
• L’ @Inter non è un club, è un sentimento. 🐍⭐️⭐️
Sardegna
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Da quando tifo Inter, quindi da che ho memoria, questo è il settimo anno di fila in cui inizio la stagione sentendomi favorito per vincere il campionato. Una roba che non dovremmo mai e dico mai iniziare a dar per scontata.
Ogni tanto è bello anche essere grati.
Onestamente proverei a sgambettare l’arbitro mentre fa la sua corsetta ridicola durante la partita, così, giusto per scoprire se rimane in piedi
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Siano maledetti i reel di Instagram degli pseudopsicologi e il giorno in cui avete iniziato a chiamare gli stronzi evitanti, narcisisti e borderline
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Se vi stupite della rabbia sociale che sta esplodendo, forse avete vissuto su Marte negli ultimi anni.
Per anni milioni di persone hanno ripetuto la stessa cosa: gli stipendi non bastano, il costo della vita cresce, il proprio potere d’acquisto viene eroso.
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Le guerre spacciate per missioni di pace, sono VIOLENZA.
La pressione fiscale che c’è in Italia, è VIOLENZA.
L’esportazione della democrazia nel mondo, è VIOLENZA.
Il fatto che l’1% della spesa militare globale basterebbe a sconfiggere la fame nel mondo, è VIOLENZA.
Gli stipendi degli italiani fermi da 20 anni, sono VIOLENZA.
Credere che lo stile di vita occidentale sia il migliore e volerlo imporre con la forza agli altri, è VIOLENZA.
6 famiglie italiane su 10 che faticano ad arrivare a fine mese, è VIOLENZA.
Le liste d’attesa infinite per una visita medica, sono VIOLENZA.
L’imposizione di trattamenti sanitari obbligatori, è VIOLENZA.
I miliardi di euro di debiti che peseranno sulle future generazioni contratti dal governo italiano per finanziare il riarmo, è VIOLENZA.
Il fatto che lo stato non investa nulla per la messa in sicurezza del territorio o la prevenzione di fronte alla stima ufficiale che il 94% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico, è VIOLENZA.
E che contemporaneamente spenda miliardi per opere folli e senza senso come il Ponte sullo Stretto o la TAV, è VIOLENZA.
Un sistema che ruota intorno al dio denaro, è VIOLENZA.
Che un 1% di persone nel mondo abbia più ricchezza e potere del restante 99% dell’umanità, è VIOLENZA.
Una società basata su competizione, consumismo e omologazione, è VIOLENZA.
Certo, anche anche una vetrina spaccata è violenza, ma a volte sono la conseguenza, non la causa. Altre, come già successo in passato, frutto di infiltrati messi lì appositamente a fare quello.
Ogni volta è la stessa storia, un copione che si ripete: decine di migliaia di persone in piazza manifestano pacificamente e a nessuno importa nulla, mentre i pochi che scatenano scompiglio e caos, monopolizzano l’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica.
A sud è da giorni che manifestano pacificamente e nessuno se li è filati!
Ed ecco che una vetrina rotta diventa più importante di tutto il resto. "La violenza contro lo stato, guardatela tutti, indignatevi…" anche perché sarà motivo giustificato di ulteriori e nuove repressioni, controlli e misure restrittive. Ma è per la nostra sicurezza, dunque ben venga, così sia. C’è già il pacchetto pronto, vedrete ora come tornerà d’attualità e verrà accolto da tutti a braccia aperte.
Mentre quella dello stato, molto più subdola, strutturale, quotidiana, normalizzata e diffusa, quella violenza, passa puntualmente inosservata.
Ma è violenza vera, altrettanto o più grave, costringere milioni di persone a vivere nella precarietà permanente.
È violenza costringere le persone a lavorare tutta la vita senza mai potersi permettere una casa.
È violenza criminalizzare il dissenso mentre si giustificano ingiustizie sistemiche.
Condannare solo la violenza visibile, senza riconoscere quella invisibile che la genera, è miopia e ingenuità. È come voler curare i sintomi ignorando la malattia.
Finché continueremo a dividerci in stupide guerre tra poveri, finché non capiremo chi sono i veri nemici, finché non metteremo al centro la dignità umana invece del profitto, questa società continuerà a produrre rabbia, conflitto e disperazione, nonché naturalmente, da una parte e dall’altra, becera violenza.
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7,60 euro l’ora “più che buono”
Un negro che raccoglieva il cotone negli Stati Uniti del Sud costava di più da mantenere al latifondista. Chissà perché hanno abolito la schiavitù
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Sulle rivolte che stanno colpendo l’Italia e l’Europa bisogna imparare a essere più intelligenti, perché due fenomeni che prima erano distinti si stanno unendo. In passato avevamo le “rivolte di periferia”, con i saccheggi ai negozi, e le “manifestazioni politiche”, con gli scontri con la polizia, in momenti diversi. Ora le due cose si sovrappongono sempre più spesso. È ovvio che in questo modo il messaggio politico non passa, ma cosa più allarmante è che siamo ancora all’alba di questa degenerazione e bisogna agire su questa tensione subito. Se la sola risposta che sappiamo dare è la repressione, allora stiamo davvero accelerando il conto alla rovescia e i negozi saranno ben presto l’ultimo dei nostri problemi.
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Replying to @PierpaoM
E invece la spiegazione è chiarissima: perché non possono più “rompere il c…a bestia”
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I vedovi inconsolabili di Rocchi, tutti della stessa parrocchia, continuano a martellare Orsato con segnalazioni di “var chiuso” e di errori dovuti alla linea guida (gol del Como a Firenze) più il ritardo nel far entrare De Marco come portavoce. Non torna, non può tornare.
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Imbattuto in Serie A
18 gol segnati
8 subiti
5 vittorie
3 pareggi (Lazio e Juve fuori casa)
1 sconfitta contro una squadra che ha il secondo miglior attacco dopo il Barca
Criticato senza un motivo logico dopo che ha la sesta rosa del campionato
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Guardando la visuale dell’arbitro si vede chiaramente il tocco di mano e la deviazione.
L’arbitro non aveva dato nemmeno l’angolo.
Ah, nessun replay sul goal annullato a Pulisic.
Buona continuazione della partita
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Il Milan con tre acquisti è fortissimo.
Il futuro è nostro.
L’Inter è ormai il presente tendente al passato e non hanno vinto un cazzo.
Mi compiaccio!
































