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Voi mi vorreste fare vedere che ragazzini di 14 anni scendono in piazza per protestare contro il carovita?
Ma 'sti cessi non sanno manco quanto cazzo costa un kg di pane
Andate a fanculo
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Foreigners waving that damn flag in Akihabara, Japan.
Get out of our country as soon as possible.
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Durante le proteste di Black Lives Matter in Ohio, i panettieri italiani hanno difeso il proprio negozio con le armi.
Il secondo emendamento ha permesso loro di difendere i sacrifici di una vita intera.
In Italia ti dicono che “non hai bisogno di armi, puoi chiamare la polizia”, con reverenza verso lo Stato onnipotente.
Uno stato che onnipotente non è. E che non verrà a difendere il tuo negozio, la tua casa e la tua famiglia.
Ti dicono che “la loro vita vale più di un televisore o una vetrina”, giustificando ogni aggressione, violenza e furto nei tuoi confronti.
La verità è che loro non hanno mai creduto che la polizia dovesse difenderti o che tu avessi diritto alla tua proprietà.
Ogni volta spostano l’asticella più avanti. Prima sostengono che la difesa dei tuoi diritti sia una prerogativa esclusiva dello Stato. Poi, quando lo Stato non interviene, negano che tu abbia mai avuto quei diritti.
Il risultato è un diritto di proprietà che esiste sulla carta, mentre tu sei un suddito indifeso.
In Ohio, quei panettieri possono difendersi. In Italia, dovrebbero subire le violenze e magari sentirsi spiegare, il giorno dopo, che “in fondo erano soltanto cose” ed “è accaduto, non ci si può fare niente”.
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What we know:
1. She's a member of the French left-wing party and an activist, one of the biggest advocates for opening up migration to North African peoples.
2. She owns a small chic boutique in an upscale spot, she stood in her shop trying to save it from looting and theft telling them that she's a famous activist.
3. She told them I'm so-and-so, the activist for asylum, I'm with you, I've defended you and your entry and stay in France, they spat on her, knocked her down, and trampled her with their feet, good thing she's still alive.
4. And they looted the whole shop, losing all the struggle and work of her lifetime in a moment. Standing there stunned, not believing that these thieving, rabble-rousing, criminal, barbaric hordes are the ones she's spent her whole life defending, and advocating for them to invade her country and destroy it
Readers added context they thought people might want to know
La mujer de la fotografía es una manifestante que intenta impedir el saqueo del establecimiento. Ella no es la propietaria. Es un supermercado de la cadena Franpix. En el vídeo completo de puede ver.
instagram.com/reel/DenbGUyid…
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الست الفرنسية المزهولة دي .. عضوة في حزب اليسار الفرنسي وناشطة من اكبر دعاة فتح الهجرة لشعوب شمال افريقيا وبتدافع عنهم كل مايعملوا مصيبة وكارثة وتتهم الأخرين اللي عايزين يوقفوا طوفان الهمج دول بالعنصرية ...
هي عندها محل شيك صغير في مكان راقي وقفت في محلها تحاول تنقذه من النهب والسرقة وعشان هي ناشطة مشهورة
بتقولهم انا فلانة الناشطة بتاعة اللجوء انا معاكوا انا دافعت عنكم وعن دخولكم و بقائكم في فرنسا زقوها وقعوها وداسوا عليها بأقدامهم كويس انها لسه حية
ونهبوا المحل كله الست بقت علي الحديدة خسرت كل كفاح وشغل عمرها في لحظة ..
واقفة مذهولة مش مصدقة ان اللصوص الغوغاء المجرمين البرابرة دول هما اللي طول عمرها بتدافع عنهم وعن انهم يغزوا بلدها ويخربوه
عشان شهرتها في الدفاع عن لاجئين شمال افريقيا كل الميديا الفرنسية امبارح جايبة قصتها وصورتها قدام محلها المنهوب شقي عمرها كله وهي مش مصدقة مدي غبائها اللي وصل فرنسا للخراب والدمار ده كله 😢
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Nelle violenze di questi giorni, in Francia come in Italia, c’è sempre la bandiera palestinese
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🔴Trump
Re-shared a video posted by Netanyahu regarding the overthrow of the Islamic Republic.
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Visegrád 24@visegrad2422h
Poland
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This was all filmed in Paris this weekend
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خبر مهم و فوری،
دفتر مخصوص علیاحضرت شهبانوی ایران به اطلاع همکان میرساند که افراد و یا مراجع مشکوک و با اهداف مخرب، آدرسی را در فضای مجازی با نام
«say hello to Farah Pahlavi»
پخش کرده اند.
هدف این کار میتواند سعی در دسترسی به مشخصات کسانی باشد که مایلند برای شهبانوی ایران پیامی ارسال نمایند.
هم میهنان گرامی توجه کنند که تنها سایت رسمی شهبانوی ایران، و آدرس های شناخته شده از پیش ایشان در فضای مجازی معتبر هستند، و هر آدرس دیگری باید مشکوک و غیر قابل اعتماد محسوب گردد.
دفتر مخصوص علیاحضرت شهبانوی ایران.
🤖 Made with AI
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È decollato il ‘sociologese’ per capire quello che viene definito il ‘disagio degli studenti’.
È un flusso di idee che in realtà spinge rasoterra l’analisi politica. Pochi vogliono confrontarsi con la realtà: in Italia non siamo ancora arrivati ai livelli di violenza della Francia, ma attenzione, l’arresto nel nostro Paese di 50 minorenni nella giornata di sabato è un segnale devastante, è solo la punta dell’iceberg, la parte sommersa cela il magma che cresce da decenni nell’università e negli istituti superiori. Un sistema educativo prigioniero dell’indottrinamento ideologico finisce per generare mostri.
In Italia non siamo ancora arrivati ai livelli di violenza della Francia solo perché abbiamo un numero inferiore di migranti di seconda generazione, ma il fenomeno è destinato a espandersi in ogni caso, perché c’è un campo – la scuola in ogni ordine e grado – coltivato in maniera estensiva per decenni dagli estremisti e dai nuovi vecchi cattivi maestri. Neanche le scuole elementari si salvano dall’indottrinamento che grazie al pervasive computing arriva ai giovanissimi in maniera immediata, naturale, quella dei nativi digitali. L’alta cultura è esclusa dall’istantaneo, dall’immediato, il pensiero profondo – i libri, le letture, le lezioni di largo respiro – ha bisogno di tempo, la comunicazione è il tempo reale dell’irreale.
I nuovi manifesti ideologici sono i social, “il mezzo è il messaggio” insegnava Marshall McLuhan, siamo arrivati così al degrado zero della politica e, naturalmente, della letteratura (l’antica diligenza delle idee che racconta e plasma il mondo), basta vedere la produzione culturale delle presunte élite che alimentano il fuoco che vediamo bruciare nelle nostre città. Facebook è il ciclostile, Tik Tok è il tazebao, Instagram è il comunicato strategico. Il proselitismo non è in fabbrica (gli operai hanno altri problemi a cui pensare), ma nelle piazze cyber, la chiamata alle armi è in chat, lo shottino al circolo è la conclusione.
In questo movimento magmatico, circolano idee che tracimano dal comico all’eversione. Siamo di fronte a unosquadrismo metropolitano che ha ben poco a che fare con la protesta per il “caro vita”, è la marcia dell’anti-occidentalismo, del terzomondismo in rivolta, dell’odio anti-americano e dell’antisemitismo dilagante, è il laboratorio avanzato di una macchina del disordine, una fabbrica del caos nata dall’alleanza di gruppi di estrema sinistra, anarchici e islamisti di varia de-generazione. Basta osservare i colori delle piazze: sono quelli dei pro Pal, dei tagliagole di Hamas, le bandiere di movimenti jihadisti, il rosso e il nero che s’accoppiano nel rossobruno.
Un cosiddetto manifestante che fa il segno del taglio della gola di fronte a una telecamera, le parole e le sigle (ACAB, ‘All Cops Are Bastards’), la caccia allo sbirro, l’assalto contro la polizia, che è lo Stato, l’incitamento alla rivolta per la rivolta, in un vortice di nulla che a Parigi si risolve nel tragicomico saccheggio in boutique. L’esproprio proletario è furto griffato, il pestaggio del poliziotto una performance sui social, il caro vita è una questione di connessione flat e mira precisa nel lancio del sanpietrino. Lasciato nell’armadio l’eskimo, il vestito ideologico degli anni Settanta, assorbiti felicemente dall’edonismo reganiano degli anni Ottanta, sono arrivati gli infelpati figli di un’altra rivoluzione non-sense, stavolta senza neppure la fantasia al potere. Non è un’assenza della politica, come scrive qualcuno con la tentazione di coprirne (e coprirsi) le vergogne, è invece una metamorfosi kafkiana senza la grandezza di Kafka, resta lo scarafaggio, senza la tragedia della poesia.
L’anno scorso in Francia, che è l’epicentro del caos, è uscito un libro intitolato ‘Les complices du mal’, l’autore è Omar Youssef Souleimane, un francese nato in Siria, che racconta il patto del diavolo.
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I am falling in love with Israel, the strongest and sexiest nation on earth!
God bless Israel and God bless the Jews.
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Amit Segal@AmitSegalOct 18
Israel
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You wanted to globalize the intifada? Well, you got it.





































