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Joined August 2019
Basta con i Falsi Miti Nutrizionali !!!!! È arrivato il momento di fare chiarezza una volta per tutte. L'Obiezione Ricorrente sui Regimi Low Carb e Chetogenici Ogni giorno ricevo decine di domande e obiezioni sul perché, nei miei percorsi low carb, chetogenici e chetocarnivori, io bandisca totalmente i legumi. Dall'altra parte, la narrazione mainstream non fa che ripeterci il mantra opposto: che i "fagioli sono la carne dei poveri", che le lenticchie sono un superfood e che i ceci salvano il pianeta. Chi Spinge la Narrative dei Legumi Superfood? Da chi arriva questa propaganda? Semplice: da un coro unanime di "guru" della nutrizione, medici televisivi come Franco Berrino, la medicina anti-infiammatoria al dott. Mozzi, naturopati di tendenza, fenomeni virali del web come la celebre Barbara O'Neill, fino ad arrivare alle linee guida ideologiche dell'OMS. Ma c'è un dettaglio fondamentale che nessuno di loro ha il coraggio di ammettere: La stragrande maggioranza di questi paladini della dieta vegetale è vegana o vegetariana. Spingono un'ideologia etica o ambientale, non la biochimica humana. Il Grande Abbaglio Evolutivo e Metabolico Dietro questa spinta mediatica si nasconde un grande abbaglio collettivo. La verità è che, dal punto di vista evolutivo e metabolico, i legumi non portano alcun valore aggiunto reale alla dieta umana; al contrario, sono tra i peggiori inganni nutrizionali che la nostra specie abbia mai deciso di introduco con l'avvento dell'agricoltura. La Verità Senza Filtri Ecco come stanno realmente le cose, senza filtri e senza ipocrisie. Il Lato Oscuro dei Legumi: Perché in Chetogenica e Carnivora Sono Considerati un "Veleno" Biologico La Posizione Intransigente della Dieta Low Carb, Chetogenica e Carnivora: Se guardiamo ai regimi a basso contenuto di carboidrati, chetogenici e strict-carnivori, la posizione sui legumi è netta, intransigente e spietata. Per chi segue questi protocolli, fagioli, lenticchie, ceci e fave non sono "alimenti salutari della tradizione", ma veri e propri strumenti di difesa chimica delle piante, incompatibili con la fisiologia umana e potenzialmente tossici. Marketing Nutrizionale vs Biochimica Clinica Mentre il marketing nutrizionale moderno li dipinge come superfood, la biologia evolutiva e la biochimica clinica raccontano una storia completamente diversa. Ecco perché i legumi vengono trattati alla stregua di sostanze estranee e dannose. 1. L'Arsenale Chimico delle Piante La Guerra Chimica dei Semi I legumi non vogliono essere mangiati. A differenza della frutta, che "desidera" essere consumata dagli animali per disperdere i semi attraverso odori e colori zuccherini, i semi dei legumi custodiscono l'embrione della pianta e sono protetti da un vero e proprio sistema di guerra chimica: Lectine e Fitoemoagglutinine: La Tossicità Acuta Le Lectine (Fitoemoagglutinine): Sono proteine altamente tossiche presenti in grandi quantità nei legumi (specialmente nei fagioli rossi). Sono così potenti che bastano appena 4 o 5 fagioli crudi o mal cotti per scatenare una tossicità acuta, con vomito violento, diarrea e gravi danni alla mucosa intestinale. Acido Fitico e Deplazione di Micronutrienti: L'acido fitico (Fitati): Presenti nei tegumenti dei semi, i fitati agiscono come potenti chelanti. Si legano tenacemente a minerali fondamentali come ferro, zinco, magnesio e calcio nel tratto digerente, impedendone l'assorbimento e depredando il corpo di micronutrienti essenziali. Vicina, Convicina e Stress Ossidativo Vicina e Convicina: Nel caso specifico delle fave e di altri legumi, questi glicosidi pirimidinici vengono degradati nell'intestino in composti fortemente ossidativi (come la divicina). Nei soggetti predisposti causano il favismo (anemia emolitica acuta), ma anche nei soggetti sani rappresentano un carico di tossine ossidative che mettono a dura prova l'organismo. 2. Il Blocco dell'Assorbimento della Vitamina D3 L'Impatto Devastante sui Micronutrienti Liposolubili Un aspetto devastante e spesso ignorato dei legumi è il loro impatto sui micronutrienti critici, in particolare sulla Vitamina D3. Alterazione dell'Omeostasi e Carenze Croniche L'enorme quantità di fibre insolubili, fibre fermentabili e fitati crea un ambiente intestinale ostile al corretto metabolismo dei nutrienti liposolubili. I fitati alterano l'omeostasi del calcio e dei minerali a cui la Vitamina D è indissolubilmente legata per la sua attivazione e il suo corretto utilizzo cellulare. L'azione combinata di questo scudo antinutrizionale riduce drasticamente la biodisponibilità e l'assorbimento dei composti steroidei e delle vitamine chiave, vanificando spesso l'integrazione e lasciando l'organismo in una condizione di carenza cronica mascherata. 3. L'Illusione Nutrizionale: Proteine e Grassi Vegetali vs Profilo Animale Il Mito delle Proteine Vegetali Ci viene ripetuto che i legumi sono "un'ottima fonte di proteine". Tuttavia, la biochimica umana smentisce questo mito: Basso Valore Biologico e Inibitori Enzematici Il valore biologico assente: Le proteine dei legumi sono incomplete (carenti di amminoacidi essenziali come la metionina e il triptofano) e presentano una digeribilità bassissima a causa degli inibitori della tripsina, enzimi vegetali che bloccano la nostra capacità di scindere i legami proteici. Carboidrati Amidacei Travestiti da Proteine Il profilo lipidico e metabolico: Non è mai stato scientificamente provato che gli amminoacidi e i grassi (inesistenti o marginali) dei legumi vengano metabolizzati, riconosciuti e assorbiti dall'organismo umano con la stessa efficienza, pulizia e biodisponibilità delle proteine e dei grassi animali (carne, uova, pesce). Introdurre legumi significa introdurre una marea di carboidrati amidacei nascosti sotto la falsa etichetta di "fonte proteica". 4. Il Verdetto Evolutivo La Natura Rifiuta i Legumi Basta guardare la natura per capire la verità: nessun animale in natura mangia legumi crudi o spontanei. Gli erbivori rifuggono istintivamente da fagioli, ceci e lenticchie selvatiche proprio a causa del loro profilo tossicologico. L'Artificio della Cottura Estrema L'essere umano ha iniziato a consumarli solo dopo l'avvento dell'agricoltura, sottoponendoli a trattamenti estremi (ammollo prolungato, cottura a pressione prolungata) nel tentativo disperato di denaturare una parte di quel veleno per renderlo tollerabile. Conclusione: Ottimizzazione Cellulare vs Toleranza dei Veleni L'Obiettivo Finale: Azzerare gli Insulti Intestinali Nelle diete chetogeniche, low carb e soprattutto nella chetocarnivora, l'obiettivo non è "sopravvivere" tollerando i veleni vegetali, ma ottimizzare la salute cellulare azzerando gli insulti all'intestino. La Perfezione Nutrizionale di Origine Animale Eliminare i legumi significa togliere dal motore del corpo un carico di lectine infiammatorie, fitati ruba-minerali, tossine ossidative come la vicina e ostacoli biologici all'assorbimento della Vitamina D3, affidandosi unicamente alla perfezione nutrizionale di proteine e grassi di origine animale.
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Rispondo qui con screenshot (In difesa di chi sollevava semplicemente un legittimo dubbio) perché la signora Francesca Bombara ha ben pensato di bloccarmi per evitare il confronto. Quando mancano le argomentazioni, la fuga resta l'unica risorsa. La solita arroganza di chi pensa di avere la verità in tasca e deve ricorrere al "ti serve il disegnino" per coprire la realtà. Visto che ti ergi a professoressa con una presunzione sproporzionata (81 follower in 9 anni dimostrano quanto seguito abbiano le tue lezioni), facciamolo noi il "disegnino": Il chirurgo robotico Da Vinci non è la prassi standard della Sanità Pubblica alla portata di tutti i cittadini comuni. Chi non ha la fortuna di accedere a corsie preferenziali o di pagare decine di migliaia di euro di tasca propria (almeno 40.000€), con la sanità pubblica affronta liste d'attesa interminabili, chirurgia tradizionale ben più invasiva e decorsi ben diversi. Qui nessuno nega la tecnologia, si evidenzia semplicemente un dato di fatto: tempi di recupero lampo, niente chemio, niente radio, niente iter standard e dimissioni da record sono privilegi da capogiro riservati a pochissimi. Chissà cosa ne penserebbero Madre Teresa o Padre Pio ,che si fece operare senza anestesia per umiltà e condivisione della sofferenza umana, di questo abisso tra la sanità d'élite e la realtà quotidiana che vive la gente comune. Porsi delle domande di fronte a queste disparità non è ignoranza: è spirito critico. L'arroganza di chi difende i privilegi altrui a colpi di sarcasmo, invece, si commenta da sola.
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Possibile che non capite che non é questo il tema? La chirurgia ad alta tecnologia non è la prassi standard della Sanità Pubblica alla portata di tutti i cittadini. Un intervento alla prostata ad esempio? Costo 40.000 euro. Chi non ha la fortuna di accedere a corsie preferenziali o di pagare cifre a capogiro di tasca propria, affronta liste d'attesa interminabili e interventi ben più invasivi. Qui nessuno nega i progressi medici, si evidenzia semplicemente un dato di fatto: tempi di recupero lampo, niente decorso pesante e dimissioni da record sono opportunità riservate a pochi. Chissà cosa si penserebbe di questo abisso tra l'assistenza d'élite e la realtà quotidiana della gente comune. Porsi delle domande non è ignoranza, è spirito critico.
Replying to @Bluefidel47
L’intervento con la robotica, sì, ti permette di essere a casa in massimo 72 ore… chemio, radio dipende che tipo di tumore… poi non avendo fatto la biopsia, probabilmente è a posto così… niente disseminazioni… ora faranno l’istologico
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Vi presento l'esperto in comunicazioni e web radio. Lo cito: "...ma anche in questo caso non è medico. Quindi, oltre alla scoperta di noi analfabeti, provveda a prendere una laurea specialistica poi ci riparlerà di tumori, interventi, recuperi." Leggete i suoi commenti arroganti e strafottenti verso Teresa. Ora il mio commento : Lei ha iniziato per primo con un sarcasmo deliberato, puntando subito all'attacco ad personam per umiliare chi stava semplicemente ponendo un dubbio legittimo. Poi, non contento e ferito nella nell'orgoglio, da "esperto di comunicazione" si è rifugiato nella più banale delle fallacie logiche: l'argomento d'autorità. Chiedere la "laurea specialistica" per zittire gli altri e bollare come "insinuazione" una normale domanda è solo la classica e debole scorciatoia di chi non ha uno straccio di argomento nel merito. Sollevare dubbi, osservare la realtà e notare anomalie su fatti pubblici non è un privilegio riservato a una casta accademica, si chiama pensiero critico ed è un diritto di tutti. Se davvero possiede competenze da comunicatore e contenuti solidi li tiri fuori per rispondere nel merito, altrimenti la sua resta solo una pessima figura fatta di arroganza, presunzione e totale assenza di argomenti. Un ricco Click le calza a pennello.
Ci si riprende così in fretta da un intervento ai polmoni? Mah!
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La Pharma e la Sanità, disperate ? Non sanno più come fermare l'avanzata dei farmaci antiparassitari riposizionati, e in particolare dell' Ivermectina. ​È la seconda persona che mi scrive per chiedermi chiarimenti sulla definizione che è stata data a questo farmaco. Ho l'impressione che lo stiano boicottando ancora di piú di quanto giá fanno ... forse perché funziona? 🤔
Replying to @Bluefidel47
Sul fatto che i farmacisti dicano che l'ivermectina sia veleno, lo confermo. A me hanno detto la stessa cosa e hanno voluto i dati della carta d'identità!
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IL CASO MARCEL (5 ANNI): 45 GIORNI DI TORTURA SINTOMATICA E IL GRANDE INGANNO DEL MAINSTREAM. Ancora una volta, i media mainstream, in Italia come all'estero (in questo caso in Belgio), celebrano la solita, ipocrita liturgia. Esattamente come avevo già evidenziato nel mio recente post sulla scomparsa del giovane soprano 25enne Patricia Janečková. Ma lei non è un caso isolato: insieme a lei ed il piccolo Marce, ci sono migliaia, se non milioni, di altre povere vittime. Di fronte alla tragedia di un bambino di soli 5 anni strappato alla vita da un tumore cerebrale in appena un mese e mezzo, titolano a reti unificate: "MARCEl (5), 45 GIORNI DOPO LA DIAGNOSI PERDE LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO. ORA BASTA. È il momento di denunciare la perversione di questa narrazione. Non è stato Marcel a "perdere". È il protocollo terapeutico dogmatico che ha fallito miseramente, ancora una volta. Ma nella narrazione guidata di regime, la colpa viene scaricata sul corpo di un bambino pur di non mettere mai in discussione la sacralità dell'industria farmacologica. 45 GIORNI DI CALVARIO E SEDAZIONE GUIDATA 45 giorni. Tanto è durato il calvario dalla diagnosi. 45 giorni in cui un bambino di 5 anni è stato spinto nel tritacarne di: Interventi invasivi e bombardamenti chimici; Chemioterapie devastanti e dolori immensi; La sequenza finale delle cure palliative: morfina, ansiolitici, cortisonici e antiemetici. Le "grandi conquiste" della medicina sintomatica: 45 giorni di pura sofferenza per poi approdare a una sedazione finale guidata. E intanto i numeri dell'ecatombe continua, tra bambini, ragazzi e adulti, continuano inesorabilmente a salire. Se i risultati peggiorano, com'è possibile che la ricetta rimanga sempre la stessa? IL BLOCCO DELLE ALTERNATIVE E IL TRUCCO DEL "VELENO" Mentre si distrugge il corpo di un bambino con trattamenti citotossici che non scalfiscono le cellule staminali tumorali (le quali finiscono per sviluppare chemio-resistenza), si sbarra la strada a qualsiasi alternativa reale. Esistono molecole e farmaci antiparassitari riposizionati dai meccanismi d'azione straordinari. Opzioni che si potrebbero e dovrebbero tentare prima di demolire un organismo già provato. Ma la regola del sistema è spietata: se qualcosa funziona ed è a basso costo, deve essere resa irreperibile. Un farmacista mi ha riferito che l'Ivermectina è stata persino catalogata come "veleno". È lo stesso identico schema già visto in passato: Boicottata la Melatonina ad alti dosaggi; Ostacolata e affondata la Somatostantina; Ridicolizzati e bloccati i Funghi Medicinali e l'approccio metabolico. E tante altre molecole naturali. Appena una molecola mostra efficacia senza generare i profitti miliardari dei brevetti oncologici, scatta la censura, la demonizzazione mediatica e la rimozione dal mercato. "Chiaramente non verrà mai investito un solo centesimo in un clinical trial che, già a priori, si sa che non genererà profitto." UNA MACCHINA DA SOLDI SULLA PELLE DEI BAMBINI Manca del tutto la visione d'insieme: zero attenzione alla nutrizione cellulare, zero focus sul metabolismo, zero interesse verso una prevenzione primaria profonda. Ci troviamo davanti a un modello basato solo su sovradiagnostica e farmaci ad altissimo costo, progettato per mantenere in piedi una macchina da soldi infinita, non per guarire, ma trattare le persone. In onore del piccolo Marcel, dei suoi genitori e di tutte le famiglie devastate da questo sistema, dobbiamo smettere di credere ciecamente al dogmatismo farmaceutico. La vera vittoria non sarà più piangere i nostri figli mentre "perdono la loro battaglia", ma smettere di mandarli al macello con le armi sbagliate, pretendendo una medicina al servizio della vita e non del profitto.
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Non sai che esistono Cavalli di razza e da tiro? Dipende da come li tratti. 😉
Ci si riprende così in fretta da un intervento ai polmoni? Mah!
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