Giorgia Meloni è davvero brava. Forse, la (il) politic* più apprezzat* in italia, in Europa e non solo. Altro che "borgatara" o "pesciaiola". Ma, per favore, tolga la nostra Fiamma dal simbolo. Ci abbiamo faticato, a tenerla accesa. Lei cosa c'entra!
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🚨 Signore e signori, applaudite la grande stratega: Giorgia #Meloni, quella che ha preso il governo gridando “sovranità!” e ora gira l’Europa con in mano il disco rotto di Draghi, lucidato e firmato “la pasce ggiuusta”.
Quattro anni. Quattro. Anni.
Stesse frasi, stessi pezzi, stessi “non possiamo lasciare l’Ucraina sola”, stessi “Putin non deve vincere”.
Come se ripetere la stessa canzone ad alto volume facesse miracolosamente cambiare la melodia.
È la definizione di follia secondo Einstein, solo che qui la chiamano “continuità istituzionale” e le danno pure il saluto militare a Bruxelles.
Lei non è stupida, no.
È peggio: è una fedele esecutrice.
L’agenda Draghi le è stata lasciata sul comodino come un testamento, e lei l’ha presa, se l’è messa in tasca e ora la sventola al Consiglio europeo come se fosse una bandiera tricolore.
“La pasce ggiuusta”… mentre le bollette italiane ballano il twist e le famiglie fanno i conti con la calcolatrice del panico.
E quando Trump (quello cattivo, eh) dice “riapriamo al gas russo, abbassiamo i prezzi”, lei alza l’indice accusatore:
“No, sennò Putin si fortifica!”
Geniale.
Perché si sa: se l’Italia paga il gas tre volte di più, Putin si indebolisce.
Se le imprese chiudono e le famiglie raschiano il fondo del barile, la democrazia europea diventa più forte.
È scienza. È moralità. È… agenda Draghi, appunto.
Quindi no, non è una statista.
È una manager di filiale di Bruxelles, con il badge “Giorgia – Continuity Manager – Ukrainian Desk”.
E il prezzo di questa fidelizzazione lo paghiamo noi, con il portafoglio, mentre lei alza lo sguardo al cielo e dice “è la pasce ggiuusta”.
Applausi.
E adesso, per cortesia, qualcuno le cambi il disco.
O almeno le dia le cuffie.🥹
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Francisco y León XIV. Dos Papas recientes. Dos historias pulmonares que estremecen. No digo que sea una señal del cielo. No hago superstición con la enfermedad. Pero hay coincidencias que terminan convirtiéndose en una bofetada para la conciencia. Dos Papas con pulmones heridos mientras demasiados sectores de la Iglesia llevan años respirando con dificultad espiritual.
Y no siempre falta oxígeno. A veces falta valentía. Nos estamos acostumbrando a una Iglesia que mide las palabras para no molestar, que negocia silencios para conservar relaciones, que condena con rapidez lo pequeño pero tartamudea frente a los poderosos.
Una Iglesia con excelentes pulmones administrativos, pero con respiración profética asistida.
Mucho despacho. Mucho protocolo.
Mucho comunicado cuidadosamente redactado. Y demasiado poco Evangelio capaz de quemar. Cristo resucitado no sopló sobre los apóstoles para convertirlos en funcionarios de lo sagrado. Sopló sobre ellos y dijo:
«Reciban el Espíritu Santo» (Jn 20,22). Ese es el oxígeno que estamos perdiendo cuando callamos por conveniencia. Porque el problema más grave de la Iglesia no sería que un Papa perdiera parte de un pulmón. La tragedia sería que la Iglesia perdiera la capacidad de respirar a Dios.
Un pulmón enfermo puede entrar en un quirófano. Pero ¿dónde operamos una Iglesia cuando se le enferma la conciencia?
¿Quién extirpa el tumor del miedo?
¿Quién opera la metástasis de la comodidad?
¿Quién devuelve oxígeno a una jerarquía cuando algunos prefieren sobrevivir institucionalmente antes que incomodar proféticamente?
Hoy rezamos con toda nuestra fe por la salud del papa León XIV. Pero recemos también por nosotros. Porque quizás el enfermo no está solamente en una habitación de hospital. Quizás hay una Iglesia entera necesitando urgentemente respiración espiritual. Francisco conoció un pulmón herido. León XIV conoce la fragilidad pulmonar. Y nosotros deberíamos preguntarnos:
¿CUÁNTO PULMÓN PROFÉTICO LE QUEDA A LA IGLESIA? Porque cuando una Iglesia deja de respirar el Espíritu Santo, puede conservar templos, cuentas, oficinas, títulos y estructuras…pero comienza a oler a institución muerta. Paz y Bien!
Padre José Palmar- sacerdote venezolano en el exilio.
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L'Ucraina ha bisogno di un nuovo leader, Zelensky crea problemi per il mondo intero, ha affermato Trump.
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Adelante Santiago Abascal PRESIDENTE.
Según las encuestas el último CIS de Tezanos, arroja estos resultados
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Sono italiano e la Russia non è il mio nemico.
#RussiaisNOTtheEnemy
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Esercitazioni in Lettonia anti Putin, siamo alle comiche: chi li ha centrati con raffiche di mitra…👉t.ly/wicNr
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Si sparano tra di loro: 4 militari italiani feriti (1 grave) durante esercitazione Nato in Lettonia.
( vogliono fare la guerra alla Russia)
Sembra tratto da Patroclooo e il soldato Camillone, grande grosso e …




























