sont occupés, veuillez patienter. » Puis la communication coupe. Vous jetez un œil par la fenêtre. En bas, ils viennent de mettre le feu aux poubelles. Les flammes lèchent déjà la façade. La fumée commence à entrer dans l’appartement. Soudain, un grand fracas. La porte de l’immeuble vient de céder. Des hurlements montent dans l’escalier. « On va vous tuer ! Ouvrez cette putain de porte ! » Ils sont sur votre palier. Vous n’osez même pas regarder par l’œil de bœuf. Que faire ? Sortir ? Fuir ? Impossible. Ils sont dans l’escalier. Sauter par la fenêtre ? Vous êtes au quatrième étage. Se défendre ? Avec quoi ? Vous n’avez jamais pensé avoir besoin de vous défendre chez vous. Vous avez toujours fait confiance à l’État. Les armes, ce n’est pas votre truc. Vous avez travaillé toute votre vie, payé vos impôts, respecté les lois. Et maintenant, vous voilà coincé dans votre propre appartement, avec vos enfants en pleurs et votre femme qui vous demande ce qu’on va faire. Derrière la porte, les pas se rapprochent. Cette fois, ce n’est pas une vidéo d’émeutes que vous regardez à la télévision. C’est chez vous que ça se passe. Et personne ne viendra vous protéger.
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"Pensavate che nutrendo il coccodrillo di abbastanza carne ebraica il mostro si sarebbe saziato? No, non avete fatto altro che rinforzarlo e stuzzicare il suo appetito." Maarten Boudry, filosofo belga.
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APRITE GLI OCCHI, CAVOLO! Ve lo stanno dicendo in tutti i modi! Basta con l'empatia suicida! Proteggete la vostra cultura, la vostra liberta, voi stessi, dalla jihad islamica!
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Questi, ragazzini o non ragazzini, vanno arrestati e vanno messi in galera!!! Bravoooooo!!!!! Standing ovation 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻 #4disera
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Je n’ai jamais été pro-israélien. Ni contre d’ailleurs. À vrai dire, je me fichais un peu de ce conflit. Mais à force de voir des hordes de barbares tout saccager en arborant le drapeau palestinien, une pulsion étrange me vient : celle de penser que l’armée israélienne a peut-être compris quelque chose.
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Just a few months ago, Islamic terrorists massacred an entire Christian community in Congo. Over 60 people slaughtered in an hour. Thousands of Christians are slaughtered in Congo and the world remains silent. Thousands more Christians are slaughtered in Nigeria, Ethiopia and other parts of North and Central Africa, and the media say nothing. The Pope continues to tell the world how Muslims are your friends and brothers while priests and community leaders cry over rivers of blood those “friends and brothers” leave in their path to wiping out non Muslims from existence. We’re living in dark times. Possibly the darkest in memory. Because it isn’t just that these atrocities are happening in such frequency, but that half the non Muslim world seems to defend those perpetrating the mass killings.
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Muslims, known as ‘Saracens’ back then, were considered Europe’s number one enemy for over a thousand years. The Church viewed Islam as its greatest civilizational threat. Now, most of Europe has become irreligious and wants to pretend that never happened, and that everybody always got along. But Muslims still have the exact same mentality they had a thousand years ago. They have not changed. To them, the conquest and destruction of Europe (and now America) remain the ultimate goal.
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Vi chiedo un paio di sforzi. Il primo è astrarre dalla persona che, pro-tempore, ricopre la carica di Presidente del Consiglio: potete considerarla una sciagura, o la più grande statista del millennio. Il secondo sforzo è astrarre dal merito: cioè se sia giusto adempiere ad una sentenza amministrativa che impone di dare un miliardo in più ai magistrati o se sia più opportuno attendere tempi migliori. Potete pensarla come volete sulla questione. Una volta fatti questi due sforzi, ditemi se il fatto che un magistrato in servizio si esprima pubblicamente in questi termini nei confronti del Presidente del Consiglio sia una cosa da paese normale o da Repubblica delle Banane.
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