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Malta
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Israeli settlers scum of the earth
Il collega che accompagnava Heidi Levine, giornalista del Washington Post, punta il dito contro l’esercito d’occupazione israeliano:
«L’IDF ha fornito copertura con gas lacrimogeni e mitragliatrici mentre i coloni massacravano di botte Heidi Levine. Poi i soldati hanno sparato a un passante palestinese, puntato le armi contro i paramedici che cercavano di soccorrerlo e li hanno spintonati. Tutto documentato».
L’ennesimo atto di terrorismo dei coloni israeliani.
Hanno scaraventato a terra una collega di 64 anni e l’hanno pestata a calci, pugni e bastonate. Poi le hanno rubato la fotocamera e il telefono.
I video sono agghiaccianti.
Diciannove pacchetti di sanzioni contro la Russia, zero contro Israele, ZERO.
What Zionists must see
Alex Borg retweeted
Israeli forces prevent a Palestinian farmer from accessing his own land in the village of Burin, north of the occupied West Bank, as a group of Israeli settlers harvest olives from his land before his very eyes.
Alex Borg retweeted
İxrail askerleri 14 yaşındaki bir Filistinli çocuğu öldürüyor.
Bu videonun burada kalmasına izin vermeyin, paylaşın, yayınlayın...
The female IDF soldier's facial expression looks stressed. I'm sure that many IDF soldiers will suffer from PTSD syndrome after this.
Alex Borg retweeted
Der Spiegel ha pubblicato le testimonianze di dieci soldati che hanno prestato servizio a Gaza.
Dieci racconti, tutti, a modo loro, raccapriccianti del #GENOCIDIO in corso.
Eccone alcuni estratti.
«Sparate a chiunque vediate»
La regola era: «Sparate a chiunque vediate».
L’IDF classificava come «terroristi» tutti i maschi in «età militare»: una definizione che comprendeva chiunque avesse tra i 16 e i 60 anni.
Ho pensato immediatamente a Srebrenica.
«Negli 80 giorni in cui siamo stati lì, a Netzarim, nella Striscia di Gaza, la mia brigata ha ucciso tra le 160 e le 170 persone. Solo un uomo era sospettato di possedere un’arma. Quell’arma, però, non l’ha vista nessuno».
NAZA-300: fino a 300 civili uccisi per colpire un militante
Questa intervista conferma quanto affermato da NAZA:
«Quando si trattava di ufficiali di alto rango, per un singolo attacco erano ammesse diverse centinaia di vittime civili. Ricordo il caso di Ibrahim Biari, il comandante di Hamas a Jabalia. […] Poche ore prima dell’attacco del 31 ottobre 2023, il nostro comandante ci ha radunati e ci ha detto che il capo di stato maggiore aveva deciso di colpire quel luogo, pur prevedendo possibili “danni collaterali” pari a 300 civili. L’attacco è stato sferrato».
Le regole d’ingaggio
«Qualcuno ha segnalato la presenza di un osservatore di Hamas sul tetto di un edificio. È stato inviato un drone e il pilota ha riferito: “Questa persona sta stendendo il bucato”.
Un ufficiale ha replicato: “Gli uomini palestinesi non stendono il bucato. Deve essere un osservatore”.
Il pilota del drone ha insistito: “No, è in piedi, di spalle rispetto a noi, e sta stendendo il bucato”.
A quel punto, un ufficiale dell’unità di carri armati che faceva parte della nostra forza da combattimento ha detto: “Ho una linea di tiro libera. Posso sparare?”.
Il comandante ha chiesto: “Riesci a vedere l’osservatore?”. Poi ha dato l’ordine di sparare.
Circa venti minuti dopo, le ambulanze sono arrivate all’edificio e hanno cominciato a evacuare feriti e morti. Poco dopo, su un sito di notizie israeliano, ho letto un articolo: “I palestinesi sostengono che siano stati uccisi dodici membri di una famiglia”.
È sempre questa la formula: “sostengono”.
E io ho pensato: “Siamo stati noi”».
Scudi umani
«Mentre ero in servizio a Rafah, ho assistito all’uso di scudi umani da parte dell’IDF
La pratica è nota come “zanzare”.
Ne ho visti due o tre: giovani palestinesi con addosso soltanto scarpe e biancheria intima, bendati e con le mani legate.
Venivano mandati avanti nei tunnel e nelle case. Durante queste missioni erano costretti a indossare uniformi militari israeliane e telecamere GoPro». Spesso venivano uccisi.
«Incriminazione retroattiva»
«Ogni volta che ci sono morti o feriti, la prima reazione dell’IDF è cercare di collegarli ad Hamas. Perché dire che le persone uccise erano terroristi di Hamas fa una migliore impressione agli occhi del mondo.
Questo processo lo chiamiamo “incriminazione retroattiva”.
Nel caso dell’attacco ai giornalisti all’ospedale [Nasser], la prima dichiarazione [dell’IDF] affermava che erano stati uccisi 6 terroristi di Hamas.
I soldati la chiamavano una “telecamera di Hamas”. L’obiettivo dell’IDF era neutralizzare telecamere che documentavano la realtà.
Ma il cameraman lavorava per la Reuters.
Non era un terrorista. L’IDF ha ucciso un giornalista che svolgeva il proprio lavoro».
La distruzione degli edifici
«C’è un edificio che è il più alto del nostro settore? Lo distruggiamo, perché potrebbe rappresentare una minaccia. Ma a quel punto un altro edificio diventa il più alto. E così via, finché non resta più nulla.
All’inizio ci veniva detto di distruggere singoli edifici. In seguito ci è stato assegnato un intero quartiere».
«Quando usavamo abitazioni civili come basi militari, spesso ci veniva ordinato di incendiarle dopo il nostro ritiro, per impedire ai palestinesi di tornarci.
Il fuoco le rendeva inabitabili. Lo scopo era impedire per sempre il ritorno dei residenti».
Alex Borg retweeted
Carissimi, di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. E’ stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire. E allora seguendo i loro consigli ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni. Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale e mi affido alla vostra preghiera.
Alex Borg retweeted
Israeli settlers in the occupied West Bank have been carrying out a campaign of violence and intimidation unmatched in recent memory, attacking and displacing Palestinians and establishing scores of government-backed settlements and illegal outposts. wapo.st/4rXnis7
Plus ca change 🙈
A Palestinian man has been killed in the occupied West Bank, as Israeli settlers, accompanied by Israeli forces, attacked Palestinians picking olives near the town of Burqa, close to Nablus.
Al Jazeera's Nour Odeh reports from the occupied West Bank.
Palestinian father killed near Nablus as settler pogroms continue
More on Aljazeera.com
After three years of saving lives, this Palestinian paramedic was killed by IDF.
Ieri notte Israele ha ucciso anche lui, col “doppio tocco” mentre cercava di soccorrere persone ferite da Israele.
Mohammed Tamous aveva 21 anni,era un operatore sanitario palestinese, un ragazzo che in 3 anni di genocidio aveva salvato decine di vite,rischiando la sua.
#7ottobre
Alex Borg retweeted
David Milstein—a top aide to U.S. Ambassador Mike Huckabee and Mark Levin’s stepson—suppressed and altered U.S. diplomats’ reports critical of Israel, skewing the record to serve the Netanyahu government.
This included shielding illegal annexation in the West Bank, stonewalling accountability for nine Americans killed by Israel in the occupied West Bank, and rewriting diplomatic cables documenting mass killings and atrocities in Gaza.
This is a deliberate distortion of the truth—the sanitizing of American diplomatic reporting to protect a foreign government.
For Milstein, acting as a foreign agent, accountability is long overdue.
Alex Borg retweeted
La provocazione dell'ambasciatore israeliano all'Onu, offre Starlink agli iraniani. "Può portarlo a Teheran?". Il gesto 'suggerito' da Netanyahu #ANSA
Alex Borg retweeted
⛔️A glimpse into the daily suffering of Palestinians before October 7: Israeli soldiers unleashed attack dogs on a terrified Palestinian child during an arrest. #GazaGenocide




















