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Padova, Veneto
Joined April 2019
Teun Koopmeiners day at Juventus. 🎱
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GG for @PixelsofMark sometimes devs need to show the truth to certain players just able to criticize with no clue about how devs works. 60 min of applause for you 🍸🍸
There was nothing to respond to. Guy said "test your game!" With no clue how game development works. If you think we don't test the game with 100s of people, then you don't know what you are talking about. If you don't understand that we have to test on dev kits in dev environments then you don't know what you are talking about. If you don't know that no matter how much testing you do there will always be bugs that sneak through then you dont know what you're talking about. If you think that we are not working on a fix for PS5 as fast as we can even though it's a holiday then you don't know what you're talking about. So you see I'm starting to see a pattern in what you know and what you don't know. If you dint like the game then fine, move on, but don't disparage my team. They work their asses off just to entertain you. So show some respect.
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The fast arena shooter you've been waiting for is almost here! XDefiant drops on May 21 on Playstation 5, XBox Series X|S and Ubisoft Connect PC. xdefiant.com/launch-date
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"Vi racconto una storia. Sono una ex dottoressa di un ospedale pediatrico di Phoenix. Quando vivevamo lì, spesso la mia strada e quella di mio marito Tom (ex responsabile marketing dei Phoenix Suns) si incrociavano nei rispettivi lavori. Un cardiologo pediatrico con il quale lavoravo mi chiese se Tom potesse procurare una qualsiasi cosa autografata da qualcuno dei Lakers per un piccolo paziente terminale di 5 anni, che si chiamava Kobe. Veniva da una di quelle riserve di nativi americani dove il basket è una religione. Chiamai Tom per fargli questa richiesta, immaginando che sarebbe stato praticamente impossibile riuscire a ottenere qualcosa. I Lakers sarebbero venuti a giocare contro i Suns quella settimana. Il giorno dopo Tom mi telefonò e mi disse: “Lo farà!”. Io ero emozionata e immaginavo che sarei riuscita a portare una palla o qualcos’altro al lavoro. Tom mi rispose: “No, ha letto il tuo messaggio e vuole venire di persona e incontrare il bambino”. Ero scioccata! Quindi il giorno successivo, grazie all’aiuto della famiglia Colangelo, una limousine portò Kobe Bryant fino al mio ufficio. In una coltre di segretezza – né la security ne i PR erano stati informati (ho passato un po’ di casini per questo ma ne è valsa la pena!) – tutti e tre salimmo da una scala sul retro fino alla stanza di questo bambino nel reparto cardiaco di terapia intensiva. Per quasi un’ora giocarono con una palla da basket, passandosela e ripassandosela, con il piccolo Kobe che rideva e la sua dolce mamma che sorrideva. Vennero consegnati diversi gadget autografati e furono scattate parecchie foto. Le macchine che lo tenevano vivo suonavano, ronzavano e squillavano e il suo dottore aveva un sorriso che andava da un orecchio all’altro, mentre Tom ed io assistevamo nervosamente a questa incredibile scena che accadeva davanti ai nostri occhi. Quando tornammo alla limousine, Kobe si girò verso di me e mi chiese: “Kristen, posso fare qualcosa per aiutarlo? È un problema di soldi? Perché mi posso prendere cura io di tutto quanto.” Purtroppo non lo era: il piccolo aveva un difetto al cuore ed era troppo malato per ricevere un trapianto. Ero scioccata. Non solo per la sua generosa offerta, ma anche per la dolcezza e il calore che aveva dimostrato. Il piccolo Kobe morì la settimana successiva. Circa tre settimane più tardi, ricevetti una lettera dalla madre del bimbo in cui mi descriveva l'importanza di quei momenti. Mi disse che erano stati i momenti più felici dell’intera vita di suo figlio. Quelle foto erano le uniche foto che le erano rimaste in cui lui sorrideva. Stando a sentire i responsabili delle PR di Kobe Bryant, faceva cose del genere ovunque andasse, ma il patto era di non renderle pubbliche. Da quel giorno in poi è diventato il mio eroe, e ogni volta che qualcuno mi diceva che non apprezzava Kobe Bryant, io gli rispondevo "lasciami raccontare una storia…”. Possa la luce eterna di Dio illuminare per sempre la tua anima, Kobe." Kristen O'Connor
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