È bello vedere la Lazio lassù in classifica?
Sì, ci mancherebbe.
È difficile stare fuori adesso?
Ci piacerebbe tornare?
Sì, non immaginate nemmeno quanto.
Ma sarebbe così anche fossimo ultimi in classifica. Anzi, forse lo sarebbe anche di più vedendo una Lazio in difficoltà.
In fin dei conti, state pur sempre parlando di gente che allo Stadio c’è sempre stata, anche in periodi (tanto per usare un eufemismo) decisamente più bui e controversi di questo.
Gente che, pur di godersela, senza rinunciare alla protesta, macina chilometri, prende permessi a lavoro, rinuncia al tempo con la famiglia e… riempie ogni settore ospiti d’Italia.
Per questo torneremo allo Stadio?
No, no e poi no.
Nella maniera più decisa e assoluta.
E sarà così anche se questi risultati dovesse continuare ad arrivare.
Stampatevelo bene in testa.
La quasi totalità dei Laziali non ha deciso di “rinunciare” al proprio amore per qualcosa di effimero come dei risultati di inizio stagione.
La quasi totalità dei Laziali non baratterà la propria dignità e la propria coerenza, mettendo fine a questa protesta per così poco.
La quasi totalità dei Laziali sta combattendo e continuerà a combattere una battaglia decisamente più ampia che “ha un nome e un cognome”: Claudio Lotito.
E, tanto per rinfrescarvi la memoria: la scelta dell’anno scorso scattò dopo che fu oltraggiata la nostra Storia (“quella cazzo di storia”…) e non ci fu permesso di omaggiare come avremmo voluto la memoria di Vincenzo Paparelli, non certo dopo un mercato bloccato, un paio di risultati negativi o due cessioni.
Fu quella la goccia che fece traboccare il vaso.
La solfa, oggi più di ieri, è sempre la stessa… forza #Lazio, #Lotito vattene!
Multata una società calcistica (#Monza) i cui sostenitori hanno, udite udite, intonato un coro offensivo indirizzato al presidente della squadra avversaria.
Richiesti, a seguito dell’episodio di cui sopra, documenti e generalità a un tifoso della squadra di cui quel signore è presidente (#Lazio) per avere, udite udite, applaudito proprio quel coro.
Ma per quale assurdo motivo quando c’è di mezzo questo personaggio, peraltro Senatore della Repubblica Italiana, la Costituzione può essere costantemente calpestata e la “Libertà” (parola tanto temuta proprio da quest’ultimo) di un cittadino deve sempre venir meno?!?
Perché tutto questo deve inoltre passare inosservato, non riportato e non giudicato, anche da parte di chi, ogni singolo giorno, (s)parla con dovizia di dettagli (alias cazzate) di questa della protesta?!?
D’altronde c’è ancora chi narra una fantomatica “regia occulta” riferendosi ai Tifosi e non proprio a Claudio #Lotito. Quello stesso Lotito che denuncia, reiterando, i Tifosi (teoricamente suoi clienti) per fatti che semplicemente e legalmente non sussistono…
Quando finirete, tutti, di mettere la testa sotto la sabbia per interesse, faziosità o ignoranza, inizierò forse a prendervi in considerazione quando parlate di Lazio e dei Laziali.
Per il momento, continuate a parlare del “Gattusismo”…
#LazioMonza
«Faccio fatica a comprendere i motivi della protesta dei tifosi nei confronti di Claudio #Lotito. Tutti lo criticano, ma la realtà dei fatti dice che ha tratto in salvo la società vent’anni fa, garantendo sempre bilanci in attivo e una gestione virtuosa. Quando non disponi di risorse illimitate, operi nei limiti delle tue possibilità.» [Antonio #Cassano]
Non è stato lui a salvarla, i bilanci non sono in attivo da un po’ di anni, la gestione è tutt’altro che virtuosa e le risorse non sono limitate: non esistono e non sono mai state versate da parte di Lotito. I “limiti delle possibilità” sono solo uno dei motivi per cui non ci accontentiamo e lo critichiamo, poi ci sono limiti della persona, dell’imprenditore e del romanista quale è il signor Claudio Lotito.
Era piuttosto difficile dire così tante cazzate in così poche parole… d’altronde, se ti fossi fermato a “faccio fatica a comprendere” nessuno avrebbe potuto contestare nulla.
La lista di chi non capendo un cazzo di Lazio e Laziali sparla di Lazio e Laziali, continua ad allungarsi. Ma della loro opinione non ce ne frega un cazzo.
Ciao Anto’ ciao 👋🏻
Semo ‘na squadra de stronzi.
Semo ‘na tifoseria de stronzi.
Ma quanto è bello esse’ Laziali.
🦅⚪️🔵
#LazioMonza
C’è chi narrava 12.000 persone qualche giorno fa.
C’è chi millantava che si andasse verso le 15.000 presenze.
C’è chi provava e tuttora prova a raccontare un Laziale che si sta riavvicinando allo Stadio.
E poi c’è la realtà.
Una realtà non mistificata e non piegata a proprio piacimento e/o per i propri interessi.
Questa realtà dice che nessuno si sta riavvicinando a un cazzo e che la protesta continua sempre allo stesso modo e sempre con gli stessi effetti.
Ad oggi, a poco più di 48 ore dalla partita, non siamo nemmeno a 7.000 paganti (tra abbonamenti e biglietti).
Ad oggi, e così sarà anche domani e dopodomani, non c’è primato in classifica o sconticino del cazzo che possano farci fare un passo indietro o di lato.
Come se poi 12 o 15.000 fossero numeri tali da giustificare sta narrazione falsa e faziosa.
Fatece er cazzo de favore, smettete di (s)parlare dei Laziali e di cose che non sapete.
Forza #Lazio e forza #Laziali.
#LazioMonza
Dagli insulti all’apprezzamento fino all’apice del primo “periodo sarriano”.
Dall’anonimato in cui sei arrivato all’esaltazione dell’uomo che ti sei rilevato.
Da quella maglia che ti sei dovuto sudare a quella maglia che era sempre la più sudata.
Da quel caschetto biondo da pariolino a quel doppio taglio da coatto.
Da quella tenacia in campo a quella fragilità fuori dal rettangolo di gioco.
Ci sarebbero tanti modi per raccontarti.
Altrettanti per salutarti.
Sarebbero tutti giusti e tutti sbagliati.
Perché sì, sei arrivato bambino e te ne vai da Uomo.
Ma in mezzo non ci siamo Noi, ci sei tu e questi 11 anni insieme, in cui hai capito davvero cosa significa essere Laziale.
Ciao Gabarron, te se vole bene.
Forza #Lazio e buona vita.
#Patric 🫶🏻
Presidente di una squadra di Serie A.
Azionista di controllo di una società quotata in Borsa.
Senatore della Repubblica Italiana.
Vicepresidente della Commissione Bilancio e membro della Commissione Finanze e Tesoro.
E ancora non ha capito il funzionamento dell’IVA?!?
E me devo pure sentir dire che lo “stronzo” sono io…
#Lotitovattene
Gran bel comunicato, Curva Nord.
Bello, bellissimo davvero.
Sempre più fiero di esser parte integrante di un meraviglioso Popolo che, senza “registi”, è mosso solo e soltanto dall’amore per la #Lazio.
A oltranza… evviva la “sparuta minoranza”!
🦅⚪️🔵
Servivano queste intercettazioni?
Per conoscerla, NO.
Vede Ilario, o “Ilariè” o “caro Ilario”, tanto caro solo a Claudio, noi la conoscevamo già molto bene.
Sapevamo già molto bene come si batteva per contrastare “lo scetticismo” e “l’avversione contro la società” di un Popolo anche di fronte alle più evidenti delle sviste, alle false promesse, alla mala gestio e agli insulti alla Lazio e ai Laziali.
Sapevamo già molto bene come ha cercato spesse volte di far passare fatti gravi per qualcosa che in fin dei conti non facevano “crollare il mondo”.
Sapevamo già molto bene come ha più volte chiesto a un non laziale di “essere più laziale” solo e soltanto perché anche lei, a dispetto di ciò che (si) racconta, laziale non lo è e non lo sarà mai.
Sapevamo già molto bene come al tempo stesso si batteva per vedere, dall’altra parte del Tevere, una nuova proprietà e/o investimenti per migliorare la squadra, mentre da questo lato dovevamo semplicemente accontentarci, perché noi, nella nostra Storia, quella cazzo di Storia (per dirla con parole di chi le è a cuore), siamo sempre stati solo e soltanto una “lazietta”.
Sapevamo già molto bene come trattava le stesse notizie, con la borsa chiusa o aperta, solo e soltanto in base ai colori della squadra di cui parlava.
Sapevamo già molto bene di come, più di tre anni fa, si era fatto portavoce di un progetto che in tre anni (in cui siamo arrivati settimi, settimi, noni) ci avrebbe portato a “competere per il vertice”.
Sapevamo già molto bene come, a seconda del momento, abbia cercato di “arruffianarsi” il Popolo Laziale, dandoci “du’ calle”, con frasi che andavano dal più classico dei “senza tifosi la Lazio è morta” all’altrettanto
scontato “non andare allo Stadio è la forma più civile di protesta”, o invitando persino nella sua trasmissione alcune “voci della protesta”, dal tifo organizzato agli organizzatori della petizione.
Ma sapevamo altrettanto bene che era solo propaganda e appena ha potuto (o dovuto?) è tornato in sé, attaccando e insultando l’intelligenza di un Popolo intero che, a suo dire, protestava solo perché glielo “dicevano 2/3 persone”.
Mi fermo qui, per decenza (la mia), anche se potrei andare avanti per ore.
Mi fermo qui, ma è evidente che sapevamo già molto bene tutto questo e molto altro ancora.
Servivano, dunque, queste intercettazioni?
NO. Certo che no.
Non servivano di certo per conoscerla.
Servivano, anzi servono, però ad altro.
Specie in questo momento storico.
Perché queste intercettazioni raccontano, o meglio lo raccontano a chi ancora oggi mette la testa sotto la sabbia o (s)parla di Lazio senza arte né parte e senza conoscere un cazzo, la realtà dei fatti.
Perche queste parole, le sue parole e quelle del suo compagno di merenda, certificano e cristallizzano, per tutti e non solo per noi che conosciamo la storia, una realtà diametralmente opposta da quella che il suo Claudioccio vuole raccontare.
O sei con lui.
E allora va tutto bene, tutti amici e liberissimi di raccontare realtà distorte e dinamiche faziose a dispetto dei fatti e a difesa del patron.
O sei contro di lui.
E allora parte la guerra, la diffamazione, gli insulti e le denunce. Alla faccia della vittima per cui vuole passare… e tutto questo perché? Solo perché ci sono giornalisti che pongono delle domande lecite o raccontano la realtà semplicemente per quella che è.
Lei e Claudio siete sgamati.
E lo siete da tempo.
Quando arriverà la sua fine alla Lazio (e ne stia certo che arriverà), ci ricorderemo anche di lei e delle sue troppe “calle”, caro il mio Direttore Direttore.
Con affetto,
Il solito Tifoso della Lazio che le rompe il cazzo da tempo perché si è stufato delle “calle” che ci racconta.
@IlarioDiGiovamb #Lazio #Lotito
2005-06
È in corso una forte contestazione contro #Lotito.
Iniziano a circolare voci e/o notizie, più o meno fondate, su una possibile vendita della #Lazio.
La Procura ipotizza che informazione finanziaria + pressione della tifoseria = disegno per costringere Lotito a cedere e/o alterare il titolo.
2024-26
La contestazione contro Lotito è più forte e diffusa che mai, ormai ben oltre i confini di una “sparuta minoranza”.
Si inizia nuovamente a parlare di possibili acquirenti e offerte: voci, articoli, notizie, social.
La Procura ipotizza nuovamente una possibile “regia” volta a influenzare il titolo e a costringere Lotito a cedere.
Vent’anni dopo, lo schema è sempre lo stesso: scalata estorsiva, aggiotaggio e denuncia.
La storia si ripete.
Tristemente e inesorabilmente.
Ma voi siete ancora qui.
Fermi, immobili, alla ricerca di una fantomatica “regia” invece di raccontare un “film” (brutto) già visto rivisto e vissuto.
Spoiler?
Il film, senza farla troppo lunga, è andato più o meno così.
E ha due passaggi salienti:
1️⃣ L’accusa di una “scalata estorsiva” del 2005-06, dopo le condanne di primo grado, è stata ribaltata proprio nel 2026 dalla Corte d’Appello: gli imputati sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”.
2️⃣ Claudio Lotito, proprio per vicende relative al titolo Lazio, ha ricevuto condanne penali di merito sia in primo grado sia in appello per manipolazione del mercato, alias aggiotaggio; in Cassazione quei reati sono stati dichiarati prescritti e non è stato assolto nel merito.
Alla luce di tutto ciò, davvero pensate di essere attendibili e credibili se continuate a cercare presunte organizzazioni strutturate e occulte anziché vedere e raccontare lo spontaneismo di un Popolo che è sotto gli occhi di tutti e alla luce del sole con una protesta che precede di anni l’entrata in campo dei personaggi coinvolti in questo nuovo filone d’indagine?
Davvero pensate di essere razionali competenti e lucidi se continuate a giudicare l’effetto anziché provare a capirne la causa?
Davvero pensate di non essere ignoranti, faziosi, parziali e/o in mala fede se continuate a raccontare una realtà che prova a far passare il carnefice per vittima e le vittime per carnefici?
Davvero?!?
Firmato: un semplice Laziale, non famoso, non facente parte del tifo organizzato, non correntista della Banca del Fucino, non lettore de Il Tempo, che contesta Lotito da sempre, senza secondi fini, solo perché ama la Lazio.
Ora, se volete, denunciate anche me.
E se entramo allo stadio, non va bene perché (già fa ride così) ve famo “perde lo scudetto”.
E se li accompagniamo ma non entramo e ce ne tornamo pure a casa lasciandove lo stadio tutto per voi, non va bene lo stesso perché (questa fa ancor più ridere) li incitiamo troppo.
Famo così: alla prossima, ce lo dite voi che ci è concesso fare prima, durante e dopo la partita con vostro #Milan del cazzo?!?
Poi veniteme ancora a racconta’ che a Roma semo provinciali perché pensamo solo ar derby.
Poi veniteme ancora a racconta’ che, nonostante i vostri mille trofei, il milanista 2.0 non sia comunque un bel disagiato, frustrato e complessato.
Che brutta fine…
Per fortuna, nella vita reale e non su questo social, ho amici milanisti ben più veri, lucidi e razionali.
#LazioMilan
Ai tanti opinionisti, giornalisti, benpensanti che, pur non avendo mai comprato un biglietto in vita loro, si inseguono per accusarci di non essere vicini alla squadra solo perché dopo oltre vent’anni abbiamo detto BASTA.
Ai tanti tifosi di altre squadre che preferiscono non farsi i cazzi loro e mettere bocca su cose che non sanno e non li riguardano.
A quei pochi tifosi laziali che ci accusano di aver “abbondato” la squadra, solo perché loro, mettendo davanti l’io al Noi, hanno deciso di continuare ad entrare allo Stadio.
A quei tanti Laziali che, soffrono, tengono duro, non fanno passi indietro e non entrano. Ma ci sono.
Ci sono sempre.
A Ponte Milvio, a Formello, sotto la Nord, a Tor di Quinto, sotto al Flaminio, al centro di Roma o dall’altra parte d’Italia.
Sempre in massa e in tutta la loro bellezza.
Sempre in nome della #Lazio.
A loro che continuano questa sacrosanta protesta, solo e soltanto contro questa società.
Solo e soltanto contro #Lotito.
Solo e soltanto contro chi lo aiuta, supporta e/o difende.
La squadra, finché darà tutto per quella maglia, avrà sempre il nostro sostegno.
Ma a modo nostro.
Da Laziali.
🦅⚪️🔵
#Fabiani: «Ritengo che il valore della rosa della Lazio si attesti intorno ai 400 milioni di euro. Usciranno nei prossimi giorni anche dei dati ufficiali».
Sicuramente qualcosa verrà aggiornato e probabilmente qualche valore aumenterà pure. Ma, ad oggi, il valore della rosa della #Lazio non è minimamente vicino a quella cifra.
E non lo dico io.
Lo dicono quegli strumenti che stai interpellando adesso, il tuo iPad: se vai su Transfermarkt, amico mio, vedi che la Lazio, inclusi tutti i nuovi acquisti (anche quelli in prestito), vale 255 milioni di euro.
Fattele spiegare bene le cose, perché non sei più giovane. Ma lo dico per te, per il tuo futuro. Io ormai…
Ragioni male. Guarda, vai a scuola.
E non di giornalismo…
Giuro, senza parafrasare la tua arroganza, non avrei mai saputo rispondere in modo migliore.
Caro presidente,
sono costretto a rispondere a questo suo ennesimo tentativo di stravolgere e mistificare la realtà.
Una realtà che perlomeno dovrebbe raccontare ugualmente sui diversi mezzi comunicativi che usa: non può tenderci la mano quando scrive una lettera col cu…ore, per poi insultarci nelle interviste rubate o cercare di passare per vittima in queste interviste organizzate.
Perché vede nella realtà, e non in quella che si costruisce a piacimento, c’è un’unica certezza: lei non è la vittima.
È responsabile di tutto questo dissenso.
E se si limita, con “amarezza”, ad accettare il momento, o se pensa che migliaia di clienti protestano “fuori da ogni logica”, non passa di certo per l’imprenditore di successo che crede di essere e che la sua storia, i suoi fatti e i bilanci delle sue aziende non raccontano.
Ma rispondiamo, con logica, a questa intervista “fuori da ogni logica”.
“Siamo primi in classifica, non basta”?
Siamo primi, vero. E Noi (brutti, sporchi, cattivi, che protestiamo in casa ma andiamo in trasferta) ne siamo felicissimi, sicuramente più di lei, pur lasciando ad altri con cui condivide il tifo queste inutili esaltazioni della terza giornata.
Guardiamo, piuttosto, come siamo finiti nelle ultime 3 stagioni. Le rinfresco la memoria: settimi, settimi, noni.
“Non basta comprare giocatori”?
No, non basta, è l’ordinario.
Può essere motivo di vanto solo per chi ci ha abituato a non farlo o farlo male.
E francamente la celebrazione dell’ordinario, spacciandola per straordinario, è un hobby che lascio a chi non ha ambizione.
E non basterebbe nemmeno se i giocatori li avesse realmente “comprati” e non presi a zero o con prestiti che dovranno essere gestiti tra 1 anno, in mezzo ad altrettante scadenze.
“Non basta avere una squadra che combatte”?
No, non basta, specie se già so che alle prime sconfitte questi stessi giocatori saranno di nuovo “cretini che non parlano l’italiano”, “pippe volute dall’allenatore” e con la “merda nel cervello”.
“Non basta fare l’Academy”?
Quale Academy? Quella sbandierata 11 anni fa, scomodando persino quel Laziale di Bob Lovati che proprio lei allontanò quando era in vita, o di quella “Ac(c)ademy” (ri)proclamata 2 anni fa? Ma poi, se questa promessa diventasse realtà, basterebbe per sognare?
Domanda retorica, no.
Per sognare, o vivere, servirebbe, ricostruire legami con club del tessuto laziale, avere una Primavera competitiva o crescere giocatori in casa.
“Non basta voler fare lo Stadio”?
Non basterebbe farlo, figuriamoci volerlo fare da oltre 20 anni. Da quella patetica presentazione del plastico dello “Stadio delle Aquile” alla
presentazione altrettanto patetica del progetto Flaminio. Ah, proprio quel
Flaminio che era un “rudere” in cui voleva “urinarci dentro”.
E pensare che queste sarebbero, a suo dire, le sue “buone azioni”.
Poi ci sono gli anni senza sponsor, i mercati a suon di risanamento finanziario, indici di liquidità, saldi zero o blocchi, gli acquisti didascalici e moralizzati, i giocatori strapagati verso “parti correlate” o quelli saltati perché mai trattati, piccoli uomini, fax rotti o mail sbagliate.
Ci sono le “sviste che (non) ci possono stare”, le gaffe o i sonni sinestetici, i risultati (non) garantiti, i fatti, non parole o le promesse (non) mantenute.
C’è la sua reale fede calcistica o gli insulti alla Lazio, a quella sua “cazzo” di Storia e ai Laziali.
Vede presidente, anche se non lo capisce e/o non vuole accettarlo, la realtà è una sola.
L’assioma “Lotito deve andare via” non è l’idea illogica di una “sparuta minoranza”. Non lo era allora quando già eravamo Assoluta Maggioranza, non lo è ora che siamo Totalità.
Non è nemmeno il risultato di una “regia occulta”. Non lo era in passato, in cui i “fatti non sussistono”, figuriamoci ora.
Vuole farci sognare?
Se ne vada, il prima possibile e il più lontano possibile.
E si goda quel popolo che, mentre la avverte e la critica con striscioni, a suo dire, la porta in “trionfo”…
Riccardo Trevisani professionista è pagato per parlare (anche bene a mio avviso) di calcio giocato, non certo di tifo e tifosi.
Riccardo Trevisani tifoso è tifoso… della Roma.
Parlo al professionista e anche al tifoso: non essendo #Laziale, non vivendo la #Lazio con il nostro amore e non avendo compreso la nostra protesta, cosa ti spinge a sentirti nella posizione e nel diritto di dispensare consigli (consigli?) ai Noi Tifosi Laziali?!?
Parla del Gattusimo, di un Frattesi da Nazionale, di una Lazio da scudetto e di ogni altra “cazzata” si possa dire sul campo, purché limitato a quello.
Ma, “Trevi, fa na cosa va”, evita di (s)parlare di Noi e di temi che non ti competono e su cui non sei minimamente lucido e ferrato.
Grazie.
@RickyTrevisani
Gran partita ieri.
#Frattesi monumentale, ma bravi tutti.
9 punti in 3 partite e #Lazio in testa.
Tutto bello.
Meravigliosamente bello.
È da ieri sera che si gode.
Chi dice il contrario non è Laziale.
Ma la strada è tracciata.
Non esistono appelli.
Non sono ammessi ripensamenti.
Non esistevano acquisti prima e non esistono vittorie ora che possano in qualche modo prevaricare una contestazione di questa portata.
Non si torna indietro.
Olimpico vuoto e Settori Ospiti pieni.
È così dopo tre vittorie.
Sarà così alle prime sconfitte.
Non per ripicca o per partito preso.
Solo e soltanto per il Bene della Lazio.
Avanti #Lazio, avanti #Laziali.
🦅⚪️🔵


















